Genere
Puzzle Game
Lingua
Inglese
PEGI
3+
Prezzo
€7,99 a episodio (€12,99 per tre)
Data di uscita
17/12/2009

Blue Toad Murder Files

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Datasheet

Produttore
Sony Computer Entertainment Europe
Sviluppatore
Relentless Software
Genere
Puzzle Game
PEGI
3+
Distributore Italiano
PlayStation Store
Data di uscita
17/12/2009
Lingua
Inglese
Giocatori
4
Prezzo
€7,99 a episodio (€12,99 per tre)
Formato Video
HDTV
Formato Audio
Surround 5.1

Lati Positivi

  • Meccaniche di gioco semplici ma azzeccate
  • Recitazione convincente
  • Atmosfera simpatica e sbarazzina

Lati Negativi

  • Ritmo blando e carisma perfettibile
  • Rigiocabilità nulla
  • Non localizzato in italiano

Hardware

Blue Toad Murder Files è una serie investigativa composta da sei episodi, scaricabili a coppie di due attraverso il PlayStation Store di PlayStation 3. Ogni capitolo potrà comunque essere giocato in modo indipendente, per quanto la fruizione di ciascun appuntamento sia necessaria per comprendere il quadro narrativo generale.

Multiplayer

La particolarità di Blue Toad Murder Files è quella di poter essere giocato tanto in single player quanto in multiplayer sino a quattro giocatori. In quest'ultimo caso, l'azione del gioco si configura a turni, con ogni detective libero di scegliere se aiutare gli altri membri del party oppure proseguire autonomamente lungo la propria strada, arrivando ad indicare anche sospettati diversi dagli altri colleghi.

Link

Recensione

Indagini di società

I primi due episodi del puzzle game investigativo.

di Andrea Maderna, pubblicato il

Poco prima delle feste natalizie 2009, giusto in tempo per allietare i momenti digestivi del dopo-panettone, Relentless Software ha pubblicato su PlayStation Network la sua prima produzione slegata dalla polpetta astigmatica che risponde al nome di Buzz. La loro nuova creatura è un gioco a episodi, pubblicati mano a mano su PSN e venduti sia singolarmente sia in comodi pacchetti a prezzo scontato. Un esperimento che prova a travasare nelle meccaniche single player da avventura grafica il multiplayer spensierato dei quiz game cui gli sviluppatori ci hanno abituati.

uno, due, tre, quattro

Blue Toad Murder Files si potrebbe descrivere come un Professor Layton un po' più semplice e pensato per il multiplayer. Ogni episodio è diviso in dodici segmenti, ciascuno dei quali munito di una parte narrativa e un puzzle da risolvere. Se si decide di affrontare il caso in multiplayer, il gioco si sviluppa a turni, un segmento a testa. Non è infatti un caso che i segmenti siano proprio dodici, quindi equamente divisibili qualsiasi sia il numero di partecipanti.
Il contesto è competitivo, almeno in teoria, ma la situazione varia anche radicalmente a seconda di con chi si sta giocando e viene spesso spontaneo giocare di gruppo, un po' perché l'atmosfera gioviale spinge ad aiutarsi in caso di difficoltà, un po' perché ciascuno dei pad collegati può controllare l'interfaccia in qualsiasi momento.
I puzzle sono costituiti da semplici minigiochi d'ingegno, in piena tradizione enigmistica, da affrontare in un'accesa corsa contro il tempo. L'esito delle prove viene infatti valutato sulla base del numero di (eventuali) risposte sbagliate e sul tempo impiegato per dare la risposta giusta. La competizione fra i partecipanti si basa quindi sulla bravura nel risolvere i puzzle, ma non solo.

la narrazione al centro

Se le meccaniche si esaurissero nei soli puzzle, i vari filmati rappresenterebbero solo un orpello di contorno. A dar loro maggiore significato ci pensano i quiz a risposta multipla, che si presentano dopo un certo numero di segmenti e chiedono ai partecipanti di rispondere a domande legate a quanto raccontato fino a quel punto. Bisogna insomma stare sempre attenti a chi ha fatto cosa, alle motivazioni, ai luoghi, ai dettagli delle ambientazioni. Anche perché, non va mai dimenticato, c'è un caso da risolvere.
La conclusione di ciascun episodio della serie vede infatti i giocatori impegnati ad accusare uno fra quattro possibili sospetti. La scelta viene effettuata in contemporanea, ma di nascosto, senza che sia quindi possibile "copiare" dai propri avversari.
L'aspetto più interessante della cosa sta nel fatto che se non si è fatta sufficiente attenzione a ogni minimo dettaglio si rischia di arrivare alla conclusione pesantemente impreparati. Il riepilogo degli eventi è sommario, non vengono riassunti nel dettaglio indizi o suggerimenti, non ci sono domande ad hoc: bisogna decidere chi accusare, basandosi su quanto osservato fino a quel punto nei vari filmati e nei puzzle, che talvolta contengono essi stessi indizi decisivi.

