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Cartoons on the Bay 2010

Speciale

Prima giornata

Un viaggio nel mondo dell'animazione cinese.

di Andrea Maderna, pubblicato il

Per il secondo anno consecutivo, la splendida cornice di Rapallo ospita Cartoons on the Bay, il Festival Internazionale dedicato all'animazione televisiva organizzato da Rai Trade. Questa è anche la seconda edizione consecutiva in cui le porte della manifestazione si aprono alla multimedialità e all'incontro fra narrativa animata, nuove tecnologie e, perché no, videogiochi. Anche quello che è l'argomento principe di Nextgame, infatti, ha un ruolo importante qui a Rapallo e viene affrontato tramite uno sguardo ovviamente vicino al mondo dell'animazione. Gli eventi legati al videogioco si concentreranno sulla giornata di sabato, con una serie di conferenze e con alcuni fra i premi che saranno consegnati alla cerimonia dei Pulcinella Award, ma noi di Nextgame siamo presenti all'intera manifestazione, anche nelle vesti di media partner con Edizioni Master. E ve ne raccontiamo spunti e argomenti giorno per giorno.

ai posti di partenza

Carlo Nardello, amministratore delegato di Rai Trade, ha dato il via alla conferenza d'apertura con un sentito saluto al paese ospite, la Cina, e un ricordo al lutto che il suo popolo sta vivendo in questi giorni per il terremoto nella provincia del Qinghai. Dopodiché si è passati a introdurre una manifestazione il cui focus, negli ultimi anni, si sta concentrando sulla multimedialità non solo come ricerca della tecnologia fine a se stessa, ma anche come spunto per raggiungere un pubblico più ampio tramite strumenti sempre diversi. In questo senso, grazie anche al lavoro svolto dal direttore Roberto Genovesi (che ha ricevuto l'incarico in occasione della passata edizione), il festival si sta ampliando sempre più, andando a coinvolgere cinema, televisione, videogiochi, lavoro sul territorio, sport e attività di ogni tipo, compresa la presenza di una sezione dedicata al cosplay.
Ma ovviamente l'evento principale della manifestazione rimane la consegna dei Pulcinella Award. Quest'anno si sono viste ben cinquemila opere candidate alla preselezione, ridotte poi alle duecento in concorso, provenienti da tutto il mondo. Ad assegnare i premi, una giuria composta da elementi di spicco della scena internazionale dell'animazione, che valuterà le migliori serie televisive in quattro categorie per fascia d’età, il miglior lungometraggio a sfondo sociale, il miglior episodio pilota, il miglior progetto crossmediale (Assassin’s Creed II fra i candidati), il miglior lavoro d’animazione interattiva (Uncharted 2 fra i candidati) e il miglior cortometraggio. Senza dimenticare il premio alla carriera per il mitico Don Bluth, cui è dedicata una retrospettiva nel contesto delle proiezioni aperte al pubblico. Da citare, infine, l'istituzione dell'Arlecchino Award, pensato per dare considerazione anche agli altri media. Nello specifico, quest'anno sarà dedicato alle opere d'animazione basate su libri.

da un continente all'altro

Per buona parte della prima giornata ci siamo dedicati alla presenza dell'animazione cinese. La lunga, interessante e anche un po' estenuante conferenza sull'argomento ha visto partecipare i maggiori rappresentanti del settore giunti fino a Rapallo per mostrare il proprio lavoro e cercare possibili partner commerciali. Hanno parlato rappresentanti degli studi CCTV, Agogo, Magic Dumpling, Be Top Multimedia, Nanjing Blue Dolphin e Phenix Animation Studio. L’intervento più corposo è stato senza dubbio quello d’avvio, nel quale Hwan Jing della CCTV Animation, oltre a illustrare brevemente la storia della sua compagnia, ha raccontato per sommi capi lo stato delle cose nel suo settore. In Cina si producono cartoni animati fin dagli anni venti, ma nonostante questo lo sviluppo è stato molto lento e difficoltoso. Negli anni cinquanta e sessanta sono nate varie correnti stilistiche che hanno ricevuto grossi riconoscimenti a livello internazionale, ma solo nell’ultimo decennio, in particolare dai primi investimenti “forti” del 2004, il settore ha saputo uscire dalla nicchia autoriale e svilupparsi come vera potenza industriale. Oggi i numeri sono davvero notevoli e presentano comunque ampi margini di crescita: basti pensare al potenziale pubblico da centinaia di milioni di giovani, alla presenza di oltre seimila aziende produttrici sul territorio e alle oltre mille università che ospitano facoltà dedicate a questo settore. Non a caso la televisione cinese vanta ben trentaquattro canali dedicati ai bambini, la cui programmazione è dominata dalle produzioni animate.
Il trend del futuro è chiaro: internazionalizzazione sempre maggiore e ricerca di partner esteri con cui finalizzare non solo collaborazioni importanti, ma anche metodologie per la creazione di prodotti che, pur mantenendo una forte identità cinese, sappiano avere un respiro universale e vendersi quindi in tutto il mondo. In questo senso diventa importante anche avere la capacità di cavalcare i nuovi mezzi espressivi, per sfuggire al monopolio statunitense sul cinema d’animazione e a quello nipponico sulle serie televisive. Per questo si pone grande enfasi sulla multimedialità.


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