Genere
Avventura
Lingua
Italiano
PEGI
12+
Prezzo
€ 40,99
Data di uscita
18/3/2010

Calling

Calling Vai al forum Aggiungi alla collezione

Datasheet

Produttore
Konami
Sviluppatore
Hudson Soft
Genere
Avventura
PEGI
12+
Distributore Italiano
Halifax
Data di uscita
18/3/2010
Lingua
Italiano
Giocatori
1
Prezzo
€ 40,99
Formato Video
PAL

Lati Positivi

  • Atmosfera convincente
  • L'idea dei telefoni è carina
  • Personaggi ben caratterizzati

Lati Negativi

  • Localizzazione disastrosa
  • Contenuti risicati
  • Sviluppo prevedibile della trama
  • Qualche animazione da rivedere

Hardware

Il gioco richiede il possesso di un Nintendo Wii PAL, un Wiimote e un Nunchuk.

Multiplayer

Non sono presenti modalità multiplayer.
Recensione

L'orrore ci chiama

I fantasmi seguono le mode: internet e cellulari per tutti!

di Sebastiano Pupillo, pubblicato il

Il caso ci ha messo in mano la versione italiana di Calling per Wii senza chiederci prima se fossimo esperti di cinema horror con una particolare inclinazione verso il filone "giapponese"; domanda alla quale avremmo risposto un secco "no", declinando forse gentilmente l'occasione di scrivere l'articolo. Non sempre però, è possibile andare contro il proprio destino, e quindi eccoci qui a parlare di un gioco che affonda le sue radici in un mondo a noi sconosciuto e che, a parte i recenti successi commerciali di pellicole come Ring e Ju-On, vanta un retroterra storico e culturale che non teme confronti con l'horror di stampo occidentale.
Non è ovviamente questa la sede per analizzare tutte le differenze tra due modi così distanti di concepire l'orrore ma, correndo il rischio di iper-semplificare, diciamo che là dove noi occidentali sprechiamo ettolitri di sangue finto e ci prodighiamo in make-up elaboratissimi, gli orientali si accontentano di una sagoma infantile in lontananza, accompagnata da qualche rumore sinistro e dalle luci che inspiegabilmente iniziano a tremolare. Per fortuna c'è anche qualche punto di contatto: i fantasmi per esempio; eterei e impalpabili, con il volto triste e rassegnato, intenti ad attraversare le pareti e a spegnere le luci per dispetto.

ghost

Le immancabili presenze fantasmatiche di ogni buon film dell'orrore ci terranno compagnia durante tutto il corso della storia raccontata da Calling: a volte proveranno ad attaccarci e altre volte cercheranno di aiutarci ma, fatta salva qualche rara occasione di dialogo tra "vivi", avremo a che fare quasi sempre con loro. Da notare che la meccanica di gameplay messa in piedi da Hudson somiglia molto più a quella di un'avventura "punta e clicca" che non a un survival horror, o quantomeno a un ipotetico punto d'incontro tra i due generi: i protagonisti non hanno infatti a disposizione alcuno strumento di difesa contro i defunti, a parte la fuga - spesso resa impossibile o comunque molto difficoltosa - sicché, una volta attaccati da un fantasma non rimane altro da fare che scuotere il Wiimote con (molta) violenza e darsela a gambe non appena il nemico ci lascia un attimo in pace.
Contrariamente a quanto accadrebbe in un Resident Evil a caso, non ci sono aree da "ripulire" dalla presenza dei nemici, la cui apparizione scatta sempre in corrispondenza di specifiche azioni del giocatore; analogamente, non è possibile "liberarsi" dei fantasmi se non facendo ciò che la trama (o l'intuito) ci chiede di fare, fosse anche solo girovagare in cerca del prossimo indizio. La maggior parte del tempo la si passa pertanto a esaminare gli ambienti in cerca di oggetti da raccogliere, solitamente ben evidenziati, a volte anche risolvendo i puzzle molto semplici che ci vengono proposti. Da notare che, come spiegheremo meglio più avanti, trovare un oggetto in una stanza non vuol dire che non ci entreremo più, anzi, il gioco è strutturato per fare in modo che i pochi livelli presenti siano visitati più e più volte.

chi ha spento la luce?

