Genere
Azione
Lingua
Italiano
PEGI
18+
Prezzo
ND
Data di uscita
9/2/2010

BioShock 2

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Datasheet

Produttore
2K Games
Sviluppatore
2K Marin
Genere
Azione
PEGI
18+
Distributore Italiano
Take2
Data di uscita
9/2/2010
Lingua
Italiano
Giocatori
10
Formato Video
HDTV
Formato Audio
Surround 5.1

Hardware

BioShock 2 sarà disponibile dal 9 febbraio nelle versioni per PC, Xbox 360 (a cui si riferisce questa anteprima) e PlayStation 3.

Multiplayer

Sarà possibile giocare in multiplayer tramite cinque diverse modalità di gioco e scegliendo tra otto diversi personaggi, ognuno con caratteristiche uniche. Le sessioni di gioco in multiplayer saranno ambientate nel 1959 (un anno prima degli avvenimenti narrati in BioShock) e, tra le altre cose, metteranno a disposizione alcuni plasmidi assenti invece nel gioco in singolo.

Link

Hands On

La città sommersa

Tre ore a Rapture nei panni di un Big Daddy.

di Francesco Destri, pubblicato il

Manca circa un mese all’uscita italiana di BioShock 2 e, dopo tre ricche anteprime (qui potete leggere la più recente), abbiamo trascorso circa tre ore a Rapture in compagnia di Big Daddy, “sorelline”, replicanti, plasmidi e tutto l’armamentario vintage che ha fatto del predecessore uno degli sparatutto in prima persona più originali e affascinanti degli ultimi anni. Abbiamo potuto così testare in modo approfondito i primi cinque livelli della versione per Xbox 360 (il gioco sarà disponibile anche per PC e PlayStation 3), constatare le differenze con il titolo precedente e inquadrare parte dei pregi e dei difetti di questa nuova fatica di 2K Marin che, ne siamo certi, già si candida a titolo più importante di questo inizio 2010.

tra passato e presente

La trama di BioShock 2 è già stata descritta nelle nostre precedenti anteprime e, senza scendere ancora nei particolari, ricordiamo solo che il gioco è ambientato nel 1970 (dieci anni dopo il predecessore) e che il nostro alter ego è un Big Daddy di prima generazione,ovvero l’indefinibile creatura con trivella e casco da palombaro simbolo indiscusso, assieme alle inquietanti “sorelline”, dell’intera serie.
Il nostro ritorno a Rapture, la città sommersa creata molti anni prima dal visionario e rivoluzionario Andrew Ryan, ci vede impegnati nella ricerca della nostra Little Sister (a cui i Big Daddy sono legati da un rapporto quasi simbiotico), ma sarà anche l’occasione per combattere il nuovo ordine politico-religioso della città, finito nelle mani della malvagia Sofia Lamb.
Il primo impatto con il gioco non può che ricordare fortemente BioShock. D’altronde sempre di Rapture si tratta e sinceramente i dieci anni di differenza non si notano quasi nelle architetture, nell’arredamento e in generale nell’art-design della città sommersa, al cui look ha contribuito anche il team francese di Arkane Studios. Tutto insomma, dall’acqua scrosciante allo stile anni ’60 delle scenografie, riporta alla memoria al titolo precedente, tanto che per i primi minuti ci si rende conto di giocare a un sequel solo per la trivella sul braccio destro, per una certa lentezza nei movimenti (il nostro Big Daddy non è certo una piuma) e per le ombre proiettate sui muri che ne restituiscono l’ingombrante silhouette.

