Genere
Sparatutto
Lingua
Sottotitoli in Italiano
PEGI
16+
Prezzo
19,90 Euro
Data di uscita
4/5/2004

Breed

Breed Aggiungi alla collezione

Datasheet

Produttore
CDV Software Entertainment
Sviluppatore
Brat Design
Genere
Sparatutto
PEGI
16+
Distributore Italiano
Halifax
Data di uscita
4/5/2004
Lingua
Sottotitoli in Italiano
Giocatori
1
Prezzo
19,90 Euro

Hardware

La configurazione raccomandata per giocare a Breed prevede un processore ad almeno 1,5 GHz di clock, 256 MB di RAM, una scheda video che supporti il Trasform & Lightning via hardware con almeno 64 MB di memoria a bordo, 1,5 GB di spazio libero su Hard Disk e una scheda audio pienamente compatibile DirectX. Putacaso la configurazione di prova montava una CPU a 1,4 GHz, 768 MB di RAM e scheda video GeForce 3 da 64 MB, sì da non rientrare per un soffio nella configurazione consigliata. Alla risoluzione di 1024x768, 24 bit di colore, dettaglio al massimo e filtri disattivati, la fluidità si è rivelata appena soddisfacente.

Multiplayer

La sezione multiplayer, non ancora disponibile nella demo, dovrebbe offrire completo supporto per 32 giocatori via LAN o Internet. Le modalità di gioco annunciate sono Deathmatch, anche a squadre, e Assault. Stando alle FAQ del sito ufficiale sarà presente anche una modalità cooperativa con supporto per 16 giocatori.

Link

Anteprima

Breed

Cara, vado a liberare la Terra da quegli orridi alieni che ci avevano depistato verso un altro sistema solare, tanti anni fa, e che adesso stanno invadendo indisturbati il nostro pianeta. Mi porto il carro armato e il fucile d'assalto, spero che non ti servano da qui a stasera. Dovessi fare tardi per cena non mi aspettare, comincia pure che altrimenti si fredda tutto.

di Sebastiano Pupillo, pubblicato il

Tra clamorosi ritardi (chi ha detto Half-Life 2?) e usuali reticenze riguardo alla data di pubblicazione (DOOM 3), l'inverno 2003 è iniziato sotto il segno dell'Attesa, per tutti gli amanti di First Person Shooter e per i possessori di schede video DirectX 9 in particolare. E forse anche per venire incontro alle crescenti attese (e pretese) dei giocatori, anche il previsto Breed di CDV e Brat Designs è slittato al 2004, non senza fornire anch'esso (e c'è dell'ironia in questo "anche") un piccolo assaggio delle potenzialità del suo engine grafico e del gameplay. La demo che da pochi giorni è stata resa disponibile è comunque solo un primo assaggio, cui dovrebbe seguire una seconda versione dimostrativa, annunciata da un sibillino "to be continued" alla fine del brevissimo episodio.

C'ERA UNA VOLTA HALO...

Quasi a voler ricalcare la lunga gestazione della "killer application" per Xbox, anche Breed ha vissuto per lungo tempo nel limbo dei titoli senza data di uscita, risvegliando a intervalli regolari l'interesse del pubblico e aggiudicandosi addirittura il premio di miglior gioco dell'ECTS 2002. A parte la mantenuta somiglianza con Halo, specie riguardo all'ambientazione e all'atmosfera in generale, ciò che più salta agli occhi osservando gli screenshot di due o tre anni fa e confrontandoli con quelli più recenti è innanzitutto un dettaglio poligonale cresciuto in modo esponenziale, cui fanno da contorno texture molto più dettagliate e addirittura effetti di riflessione ottenuti tramite shader di chiara matrice DirectX 9. Anzi, è proprio di questi ultimi mesi la certificazione da parte di nVidia del motore grafico di Breed - denominato Mercury Engine - che è stato così inserito tra quelli ufficialmente consigliati dal produttore californiano per godere appieno delle sue schede video. Curioso piuttosto che sul sito di Brat Designs sia specificato che tale engine non è attualmente disponibile su licenza, visto l'enorme successo avuto in passato da Epic Games e id Software proprio nel mercato dei motori grafici. Ma si diceva della somiglianza con Halo...

HEY AMICO, DAMMI UNA MANO!

