Genere
Sparatutto
Lingua
Tutto in Italiano
PEGI
16+
Prezzo
ND
Data di uscita
5/12/2005

Call of Duty 2

Call of Duty 2 Aggiungi alla collezione

Datasheet

Produttore
Activision
Sviluppatore
Infinity Ward
Genere
Sparatutto
PEGI
16+
Distributore Italiano
Activision Italia
Data di uscita
5/12/2005
Lingua
Tutto in Italiano
Giocatori
32

Hardware

L'uscita del gioco è prevista nel mese di novembre 2005 su Xbox 360 e PC. Per quanto riguarda i Personal Computer non sono ancora state rilasciate specifiche tecniche.

Multiplayer

È naturalmente previsto il pieno supporto per la modalità multiplayer, ma in questo momento non sono stati rilasciati ulteriori dettagli su modalità e mappe.

Link

Anteprima

Call of Duty 2

Quale luogo migliore di alcuni bunker tedeschi, dispersi in mezzo alla campagna polacca per presentare il nuovo Call of Duty? Probabilmente nessuno. Activision ha scelto l'ambientazione ideale per creare la giusta atmosfera attorno a un titolo che desidera ripercorrere alcuni momenti cruciali della Seconda Guerra Mondiale. Ecco le nostre prime impressioni "hands-on" su questo gradito ritorno!

di Simone Gerevini, pubblicato il

L'ambientazione urbana si è rivelata perfetta per darci un'idea di quello che ci attende nel gioco: nemici praticamente dietro ogni angolo, abbastanza intelligenti da coprirsi a vicenda e di stare alla larga da situazioni particolarmente pericolose, situazioni che comunque bisogna essere in grado di creare. In molti casi abbiamo apprezzato la possibilità di trovare un varco per intrufolarci tra i nemici mentre questi sono distratti dai nostri compagni.
Può capitare di riuscire ad attraversare una strada, sgaiattolare all'interno di un edificio e prendere di sorpresa un tedesco arroccato in una posizione altrimenti inespugnabile, a meno di non voler sacrificare tanto sangue: il proprio e quello dei preziosi alleati. Li definiamo con un aggettivo tanto positivo perché sebbene Call of Duty 2 non abbia alcuna volontà di confrontarsi con le raffinate dinamiche di squadra di numerosi sparatutto tattici, la presenza di compagni è fondamentale per sopravvivere in battaglia: ascoltando le loro urla, possiamo per esempio essere avvertiti del lancio di una granata, oppure della presenza di fuoco di copertura che ci potrebbe dare una mano a superare un'area. Gli stessi complimenti andrebbero fatti anche ai tedeschi. È evidente che gli sviluppatori abbiano reso più dinamiche tutte le intelligenze artificiali: i soldati della Wehrmacht si coprono le spalle, utilizzano l'ambientazione per difendersi, lanciano granate con cognizione di causa, sono in grado di sfruttare il bel (tecnicamente parlando) fumo prodotto con i fumogeni. Solo di tanto in tanto si ha impressione che le intelligenze artificiali (da una parte e dall'altra) non abbiano a cuore la propria vita con la stessa intensità dei soldati che realmente combatterono la Seconda Guerra Mondiale. In questi casi ci è sembrato che il coraggio di un attacco frontale, si tramutasse più che altro in un comportamento "stupido" da computer.

LIBERTÀ SULLA PAROLA

La massiccia presenza di compagni di reparto è tuttavia un retaggio del passato che forse non si dovrebbe vedere in uno sparatutto moderno come si presuppone sia Call of Duty 2. Sebbene in molte situazioni siano più che utili, i compagni mettono in mostra un gioco forse non così libero come potrebbe essere. Basta seguirli per sapere dove andare e avere qualche indicazione su cosa fare. Inoltre c'è una tale abbondanza di forze fresche sempre pronte a prendere il posto dei caduti, da far risaltare la finzione del videogioco.
La stessa cosa si può dire dei tedeschi. Sono tantissimi e in alcune situazioni continuano a spuntarne fuori di nuovi finché il giocatore non prosegue nel gioco, raggiungendo un checkpoint o portando a termine un obiettivo. Del resto una forte componente narrativa, e quindi di avvenimenti predefiniti, è stato uno dei punti di forza di Call of Duty e presumibilmente lo sarà del seguito. Riuscire a conquistare una postazione nemica e vedere i propri compagni riversarsi per la strada finalmente libera accompagnati da una musica trascinante, è comunque una bella sensazione, pur essendo una prova di un gioco che segue dei binari oltre i quali non si può spaziare più di tanto. Per lo stesso motivo, avremmo voluto riscontrare una maggiore interattività nello scenario. Quanto visto di Call of Duty 2 è graficamente affascinante: la neve che cade su Stalingrado così come le onde di calore che si sprigionano dal suo di El Daba, la città egiziana che abbiamo esplorato durante una missione della campagna inglese, sono effetti tecnicamente impressionati. Lo stesso si può dire delle dimensioni dei livelli, ampi abbastanza per offrire al giocatore la sensazione di trovarsi in un luogo reale, non limitato alle sei mura di un videogioco. Nonostante questi pregevoli elementi, fa un po' specie vedere una finestra sbarrata con una misera asse di legno impossibile da rompere con il calcio di un fucile.
Allo stesso modo sparare ad alcuni barili di benzina strategicamente posizionati per permettere al giocatore di far esplodere qualcosa (o qualcuno) ci da la possibilità di ammirare ottimi effetti particellari e fiamme assai convincenti. Pochi istanti dopo però non si dovrebbe sparare a altri fusti, questa volta chiaramente messi lì per fare da tappezzeria, e non vedere nulla, se non una misera ammaccatura.

MULTIPLAYER NELLE NEBBIE

Per avere una visione d'insieme di Call of Duty 2, sarebbe ottimo spendere due parole sul multiplayer, modalità che riscosse grande successo con il primo capitolo della serie. Purtroppo non possiamo dire molto. Gli sviluppatori non hanno rilasciato informazioni a riguardo e noi dal canto nostro siamo riusciti a provare solo un semplice deathmatch, tra l'altro giocato a Carentan, un'ottima mappa certamente, ma già vista nel primo capitolo. Questa partita più che altro ha messo in mostra il pregevole restyling grafico dell'ambientazione e l'abilità dei partecipanti. Un po' poco, anche se il silenzio degli sviluppatori ci fa credere che abbiano in serbo qualche cosa di grosso. Comunque tutto quello che si è visto del single player non lascia dubbi: a novembre 2005 la chiamata alle armi sarà inevitabile!