big daddy in versione hacker

Anche altri elementi sono stati ripresi fedelmente da BioShock. Le registrazioni vocali di alcuni PNG ci accompagnano nell’esplorazione della città svelando importanti particolari sul recente passato di Rapture e, cosa che farà piacere agli amanti del looting, gli oggetti da raccogliere sono davvero tantissimi: munizioni, medikit, cibo, bevande e dollari sono sparsi dappertutto dentro valigie, casse e cadaveri e naturalmente non mancano distributori di munizioni e medikit a pagamento, che volendo possono essere “hackerati” eseguendo un apposito mini-gioco. Se in BioShock dovevamo ricorrere all’amato e odiato circuito di tubi per manomettere distributori, casseforti e torrette di guardia, ora bisogna premere il pulsante A (anche tre volte di seguito per i "device" più ostici) quando una lancetta in movimento si posa sulla parte verde di un indicatore.
In caso di fallimento scatta un allarme e ci ritroviamo ad affrontare le sentinelle volanti per circa mezzo minuto ma volendo, con il lanciadardi che otteniamo quasi da subito, possiamo colpirle ed eseguire il medesimo giochino per farle passare dalla nostra parte (lo stesso vale per telecamere, circuiti per l’apertura delle porte e mitragliatori radiocomandati). La componente hacking continua insomma ad avere molta importanza anche in BioShock 2 e a nostro avviso ciò è un bene. Utilizzare questi strumenti a nostro favore è utile per evitare uno spreco eccessivo di munizioni e per rendere più vari i combattimenti, ma anche il giochino da completare è concepito bene e spesso, magari con poca salute e armi quasi scariche, ci siamo trovati di fronte a una cassaforte con il dubbio se aprirla rischiando di far scattare l’allarme o se lasciar perdere e proseguire oltre.

l’arte del combattimento a rapture

BioShock 2 non è però solo un “riciclo” delle idee migliori del predecessore. Gli elementi nuovi infatti non mancano e, se per l’attesa componente multiplayer ci riserviamo un’analisi approfondita in sede di recensione, sono almeno tre le novità più importanti del gioco. Per prima cosa il nostro alter ego può utilizzare contemporaneamente i poteri dei plasmidi affidati alla mano sinistra (e quindi al grilletto sinistro) e le classiche armi con la mano destra. Sembra una cosa da poco, ma le fasi di combattimento risultano molto più frenetiche e divertenti rispetto a prima e con un po’ di pratica si può davvero diventare una perfetta macchina di morte. Utilizzare allo stesso momento una scarica elettrica e una vampata di fuoco con una raffica di chiodi o con la trivella aumenta non poco il divertimento, tanto che parlare di “combo” in tali situazioni non è del tutto fuori luogo. Inoltre la possibilità di combinare tra loro alcuni plasmidi e di migliorarne la potenza permette anche di “specializzarsi” in certi tipi di attacco; nel nostro caso ad esempio non siamo quasi mai ricorsi alla telecinesi se non per sorprendere i nemici alle spalle, ma quando si hanno di fronte quattro o cinque replicanti, veloci e armati con pistole e fucili a pompa, diventa davvero difficile cercare un oggetto abbastanza pesante, alzarlo da terra, prendere la mira e scagliarlo contro i nemici.
Abbiamo quindi preferito l’alternanza della scossa elettrica e della fiammata, ma a rendere i combattimenti così vari e divertenti contribuiscono anche i diversi tipi di munizioni per le armi più classiche, l’hacking dei device di difesa e magari, se la situazione non è troppo frenetica, un attacco da lontano minando il terreno con cariche esplosive e attirando i nemici per poi vederli saltare in aria a pochi metri da noi.

non si scherza con le “sorelle”

In generale i combattimenti di BioShock ci sono parsi più impegnativi rispetto a quelli del predecessore e ancora una volta, se si spera di uccidere ricorrendo solo alle armi da fuoco, la frustrazione sarà parecchia. A rincarare la dose troviamo poi le Big Sister, sorta di Big Daddy al “femminile” velocissime, molto resistenti e con attacchi quasi letali, e un gigantesco replicante, anch’esso molto resistente, agile e in grado di lanciarci contro qualsiasi cosa. Per fortuna (o purtroppo per alcuni) tornano anche in questo sequel le Camere della Vita con cui, una volta morti, si ritorna in vita poco lontano e si riprende a combattere contro i nemici senza che questi abbiano nel frattempo riacquistato energia.
In questo modo affrontare una Big Sister (per ora il nemico più forte visto in questa versione dimostrativa) anche morendo tre o quattro volte non comporta particolari problemi, ma va anche detto che gli sviluppatori hanno aggiunto l’opzione per disabilitare le Camere proprio come in BioShock. Abbiamo poi accolto con grande curiosità le sessioni di gioco all’esterno di Rapture: muoversi sul fondale marino e vedere dall’esterno gli edifici della città (scorgendo magari scontri al loro interno tra replicanti e Big Daddy) aumenta non poco il fascino del gioco, anche se per ora questi frangenti ci sono sembrati più un piacevole diversivo che non una vera e propria aggiunta a livello di gameplay.

