Genere
Strategico
Lingua
Inglese
PEGI
12+
Prezzo
€ 39,99
Data di uscita
12/2/2010

Bleach: The 3rd Phantom

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Datasheet

Produttore
Sega
Sviluppatore
SEGA
Genere
Strategico
PEGI
12+
Distributore Italiano
Halifax
Data di uscita
12/2/2010
Data di uscita americana
15/9/2009
Data di uscita giapponese
26/6/2008
Lingua
Inglese
Giocatori
1-2
Prezzo
€ 39,99

Lati Positivi

  • Storia inedita scritta da Tite Kubo, l'autore del manga
  • Personaggi tratti dal fumetto più alcune nuove comparse
  • Sviluppo di armi e personaggi interessante
  • Ricco di contenuti extra e di segreti da scoprire

Lati Negativi

  • Ritmo e azione terribilmente lenti
  • Dialoghi invasivi
  • Strategicamente povero, strutturalmente arcaico
  • Nessun elemento distintivo
  • Livello di difficoltà basso

Hardware

Per giocare a Bleach: The 3rd Phantom è necessario possedere una confezione originale del gioco e un Nintendo DS (modello normale o Lite) o Nintendo DSi di qualsiasi nazionalità. I comandi di gioco sono affidati esclusivamente alla croce direzionale e alla pulsantiera. Lo schermo inferiore mostra l'area di gioco e la finestra di battaglia, quello superiore le statistiche dei personaggi. La versione da noi provata è quella americana.

Multiplayer

Bleach: The 3rd Phantom permette di sfidare un amico tramite il sistema Wireless di Nintendo DS. Ogni giocatore può schierare, in un'arena apposita, fino a cinque dei personaggi a sua disposizione. Per usufruire di questa modalità bisogna possedere due Nintendo DS e due copie del gioco.

Link

Recensione

Una partita a scacchi con gli shinigami

Su Nintendo DS, la dimensione strategica di Bleach.

di Vincenzo Ercole, pubblicato il

In quasi venti anni di storia, lo strategico a turni giapponese è evoluto molto lentamente, ma ogni piccolo passo da esso compiuto è stato di radicale importanza nella definizione delle sue caratteristiche base. Confrontando gli antesignani del genere con alcuni tra gli ultimi e più significativi esponenti usciti, si noteranno, ad una prima occhiata, poche differenze sostanziali, eppure basta giocare qualche minuto per accorgersi di quanto ogni elemento della struttura di gioco sia cresciuto. L'intelligenza artificiale dei nemici, la velocità di manovra, lo sviluppo delle tattiche, il sistema di combattimento, l'interfaccia utente, la gestione delle truppe e l'impianto narrativo sono solo alcuni degli aspetti che hanno goduto di un costante e continuo processo di miglioramento.
Traducendo il discorso in esempio, possiamo pensare all'infinita saga di Super Robot Wars: tra i titoli della serie usciti in un qualsiasi arco temporale ristretto, si notano differenze strutturali minime, che diventano invece evidenti e rilevanti quando si confrontano capitoli distanti di qualche anno l'uno dall'altro.
Questo per dire una cosa molto semplice: Bleach: The 3rd Phantom, il gioco qui valutato, è un titolo mediocre poiché ciascuna sua componente si rivela oltremodo datata. Bleach: The 3rd Phantom non è uno strategico a turni di stampo classico, e perciò consigliabile agli appassionati irriducibili del genere, ma uno strategico che fallisce miseramente la sfida con la modernità. Il fatto che goda di personaggi tratti da Bleach, la famosa serie a fumetti, non aiuta a risollevare le sue sorti. La struttura che regge il gioco è, infatti, deficitaria sotto molteplici punti di vista. Vediamo quali.

Un elefante si dondolava...

In primo luogo, parliamo di lentezza. Bleach: The 3rd Phantom manca di ritmo nella narrazione, sviluppa a singhiozzo i capitoli in cui è divisa la storia, eccede nella quantità di dialoghi scritti e, soprattutto, presenta un'azione di gioco soporifera.
Il campo di battaglia è rappresentato dal classico reticolo a caselle. La mappa è piatta (si combatte su un piano lineare) e ristretta. Imbastire strategie è impossibile, ci si limita a eseguire manovre scontate di attacco e difesa; per altro è indifferente colpire un nemico alle spalle o lateralmente. I turni sono rigidi, prima tocca al giocatore, poi alla CPU: non ci sono restrizioni per i colpi speciali, né punti azioni, tantomeno una barra che stabilisca l'ordine degli attacchi. Insomma, un sistema di gioco che andava bene qualche anno fa, non certo oggi e non implementato alla maniera di Bleach: The 3rd Phantom.
Lentezza, si diceva. La finestra di comando si fa attendere troppo prima di comparire, gli spostamenti da una casella all'altra avvengono al rallentatore e i colpi sono portati in una schermata apposita, in stile picchiaduro, che porta via tempo e non permette alcun tipo di interazione. Questo per quanto riguarda il turno del giocatore, quando poi tocca alla CPU agire è ancora peggio: si è costretti ad aspettare che ogni singola unità nemica svolga il suo movimento e il suo attacco, in tempo reale. Non si possono saltare le animazioni, né accelerare gli spostamenti. Niente, si resta a guardare: agonia.
A questo si aggiunge una totale mancanza di strategia e pianificazione nelle manovre avversarie: spesso non si capisce in base a cosa il nemico agisca. Il livello di difficoltà è basso, il pathos inesistente, il ritmo blando. Gli obiettivi delle missioni sono ripetitivi, gli Hollow (spiriti maligni che si nutrono di anime) mancano di varietà e vengono riproposti a oltranza, e le arene di gioco si somigliano tutte. Per lunghi tratti sembra di ripetere sempre la stessa battaglia.

