Genere
ND
Lingua
Tutto in Italiano
PEGI
ND
Prezzo
49,90 Euro
Data di uscita
10/10/2005

Brothers in Arms: Earned in Blood

Brothers in Arms: Earned in Blood Aggiungi alla collezione

Datasheet

Produttore
Ubisoft Entertainment
Sviluppatore
Gearbox Software
Distributore Italiano
Ubisoft Italia
Data di uscita
10/10/2005
Lingua
Tutto in Italiano
Giocatori
4
Prezzo
49,90 Euro

Lati Positivi

  • Intelligenza artificiale estremamente realistica
  • Gameplay migliorato
  • Grande accuratezza bellica negli scontri a fuoco
  • Longevo e impegnativo
  • Sonoro impeccabile

Lati Negativi

  • Ambientazione risaputa
  • Graficamente gradevole ma nulla di più
  • A tratti fin troppo "guidato"
  • Avremmo preferito qualche salvataggio automatico in più

Hardware

Le specifiche hardware riportate nel manuale del gioco raccomandano un PC dotato di processore a 1,5 GHz, 512 MB di RAM e una scheda 3D con almeno 64 MB di RAM. Con un Pentium 4 a 3,4 GHz, 1 GB di RAM e una Geforce 6600 GT con 128 MB di RAM abbiamo giocato alla risoluzione di 1600 x 1200 pixel con tutti i dettagli al massimo incontrando rallentamenti davvero sporadici. Il gioco risiede su un DVD-ROM e richiede circa 4 GB di spazio libero su Hard Disk.

Multiplayer

Sono supportate diverse modalità multiplayer tramite LAN e Internet in modalità Multigiocatore e Schermaglia fino a un massimo di quattro giocatori.

Link

Recensione

Brothers in Arms: Earned in Blood

"Francia, St. Saveur, 16 giugno 1944. Sono uscito dall'ombra di Baker da neanche tre giorni e sento già il peso della mia paura. La paura che dietro ogni angolo ci sia qualcuno che mi aspetta, la paura che ogni scelta sbagliata finisca per uccidere chi sto cercando di salvare" Tratto dalle memorie del Sergente Joe "Red" Hartsock della 101° Aviotrasportata.

di Francesco Destri, pubblicato il

Stesse impressioni positive per l'intelligenza nemica, anch'essa molto migliorata rispetto al predecessore. I soldati tedeschi si barricano dietro qualsiasi riparo e quando sono costretti a correre in campo aperto lo fanno sempre correndo (colpirli diventa perciò molto difficile), ma la cosa più sbalorditiva è vederli abbandonare le loro posizioni quando si sentono minacciati o si accorgono che i nostri compagni li stanno accerchiando. Se a prima vista questo atteggiamento non sembra così importante, lo diventa quando, convinti che il nemico rimanga rintanato dietro a un muro, lo vediamo avanzare verso di noi riparandosi e contemporaneamente facendo fuoco.

Un comportamento insomma molto evoluto e spesso spiazzante (sapere che da un momento all'altro possiamo subire un attacco frontale o laterale aumenta considerevolmente la tensione), capace di donare al gioco una profondità tattica mai vista prima d'ora in uno sparatutto simile. Si potrebbero fare altri esempi sul realismo del gameplay, come per esempio il funzionamento delle armi che consente di mirare senza tremolii solo con un fucile di precisione o certi spunti cinematografici, come le imprecazioni di un soldato tedesco che si accorge di essere rimasto senza munizioni e cerca disperatamente di ricaricare l'arma.

