Genere
Avventura
Lingua
Tutto in Italiano
PEGI
ND
Prezzo
52,90 Euro
Data di uscita
3/1/2004

Broken Sword: Il Sonno del Drago

Broken Sword: Il Sonno del Drago Aggiungi alla collezione

Datasheet

Produttore
THQ
Sviluppatore
Revolution Software
Genere
Avventura
Distributore Italiano
Halifax
Data di uscita
3/1/2004
Lingua
Tutto in Italiano
Giocatori
1
Prezzo
52,90 Euro

Lati Positivi

  • George Stobbard è tornato
  • Storia coinvolgente
  • Personaggi ben delineati
  • Lo humor non manca
  • Grafica accattivante

Lati Negativi

  • Troppo facile
  • Alcuni enigmi sono logori
  • Metodo di controllo scomodo
  • Dialoghi a senso unico
  • Modelli poligonali troppo spigolosi

Hardware

Il gioco è stato testato con un processore a 2,4 GHz, 512 MB RAM e GeForce 4200 Ti alla risoluzione di 1600x1200 a 32 bit di colore senza mostrare rallentamenti o incertezze. Per giocare a risoluzione più basse bastano comunque un processore a 1 GHz, 256 MBRAM e una scheda 3D con almeno 64 MB RAM.

Multiplayer

Non sono previste modalità di gioco in multiplayer.

Link

Recensione

Broken Sword: Il Sonno del Drago

Li avevamo già dati per dispersi, ma George e Nico, forti di un lifting tridimensionale di tutto rispetto, sono tornati a sventare complotti e a liberare il mondo dalla minaccia del solito malato di potere. Chissà se l'Indiana Jones dai capelli dorati e la Lara Croft dei sobborghi parigini riusciranno ancora nell'impresa... di certo il sex appeal non sembra mancare a nessuno dei due!

di Francesco Destri, pubblicato il

A parte le "tristissime" casse da spostare (che tra un po' troveremo anche nei sacchetti di patatine), gli sviluppatori si sono limitati a proporre enigmi molto risaputi e fin troppo elementari e un sistema di dialoghi che ormai ha fatto il suo tempo. Le location sono infatti molto ristrette e non capiterà mai di bloccarsi perchè ci si è dimenticati di raccogliere un oggetto in precedenza, ma quello che più ci ha deluso è stata l'interattività con l'ambiente. Sono pochissimi infatti gli oggetti che si possono raccogliere o usare e il sistema di icone, che ci dice fin da subito se un oggetto è utilizzabile o meno, non fa altro che semplificare il tutto.
Spesso capiteremo davanti a una porta chiusa e, sapendo già che dovremo aprirla, non basterà far altro che scorrere l'inventario (sempre abbastanza limitato) e utilizzare tutti gli oggetti, visto che prima o poi capiterà quello giusto. Se poi dovessimo rimanere bloccati in un punto senza più enigmi da risolvere, state certi che sbloccheremo la situazione parlando con tutti i personaggi di tutti gli argomenti possibili (anche in ordine sparso). Poco importa infatti che tipo di domande faremo (niente scelta multipla insomma né tantomeno risposte da dare all'interlocutore); quel che più conta è interrogare tutti gli NPC possibili e aspettare che succeda qualcosa.
In poche parole si ha come la sensazione di fare poco, visto che tra dialoghi, sequenze animate e i pochi enigmi a disposizione passeremo più tempo a veder scorrere gli avvenimenti davanti ai nostri occhi e non, come si conviene a un titolo simile, a ragionare su quale strada sia meglio prendere o quale oggetto sia più adatto da utilizzare in quel momento. E' vero che gli enigmi sono sempre molto logici (non aspettatevi insomma le astrusità enigmistiche di un Myst) e che i più giovani apprezzeranno una tale facilità nel proseguire lungo il gioco, ma quando si è costretti a mettere un giornale sotto una porta per raccogliere la chiave (che fantasia!) o si devono spostare delle casse per la centesima volta (un insopportabile retaggio di Lara Croft) risulta chiaro che qualcosa a livello concettuale non è riuscito perfettamente e che questa volta l'originalità e lo sforzo di creare qualcosa di veramente nuovo e avvincente non è di casa.

Si tratta di difetti che ci saremmo aspettati da una piccola produzione o da un team di sviluppo alle prime armi, ma non da una serie gloriosa come questa e dai responsabili di quei capolavori che furono Beneath a Steel Sky e Lure of the Tempress.

