Genere
Sparatutto
Lingua
Tutto in Italiano
PEGI
16+
Prezzo
59,90 Euro
Data di uscita
9/11/2007

Call of Duty 4: Modern Warfare

Call of Duty 4: Modern Warfare Aggiungi alla collezione

Datasheet

Produttore
Activision
Sviluppatore
Infinity Ward
Genere
Sparatutto
PEGI
16+
Distributore Italiano
Activision Italia
Data di uscita
9/11/2007
Lingua
Tutto in Italiano
Giocatori
18
Prezzo
59,90 Euro
Formato Video
HDTV
Formato Audio
Surround 5.1

Hardware

Per giocare a Call of Duty 4: Modern Warfare nell'edizione qui recensita è necessaria una confezione originale del gioco e una console Xbox 360 munita di relativo pad. Il gioco supporta gli HDTV sino ad una risoluzione di 1080p, così come il System Link e il Dolby Digital durante le fasi di gioco.

Multiplayer

Il multiplayer supporta sino a diciotto giocatori in contemporanea, in grado di darsi battaglia attraverso sei differenti modalità di gioco principali e sedici mappe appositamente create per l’occasione. Il vero punto di forza di Call of Duty 4: Modern Warfare, tuttavia, risiede nella grande personalizzazione del proprio personaggio online, direttamente legato all’esperienza maturata sul campo e alla possibilità di sbloccare diversi extra e abilità aggiuntive di conseguenza. Nonostante questo, il gioco non fa favoritismi e l’esperienza online risulta tutto sommato ben bilanciata.

Link

Recensione

Il dovere ci chiama ai giorni nostri

Deciso cambio di ambientazione per lo sparatutto di Infinity Ward.

di Andrea Focacci, pubblicato il

Cambiare tutto per non cambiare nulla: una celebre frase de Il Gattopardo che ben sintetizza il concetto per cui, a un profondo mutamento nell’apparire, non è detto corrisponda un’eguale evoluzione nella sostanza. Teoria sempre interessante e parzialmente applicabile anche nel caso di Call of Duty 4: Modern Warfare, seppur con le dovute distinzioni.

REALTÀ PARALLELA

Il primo passo di Infinity Ward è stato quello di salutare la Seconda Guerra Mondiale - ambientazione sempre affascinante ma ormai troppo inflazionata - per abbracciare tematiche contemporanee come gli armamenti nucleari o il terrorismo mediorientale. Due piani narrativi ben distinti, ma che finiscono per intrecciarsi a più riprese durante la campagna principale del gioco, offrendo lo spunto non solo per l’impiego di equipaggiamenti sempre differenti, ma anche per approcci alle missioni diametralmente opposti: se il percorso in territorio russo è spesso caratterizzato da un avanzamento accorto e graduale, per contro sul fronte di guerra medio-orientale capita sovente di ritrovarsi nel cuore della battaglia, tra cittadine trasformate in avamposti nemici e teatro di infernali scontri urbani.
È il preludio ad un arsenale del tutto rinnovato e che strizza l’occhio a serie come Rainbow Six e Ghost Recon, soprattutto per quanto riguarda il vitale utilizzo delle granate accecanti e l’esigenza di adottare tecniche di ingaggio rapide ed efficaci. Un’alternanza di situazioni e ambientazioni che ha messo in risalto le notevoli capacità artistiche della software house, che tratto il massimo risultato da un motore grafico riscritto da Infinty Ward per l'occasione: la pioggia battente e i chiaroscuri della prima missione in mare aperto, i giochi di luce a dir poco suggestivi di Chernobyl oppure l’agghiacciante rappresentazione apocalittica della bomba atomica… sono solo alcuni esempi di un gioco che, almeno dal punto di vista scenografico e narrativo, riesce a convincere anche grazie ad un taglio ancor più cinematografico rispetto al passato.

DI CHE PASTA SIETE?

Dal punto di vista della giocabilità, invece, Call of Duty 4: Modern Warfare si rivela un titolo controverso. Premessa: l’azione rimane sempre intensa e appagante a tutti i livelli, così come l’alto tasso di tensione che genera la conformazione architettonica degli scenari. Tuttavia, in questo modo, il gioco rischia di risultare troppo corto a causa della grande sopportazione ai colpi del protagonista, riducendo la durata dell’avventura in single player a non più di cinque – sei ore in tutto. Per essere apprezzato al meglio, e lasciando da parte il troppo frustrante livello “Veterano”, crediamo che il gioco debba essere affrontato in modalità “Esperto”: in questo caso l’efficacia dei nemici risulta immediatamente più chiara, la difficoltà aumenta in modo sensibile e superare indenni alcuni passaggi richiedere davvero molta costanza e pazienza nel ritentare la sorte. Il sistema di checkpoint corre in soccorso del giocatore evitando troppa frustrazione ma, una volta condotta in porto la missione, l’appagamento che se ne trae è massimo.

CAMBIARE PER NON CAMBIARE

È pur vero che in questo caso, accanto agli indiscutibili pregi, vanno evidenziandosi anche gli storici limiti della serie e che solo in apparenza sembravano scomparsi: Call of Duty 4: Modern Warfare rimane un gioco che poggia le sue basi soprattutto sugli script, dove risulta essenziale continuare ad avanzare - a volte infischiandosene del nemico - in modo da “attivare” l’obbiettivo successivo, il relativo checkpoint e porre fine a un respawn dei nemici altrimenti potenzialmente infinito, se si rimane passivi sulle proprie posizioni. Una migliore calibrazione della difficoltà e una maggiore libertà d’azione generale sono i passi che Infinity Ward dovrà compiere per rendere ancora più godibile uno dei migliori sparatutto presenti in ambito console.