DALLA PARTE DEL NEMICO

Gli elementi positivi non si fermano qui. Come già successo in Brothers In Arms: Road To Hill 30, le missioni sono introdotte da filmati, realizzati con lo stesso motore del gioco, che aggiungono atmosfera cinematografica e costrutto narrativo alla vicenda. A dire il vero la trama non prevede molti colpi di scena o situazioni particolarmente innovative per il genere, ma le azioni militari sono sempre accompagnate da un'introduzione parlata e durante il gioco si ha per davvero la sensazione di essere circondati dal nemico ma anche di essere aiutato da "fratelli" in carne e ossa.
Tutto quanto detto fino ad ora (a proposito, potremo comandare anche carri armati e utilizzarne la potenza di fuoco) si riferisce alla Modalità Storia, ma Brothers in Arms: Earned In Blood prevede, oltre al classico multiplayer via LAN e via Internet, anche una terza modalità chiamata Schermaglia. Comprensiva di dieci apposite mappe, questa modalità permette di giocare in singolo o con un altro giocatore online impersonando o un soldato americano o uno tedesco con la relativa squadra. Molte le opzioni di gioco (Obiettivo, Assalto a tempo, Difesa e il difficilissimo Turno di servizio) e molto anche il divertimento per un'aggiunta utile non solo a calarsi nei panni di un militare della Wermacht, ma anche per incrementare una longevità complessiva già piuttosto alta.
Sembra insomma che Gearbox Software abbia corretto i pochi limiti del suo precedente sparatutto per proporre un seguito più vasto, complesso e realistico senza dimenticarsi degli aspetti più marcatamente tecnici come il sonoro (strepitoso per dettaglio, effetti delle armi e musiche drammatiche) e la grafica, affidata a un motore non certo di ultima generazione come l'attuale Unreal Engine, ma in grado di svolgere più che brillantemente il proprio compito senza per altro richiedere una configurazione hardware spropositata. Eppure c'è ancora qualcosa che non convince del tutto e che impedisce al gioco di diventare in tutto e per tutto un classico del genere.

LA PERFEZIONE MANCATA

L'ambientazione, che alterna scenari urbani ad altri rurali, non stupirà per nulla chi si è già trovato nella Francia del post D-Day in Medal Of Honor: Allied Assault o nello stesso Brothers in Arms: Road To Hill 30, ma anche chi non ha avuto esperienze simili in precedenza sentirà la mancanza di un cambio "geografico" sul modello di Call Of Duty, dove la presenza di tre distinti scenari bellici (si passava da Carentan a Stalingrado) assicurava una varietà di ambienti che Brothers In Arms: Earned In Blood non può invece vantare.
L'altro difetto è da attribuire alla massiccia presenza di script, che ancora una volta determinano in modo spesso molto vincolante l'andamento del gioco. Non che la libertà di azione sia poca (anzi, tutto il contrario) o che ci sia un solo modo per raggiungere un determinato obiettivo, ma il fatto stesso che per far progredire le missioni dobbiamo uccidere tutti i nemici nelle vicinanze o che per sbloccare certi avvenimenti bisogna giungere in un determinato punto della mappa, per alcuni potrà sembrare una scelta fin troppo "soffocante". Lo stesso dicasi per altre piccole magagne come l'impossibilità di distruggere muri e palizzate di legno con una bomba a mano o come l'assenza del salvataggio manuale, affidato invece a checkpoint automatici presenti non in grandissima quantità. Rispetto a Call Of Duty non è poi possibile sdraiarsi per terra, ma solo chinarsi e il ricorso all'accerchiamento come unica tattica per snidare il nemico alla lunga può risultare ripetitivo. Anche con questi peccati veniali Brothers in Arms: Earned In Blood rimane comunque quanto di meglio il panorama degli sparatutto bellici è in grado di offrire oggi, anche se l'imminente Call Of Duty 2 sembra avere tutti i numeri per fare lo stesso... e forse anche qualcosa di più.

Voto None stelle su 5
Voto dei lettori
La tentazione di premiare a pieni voti Brothers In Arms: Earned In Blood è molto forte e anche l'abusata formula "killer application" ben si adatta all'ultima fatica di Gearbox Software. Il sequel di Brothers In Arms: Road To Hill 30 è infatti uno sparatutto tattico di grande profondità e realismo, in cui spiccano le nuove routine di intelligenza artificiale, la solidità del modello cooperativo (da soli potremo fare ben poco), la nuova modalità Schermaglia e l'accuratezza delle armi con tutti i loro pro e contro. Un titolo insomma destinato a tutti gli amanti del genere bellico che magari hanno trovato Call Of Duty troppo semplicistico e cercano qualcosa di più profondo ma altrettanto spettacolare e immersivo, senza contare la notevole longevità dovuta all'aumento della difficoltà media, che oltre a rendere più veritieri gli scontri armati spostano l'asse di gradimento del gioco verso una fetta di pubblico più orientata alla strategia che non all'azione. Eppure dobbiamo rilevare come l'ambientazione (davvero troppo abusata), il comparto grafico (funzionale ma affidato al "vetusto" Unreal Engine) e il gran numero di script siano difetti non proprio secondari, soprattutto per chi ha già affrontato le missioni di Brothers In Arms: Road To Hill 30 rischiando così di trovarsi di fronte a un sequel con poche novità di rilievo. Nel complesso comunque Gearbox Software ha svolto un lavoro encomiabile a livello di gameplay (ma anche il sonoro non scherza) e se non siamo qui a parlare di capolavoro il passo è davvero breve.