non proprio agatha christie

L'esperienza, nel complesso, finisce per essere gioviale e divertente come quella di qualsiasi buon party game. La competizione nasce spontanea, alternata a un saltuario spirito di collaborazione, e la necessità di prestare attenzione agli indizi per raccogliere le informazioni importanti alla risoluzione del caso regala al gioco una dimensione più profonda di quel che possa sembrare a un primo sguardo, anche perché contestualizza i puzzle, invece di caratterizzarli come eventi slegati dal racconto. Non mancano, però, i difetti. Il più evidente sta proprio nella qualità del racconto, che non ha certo pretese alte e si propone come una simpatica presa in giro del giallo televisivo, ma ha comunque limiti innegabili, per un gioco che fa trascorrere tanto tempo davanti ai filmati.
La regia, semplicemente, non esiste, si limita mostrare inquadrature fisse su personaggi che dialogano. E i dialoghi stessi non sono nulla di eccezionale, appesantiti dalla stessa mancanza di carisma e dallo stesso, misero, umorismo di Buzz. Certo, qualche trovata divertente c'è, ogni tanto si ride di gusto, ma nel complesso lo sviluppo dei micro-racconti è lento, non coinvolge, e rende quindi anche un po' difficile mantenere alta l'attenzione, invece necessaria per un corretto svolgimento del gioco.
Bisogna però dire che queste sensazioni, molto forti nel giocare al primo episodio, si smussano già col secondo: l'intreccio di fondo che collega tutta la serie comincia a dipanarsi, la sceneggiatura mostra maggiore dimestichezza coi personaggi, mette in scena gag molto più azzeccate e fa scorrere il racconto in maniera ben più piacevole.
Non solo, aumenta anche la difficoltà. Se da un lato il secondo caso ci è parso più semplice da risolvere, dall'altro i singoli puzzle risultano più complessi articolati, pur senza toccare i livelli di altre produzioni spacca cervello come il citato Professor Layton.

solo un macguffin?

Degno di menzione il veramente ottimo lavoro di Tom Dussek, attore che interpreta ogni singolo personaggio del gioco, modulando la voce per dar vita a uomini, donne, anziani, poliziotti, contadini, tutti caratterizzati da accenti peculiari e sempre diversi. Bravo, convincente, ironico, con la sua verve tiene in piedi la baracca anche nei momenti meno riusciti, supportato anche da personaggi molto espressivi nella recitazione.
Stupisce, però, la mancanza di una localizzazione italiana: per quanto il doppiaggio originale possa essere ben fatto, non inserire nemmeno un'opzione per i sottotitoli nella nostra lingua rischia di tagliare seriamente le gambe a un gioco che in teoria dovrebbe puntare al pubblico più ampio possibile. Anche perché un paio di puzzle vanno risolti ascoltando dialoghi non sottotitolati...
Se le interpretazioni di Tom Dussek rappresentano il fiore all'occhiello di Blue Toad Murder Files, comunque, anche le altre componenti risultano discretamente realizzate e vanno a comporre un quadro complessivo abbastanza convincente. Il problema, però, è la rigiocabilità, lontana anni luce da quella - imperfetta, ma ben maggiore - di un qualsiasi Buzz. Risolvere i casi, significa aver esaurito praticamente tutto ciò che questi primi due episodi hanno da offrire. Affrontare nuovamente la modalità principale ha il solo senso di annoiarsi per sbloccare tutti i Trofei, dato che le soluzioni rimangono invariate, e la possibilità di giocare i singoli puzzle per migliorare i punteggi è questione di pochi minuti.
Un'oretta o due di gioco in compagnia, piacevole - ma non eccezionale - valgono il prezzo a cui Blue Toad Murder Files viene venduto?

Voto 3 stelle su 5
Voto dei lettori
7,99 euro per il singolo episodio o 12,99 euro per l'accoppiata dei primi due non sono prezzi esagerati, ma la situazione è ai limiti. Difficile spremere poco più che un'ora di gioco ciascuno, anche a fronte di una qualità complessiva discreta ma non entusiasmante. Blue Toad Murder Files ha una bella atmosfera, degli enigmi piacevoli e se affrontato in multiplayer può divertire, ma non ci ha convinti fino in fondo. I miglioramenti del secondo episodio fanno comunque ben sperare per quel processo di crescita "in corsa" che spesso caratterizza le produzioni seriali.

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