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Data di uscita
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Cartoons on the Bay 2010

Speciale

Seconda giornata

"Diversity day", ma anche interessanti progetti su carta.

di Andrea Maderna, pubblicato il

Più tradizionale e a in un certo senso conservativo l'approccio del regista iraniano Bahram Azimi, che ha presentato in anteprima assoluta alcuni minuti tratti dal suo Tehran 2121, film d'animazione in computer grafica ambientato in una futuristica Tehran percorsa da file di automobili volanti. Oltre cinquant'anni dopo la nascita dell'industria d'animazione iraniana, dice Azimi, finalmente viene prodotto il primo lungometraggio per il cinema, in lavorazione da quattro anni e presumibilmente pronto per la fine del 2010 (la prima assoluta sarà però al Cartoons on the Bay del 2011). La storia racconta di quindici giorni nella vita di una famiglia iraniana del 2121 e si propone come una commedia a sfondo fantastico che, nelle intenzioni dell'autore, vuole mostrare come anche fra un secolo i valori morali solidi e i principi della cultura iraniana non saranno mutati.
L'evoluzione tecnologica porterà progressi e cambiamenti, ma i lati positivi del popolo di Azimi rimarranno tali, con anzi uno snellimento dei lati negativi (per esempio il pessimo modo di guidare attuale, afferma ridacchiando il regista). Il racconto parla di un uomo di centosessanta anni, ormai prossimo alla morte, che chiede alla sua nipotina di fargli due ultimi regali: sposarsi e recuperare un documento che dimostra la sua attività di attore in gioventù. Questo perché gli artisti vengono seppelliti tutti vicini, come ultimo atto di rispetto.
Il film è stato realizzato sfruttando corposi investimenti e avanzate tecniche di motion capture, anche per dare ai personaggi le fattezze dei famosi attori di teatro che donano loro le voci. Nel complesso l'opera è stata pensata e creata cercando di darle una forte personalità e un'identità iraniana, appoggiandosi anche alla consulenza di professionisti del settore per lo studio delle architetture, degli oggetti, dei costumi. E in effetti l'impressione è di un film dai toni intriganti, forse un po' troppo ingenuo nei suoi tratti comici, ma soprattutto molto legato a una cultura distante e che difficilmente uno spettatore occidentale "medio" può comprendere fino in fondo.

animazione al femminile

La nostra seconda giornata a Cartoons on the Bay si è conclusa con due presentazioni di progetti "cartacei". La prima riguardava il volume Le donne nel cinema d'animazione. Curato e presentato da Matilde Tortora, il volume prova a raccontare quel che si propone nel titolo non ponendo l'accento sulla differenza e la lotta fra i sessi, ma semplicemente illustrando il rapporto di coppia che viene a crearsi fra queste donne e le loro opere. E lo fa tramite rare fotografie d'epoca, meravigliose illustrazioni delle autrici di cui si parla e contributi da studiosi ed esperti di tutto il mondo. C'è per esempio una sezione dedicata alla splendida carica ironica di una Mimma Indelli che nel 1934 sapeva essere incredibilmente moderna e innovativa. O una parte che racconta le donne che hanno lavorato al lungometraggio La rosa di Baghdad, di Anton Gino Domeneghini: le donne famose, come la Julie Andrews che ha doppiato la protagonista per l'america, ma anche le donne nell'oscurità, quelle ignote, che non si sono mai viste e che lavoravano alla produzione magari come cucitrici o cuoche. Ma nel libro si parla anche di Simona Gismundo, la scomparsa studiosa d'intelligenza artificiale applicata all'animazione cui è stato dedicato un premio internazionale, dello splendido lavoro di Regina Pessoa, dal cui Kali il vampiro sono state incluse immagini in anteprima assoluta, delle donne nell'industria dell'animazione nipponica e della fondamentale Mary Blair, la donna cui dobbiamo l'incredibile look di film come I tre caballeros, Alice nel paese delle meraviglie, Cenerentola, Le avventure di Peter Pan, e alle cui opere è in parte ispirato il folle immaginario di Monsters & Co. Pubblicato in due edizioni con copertine dedicate (una firmata da Regina Pessoa e una di Signe Baumane) e certamente anche più ampio e interessante di quanto traspaia da queste righe, il volume sarà in vendita a partire dalla prossima settimana ed è stato mostrato a Rapallo in anteprima assoluta.

torna la rivista a fumetti

L'altro progetto su carta è iComics, una nuova rivista antologica a fumetti, bimestrale, da 160 pagine interamente a colori, che arriverà in edicola e fumetteria a partire dal 28 maggio a un prezzo di 9,90 euro, con una diffusione nazionale di quarantamila copie. Roberto Dal Prà, direttore editoriale, e Dino Caterini, editore, la raccontano come un tentativo di rilanciare le riviste a fumetti popolari, scomparse dal mercato per ormai un decennio buono. L'obiettivo è di coniugare alta qualità dei contenuti e della confezione (brossura spessa e solida, grandi dimensioni... sembra quasi un volume cartonato) con un taglio moderno e accattivante, che sappia proporsi grazie a varie soluzioni. Un apparato editoriale costituito da racconti ma anche da approfondimenti non di nicchia, dedicati a musica, cinema, sport, tecnologia. La presenza in ogni albo di tante storie brevi e una singola storia lunga, corposa, autoconclusiva. Il mescolare autori giovani, moderni, innovativi, usciti in larga parte dalla Scuola Internazionale di Comics, con un recupero di imperdibili classici del passato (si sono citati Eleuteri Serpieri e Carlos Trillo, per esempio).
Il tentativo è di catturare anche un pubblico giovane, che sembra sempre meno interessato a questo genere di lettura, se non alla lettura in generale. Forse anche per questo motivo la casa editrice Kawama punta molto sull'innovazione, proponendo per primi al mondo nel settore delle riviste a fumetti l'utilizzo intensivo della tecnologia QR.
Sulla rivista sarà presente un simbolo QR che, se fotografato con un cellulare di nuova generazione (iPhone, ma non solo), offrirà l'accesso a contenuti extra realizzati appositamente, come interviste, bozzetti, immagini aggiuntive per gli articoli e altro ancora. Non solo: interpellato da noi sull'argomento, Caterini ha confermato il progetto di realizzare anche una versione digitale di iComics, disponibile a prezzo ridotto e pensata per la lettura su iPad. Ancora da vedere se l'edizione per il tablet Apple vanterà contenuti multimediali esclusivi.


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