Genere
Rhythm Game
Lingua
Inglese
PEGI
3+
Prezzo
€ 6,00
Data di uscita
5/3/2010

Bit.Trip Void

Bit.Trip Void Vai al forum Aggiungi alla collezione

Datasheet

Produttore
Aksys Games
Sviluppatore
Gaijin entertainment
Genere
Rhythm Game
PEGI
3+
Distributore Italiano
Nintendo Italia
Data di uscita
5/3/2010
Lingua
Inglese
Giocatori
4
Prezzo
€ 6,00

Lati Positivi

  • Solito adorabile stile retrò
  • Più accessibile dei precedenti episodi
  • Alla colonna sonora ha partecipato Nullsleep

Lati Negativi

  • Per quanto più semplice, rimane un gioco tosto
  • Le scelte artistiche sono rivolte a un pubblico ben preciso
  • Se non si gioca per i punteggi dura davvero poco

Hardware

Bit.Trip Void, come tutti gli episodi della serie Bit.Trip, è un'esclusiva WiiWare, e richiede quindi un Nintendo Wii e una connessione a Internet per essere acquistato e giocato. Il sistema di controllo permette l'utilizzo delle due accoppiate Wiimote + Nunchuck e Wiimote + Classic Controller. Noi abbiamo preferito la seconda, che ci è parsa più reattiva.

Multiplayer

Il supporto al multiplayer permette di giocare in quattro sulla stessa console.

Link

Recensione

Terzo viaggio nella sinestesia

Gaijin Games riduce un po' il tasso di sfida.

di Andrea Maderna, pubblicato il

La terza uscita della serie di Bit.Trip è caratterizzata da un paio di sostanziali differenze col passato. Innanzitutto è il primo episodio a richiedere l'utilizzo di una levetta per controllare l'avatar di turno. Spazio quindi a Nunchuck o, ancora meglio, Classic Controller. E poi, dopo il picco di difficoltà visto in Bit.Trip Core, c'è un discreto ammorbidimento delle meccaniche di gioco, molto più accessibili e meno schematiche. Lo spirito di base, in compenso, rimane lo stesso: dare vita a esperienze ludiche e musicali totalmente fuori di testa e dal forte legame tematico con gli anni delle console a 8 bit.

uno "spara e fuggi" senza proiettili

Se si deve avvicinare Bit.Trip Void a un qualche genere di gioco, per provare a classificarlo, non possono che venire in mente gli sparatutto bidimensionali di matrice nipponica. Nell'ultima produzione di Gaijin Games, infatti, si sposta per la prima volta in totale libertà e in tutte le direzioni il proprio avatar, cercando di raccogliere bonus e di evitare pseudo-proiettili che riempiono molto velocemente lo schermo. La differenza - non da poco - rispetto ai vari Espgaluda e Radiant Silvergun è che non c'è alcuna possibilità di difendersi, se non tramite rari bonus che permettono di respingere il "nemico". Si trascorre quindi il proprio tempo schivando orde di pericolosi pixel, cercando la via migliore per muoversi all'interno degli sciami e inseguendo invece i pixel benigni, necessari alla sopravvivenza. Come nei precedenti episodi, infatti, collezionare i pixel del colore giusto (nero) permette di accedere a uno status superiore, oltre che di dettare il delirante accompagnamento musicale grazie ai suoni emessi dalle proprie azioni. Se se ne raccolgono a sufficienza, si raggiunge uno status di esaltamento, all'interno del quale si viene graziati da moltiplicatori che aumentano a dismisura le dosi di punteggio raggranellabili. Mancare i pixel neri o, ancora peggio, essere colpiti da quelli bianchi genera un crollo nello status dell'avatar, che può portarlo a scivolare nella zona Nether. Qui i colori e gli effetti speciali ultravivaci del gioco si spengono, mentre l'audio diventa monocorde e viene emesso dall'altoparlante del Wiimote: il game over si avvicina pericolosamente e solo una sequenza di gioco condotta senza macchia può rimettere in carreggiata.