A parte la trama, che evitiamo di accennare per non incorrere in spoiler (ma vi lasciamo comunque alla visione dell'introduzione filmata), le modalità che Calling utilizza per spaventare il giocatore sono quelle classiche del cinema "J-Horror" di cui sopra: ambienti male illuminati, apparentemente "normali" ma comunque deserti, rumori sinistri, "flash" improvvisi di immagini che appaiono per una frazione di secondo e così via. Per generare orrore in questo modo è necessario che i momenti di "vuoto" siano quantitativamente più consistenti di quelli in cui accade realmente qualcosa. Questo elemento strutturale, combinato con la penuria di livelli cui abbiamo accennato prima, genera nel giocatore un desiderio paradossale, ovvero che appaia un fantasma così da poter proseguire nel gioco, invece che continuare a entrare nelle medesime stanze e frugare negli stessi cassetti per l'ennesima volta.
Le situazioni più fastidiose in assoluto, però, sono quelle in cui il nostro personaggio non ha ancora trovato una torcia - o la torcia si è spenta per esigenze di sceneggiatura... - ed è costretto a osservare gli ambienti senza poter trarre alcun indizio visto che, nella finzione del gioco, il personaggio "non vede bene" ciò che ha davanti, anche se in realtà il giocatore ci vede benissimo. A questo punto non si capisce perché la torcia, invece, possa essere raccolta, così come le pile nascoste dentro una vecchia radio, mentre tutti gli altri oggetti vanno nuovamente ri-cercati in presenza dell'agognata fonte luminosa.

luogo comune

In termini di idee, Calling riesce ad alternare momenti entusiasmanti e altri da far cadere le braccia, con una certa preponderanza - purtroppo - per questi ultimi, ma riuscendo a incuriosire il giocatore e l'appassionato di horror quel tanto che basta per costringerlo a portare a compimento l'avventura. Le ambientazioni, in particolare, sono talmente scontate e povere nel design da costituire la principale fonte di noia e disaffezione: una piccola abitazione arredata in stile giapponese tradizionale, tre piani di una scuola e altrettanti di un'ospedale sono il massimo che Hudson è riuscita ad assemblare (con altre piccole aggiunte che evitiamo di menzionare sempre per evitare spoiler), per altro senza sforzarsi di arredarle con un minimo di varietà.
L'elemento più originale, per non dire l'unico, relativamente a trama e gameplay, rimane quindi l'uso dei telefoni cellulari, che possono essere utilizzati per teletrasportarsi da un luogo all'altro. Non pensate però che Calling sia una specie di horror "free roaming" perché, all'atto pratico, potremo viaggiare in questo modo solo nei momenti specifici previsti dalla trama - solitamente dopo aver trovato un numero di telefono scritto da qualche parte. Un'idea molto carina è invece quella di utilizzare il piccolo altoparlante del Wiimote per ascoltare le voci al telefono (quelle dei fantasmi o dell'unico altro essere umano con cui ci teniamo in contatto), elemento che aggiunge un brivido in più nei momenti più drammatici della storia.

le voci dell'orrore

La disamina degli aspetti tecnici di Calling non può prescindere dal fatto che ci troviamo di fronte a un gioco svilluppato a basso budget, ragione che presumiamo sia alla base di una definizione grafica ai limiti del passabile, pur mettendo in conto la discreta realizzazione del sistema di illuminazione dinamica. Sul fronte del sonoro, il giudizio dipende in gran parte dalla lingua che sceglierete per giocare: selezionando l'originale giapponese, con sottotitoli, Calling sfoggia un'atmosfera niente male e riesce anzi nell'intento di fornire qualche sano brivido di paura; il doppiaggio italiano, invece, è quanto di più dilettantesco e involontariamente comico ci sia capitato di ascoltare in un videogioco per qualsiasi piattaforma, con l'aggravante che trovarsi a sghignazzare ogni cinque minuti in una storia dell'orrore non va esattamente in direzione dell'immedesimazione e dell'efficacia di tutte le altre soluzioni ludico-narrative. In buona sostanza, se giocato in italiano Calling smette di essere un gioco horror e diventa una specie di esperienza surreale che non sapremmo in quale altro modo definire.

Voto 3 stelle su 5
Voto dei lettori
Cercando di declinare il genere delle avventure grafiche secondo le modalità della scuola giapponese dei film horror, Calling tenta un'operazione tutto sommato meritevole ma con qualche lacuna di troppo sul fronte dei contenuti, soprattutto a causa dei pochi livelli esplorabili. La semplicità dei puzzle e le lunghe e affannose ricerche in ambienti bui e silenziosi rendono l'esperienza di gioco a tratti un po' soporifera, tanto che spesso ci si ritrova a desiderare ardentemente l'apparizione di un fantasma per ravvivare l'atmosfera. Gli appassionati amanti del cinema J-Horror potrebbero comunque trovarlo un prodotto interessante, da giocare però impostando il sonoro in giapponese. Il parlato italiano, infatti, è un drammatico esempio di come sia meglio non localizzare i videogiochi quando non si ha budget sufficiente per farlo.