quando a contare è soprattutto l’atmosfera

Quello che continua a convincere nel mondo di BioShock (e che ci è parso immutato in questo sequel) è la bellissima atmosfera di Rapture. Tra le nuove location segnaliamo almeno il parco dei divertimenti con inquietanti stand “culturali” di manichini e animatronic, una grande area di ristoro e una stazione ferroviaria. Alcune trovate di sceneggiatura, benché fortemente scriptate, sono poi notevoli. La fuga su un treno mentre siamo sotto attacco, la difesa di una “sorellina” intenta a estrarre l’Adam da un cadavere, i rumori e gli effetti grafici che annunciano l’arrivo di una Big Sister, il combattimento contro un altro Big Daddy, la drammatica decisione se “prosciugare” o salvare una Little Sister e altre situazioni cariche di pathos e tensione sono qui a dimostrare ancora una volta la superiorità di BioShock 2 sul versante emozionale rispetto a tanti altri sparatutto odierni, magari più appariscenti e tecnicamente complessi ma decisamente più freddi e risaputi. Le uniche due pecche fin qui riscontrate riguardano principalmente l’assenza di grandi novità rispetto a BioShock e un comparto grafico buono ma non esaltante.

sarà un successo?

Nel primo caso chi si aspettava stravolgimenti di sorta o notevoli innovazioni rimarrà deluso; è vero che abbiamo visto solo una parte (benché corposa) del gioco, ma spesso abbiamo avuto la sensazione di giocare a una sorta di espansione di BioShock e ciò, se da un lato farà piacere a chi ha adorato il gioco del 2007, dall’altro suggerisce una certa mancanza di coraggio nell’introdurre tematiche e meccaniche di gioco diverse da quelle del predecessore. A questo discorso si lega poi l’aspetto grafico.
BioShock 2 è tutt’altro che deludente e a tratti offre un impatto visivo ancora oggi notevole (le dinamiche dei fluidi, le superfici riflettenti, l’illuminazione), ma la scelta dell’Unreal Engine 2.5 (comunque potenziato), i ragdoll, le animazioni e certe texture ci riportano anche in questo caso al titolo precedente, senza che i due anni e mezzo trascorsi da esso abbiano portato a un deciso restyling grafico. Per parlare di veri e propri difetti aspettiamo comunque la versione completa del gioco, ma se l’intera avventura a Rapture dovesse mantenersi sugli stessi livelli visti in questa corposa demo aspettiamoci pure un titolo di altissimo spessore.


Commenti

  1. rimher_r

     
    #1
    checco ha scritto:
    La città sommersa: Tre ore a Rapture nei panni di un Big Daddy.
     Un peccato per il poco coraggio del team di sviluppo nel non aver introdotto nulla di sostanzialmente nuovo. Pero' il primo capitolo e' stato davvero maestoso. Mi aspetto ancora ottime cose da questo secondo.
  2. DualShockato

     
    #2
    Ed io ho già prenotato la Special Edition  :sbav:
  3. Gaara80

     
    #3
    Sapete se Bio 2 per PC uk sarà anche italiano? :\
  4. kelsior

     
    #4
    prenotato:cool:
  5. mizzorughi

     
    #5
    Sento un po' di delusione generale su sto titolo. Tra tutto quello che è uscito è anche passato un po' in secondo piano. Imho mi sono stradivertito col primo, speriamo sia così anche questo.
  6. maxlaiena

     
    #6
    IMHO gran gioco il primo ma seguito inutile.
  7. Gaara80

     
    #7
    Bah spero solo che il forte deja vu non mi annoi dopo poco...
  8. joint

     
    #8
    Io lo aspetto, il primo l'ho adorato.
    L'unica cosa che mi entusiasma poco fin dall'inizio, è l'idea d'impersonare un BD.
  9. bibbi 76

     
    #9
    Le prime rece parlano di uno storyline migliore rispetto al primo episodio e di una migliore qualità tecnica. ;)
  10. utente_deiscritto_19700

     
    #10
    esce troppo a ridosso di dante's inferno.......cosa che mi consente di risparmiare i soldi.
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