Genere
Sparatutto
Lingua
Tutto in Italiano
PEGI
16+
Prezzo
€14,99
Data di uscita
3/12/2009

Call of Duty

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Datasheet

Produttore
Activision
Sviluppatore
Infinity Ward
Genere
Sparatutto
PEGI
16+
Distributore Italiano
PlayStation Store
Data di uscita
3/12/2009
Lingua
Tutto in Italiano
Giocatori
8
Prezzo
€14,99

Lati Positivi

  • Ottima trama
  • Missioni impegnative e avvincenti
  • Ottima colonna sonora e doppiaggio in italiano

Lati Negativi

  • Comparto grafico non all'altezza delle recenti produzioni PSN e Xbox Live Arcade
  • Multiplayer non abbastanza ottimizzato
  • Gameplay non perfettamente adattato all'utilizzo su console

Hardware

Per addentrarsi nell'ormai "classica" prima avventura della serie Call of Duty, è necessaria una console PlayStation 3 o un Xbox 360 dotata di almeno 1,5 GB di spazio sul disco rigido. Il gioco è disponibile solo su Xbox Live e PlayStation Network.

Multiplayer

Fino a otto giocatori possono sfidarsi via PlayStation Network e Xbox Live in sei modalità, fra cui Deathmatch, Team Deathmatch e Search & Destroy.

Link

Recensione

Quando la guerra diventa un "classico"

Il primo capitolo della serie entra nella storia.

di Giovanni Marrelli, pubblicato il

Con la serie Call of Duty, Activision e Infinity Ward hanno avuto il merito di sconvolgere la scena e conquistare il popolo videoludico in un periodo relativamente breve: un successo in continua espansione che è cresciuto sin dall'esordio della saga nel 2003 fino a trasformare il franchise in uno dei prodotti più temuti e rappresentativi dell'intera industria videoludica con il recente Call of Duty: Modern Warfare 2.
È proprio all'interno dell'edizione per collezionisti del recente sequel di Call of Duty 4: Modern Warfare che la software house ha voluto omaggiare la creatura originale sviluppando una conversione del primo Call of Duty su console di nuova generazione, PlayStation 3 e Xbox 360. Alla sua prima apparizione su console dopo un'esclusiva per l'utenza PC durata circa sei anni, lo sparatutto ribattezzato Call of Duty Classic sbarca anche sui server di PlayStation Store e Xbox Live Marketplace pronto a immergere i giocatori nella sua atmosfera bellica, praticamente inalterata rispetto alla produzione originale.

“LÌ DOVE TUTTO EBBE INIZIO...”

Adattare l'interfaccia di Call of Duty Classic a un gameplay non più basato sull'utilizzo di mouse e tastiera, ma invece di un controller, non dev'essere stato semplice. Tuttavia, reduci anche dalle esperienze con i recenti capitoli della serie su console, i ragazzi di Infinity Ward sono riusciti nel processo di adattamento con pochi compromessi, con una disposizione dei comandi tutto sommato piuttosto lineare che risente tuttavia di un'eccessiva macchinosità e lentezza nell'utilizzo delle armi, ma che viene ben illustrata durante il tutorial che anticipa la campagna single-player.
Ancora una volta è possibile vestire i panni del soldato americano Martin, del sergente inglese Jack Evans e del sergente maggiore russo Alexei Ivanovich Voronin in quelle che sono tre campagne distinte e separate da affrontare in successione, che permettono di avere un'ampia visione della Seconda Guerra Mondiale attraverso gli occhi di tre differenti parti coinvolte nel disastroso conflitto, prima di affrontare il grande rush finale.
Campagne che all'epoca avevano trovato in pellicole del calibro di “Salvate il soldato Ryan” e “Il giorno più lungo” una valida ispirazione, in grado di trasformare la creatura di Infinity Ward in uno dei primi reali esempi di sparatutto in soggettiva dallo stampo cinematografico, per la grande attenzione profusa nei confronti della sceneggiatura ricca di colpi di scena.
Nonostante alcune incertezze nell'intelligenza artificiale, che a tratti sembra risentire di buonsenso logico soprattutto per quanto concerne la condotta dei soldati compagni, Call of Duty Classic è un gioco che riesce, anche a distanza di sei anni dal suo debutto, a impegnare il giocatore in passaggi tremendamente complessi e difficili: complice anche il sistema di gestione delle missioni che non prevede, purtroppo, l'utilizzo di checkpoint, e che costringe per tanto il giocatore a ripetere più volte le sfide maggiormente complesse nel tentativo di portare a termine la propria missione senza morire.
È da sottolineare la scoppiettante progressione della trama che avanza grazie a missioni dallo stampo epico, con una serie di scene scriptate in maniera magistrale che garantiscono al giocatore un alto tasso di sfida e una tensione sempre alle stelle.
È facile dunque individuare all'interno di Call of Duty Classic alcune primordiali idee fondanti che sarebbero state poi riprese, con successo, nei futuri capitoli della serie, da Call of Duty 2 fino al capolavoro Modern Warfare 2, tratti caratteristici di una serie che si sono sapientemente evoluti all'interno degli studi Infinity Ward, fino a conquistare l'intera popolazione videoludica amante degli sparatutto in soggettiva.

