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Datasheet
- Produttore
- Activision
- Sviluppatore
- Infinity Ward
- Genere
- Sparatutto
- PEGI
- 18+
- Distributore Italiano
- Activision Italia
- Data di uscita
- 8/11/2011
- Lingua
- Italiano
- Giocatori
- 18
- Prezzo
- € 69,99
Hardware
Multiplayer
Modus Operandi
Link
Faccia a faccia con il nemico
Svelato il multiplayer di Modern Warfare 3.
Riassumiamo brutalmente gli eventi tutto sommato ancora recenti: in un turbine di accuse reciproche su violazioni di contratti e scorrettezze, Activision e Infinity Ward hanno perso colonne portanti come Jason West e Vince Zampella, i creatori della serie Call of Duty, che hanno formato un nuovo team insieme a 46 transfughi e trovato casa presso Electronic Arts. In sostanza, Infinity Ward si è trovata “dimezzata” con un nuovo titolo in arrivo. La curiosità e l’ansia della comunità sono di conseguenza salite alle stelle, considerato che tutto può avvenire, ma no, un CoD di Infinity Ward non ha mai deluso e non può deludere. In gioco ci sono miliardi di dollari (i preordini sono superiori a quelli record di Black Ops) e un pubblico letteralmente sterminato, che Robert Bowling di Infinity Ward ha dichiarato di calcolare in circa trenta milioni di fan.
La presentazione del single player tenuta nel corso dell’E3 non ha mostrato molto più di quanto ci si aspettasse: una profonda enfasi nella spettacolarizzazione, con intriganti scenari da “assalto all’Occidente”, ma anche una scarsa interattività di fondo e tutti i limiti di una formula che guarda a Hollywood più che a ritagliarsi un posto nella storia degli sparatutto. Ben altro interesse ha suscitato la modalità Spec Ops, provata e apprezzata anche e soprattutto per la sostanziosa giocabilità offerta.
Una dicotomia che ha lasciato aperto lo spazio a diversi dubbi riguardo l’omogeneità di un impasto in cui hanno messo le mani diversi sviluppatori. Al contrario di titoli come l’ultimo Medal of Honor di EA, però, qui lo sviluppo non è stato suddiviso tra single player e multi. Grazie a un lavoro di coordinamento che immaginiamo debba essere stato a dir poco titanico, i membri dei diversi team hanno collaborato anche lavorando insieme su aspetti chiave quali il lato narrativo del gioco, le animazioni e la grafica. Ma tutto questo non era che l’aperitivo. La portata principale servita da Call of Duty, inutile nasconderlo, è il multiplayer. Ed è proprio su quello che ci siamo concentrati.
THE MODERN WARFARE EXPERIENCE
“L’obiettivo principale nello sviluppo del multiplayer”, sostiene Robert Bowling “è stato quello di dare al giocatore di più scelta, offrendo una maggiore personalizzazione del personaggio, delle armi e dello stile di gioco stesso. Tutto senza togliere ai principianti il piacere di giocare”. In quale modo, lo abbiamo scoperto solo durante i test: ci è stata data infatti l'opportunità sia di partire da zero, sia di utilizzare degli account magicamente “dopati” fino al 30° livello e provare quindi un ampio ventaglio di armi, vantaggi e killstreak.
Cinque le mappe su cui ci siamo confrontati con gli altri giocatori: The Dome, Paris, London, Plaza 2 e The Village, ciascuna in grado di dare un ritmo diverso all’azione grazie ad accorgimenti strutturali e di illustrare plasticamente alcune delle scelte tecniche del team. Durante un infuocato Team Deathmatch in The Dome (niente a che vedere con l’omonima mappa di World at War), abbiamo ad esempio apprezzato i miglioramenti nella gestione degli effetti particellari e di fumo del “nuovo” motore grafico. Virgolette d’obbligo, perché per quanto Bowling abbia diplomaticamente dichiarato via Twitter “non lo abbiamo chiamato IW5 solo per rispettare il lavoro dei colleghi di Sledgehammer”, l’evidenza parla di una versione potentemente rielaborata del rodatissimo IW4 di Modern Warfare 2, caratterizzata da una gestione migliorata di effetti e streaming delle texture per adattarlo alle dimensioni aumentate delle mappe. Che non è esattamente poco, perché gestire a 60 burrosi frame un impatto grafico simile non è da tutti. Anzi.