POLIGONI AVVENTUROSI

Veniamo ora a una breve analisi del reparto grafico-sonoro, di sicuro l'aspetto più chiacchierato fin da quando, oltre un anno fa, Revolution Software mostrò i primi filmati del gioco. Trattandosi di un'avventura grafica, non potevamo aspettarci chissà quali raffinatezze da parte dell'engine e infatti il risultato finale ricorda molto da vicino quello di Gabriel Knight 3 e di The Watchmaker; nulla di male, se non fosse che i titoli appena citati risalgono a qualche anno fa e che già allora non erano proprio il massimo della vita.
A colpire positivamente l'occhio del giocatore contribuiscono sicuramente le ottime animazioni dei personaggi (soprattutto quando presi in atteggiamenti "ginnici"), le ambientazioni coloratissime e ricche di dettagli, qualche buona espressione facciale e alcune chicche sempre piacevoli (i personaggi accanto a noi seguono con il viso i nostri movimenti), ma in quanto a dettagli, qualità delle texture (i palazzi parigini ad esempio sono abbastanza insignificanti e poco curati) e numero di poligoni poteva essere fatto qualche sforzo in più, soprattutto nella breve presentazione iniziale e nei filmati d'intermezzo, tutti caratterizzati da un aspetto molto essenziale e da un character design un po' troppo spigoloso e poco "rotondo".
Nel complesso comunque non ci sentiamo di criticare più di tanto il lavoro svolta dai ragazzi dello sviluppatore inglese, anche perchè è possibile giocare a una buona risoluzione con risorse hardware modeste e, lo ripetiamo, non sono questi i titoli in grado di mostrare le potenzialità grafiche di una scheda 3D di ultima generazione.

Certo, rimane il rammarico di non godere più di quella splendida e coloratissima grafica fumettosa dei due predecessori, ma effettivamente capiamo quanto fosse rischioso presentarsi alle soglie del 2004 con un titolo in 2D che, soprattutto dal popolo delle console (il gioco è infatti disponibile anche per Xbox e PS2), avrebbe incontrato più di una perplessità.
Anche il sonoro è nella media, offrendo un doppiaggio diligente ma spesso un po' troppo caricaturale, musiche di atmosfera molto simili a quelle di Gabriel Knight 3 (e questo non può che essere un pregio) ed effetti sonori che non saranno degni di un kolossal hollywoodiano ma che svolgono dignitosamente il proprio dovere. La versione da noi provata è quella inglese, ma il gioco targato Halifax che troverete nei negozi è stato completamente localizzato in italiano e conoscendo la professionalità del distributore italiano è facile aspettarsi un lavoro di grande qualità.

Voto None stelle su 5
Voto dei lettori
Visto il coinvolgimento di Revolution Software, tutti gli avventurieri sparsi per il globo si aspettavano moltissimo da questo terzo capitolo di Broken Sword, anche se qualcuno, spinto forse dal radicale rinnovamento grafico, ipotizzava già un "tradimento" a favore di un modello di gioco più improntato all'azione che non all'avventura classica che caratterizzava i due precedenti episodi. Nulla di ciò si è avverato e se è vero che gli sviluppatori hanno inserito qualche intermezzo arcade, è altrettanto vero che tali inserti rimangono in netta minoranza rispetto alle classiche componenti adventure fatte di esplorazione, enigmi, dialoghi e puzzle da risolvere. Non a caso, a parte il discreto motore grafico in 3D, il nuovo sistema di controllo (a nostro avviso inutilmente scomodo) e qualche parentesi acrobatica qua e là, si respira la stessa atmosfera dei primi due capitoli della serie e anche la storia, che ci porterà da un capo all'altro del mondo proprio come facevano il "vecchio" Indy e il George Stobbard in versione 2D, contiene alcuni elementi di grande spessore uniti a un'atmosfera sempre sospesa tra il fantastico e lo humor. Purtroppo due elementi primari come la concezione degli enigmi e la struttura dei dialoghi non hanno trovato in questo caso la giusta valorizzazione e dobbiamo così accontentarci di un livello di difficoltà estremamente basso e di dialoghi a senso unico, con un'evidente insoddisfazione per tutti quelli che si aspettavano enigmi impegnativi, puzzle originali (le casse da spostare stanno diventando un vero e proprio incubo) e risposte e domande multiple come da tradizione Sierra e LucasArts. Intendiamoci, Broken Sword: Il Sonno del Drago rimane un'avventura grafica carina e supportata da uno svolgimento ricco di sorprese e colpi di scena che piacerà ai novizi del genere, ma chi sperava di ritrovarsi tra le mani un degno successore dei primi due episodi o più semplicemente un titolo ai livelli di Gabriel Knight 3 (ma anche dell'italianissimo The Watchmaker) rimarrà estremamente deluso. Un vero peccato, anche perché se escludiamo l'imminente Syberia 2, il panorama avventuroso per il 2004 si preannuncia desolatamente avaro di sorprese.