UNA GUERRA DAL GUSTO RETRÒ

Una volta completata la modalità campagna di Call of Duty Classic, è possibile gustare nuovamente quello che fu un ottimo comparto multiplayer: ora su PlayStation Network e Xbox Live possiamo di ingaggiare furiose sfide fino a otto giocatori sfruttando le sei modalità originali, fra cui Deathmatch, Team Deathmatch e Search & Destroy. Tuttavia, risulta quantomeno difficoltoso riuscire a ingaggiare una sfida multiplayer degna della produzione originale, soprattutto a causa di un eccessivo fenomeno di lag dovuto a un processo di ottimizzazione del netcode tutt'altro che efficace e approfondito.
Se c'è pero un aspetto in cui Call of Duty Classic risente maggiormente dell'evoluzione e del progresso tecnologico, è senza dubbio il comparto grafico: sebbene siano solo sei gli anni passati dal suo debutto sugli scaffali, la riedizione del classico targato Activision deve fare i conti con un engine grafico evidentemente inadatto ai canoni che la nuova generazione videoludica ha imposto, con modelli poligonali eccessivamente scarni e una serie di animazioni che, al giorno d'oggi, risultano ampiamente superate.
I risultati dell'ormai celebre “trattamento HD” non sono insomma troppo evidenti, e sotto questo aspetto il panorama di titoli per PlayStation Network e Xbox Live può vantare produzioni dalla resa grafica decisamente migliore a un prezzo sensibilmente inferiore. Cambia il giudizio sul comparto sonoro, che può vantare fra l'altro un doppiaggio in lingua italiana e invece riesce ancora una volta ad accompagnare con maestria l'avventura del giocatore, incalzando al momento topico di ogni scontro e coinvolgendo nota dopo nota l'avanzata dell'esercito britannico, americano e russo al completamento della particolarmente ostica missione.

Voto 4 stelle su 5
Voto dei lettori
Nonostante un comparto grafico non al passo con i tempi e sensibilmente superato dalle più recenti produzioni su PlayStation Network e Xbox Live Arcade, Call of Duty Classic riesce comunque a ritagliarsi uno spazio di discreta rilevanza sui servizi di digital delivery per PlayStation 3 e Xbox 360. La guerra classica di Infinity Ward può ancora vantare una trama avvincente e missioni dallo stampo epico, nonché una difficoltà a tratti proibitiva per i giocatori meno esperti. Call of Duty è un gioco che seppe conquistare l'utenza videoludica ai tempi del suo esordio, e Call of Duty Classic non mancherà di appassionare tutti i giocatori che non hanno potuto assaporare l'evoluzione del secondo conflitto mondiale sugli schermi del proprio PC. Tuttavia, una serie di compromessi nell'adattamento del gameplay, un comparto multiplayer non troppo funzionale e la rivisitazione in HD che, a conti fatti, non si nota nel comparto grafico, ci spingono a considerare forse eccessivi i 15 euro richiesti da Activision per l'acquisto di un titolo disponibile sul mercato da sei lunghi anni.

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