Genere
Guida
Lingua
Tutto in Italiano
PEGI
3+
Prezzo
59,90 Euro
Data di uscita
13/10/2005

Burnout: Revenge

Burnout: Revenge Aggiungi alla collezione

Datasheet

Produttore
Electronic Arts
Sviluppatore
Criterion Games
Genere
Guida
PEGI
3+
Distributore Italiano
Halifax
Data di uscita
13/10/2005
Lingua
Tutto in Italiano
Giocatori
6
Prezzo
59,90 Euro

Lati Positivi

  • Adrenalinico e coinvolgente
  • Motore grafico eccelso
  • Design dei tracciati appagante e curato nei minimi dettagli
  • Incidenti spettacolari

Lati Negativi

  • Caricamenti ancora troppo lunghi
  • Qualche rallentamento qua e là

Hardware

Per sfrecciare nei circuiti di Burnout Revenge occorrono una PlayStation 2, un joypad, una Memory Card per salvare i propri progressi e una confezione originale del gioco. Burnout Revenge è disponibile anche per Xbox.

Multiplayer

Burnout Revenge supporta il gioco online contro cinque avversari. Il sistema di classificazione dei punteggi, denominato ELO, assegna punti e premi a seconda del ranking degli avversari sfidanti.

Link

Recensione

Burnout Revenge

Il significato latino fa riferimento al nome della verga con cui si toccava il capo di uno schiavo nell'atto di affrancarlo. Ma il termine vendetta, quando la tua auto fresca di concessionario viene decorata (con la chiave) da vandali ignoti, può facilmente degenerare oltre i limiti del buon senso e del buon costume. E Burnout Revenge è la terapia necessaria.

di Lorenzo Antonelli, pubblicato il

BURNOUT REVERSE

Nel Takedown verticale (il cosiddetto atterraggio su un altrui veicolo) risiede, infatti, la nuova e intrigante modalità di eliminazione avversaria che, oltre a scattare una Polaroid dell'accaduto da conservare nell'archivio fotografico, premia l'autore della manovra con un premio dedicato. La procedura con cui innescare incidenti e Takedown a scapito degli altri concorrenti rimane in gran parte immutata rispetto al passato, eccezion fatta per la maggiore gamma di scontri disponibili, ora commisurati alle nuove conformazioni architettoniche dei circuiti. Il nuovo è che ora gli scambi di vernice, gli schiaffi laterali, i tamponamenti da tergo e, più in generale, la scorrettezza fatta corsa automobilistica, devono soggiacere alle nuove regole del copioso traffico urbano. Come una sorta di rullo compressore è ora possibile travolgere tutto ciò che si muove nel nostro stesso senso di marcia (tranne che i mezzi eccessivamente pesanti) senza sacrificare la velocità, mentre i veicoli che attraversano perpendicolarmente la nostra carreggiata e quelli che procedono nel senso inverso risultano pericolosi ostacoli contro cui schiantarsi certamente. La conseguenza più evidente di tale innovazione (oltre al nuovo stile di guida da adottare) è l'adeguamento dell'Evento Schianto: abolite le icone, i moltiplicatori e i bonus di accelerazione e sostituite da un sistema di partenza simile a un servizio di Virtua Tennis, una panoramica della sezione del circuito da percorrere mostra le vetture chiave da colpire e gli elementi in grado di aumentare il premio della polizza assicurativa.
Il vecchio CrashNav cambia pelle e alla principale classificazione geografica degli eventi sbloccabili si inseriscono nuove modalità di gioco. L'Attacco al traffico, per esempio, impone di sbaragliare qualsiasi mezzo di locomozione ostacoli il nostro cammino al fine di prolungare lo scorrimento del cronometro e accumulare crediti per le tre medaglie messe in palio. Gara, giro cronometrato e furia stradale con lo scopo di effettuare quanti più Takedown possibili preludono ai diversi collaudi di auto bonus e al gran premio finale strutturato in più competizioni. Nel sistema meritocratico delle stelle da accumulare per passare da un livello (di pericolosità e cattiveria) all'altro si accede, una volta raggiunto un discreto grado di temibilità, alla possibilità di dar vita a spettacolari crashbreaker.

