Genere
Piattaforme
Lingua
Italiano
PEGI
12+
Prezzo
€ 12,99
Data di uscita
10/4/2009

Braid

Braid Vai al forum Aggiungi alla collezione

Datasheet

Produttore
Number None
Sviluppatore
Number None
Genere
Piattaforme
PEGI
12+
Data di uscita
10/4/2009
Lingua
Italiano
Giocatori
1
Prezzo
€ 12,99

Lati Positivi

  • Creativo e originale sotto tutti i punti di vista
  • Enigmi geniali e controlli pressoché perfetti
  • Narrazione emozionante e coinvolgente

Lati Negativi

  • Breve a voler cercare il pelo nell'uovo

Hardware

La configurazione minima per giocare a Braid su PC prevede un processore a 1,4 MHz e 768 MB di RAM. Non è riportata nessuna particolare scheda video. Da segnalare la totale mancanza di opzioni per scegliere la risoluzione video (si può solo scegliere la dimensione [sic.] dello schermo), il dettaglio grafico e l'impossibilità di far girare il gioco a una risoluzione superiore, pensiamo, a 1280x720. "Pensiamo" perché il gioco non dà nessuna indicazione numerica al riguardo. Non sono disponibili i requisiti consigliati.

Multiplayer

L'unica limitata interazione tra giocatori è rappresentata dalle corse contro il tempo disponibili una volta completato il gioco. In occasione dell'uscita su PC, l'autore del gioco ha rilasciato anche un kit per la creazione di livelli, disponibile sul sito del gioco. La longevità verrà sicuramente migliorata dai livelli creati dai giocatori.

Link

Recensione

Lo specchio dell'anima

Cosa faremmo se potessimo correggere i nostri errori?

di Alessandro De Luca, pubblicato il

Dopo otto lunghi - interminabili - mesi di attesa, finalmente anche noi poveri possessori di PC possiamo mettere le mani su Braid, l'opera prima dell'allora sconosciuto Jonathan Blow. Dopo aver raccolto lodi ed encomi a destra e a manca in occasione dell'uscita su Xbox Live Arcade, vediamo se è davvero valsa la pena di attendere così a lungo.

Non solo platform

A una prima occhiata, Braid sembra uno dei tanti platform ispirati a Super Mario Bros. con un protagonista leggermente macrocefalo di nome Tim, ma basta giocarci per pochi istanti per rendersi conto di quanto questo videogioco abbia altro da offrire. Lo stile pittorico della grafica, opera di David Hellman, sembra uscito direttamente da un quadro agli acquarelli; inaspettatamente, un elemento con una personalità così forte non stanca mai l'occhio e, soprattutto, si sposa alla perfezione con l'atmosfera onirica del gioco, a cui contribuisce in maniera determinante anche la splendida colonna sonora. In questo contesto estetico così particolare si incastona meravigliosamente un impianto di gioco che sorprende per la genialità nascosta nella sua disarmante semplicità, a cui si adatta senza problemi il controllo via tastiera.
Braid presenta sei mondi suddivisi a loro volta in livelli. L'obiettivo del gioco è raccogliere tutte le tessere e completare i puzzle di ogni mondo così da poter accedere all'epilogo del gioco. Il cuore pulsante di Braid è il flusso del tempo e la manipolazione dello stesso: oltre a correre e saltare (con i tasti cursore e la barra spazio), Tim può tornare indietro nel tempo. La funzione più ovvia di tale potere è tornare in vita dopo aver commesso un errore, un po' come accade in Prince of Persia: Sands of Time, ma è anche, e soprattutto, fondamentale per recuperare le tessere dei puzzle. Ogni mondo è poi regolato da una legge temporale diversa: in uno per esempio muoversi verso destra e sinistra fa avanzare e indietreggiare il tempo, mentre in un altro il potere di Tim crea un'ombra del personaggio in grado di interagire parzialmente con l'ambiente. Inoltre in alcuni livelli ci sono oggetti e nemici avvolti in un alone verde che li rende immuni al potere di Tim. Questi sono solo alcuni degli elementi che il giocatore deve mettere insieme per risolvere tutti i geniali enigmi.

Interattività e narrazione

Come se non bastasse il sorprendente e solidissimo impianto di gioco, ciò che rende davvero unico Braid è l'integrazione dello stesso con la trama, che narra di Tim e della ricerca della sua Principessa. Cosa rappresenti la Principessa è una storia nella storia, una metafora che può essere interpretata in maniere molteplici: un traguardo irraggiungibile per alcuni, un amore ideale per altri, un grande errore a cui rimediare o da dimenticare per altri ancora. I ricordi di Tim raccolti nei libri che troviamo nelle anticamere dei mondi sono solo uno degli artifizi narrativi utilizzati in Braid: i puzzle da completare danno una rappresentazione grafica di un evento particolare della vita di Tim, gli sfondi dei mondi e le musiche modificano il tono della narrazione, l'intero ultimo e bellissimo mondo che fa da epilogo chiude in maniera genialmente struggente il gioco e la vicenda. Ogni elemento del gioco ha una funzione, un significato, e nulla è messo a caso.
In Braid, splendido esempio dell'unicità dei videogiochi come mezzo di intrattenimento, interattività e narrazione sono due elementi ben distinti, ma allo stesso tempo fusi insieme in maniera indissolubile. Il tragitto di Tim attraverso i mondi del gioco e il suo percorso interiore viaggiano su linee parallele, ma allo stesso tempo sovrapposte. E viaggiamo anche noi insieme a lui, rapiti e trascinati nel cuore della vicenda, incapaci di resistere al fascino di quanto ci viene posto davanti agli occhi, alla ricerca della nostra ineffabile Principessa.