le dimensioni contano

Stile grafico e sonoro a parte, il tratto distintivo di Bit.Trip Void sta in una particolare trovata di gioco. Ogni volta che si raccoglie un pixel nero, il proprio avatar cresce di dimensioni. La cosa prosegue fino a un diametro che può occupare l'intero schermo. La crescita può essere interrotta riportando l'avatar alle dimensioni originarie, tramite la pressione di un tasto, e altrettanto avviene nel caso in cui si venga colpiti da un pixel bianco, con però anche le già citate conseguenze in termini di status. Tutto ciò va a generare la più classica delle meccaniche a "rischio e ricompensa", dato che in molte situazioni risulta comodo lasciar crescere l'avatar per poter raccogliere più facilmente ulteriori pixel, ma allo stesso tempo si aumenta il pericolo di toccare per sbaglio quelli dannosi.
In tutto questo gioca ovviamente la sua parte l'ottimo lavoro di design, con sciami di pixel che si avvicinano ordinati in modo da dare il giusto ritmo all'accompagnamento musicale, certo, ma anche da creare situazioni di gioco complesse, costringendo a movimenti veloci e decisioni improvvise sulle dimensioni a cui mantenere l'avatar. Inoltre, saltuariamente, si manifestano bonus che possono dare il potere di respingere i pixel bianchi, piuttosto che invertire i controlli o altro ancora. Chiaramente, essendo i bonus disponibili sempre negli stessi punti dei livelli, anche in queste fasi la composizione degli sciami è studiata ad hoc per fornire la migliore esperienza possibile. Bit.Trip Void, del resto, oltre che un'esperienza del tutto particolare, è un gioco studiato per chi ama mettersi alla prova percorrendo più volte lo stesso livello alla ricerca del punteggio perfetto.

cambio di direzione

Come detto, pur mantenendo un'evidente e apprezzabilissima coerenza stilistica e tematica, Bit.Trip Void cambia un po' le carte in tavola rispetto alle due precedenti uscite nella serie (cliccando qui potete leggere la recensione di Bit.Trip Beat e cliccando qui trovate quella di Bit.Trip Core). Per la prima volta si ha uno schema di controllo completamente libero e per la prima volta gli sviluppatori sono venuti incontro ai giocatori in termini di gestione del progresso e della difficoltà. Bit.Trip Void, infatti, non solo è mediamente più abbordabile, soprattutto rispetto al davvero punitivo Bit.Trip Core, ma presenta anche un sistema di checkpoint, che dividono ciascun livello in più sezioni e danno l'opportunità di sacrificare il punteggio per proseguire la partita. Certo, bisogna essere sufficientemente bravi da conquistare i crediti necessari tramite alti punteggi, ma si tratta comunque di una concessione che, francamente, non ci aspettavamo. Per il resto, segnaliamo la sempre piacevole opzione per il multiplayer cooperativo, che permette a quattro partecipanti di giocare assieme sulla stessa console.

Voto 4 stelle su 5
Voto dei lettori
Bit.Trip Void è un'esperienza abbastanza in linea con le precedenti due offerte di Gaijin Games, sul piano artistico come su quello delle meccaniche e del prezzo più che abbordabile. Propone però maggiore accessibilità e una certa apertura che fino ad ora erano mancate e che potrebbero renderlo più appetibile a chi, magari intrigato dagli spunti tematici, è stato in precedenza scoraggiato dalla difficoltà d'approccio.

Commenti

  1. Unbeatable Babyface

     
    #1
    Adoro questa serie per la sua capacità di "nascondere" un'anima da rhythm game sotto una scorza di altro genere.
    Sono in attesa del quarto capitolo :)
  2. giopep

     
    #2
    Unbeatable Babyface ha scritto:
    Adoro questa serie per la sua capacità di "nascondere" un'anima da rhythm game sotto una scorza di altro genere.
    Sono in attesa del quarto capitolo :)
     Sono molto curioso, anche per vedere un attimino come si evolverà la cosa.
  3. utente_deiscritto_19106

     
    #3
    Ma che cavolo di gioco è??? Ho visto un video su Youtube...daccordo la sperimentazione, ma imho qui si esagera
  4. SixelAlexiS

     
    #4
    SharkFRA ha scritto:
    Ma che cavolo di gioco è??? Ho visto un video su Youtube...daccordo la sperimentazione, ma imho qui si esagera
     shark mi deludi... forse void è il meno riuscito, ma i precedenti capitoli sono a dir poco geniali, soprattutto per un amante dei ryhthm game ;)
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