Commenti

  1. utente_deiscritto_5167

     
    #1
    babalot ha scritto:
    L'orrore ci chiama: I fantasmi seguono le mode: internet e cellulari per tutti!
     Recensione perfetta. Complimenti. Sottolineo, oltre ai discreti effetti di luce, anche i 60 fps, sempre piacevoli, quando presenti.
  2. Myau

     
    #2
    Ma non è su binari, vero?
    Ce n'era un molto simile a questo che si diceva fosse proprio su binari...
  3. utente_deiscritto_5167

     
    #3
    Myau ha scritto:
    Ma non è su binari, vero?
    Ce n'era un molto simile a questo che si diceva fosse proprio su binari...
     Non è su binari. L'unico simile che mi viene in mente è Ju On. Ma parli del Wii o anche di PS2?
  4. Myau

     
    #4
    Shin X ha scritto:
    Non è su binari. L'unico simile che mi viene in mente è Ju On. Ma parli del Wii o anche di PS2?


    No-no, di Wii... ricordo che avevo visto dei filmati di un altro gioco abbastana simile a questo... e ricordo anche che si disse che uno dei due era su binari.

    Comunque se non è su binari tanto meglio per me.

    Forse c'è un Wii che sta per suonarmi al citofono.
  5. utente_deiscritto_5167

     
    #5
    Myau ha scritto:
    No-no, di Wii... ricordo che avevo visto dei filmati di un altro gioco abbastana simile a questo... e ricordo anche che si disse che uno dei due era su binari.
    Comunque se non è su binari tanto meglio per me.
    Forse c'è un Wii che sta per suonarmi al citofono.
     Non esiste, credimi, non al di fuori di quel mega papiro che ho scritto. Puoi fidarti. Eh, sì. Credo tu debba comprare un Wii. Sembra una console disegnata su di te per moltissimi titolii.
  6. babalot

     
    #6
    Shin X ha scritto:
    Recensione perfetta. Complimenti. Sottolineo, oltre ai discreti effetti di luce, anche i 60 fps, sempre piacevoli, quando presenti.
     grazie grazie ^^ sì, la fluidità è ottima ma, nsomma, ci mancava solo che scattasse e poi sì che sarebbe stato da brividi :P rimpiango solo di averlo giocato tutto in ITA (ma dovendolo recensire non avrei potuto fare altrimenti) perché quei dieci minuti che l'ho giocato in JAP mi sono cagato sotto alla prima telefonata :D
  7. Myau

     
    #7
    Shin X ha scritto:
    Non esiste, credimi, non al di fuori di quel mega papiro che ho scritto. Puoi fidarti. Eh, sì. Credo tu debba comprare un Wii. Sembra una console disegnata su di te per moltissimi titolii.


    Comincio a pensare che il gioco fantomatico sia sempre questo Calling (di cui s'era erroneamente detto che era su binari) o Ju-on.

    Ricordo bene una scena in un ospedale tipo Siren, gioco in soggettiva, con delle apparazioni di fantasmi effettivamente pilotate e ricordo, se non vado errato, un buon effetto delle tende alle finestre che sventolavano. Sì, probabilmente era sempre Calling.
  8. genniopazz

     
    #8
    Shin X ha scritto:
    Non esiste, credimi, non al di fuori di quel mega papiroche ho scritto. Puoi fidarti. Eh, sì. Credo tu debba comprare un Wii. Sembra una console disegnata su di te per moltissimi titolii.
     mi linkeresti il post? sono molto incuriosito da questo titolo, pur conscio dei suoi difetti.
  9. utente_deiscritto_5167

     
    #9
    genniopazz ha scritto:
    mi linkeresti il post? sono molto incuriosito da questo titolo, pur conscio dei suoi difetti.
     Il mega papiro NON è riferito al solo Calling, che viene solo citato in poche righe.
    http://community.videogame.it/forum/t/350810/
  10. Unbeatable Babyface

     
    #10
    Carino questo titolo,sicuramente più "digeribile" rispetto a The Grudge.
    Si fossero sforzati un pò di più con i combattimenti e con la resa dei personaggi non sarebbe stato niente male.
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