Bellezza inebriante

Braid non è sicuramente il primo videogioco a lasciare un segno così vivido e intenso, ma è la gamma di emozioni e memorie vissute che sorprende. Torna alla mente la soddisfazione provata nel raggiungere una tessera particolarmente sfuggente, il sorriso inebetito causato dalla genialità cristallina di un enigma, l'inconscia sofferenza che si prova immedesimandoci sempre di più con il protagonista. Tim è noi e noi siamo Tim: il suo è un percorso interiore profondamente personale, ma che al contempo ci appartiene nel suo essere metafora di tante altre storie così simili, così diverse. Ed è qui che è giusto scrivere quella parola così tanto abusata quando si parla di videogiochi, al punto da svuotarla del suo significato: capolavoro. Sì, perché Braid lo è davvero un capolavoro. Una piccola grande gemma di game design e narrazione, la cui unica imperfezione è forse la durata tutto sommato limitata, ma che ha anche il pregio di finire prima di spezzare l'incantesimo.

Voto 5 stelle su 5
Voto dei lettori
Ora che è uscito anche su PC, non si hanno davvero più scuse. Bisogna giocare a Braid almeno una volta nella vita, perderlo sarebbe un vero delitto. Emoziona, diverte, intrattiene, commuove, fa riflettere, lascia il segno. Cosa si può volere di più da un "semplice" videogioco?

Commenti

  1. alexbi

     
    #1
    L'ho giocato sul  girobotolo.
    Un gioco dalle meccaniche strepitose e dall'atmosfera eccezionale pur nel suo minimalismo grafico.
    Uno dei migliori giochi dello scorso anno.
    Io ho condiviso un po' meno l'entusiasmo generalizzato sulla trama, sulla ricerca e sull'introspezione psicologica, ma probabilmente tocca delle corde che in me non risuonano o risuonano diversamente. Ho sempre sopportato malissimo il "voler dire qualcosa per dirlo", la "filosofia da scuole superiori" così come i messaggi volutamente ermetici quando l'ermetismo non è necessario... Ma è comunque un supergiocone anche senza volerci vedere la spiegazione dell'universo dentro eh... :D
    Tanto più che una delle "letture" possibili, legate ai messaggi nascosti dell'epilogo, parla espressamente della bomba atomica su Hiroshima... come se Braid fosse uno degli scenziati del Manhattan Project il vero pentimento fosse legato a le conseguenze di quella bomba... ma ho trovato forzatissimi i passaggi della trama per associare la bomba a quelle espressioni
  2. Da Hammer

     
    #2
    Beh, il discorso sulla trama è molto personale. Alla fine ognuno può leggerci cose differenti, ed è proprio qui il bello. Se da un lato c'è un gameplay oggettivamente bello, dall'altra c'è una storia aperta a mille interpretazioni.
  3. Muscolo Rosso

     
    #3
    Ho giocato la demo e...bello bello, ma troppo difficile per me. Già per finire la demo ho dovuto vedere un walkthrough, figuriamoci per il gioco intero. Non posso comprare Braid perché "non viene incontro alle mie capacità mentali" :DD
  4. alexbi

     
    #4
    Muscolo Rosso ha scritto:
    Ho giocato la demo e...bello bello, ma troppo difficile per me. Già per finire la demo ho dovuto vedere un walkthrough, figuriamoci per il gioco intero. Non posso comprare Braid perché "non viene incontro alle mie capacità mentali" :DD
      
    In effetti è più un rompicapo che un platform...
    Pero' la demo, suvvia :->
  5. dogget76

     
    #5
    Boh trovo che la grafica sia tutt' altro che minimale e funzionale, anzi la trovo troppo infarcita e a dir poco dilettantesca. Che poi il gioco sia splendido è un altro discorso. Ma il solo vedere il personaggio principale mi fa passare la voglia di giocarci, sarà da idioti ma è più forte di me.
  6. Kevorex

     
    #6
    Splendida recensione!
    Non vedo l'ora di giocarci, maledetti esami :-\
  7. Master_T

     
    #7
    Gran gioco, unico difetto a mio avviso i requisiti minimi... devo giocarci sul fisso, mentre speravo di potermici trastullare sul portatile, visto che è 2d e non così complesso....
  8. SixelAlexiS

     
    #8
    Giocato e finto, molto bello, ma IMHO l'appellativo di "capolavoro" lo vedo eccessivo in questo caso :)
  9. TraXtorM

     
    #9
    Sarebbe il primo gioco PC in assoluto che gioco e compro.
    Due domande:
    va su mac?
    e' su supporto fisico o digitale?
  10. Kit Fisto

     
    #10
    TraXtorM ha scritto:
    Sarebbe il primo gioco PC in assoluto che gioco e compro.
    Due domande:
    va su mac?
    e' su supporto fisico o digitale?
    E' ditribuito solamente in digital delivery e , al momento, è disponibile solo su Win.
    Oppure Xbox Live.
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