Genere
Sparatutto
Lingua
Tutto in italiano
PEGI
18+
Prezzo
€ 59,90
Data di uscita
14/11/2008

Call of Duty: World at War

Call of Duty: World at War Vai al forum Aggiungi alla collezione

Datasheet

Produttore
Activision
Sviluppatore
Treyarch
Genere
Sparatutto
PEGI
18+
Distributore Italiano
Activision Italia
Data di uscita
14/11/2008
Data di uscita americana
11/11/2008
Lingua
Tutto in italiano
Giocatori
32
Prezzo
€ 59,90

Lati Positivi

  • Impatto scenografico notevole
  • Ottimo comparto grafico
  • Multiplayer e co-op eccellenti
  • Impegnativo anche a medio livello
  • Ci sono anche gli zombi!
  • Richieste hardware "umane"

Lati Negativi

  • Gameplay chiuso e scriptato al massimo
  • La campagna in singolo è deludente
  • Pochissime novità rispetto ai predecessori
  • Urge una ventata di aria fresca nella serie
  • Manca una vera e propria trama

Hardware

Su PC, le richieste hardware di Call of Duty: World at War sono sostanzialmente le stesse del predecessore Call of Duty 4: Modern Warfare nonostante l'impatto grafico sia sostanzialmente migliore. Bastano quindi, per giocare a una buona risoluzione e con tutti i dettagli al massimo, un PC dotato di processore Dual Core (da 2 GHz in su), 1 GB di RAM (2 GB se si utilizza Windows Vista) e una scheda 3D con almeno 256 MB di RAM. Con la nostra configurazione (Intel QuadCore 6600, 3 GB di RAM e una GeForce 8800 GTX con 768 MB di RAM) abbiamo giocato a 1680x1050 pixel con tutti i dettagli al massimo ottenendo un frame-rate eccellente e non riscontrando mai un calo di fluidità. La versione da noi provata è infine quella inglese (tra l'altro con doppiatori di eccezione come Gary Oldman e Kiefer Shuterland), ma il gioco che troverete da oggi sugli scaffali è stato interamente localizzato in italiano.

Multiplayer

La componente multiplayer di Call of Duty: World at War è molto ricca. Innanzitutto si possono affrontare tredici dei quindici scenari della campagna in singolo in modalità cooperativa fino a una massimo di quattro giocatori via Internet, via LAN o tramite una connessione diretta a un indirizzo IP (lo stesso vale per la modalità sbloccabile in compagnia degli zombi). Non manca inoltre una completissima sezione di multiplayer "classica" che molto deve a Call of Duty 4: Modern Warfare; le dodici mappe, le otto modalità di gioco (tra cui le nuove War e Capture the Flag), il supporto per chat vocale e un massimo di trentadue giocatori assicurano un'esperienza di gioco online molto completa e soddisfacente.

Link

Recensione

Quando gli eroi si incontrano

Call of Duty: World at War alle prese con il multiplayer.

di Francesco Destri, pubblicato il

Una delle armi principali di Call of Duty 4: Modern Warfare è stata sicuramente l'esperienza di gioco in multiplayer, grazie a un sistema di crescita del personaggio molto profondo e a modalità di gioco che per la prima volta avvicinavano Call of Duty a una serie-simbolo del gioco online come Battlefield.
Giustamente Treyarch ha ripreso a grandi linee l'intero impianto multiplayer del predecessore, cambiando qualche "ricompensa" per le uccisioni consecutive e aggiungendo due nuove modalità di gioco e alcuni perk (una specie di skill), ma lasciando di fatto inalterato tutto il resto.

