Genere
Piattaforme
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Data di uscita
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Blocks That Matter

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Datasheet

Produttore
Swing Swing Submarine
Sviluppatore
Swing Swing Submarine
Genere
Piattaforme

Hardware

Per la versione Xbox 360 serve una console, un joypad e una connessione tramite cui scaricare il gioco. Sono anche richiesti circa 124 MB di spazio libero su hard disk o periferica di memorizzazione. Per la versione PC basta utilizzare un qualsiasi PC che supporti bene le DirectX 9, meglio ancora se munito di un joypad. Il gioco è particolarmente leggero in termini tecnici e funziona bene anche su configurazioni con qualche anno sulle spalle. Il gioco in versione PC è disponibile su Steam, Desura e altri servizi di digital delivery.

Multiplayer

Blocks That Matter non include modalità multiplayer.

Modus Operandi

Provate entrambe le versioni PC e Xbox 360. Affrontata la campagna in entrambe le versioni, provato l'editor di livelli.

Link

Recensione

Blocchi che contano davvero

Il premiato platform game indie arriva finalmente su PC.

di Stefano Castelli, pubblicato il

Noi di Videogame.it abbiamo già incrociato la strada con quella di Blocks That Matter in passato: ne è scaturita una corposa anteprima che entrava nei dettagli di questo singolare ibrido plarform game/puzzle. Poi ci siamo distratti un momento e il gioco ne ha approfittato per venire pubblicato su Xbox 360, vincere qualche prestigioso premio (tra cui il Grand Prize di Dream.Build.Play 2011) ed arrivare anche in versione PC. È venuto dunque il momento di recuperarlo e sottoporlo alla temuta prova della recensione. Anche perché di videogame simili, con cubi da smontare e spostare, negli ultimi anni ne sono usciti davvero una tonnellata. Che avrà di più questo gioco francese rispetto alla concorrenza?

Sviluppatori in pericolo

Con un tocco di meta-videogioco che ogni tanto ci sta davvero bene, la trama di Blocks That Matter ci introduce ai due veri sviluppatori del gioco, Alexey e Markus, intenti a sviluppare un videogame largamente atteso dal pubblico. La creazione di tale gioco va purtroppo per le lunghe e i due vengono rapiti da un gruppo di pericolosi videogiocatori intenzionati a schiavizzarli per velocizzare la creazione del capolavoro in questione. Prigionieri in una casupola sperduta in una foresta i due programmatori non possono fare altro che affidarsi alla loro creazione digitale: il Tetrobot. Praticamente, un innocuo cubo bianco capace di camminare, saltare e trivellare qui e li. Meglio di niente, no?
Nei panni del Tetrobot dovremo saltare da una connessione wi-fi all'altra in cerca dei nostri creatori attraversando cinquanta livelli che mischiano un gameplay da platform game davvero molto elementare con alcune particolari meccaniche di puzzle game. Senza scordarsi ovviamente un briciolo di Tetris, che non fa mai male!

Nei panni di un cubo

Eccoci dunque pronti ad impersonare il Tetrobot, una sorta di piccola lavatrice ben poco impressionante ma piuttosto maneggevole. Può camminare, correre, saltare e... beh, basta. Fortunatamente ben presto imparerà a usare una pratica trivella per distruggere i blocchi di vario genere che incontreremo nei livelli. Come forse avrete capito dal titolo, i blocchi in questione rappresentano il fulcro di ciascun livello, al tempo stesso ostacoli e mezzi tramite cui dovremo raggiungere l'uscita per progredire nel gioco.

Il Tetrobot può distruggere i blocchi pigliandoli a capocciate da sotto in stile Super Mario oppure sgretolandoli con la suddetta trivella. Attenzione però: i blocchi in questione non vengono semplicemente distrutti, bensì sono assimilati dal cubico robottino, che così potrà godere di un personale inventario di cubi di legno, sabbia, granito e altri materiali. In qualsiasi momento - a patto che il Tetrobot sia poggiato in terra - potremo poi richiamare la modalità Puzzle e ridistribuire a piacimento i blocchi nel livello selezionando tra quelli assimilati e basandoci su un set di semplicissime regole. In dettaglio, potremo piazzare blocchi solo di fianco a blocchi già esistenti (dunque, niente che svolazzi a mezz'aria) e - cosa più importante - saremo in grado di piazzarne solo quattro alla volta. Si, perché il gioco si basa sulla fisica Pazitnoviana (da Aleksej Pažitnov, il papà di Tetris) e richiede dunque al giocatore di creare dei tetramini quando si piazzano i cubi. Inizialmente questa particolare forzatura non sembra particolarmente invadente ma ben presto, quando cominceremo ad operare in livelli più angusti, ci renderemo conto di come trovare il modo di incastrare i vari cubi diventi impegnativo. Inoltre, sempre per la suddetta fisica Pazitnoviana, ogni volta che piazzeremo otto cubi in fila questi scompariranno. Utile quando si vuole fare spazio, odioso quando ci succede senza che l'avessimo pianificato. In qualsiasi momento potremo attivare l'auto-distruzione del Tetrobot e ricominciare così il livello daccapo: state pur certi che questa funzione vi servirà spesso e volentieri.


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