Genere
Sparatutto
Lingua
Tutto in Italiano
PEGI
18+
Prezzo
€ 69,99
Data di uscita
24/8/2007

BioShock

BioShock Aggiungi alla collezione

Datasheet

Produttore
2K Games
Sviluppatore
Irrational Games
Genere
Sparatutto
PEGI
18+
Distributore Italiano
Take2
Data di uscita
24/8/2007
Lingua
Tutto in Italiano
Giocatori
1
Prezzo
€ 69,99

Lati Positivi

  • Straordinario stile in "Art Deco"
  • Reparto sonoro coinvolgente
  • Narrazione di grande levatura
  • Gameplay vario e divertente
  • Doppiaggio italiano ottimo
  • Buona longevità

Lati Negativi

  • Qualche buco nell'intelligenza artificiale nemica
  • Facile e lineare in alcuni casi
  • Nemici e sistemi di "hackeraggio" poco vari

Hardware

BioShock supporta HDTV con risoluzioni sono a 1080p, oltre che il sonoro Dolby Digital anche all'interno del gioco e non solo nei filmati d'intermezzo, tra l'altro creati con lo stesso motore grafico. Per giocare con l'edizione Xbox 360 qui recensita sono necessari una confezione originale del gioco, una console Xbox 360 e un joypad.

Multiplayer

Non è presente alcuna modalità multiplayer, Bioshock si gioca solo in single player.

Link

Recensione

BioShock, erede di se stesso

Il successore spirituale di System Shock vuole camminare da solo.

di Andrea Focacci, pubblicato il

La ricombinazione genetica sfrenata ha finito per distruggere Rapture e i suoi stessi abitanti, inducendo molteplici riflessioni (quante di queste saranno poi realmente pertinenti e sufficientemente originali?) sugli effetti del consumismo becero in totale assenza di morale. Tuttavia distorcere parzialmente la propria umanità è la sola via percorribile sulla strada della sopravvivenza, in una città ormai quasi fantasma.

BAMBINE O MOSTRI. O POLIGONI?

È in questo contesto che si vanno a collocare le Sorelline, inquietanti fanciulle dagli occhi di fuoco che qualcuno ha eletto a custodi dell'ADAM, sacrificandone l'umanità stessa in favore di un'educazione quasi pavloviana, che si manifesta in modo evidente nel fare meccanico con cui le bambine affondano le loro siringhe nei cadaveri, alla ricerca del componente per il quale sono state create.
Ed è qui che il giocatore dovrà operare la scelta più significativa dell'intera avventura: prosciugare le Sorelline dell'ADAM raccolto per potenziare i propri poteri in cerca della sopravvivenza - sacrificando però quella della piccola "creatura" - oppure tentare di redimerle, traendone in ricompensa un modesto quantitativo della preziosa sostanza ma, forse, altre gratificazioni a lungo termine?

IL GIOCATORE SPARÒ PER PRIMO

Quale che sia la vostra scelta, si dovranno fare i conti con il Big Daddy che protegge la Sorellina di turno, l'enorme bestione vestito da palombaro ritratto sulla copertina del gioco che, sino a quel momento, osserverà guardingo il giocatore per poi entrare in azione al primo segno di ostilità verso la sua protetta.
Battaglie indubbiamente durissime ma che, con il passare del tempo, si ridurranno a semplici diversivi alla lotta con gli altri ricombinanti: BioShock, infatti, come tutti gli sparatutto in prima persona tende a soffrire della sindrome da "uomo solo contro un esercito", dove le possibilità di potenziare le proprie armi meccaniche e psichiche - oltre a quella di inventare munizioni sempre più devastanti radunando gli opportuni componenti - finisce ben presto per rendere il protagonista una macchina di sterminio, inarrestabile anche di fronte a torrette di guardia o telecamere di sicurezza.
L'occultamento o l'aggiramento informatico delle stesse, riprogrammandole come alleate, divengono pratiche monotone e ripetitive, da tanto sono efficaci.

ORGOGLIO E PREGIUDIZIO

Se si aggiunge la possibilità di utilizzare una sorta di macchina fotografica per immortalare i nemici in azione, nell'ottica di svolgere ricerche su di loro e rendere più efficaci gli attacchi nei loro confronti, ben si può comprendere come BioShock non sfoggi un grado di difficoltà particolarmente elevato, nemmeno a livello Difficile, soprattutto se paragonato ai vecchi System Shock.
Le "camere della vita", dove il protagonista viene rigenerato una volta caduto in battaglia mantendendo tuttavia le percentuali di danno già inflitti sino a quel momento ai nemici presenti nelle vicinanze, rendono praticamente impossibile l'eventualità di un "game over" prematuro: và pur detto, ad onor del vero, che la possibilità di salvare la partita in ogni momento, rende assai facoltativo l'utilizzo della rigenerazione in loco. Insomma, una volta di più, la scelta dipende esclusivamente da voi...

Voto 5 stelle su 5
Voto dei lettori
BioShock non sarà un capolavoro in senso assoluto ma, di certo, è un gioco eccellente sotto ogni punto di vista. Realizzazione grafica ai massimi splendori, ambientazione horror ricca di significati distopici e risvolti psicologici, gameplay solido e affascinante, narrazione di altissimo livello: BioShock è un titolo che parla al giocatore, ed è forse questo il complimento più grande che si possa rivolgere ad un videogioco. Forse l'eccessiva facilità e linearità presenti nelle ultime ore dell'avventura lo rendono meno carismatico rispetto all'inossidabile System Shock 2 ma, detto fra noi, c'è poi tutto questo bisogno di paragonarli per forza? No, appunto. Se amate il videogioco, comprate BioShock.