FOLLIE PREFERENZIALI

Riconfermata in versione "Revenge" l'opzione "tempo d'impatto" e relegata nei primi quattro livelli di gioco a semplice effetto scenografico con cui ammirare la deformazione progressiva delle lamiere, dal quinto livello in poi il "bullet time" sublima l'azione e consente di autodistruggere (con una roboante esplosione) il proprio veicolo incidentato che, indirizzatolo adeguatamente verso il malcapitato di turno, offre un nuovo spunto per vendicarsi del torto subito.
L'appellativo "Revenge" che figura sulla confezione del gioco si materializza in gara, a seguito di un Takedown subito, in un indicatore rosso a segnalare la vettura incriminata, per non lasciar correre tanto facilmente l'accaduto e tenere alto il proprio onore offeso. Il garage da rinfoltire a suon di vittorie accantona definitivamente le compatte e lente utilitarie della serie precedente e sforna da subito vetture performanti, affusolate e caratterizzate da un design curato e attento ai minimi particolari, addirittura degne di una commercializzazione in larga scala. Il sistema di guida è di quelli che allettano i sensi e favoriscono i funambolismi su quattro ruote.
A sopperire il ridotto raggio di sterzata interviene, giocoforza, l'unico freno disponibile, promotore dell'iniziale in traversata della macchina. Il resto è roba da ragazzi, con la guida in controsterzo che viene da sé: giusto un pizzico di acceleratore dove serve e qualche correzione direzionale con la croce o (meglio ancora) con lo stick analogico. Il controllo del mezzo non scavalca mai i limiti del buonsenso e l'intelligenza artificiale degli avversari, migliorata sensibilmente rispetto al prequel, aggiunge quel tocco di piccante in più al titolo, tra sorpassi mozzafiato, rettilinei che tramutano la gara in un picchiaduro automobilistico e tamponamenti inaspettati, da evitare tempestivamente sfruttando con perizia la visuale posteriore. Burnout Revenge scorre via che è una bellezza, macinando poligoni e motion blur al ritmo di sessanta fotogrammi al secondo, producendosi in scintille, accartocciamenti di lamiere, fumo che esce dai pneumatici ed esplosioni kamikaze. E alla pressione del tasto deputato all'attivazione del turbo la vettura si proietta in avanti, deformando la visuale in un tripudio di motion blur e spingendo all'indietro la seduta del giocatore, costretto a dover intuire cosa accade sul tratto di strada percorso in modalità Automan. Qualche rallentamento (specie se selezionata la visuale esterna del veicolo), si, ma nulla in grado di minare l'elevato appagamento per gli occhi da buongustaio di racing game.
La complessità strutturale delle arene di gioco, con veri e propri percorsi alternativi, pali della luce da sradicare, cartelli stradali da calpestare e tavolini da bar da travolgere in orario aperitivo, denota un livello qualitativo eccelso, maturo e non troppo dissimile dal realismo di un simulatore urbano. E a suggellare il tutto intervengono i raffinati effetti sonori, la compressione dell'aria quando si viaggia in stretti canali, la scia e le relative turbolenze conseguenti, lo stridere delle scocche strette fra loro in duelli all'ultimo tamponamento, l'accurato rombo dei motori e il puntuale campionamento del contorcersi delle lamiere. Il tutto affogato in un coinvolgente marasma di brani musicali (come da tradizione della serie), caratterizzato da tracce rock, indie rock, hard rock e quanto di più adrenalinico si possa inserire nella tracklist del miglior Burnout di sempre, l'ultimo della "old-gen".

Voto 5 stelle su 5
Voto dei lettori
Burnout Revenge affina il già impeccabile comparto grafico del precedente Takedown e innalza in maniera palpabile il tasso di sfida (a costo, a volte, di presentare avversari eccessivamente invasivi e agguerriti) offerto dalla serie. L'ottimo motore grafico progettato dal team Criterion Games macina poligoni come fossero noccioline, animando un'imponente mole di traffico automobilistico all'interno di città implementate in maniera eccelsa. La struttura architettonica dei tracciati, infatti, mostra ora una maggiore attenzione al dettaglio e presenta luci e colori decisamente più realistici, nel perfetto connubio fra ricercatezza nel design e spettacolarità nell'azione. La guida delle vetture beneficia di molteplici scorciatoie da imboccare con il cuore in gola e il gas spalancato, tra salti inverosimili (con tanto di possibilità di Takedown verticale) e angusti passaggi segreti per beffare sul filo di lana i nemici in gara. L'unica nota ancora dolente e mai rimarginata è la sproporzionata lunghezza dei caricamenti che preludono agli eventi di Schianto nel traffico. Per il resto pulizia grafica, sonoro coinvolgente e adrenalinico, vetture modellate da atelier di alta moda e un'intelligenza artificiale che si fa carico di insidiare ossessivamente la nostra posizione in pista con avversari agguerriti e vendicativi, fanno di questo Burnout Revenge il più bel capitolo della serie.