Genere
Sparatutto
Lingua
Tutto in Italiano
PEGI
18+
Prezzo
ND
Data di uscita
24/8/2007

BioShock

BioShock Aggiungi alla collezione

Datasheet

Produttore
2K Games
Sviluppatore
Irrational Games
Genere
Sparatutto
PEGI
18+
Distributore Italiano
Take2
Data di uscita
24/8/2007
Lingua
Tutto in Italiano
Giocatori
1

Lati Positivi

  • Atmosfera straordinaria
  • Gioco immersivo come pochi
  • Graficamente eccellente
  • Sonoro da Oscar
  • Grande libertà di azione
  • Gameplay ricco di varianti
  • Motore grafico ben ottimizzato

Lati Negativi

  • Intelligenza nemica non sempre perfetta
  • Sistema di "hackeraggio" un po' ripetitivo

Hardware

Abbiamo provato BioShock in modalità DirectX 10 su Windows Vista Ultimate e con i driver Nvidia 163.44 con un PC dotato di un processore Intel Quad Core QX6600, di 4 GB di RAM e di una GeForce 8800 GTX con 768 MB di RAM. Alla risoluzione di 1680x1050 pixel e con tutti i dettagli grafici al massimo il gioco è risultato estremamente fluido e non è andato mai soggetto a blocchi o a crash di nessun genere. L'unico difetto riscontrato quattro o cinque volte su quasi venti ore di gioco è che, caricando una partita salvata, siamo rimasti bloccati nella schermata di caricamento dovendo per forza ricorrere al Gestione Risorse per tornare al Desktop. Il gioco richiede infine un collegamento a Internet per la sua attivazione.

Multiplayer

BioShock è interamente dedicato al gioco in singolo.

Link

Recensione

I segreti di Andrew Ryan

BioShock è davvero il capolavoro che tutti si aspettavano?

di Francesco Destri, pubblicato il

Molte idee vincenti contribuiscono a fare di BioShock qualcosa di molto simile a un capolavoro.
Ambientazione, trama, personaggi (quelli principali sono ottimamente caratterizzati anche se li conosciamo solo attraverso dialoghi registrati), fattore "rigiocabilità" elevato, tensione che si percepisce a ogni sospiro e lamento nemico, longevità più che buona (a livello medio lo abbiamo terminato in circa diciotto ore) e un andamento che non conosce momenti di stanca, un po' per la varietà degli ambienti (davvero splendido il giardino "infernale" di Arcadia), un po' per il tipo di quest, mai troppo lunghe o stancanti da portare a termine anche là dove (la raccolta di un siero nel bel mezzo di un alveare) la difficoltà si fa decisamente impegnativa.

LA MORTE NON È DI CASA

BioShock non è però uno sparatutto frustrante. Si può infatti salvare quando si vuole e non è possibile morire, in quanto, una volta rimasti senza più vita, si viene trasportati in una Camera della Vita da cui, una volta usciti, possiamo ricominciare a giocare con un po’ di energia mentre quella dei nemici rimane la stessa di quando siamo morti.
Una decisione questa che ha scontentato molti appassionati, ma che a nostro parere è in linea con l'intero concept di BioShock, quasi come se gli sviluppatori avessero voluto far proseguire l'esperienza di gioco con la massima continuità possibile e senza il timore continuo di lasciarci le penne a ogni metro percorso; per di più, invece di essere resuscitati nelle Camere della Vita, possiamo benissimo ricaricare l'ultimo salvataggio effettuato senza quindi avere questa facilitazione.
Se proprio dobbiamo trovare dei piccoli difetti, questi risiedono nella non perfetta intelligenza nemica (nel complesso buona, ma con qualche pecca come per esempio la mira quasi infallibile), nella comparsa improvvisa di mostri sbucati da chissà dove (ne risente un po’ il realismo), nella modalità di aggiramento di casseforti e distributori vari (una specie di Pipe Dream alla lunga stancante) e in un "bestiario" che tende a essere un po' ripetitivo, seppur rimanga sempre disturbante e ottimamente caratterizzato.

GRAFICA SHOCK

Pecche davvero microscopiche che poco tolgono alla piena riuscita di un titolo che è anche un gioiello di grafica e di sonoro. Stupefacente il lavoro svolto sulla resa dei liquidi e sulle distorsioni che essa provoca alla vista (per esempio se finiamo per qualche secondo sotto uno scroscio d'acqua), così come tutta la dinamica dell'illuminazione e la fisica degli oggetti e dei corpi, con il solo rammarico di assistere ancora a situazioni in cui una granata non riesce a spazzare via una semplice asse di legno dietro cui possiamo ripararci senza il rischio di essere colpiti.
Un impatto visivo insomma strepitoso anche se con qualche piccolo limite (non siamo per esempio riusciti ad attivare, anche "forzatamente", l'AntiAliasing), in grado di farci davvero vivere dentro al gioco come pochissimi titoli prima di BioShock sono riusciti a fare con altrettanta incisività, con in più un'ottimizzazione del motore grafico (l'Unreal Engine 3.0) che di fatto permette una fluidità dignitosa anche con processori e schede 3D non recentissimi.
Il sonoro non è da meno sia per un doppiaggio italiano impeccabile (non c'è una sola voce fuori contesto o troppo artefatta), sia per musiche estremamente coinvolgenti e in piena assonanza con l'epoca in cui si svolge il gioco, senza dimenticare effetti sonori e una resa dell'ambienza multicanale semplicemente straordinaria.

Voto 5 stelle su 5
Voto dei lettori
BioShock è davvero quel capolavoro che tutti si aspettavano dopo oltre tre anni di attesa. Un titolo che trasuda fascino, personalità e originalità a ogni metro percorso nella città sommersa di Rapture, con una splendida atmosfera orrorifica e disturbante di contorno e un gameplay che tra action, adventure e spunti ruolistici sa farsi affascinante e ricchissimo di varianti lungo le quasi venti ore che abbiamo passato assieme a quest'ultima incredibile creazione di Irrational Games. Davvero pochissime le pecche (più che altro mancanze o difetti veniali) per un titolo che, assieme al suo illustre "predecessore" System Shock 2, non può assolutamente mancare nella collezione di qualsiasi amante dei videogiochi.