Il comandante dell'astronave è perentorio, abbiamo pochi secondi per prendere un cargo e fare rotta verso la superficie del pianeta Terra, dove un'imboscata aliena ha attaccato una pattuglia in ricognizione e la tiene in scacco. Se non fosse per la necessità di guidare materialmente la piccola astronave e per l'assenza di uno scontro vero fino al fatidico atterraggio, le premesse narrative e di gameplay di Breed potrebbero essere facilmente additate come troppo derivative, e troppo debitrici del lavoro di Bungie Software sul suo originalissimo shooter. In realtà sin dai primi momenti di gioco vero si capisce quanto Brat Designs abbia spinto con decisione l'acceleratore sulla tatticità dell'azione, lasciandosi alle spalle la pur magnifica semplicità di Halo e sfuggendo quindi con intelligenza al confronto diretto.
Nella pur breve esperienza contenuta nella demo ci si ritrova infatti a guidare una quantità quasi inebriante di veicoli e si passa in pochissimo tempo dalla solitudine più nera alla presenza di due compagni di squadra fino al ricongiungimento con una pattuglia formata da altri cinque elementi, con la possibilità di passare ai comandi di uno qualunque dei compagni, tutti ben diversificati quanto ad armi in dotazione. La guida dei vari mezzi disponibili si è poi dimostrata tutt'altro che semplicistica, in particolare per quel che riguarda l'astronave cargo che si utilizza per atterrare sull'isola dove è ambientata la missione, dotata di un suo "peso" fisico non indifferente. Per ciascun veicolo si può scegliere se salire a bordo come pilota o se piazzarsi al comando degli eventuali cannoni e/o mitragliatrici a disposizione, anche se va detto che nella porzione di avventura presente nella demo la scelta era pilotata per motivi di "sceneggiatura" (ma speriamo che nella versione completa questa linearità di fondo sia eliminata o quantomeno mitigata col progredire delle missioni).

ATTENTO, E' PERICOLOSO!

La convivenza impossibile tra semplicità di controllo e profondità del gameplay si perpetua dalla guida dei veicoli alla gestione della squadra. Ma se per quanto riguarda i mezzi si può perdonare una gestione della fisica appena abbozzata, per quanto attiene alla squadra è imperdonabile un'intelligenza artificiale per ora carente, e in questo senso Breed continua ad offrire il fianco ad alcune critiche - che trattandosi di una preview vanno sempre circoscritte alla versione provata. Ciò che stupisce, in particolar modo, è la noncuranza dei vari elementi per le loro condizione di salute: in pratica, si lanciano sempre all'attacco, sopravanzando a volte il giocatore e rischiando sovente di beccarsi molte più pallottole di quanto siano in grado di riceverne.
Ovviare a questo problema richiede una certa quantità di tempo (per esempio, prendendo il comando del soldato ferito e sfruttando l'apposito comando per richiedere un medikit), tempo che nelle situazioni più concitate non è mai di semplice reperibilità. I comandi che è possibile impartire alla pattuglia sono in linea con quanto già visto in altri sparatutto tattici e prevedono due diverse forme di schieramento, la possibilità di chiamare tutti a raccolta o di disperdere la pattuglia per non offrirsi ai cannoni nemici come un unico bersaglio, e appunto quella di chiedere munizioni e kit medici a chi ne è provvisto. I comandi possono essere impartiti da qualunque elemento della squadra ed è quindi possibile giocare nei panni di uno qualunque di essi secondo le necessità. Tutto sommato discreta si è invece rivelata l'intelligenza artificiale dei nemici - che nonostante la loro natura aliena, in questa parte del gioco sembrano piuttosto dei robot - la cui prevedibilità nei comportamenti è almeno compensata da una certa velocità a nascondersi dietro elementi del paesaggio. Buona invece la varietà di armi già testabili in questa demo, tra le quali spiccano un fucile da cecchino in dotazione agli umani ed un Plasma Gun alieno decisamente più efficace del mitragliatore di base. Gli slot per le armi sono solo due e l'arma primaria non può essere abbandonata ma, come già anticipato, i vari membri della squadra offrono già una buona varietà di fucili e mitragliatori, sicché può rendersi necessario passare da un soldato all'altro a seconda dell'arma necessaria in un determinato frangente. Presente, in alcuni casi, anche una seconda modalità di fuoco.

SU, VAI AVANTI TU!

Nonostante le immagini rilasciate di recente mostrino l'implementazione di shader DirectX 9 per le superfici liquide, questa demo di Breed - testata su hardware DirectX 8 - non sembra offrire molto più di una buona modellazione poligonale per i personaggi umani e per gli alieni, accompagnata da texture a volte ben definite e a volte decisamente bisognose di una cura (come per esempio quelle del terreno, che risultano buone solo se osservate da lontano, quindi praticamente mai). Ovviamente i tre anni passati dal rilascio delle prime immagini a oggi non sono trascorsi invano, ciò non toglie che già nel corso del 2002 alcuni sviluppatori, con Bungie in testa, abbiano fatto vedere di meglio sfruttando le medesime librerie grafiche. Se a questa considerazione aggiungiamo una fluidità non proprio esaltante, anche disattivando tutti i filtri AntiAliasing del caso, è facile dedurre che il Mercury Engine qui presentato sia ancora ben lungi da un'ottimizzazione definitiva, che si spera avverrà nei tre mesi che mancano alla pubblicazione. Da quel poco che si è potuto evincere circa la colonna sonora, il menu è a base di polpettoni orchestrali in salsa epico-militaresca, quindi (purtroppo) nulla di particolarmente originale o esaltante. Benché sia veramente difficile al giorno d'oggi pretendere qualcosa di veramente inedito su questo versante, lasciamo comunque aperto uno spiraglio di speranza in vista della versione definitiva, accontentandoci per adesso delle discrete riproduzioni degli spari e dei rumori in generale.