IL DOVERE CHIAMA ANCHE IN COOPERATIVA

Tornano così le modalità già conosciute ai tantissimi fan della serie (Sabotage, Domination, Free For All, Headquarters, Team Deathmatch, Search and Destroy), a cui si aggiungono War e Capture the Flag, le stesse già analizzate in sede di preview per la beta multiplayer di qualche settimana fa. Le mappe sono in tutto dodici e offrono una notevole varietà di paesaggi e di conformazioni (una delle migliori è a nostro avviso quella su una scogliera con dei precipizi da brivido), le armi, gli upgrade, i rank e i "gadget" da sbloccare sono davvero tantissimi e, anche se le novità rispetto a Call of Duty 4: Modern Warfare sono davvero poche (più che altro si tratta di un raffinamento del tutto), il multiplayer di Call of Duty si conferma ancora una volta uno dei migliori sulla piazza.
Ma non è finita qui visto che Treyarch ha pensato bene di includere una modalità cooperativa a quattro giocatori (con tanto di supporto per la chat vocale), in modo da affrontare quasi tutti i livelli della campagna in singolo con altri tre amici (mancano giusto le missioni del tank e dell'idrovolante). I limiti strutturali delle missioni rimangono inalterati, ma se non altro è possibile studiare qualche strategia di attacco in più e volendo si può attivare una modalità competitiva, anch'essa con punti esperienza e rank da conquistare, per vedere chi è il più forte dei quattro. Volendo, si potrebbe acquistare il gioco solo ed esclusivamente per goderselo in compagnia di amici (e non) ed è proprio su questo versante che Call of Duty: World at War esprime il suo meglio.

EPISODIO DI TRANSIZIONE?

Anche da un punto di vista tecnico Treyarch ha però svolto un buon lavoro, non molto dissimile da quello altrettanto valido di Quantum of Solace (i due giochi hanno infatti in comune lo stesso motore grafico). L'engine è strutturalmente quello del predecessore e a beneficiarne sono soprattutto la leggerezza e pretese hardware finalmente alla portata di tutti (o quasi), ma anche l'impatto grafico generale fa segnare qualche significativo passo in avanti rispetto allo scorso anno.
La vegetazione dei livelli nel Pacifico è rigogliosa e di grande impatto, gli effetti volumetrici funzionano alla grande (il fumo dei lanciafiamme e delle granate fumogene) così come le esplosioni; inoltre ogni livello ha un suo elemento caratteristico come la neve a Stalingrado, il tracciante luminoso nella prima missione (pare quasi un trip psichedelico), gli edifici distrutti del livello finale a Berlino o i cunicoli nelle trincee giapponesi che richiamano da vicino quelli dei vietcong. Colpiscono anche le animazioni dei nemici (soprattutto quando sono avvolti dalle fiamme) e, pur non essendo di fronte alle chicche di Crysis (che però rimane molto meno gestibile in termini hardware), siamo rimasti piacevolmente colpiti dall'impatto generale del gioco. L'unico rammarico è ancora una volta per un motore fisico quasi inesistente; non si può infatti distruggere quasi nulla di ciò che ci circonda e a soffrirne sono soprattutto il realismo dell'esperienza bellica e gli scontri all'interno degli edifici, dove una semplice poltrona ci può riparare da qualsiasi arma (compreso un anticarro). Su questo punto speriamo davvero che il prossimo Call of Duty, di cui però non si hanno ancora notizie, si possa avvicinare a Crysis o a Battlefield: Bad Company e che venga inserito qualche veicolo da utilizzare al di fuori dei frangenti obbligati... ma forse stiamo chiedendo troppo.

Voto 4 stelle su 5
Voto dei lettori
Rispetto al capitolo precedente targato Infinity Ward, Call of Duty: World at War rappresenta un complessivo passo indietro nell'esperienza di gioco in singolo, per i livelli chiusi e scriptati al massimo, il pochissimo spazio per tattiche alternative, il respawning infinito dei nemici se non si raggiunge una certa posizione, le situazioni già viste e straviste (giusto i soldati giapponesi rappresentano una piccola novità) e la distruttibilità dell'ambiente quasi inesistente. Per fortuna l'impatto scenografico è quello sempre notevole dei predecessori e l'intelligenza nemica non ha mostrato gravi lacune, ma è sul versante multiplayer che Treyarch ha vinto la sua scommessa. Le classiche partite online sul modello ruolistico di Call of Duty 4: Modern Warfare e la modalità cooperativa a quattro giocatori forniscono un valore aggiunto non da poco, aumentando a dismisura la longevità e facendo dimenticare in fretta una campagna in singolo non proprio mediocre, ma ormai sicuramente bisognosa di un restyling completo.

Commenti

  1. D4NI3L3

     
    #1
    Insomma sembra bello. :rolleyes:
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