La spada suprema

Volendo insistere sulle mancanze di Bleach: The 3rd Phantom, si potrebbero riempire diversi paragrafi di testo. A livello puramente strutturale, scopriamo uno strategico limitato e privo di elementi distintivi. Tuttavia, visto che la mediocrità del titolo l'abbiamo già messa in evidenza, proviamo a sottolineare qualche aspetto positivo.
Il sistema di combattimento prova, in qualche modo, a spezzare la monotonia delle battaglie: sono presenti mosse speciali, combinate e potenziamenti di sorta. Peccato che nessuna di queste possibilità di attacco, offerte al giocatore, sia rilevante ai fini della vittoria: l'andamento delle battaglie è fin troppo casuale. Puerile, invece, il tentativo di introdurre il sistema "sasso, forbice, carta" per dare una parvenza di strategia al gioco: la griglia è talmente ristretta che è disagevole pilotare un'unità verso il nemico a lei più affine, mentre la difficoltà non elevata permette di affrontare chiunque senza problemi.
Ben più interessante il sistema di sviluppo delle armi. Utilizzando degli appositi punti esperienza, il giocatore può potenziare l'arma in dotazione a ciascun personaggio, scegliendo di volta in volta quale abilità sbloccare o quale potenziamento inserire negli slot disponibili. Per ogni livello raggiunto, si può scegliere una tra le tre opzioni presenti: un'abilità per il personaggio, uno slot aggiuntivo o un effetto speciale con cui arricchire i colpi, tanto per fare un esempio. Per ottenere la spada desiderata, bisogna decidere il prima possibile quali abilità sbloccare, così da non effettuare scelte avventate e controproducenti.

La storia di Ichigo Kurosaki

I punti di forza di Bleach: The 3rd Phantom, comunque, sono quasi tutti riconducibili al contesto narrativo e alla presenza degli eroi del fumetto. Il gioco gode di una storia creata su misura dall'autore del manga, che introduce personaggi inediti e li mescola sapientemente con i protagonisti indiscussi della serie.
La trama è interessate e il suo sviluppo per certi versi sorprendente. Agli appassionati di Bleach farà sicuramente piacere vedere tanti personaggi legarsi in una storia di senso compiuto. Purtroppo, la narrazione è lenta e diluita: gli eventi si susseguono senza sosta e i personaggi si moltiplicano, ma senza che il giocatore riesca ad appassionarsi a quello che succede. Dialoghi spesso banali e ridondanti non invogliano a leggere la mole di testo presente. A volte non si vede l'ora che i personaggi finiscano di parlare per tornare finalmente a combattere, anche se poi le battaglie non regalano grandi emozioni.
Una parziale nota di merito al "free time", una modalità in cui il giocatore è libero di parlare con alcuni tra i personaggi disponibili, ottenendo qualche bonus aggiuntivo in base alle scelte compiute. Un timido tentativo di introdurre degli elementi tipici delle Visual Novel (genere tipicamente giapponese) riuscito solo in parte, più che altro perché i dialoghi sono poveri e non svelano segreti particolari.
Segnaliamo, infine, la presenza di materiale bonus una volta concluso lo story mode. Ci riferiamo, in particolare, ai "livelli della Torre": una sfida interessante, difficile e che incrementa di parecchio le ore di gioco. Gli appassionati, poi, non mancheranno di voler reclutare ogni personaggio presente nel gioco.

Voto 2 stelle su 5
Voto dei lettori
Bleach: The 3rd Phantom non ha alcun legame con i precedenti episodi usciti su Nintendo DS. A due picchiaduro di qualità si sostituisce uno strategico a turni mediocre, incapace di soddisfare sia gli amanti del genere, abituati a titoli di ben altro spessore, che gli appassionati della serie Bleach. Per godere di qualche nuovo personaggio e di una storia inedita, bisogna sopportare una meccanica di gioco lenta, monotona e ripetitiva: non ne vale la pena, nel modo più assoluto.

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