Genere
Sparatutto
Lingua
Tutto in italiano
PEGI
18+
Prezzo
€ 64,99
Data di uscita
14/11/2008

Call of Duty: World at War

Call of Duty: World at War Vai al forum Aggiungi alla collezione

Datasheet

Produttore
Activision
Sviluppatore
Treyarch
Genere
Sparatutto
PEGI
18+
Distributore Italiano
Activision Italia
Data di uscita
14/11/2008
Data di uscita americana
11/11/2008
Lingua
Tutto in italiano
Giocatori
12
Prezzo
€ 64,99
Formato Video
HDTV
Formato Audio
Surround 5.1

Hardware

Call of Duty: World at War è stato provato alla Games Convention 2008 in versione Xbox 360. Il gioco è in arrivo anche su PlayStation 3 e PC con caratteristiche analoghe, anzitutto in termini grafici. Il gioco è poi previsto su Wii con una grafica ridotta per via dei limiti di risoluzione e con diverse peculiarità e limiti anche su PlayStation 2 e Nintendo DS.

Multiplayer

Il multiplayer di Call of Duty: World at War comprende una modalità cooperativa a quattro giocatori fruibile online. Non mancheranno all'appello anche modalità competitive.

Link

Hands On

Insieme in guerra

[GC 08] Call of Duty, atto quinto, in prova "hands on".

di Simone Soletta, pubblicato il

È rimasta esclusa solo una mappa troppo complessa da gestire, mentre tutte le altre possono anche essere affrontate in modo cooperativo-competitivo.

dammi una mano, amico!

A livello puramente numerico, non cambia molto quando si affrontano le missioni proposte dal gioco in modalità cooperativa. Come da tradizione, anche in single-player siamo accompagnati da più compagni di squadra e quindi, semplicemente, l'amico che ci accompagnerà prenderà il controllo di uno dei nostri commilitoni. Anche se è consigliabile, durante il gioco non si sente l'urgenza di coordinarsi più di tanto con l'altro giocatore, tanto chiari sono gli scopi della missione e le direzioni da seguire: Call of Duty, in questo senso, non ha perso il suo approccio lineare, nonostante presenti aree ampie e una buona varietà di situazioni. Nella missione giapponese, per esempio, ci siamo trovati ad attraversare una giungla costantemente sotto tiro da parte dei nemici (alcuni cecchini anche camuffati sulle palme, una gioia rispondere con il lanciafiamme!), per poi raggiungere uno spazio aperto molto ampio letteralmente ricoperto di carri armati, da eliminare con l'aiuto dei tank alleati e di provvidenziali lanciarazzi. Poi è stata la volta delle trincee, da ripulire una a una, bunker compresi. Insomma, dentro-fuori senza soluzione di continuità, immersi nel delirio audiovisivo poc'anzi descritto.
Un delirio però che, come dicevamo, lascia poco spazio ai movimenti "di squadra", Call of Duty: World at War è strutturato a livello di game design per l'esperienza da giocatore singolo, e può capitare - come nel nostro caso - di vivere così anche la modalità cooperativa. Con pochissime parole recapitate al nostro compagno di squadra umano e tanto, tanto piombo inviato dall'altra parte della barricata.

amici, ma non troppo

Un po' più varie sembrano essere le dinamiche della modalità cooperativa competitiva. Non si tratta di un ossimoro, il fatto è che nel gioco entrano in scena i punti, e quando ci sono i punti in ballo non c'è amico che tenga! Purtroppo non abbiamo potuto provare questa modalità di persona a causa di un malfunzionamento delle stazioni demo, ma assistendo alla prova del nostro collega abbiamo notato come Treyarch si sia divertita a porre il giocatore di fronte a dilemmi morali e come questi possano diventare risibili di fronte alla prospettiva di guadagnare punti e vincere.
Teatro della contesa era Berlino, i russi stanno avanzando e i tedeschi, piano piano, sono ridotti alla fuga o alla resa. Ebbene, scoprendo un tedesco che sta torturando un commilitone, che fareste? Domanda oziosa, il grilletto è a portata di mano. Ma di fronte a tre soldati tedeschi in trappola, con le mani alzate, pronti ad arrendersi? Tipicamente, se la cosa non porta vantaggi, saremmo tutti portati a risparmiarli, perché anche nella guerra digitale c'è l'onore. Ma per ogni nemico colpito si guadagnano punti e così... via, una bella sventagliata contro quei poligoni antropomorfi, per la gioia dei detrattori dell'esperienza videoludica globale. Incassa e porta a casa.

crudo come una tartare

Insomma, Call of Duty: World at War ci ha sorpresi: se non si scovano grandi rivoluzioni dal punto di vista delle dinamiche di gioco, né particolari innovazioni a livello di arsenale (e come sarebbe possibile, poi?), ci si può accontentare, per modo di dire, di quanto il gioco sembra poter offrire. E non è poco, di fatto questo è il miglior Call of Duty in stile Seconda Guerra Mondiale su cui abbiamo mai potuto mettere le mani, e dopo il mezzo (mezzo?) passo falso del terzo episodio della serie, dobbiamo ammetterlo, eravamo un po' scettici. Non resta che aspettare la fine dell'anno, radunare qualche amico, anche online, e attivare, immancabilmente, i punti.


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