Genere
ND
Lingua
ND
PEGI
ND
Prezzo
ND
Data di uscita
ND

Cartoons on the Bay 2010

Speciale

Quarta giornata

Don Bluth celebrato per la sua carriera.

di Andrea Maderna, pubblicato il

La realizzazione di Brisby e il segreto di Nimh era stata caratterizzata da totale autonomia e libertà creativa. Fievel fu invece pensato e creato assieme a Spielberg, ma della collaborazione Bluth e Goldman hanno solo ottimi ricordi. Spielberg offrì loro soldi e tempo, chiedendo solo di poter dare il suo apporto creativo. Apporto che si concretizzò sotto forma di note, appunti, suggerimenti che lui inseriva negli storyboard, e che per lo più si concretizzarono nell'aggiunta di forte umorismo, di piccole gag che diedero al film una carica tutta particolare. L'apporto di Spielberg fu quello di una persona estremamente creativa, carica di idee, che ne tirava veramente fuori una dietro l'altra.
Inoltre, spiega Goldman, la collaborazione con Spielberg rappresentò un altro schiaffo alla sicurezza della Disney, già minata dopo il successo di Dragon's Lair. Fievel venne prodotto da Universal, che all'epoca era nota soprattutto come studio dedito ai film d'azione, e per riuscire a vendere il film si studiarono idee di marketing innovative: Fievel sbarca in America, ad esempio, fu il primo film d'animazione promosso col supporto di McDonald's. Il primo di una lunga serie, visto che Disney imparò la lezione e prese subito a imitare questo tipo di operazioni. Insomma, il succo del discorso è che alla lunga la Disney finì per dare retta alle idee di Bluth e Goldman, seppur indirettamente. In un modo o nell'altro, i due riuscirono a rivoluzionare il colosso dell'animazione, dall'esterno invece che dall'interno. Addirittura Disney seguì la strada tracciata da Bluth anche nel collaborare con Spielberg nel successivo Chi ha incastrato Roger Rabbit.

l'importanza delle componenti di un film

Interessanti anche le divagazioni sui vari aspetti legati alla produzione di un film. La colonna sonora, prevedibilmente, è un aspetto fondamentale nella visione di Bluth. La musica parla direttamente allo spirito dello spettatore, superando ogni limite di linguaggio: comunica col corpo, acchiappa grazie al ritmo, scatena movimenti anche inconsci. Ma la musica si realizza anche tramite le parole, come del resto aveva insegnato Walt Disney, capace di inserire un messaggio anche nella canzoncina più breve e minore del suo repertorio. Anche per questo, spiega Goldman, Bluth ha voluto imparare a suonare strumenti e a scrivere, interpretare il linguaggio musicale: per essere un autore a tutto tondo.
E poi c'è il doppiaggio, fondamentale. La voce caratterizza un personaggio tanto quanto l'aspetto grafico, se non di più, e non a caso il modo migliore di lavorare vede una collaborazione continua fra i vari rami produttivi: il volto di un protagonista può dettare l'inflessione che l'attore darà, ma allo stesso tempo l'interpretazione può delimitare quelli che sono i tratti visivi, le espressioni, il modo di muoversi di un personaggio. Bluth stima a dismisura il lavoro di un bravo attore, perché ritiene che quelli davvero capaci siano persone in grado di sentire realmente ciò che stanno riproducendo. Un pessimo attore finge il sentimento. Un bravo attore lo prova sul serio. Interrogato poi su come valuti le edizioni italiane dei propri film, Goldman risponde di apprezzare tantissimo il lavoro di adattamento svolto per esempio su Anastasia, che ha portato le compagnie di doppiaggio a selezionare non solo attori capaci di riprodurre al meglio la voce e lo stile degli originali, ma perfino cantanti vicinissimi alle controparti americane. Passando da una lingua all'altra durante una canzone, dice Goldman, sembra di stare ascoltando sempre la stessa voce.

gli anni recenti

La lavorazione di Anastasia, ultimo film di successo della coppia, è stata complessa, particolare, soprattutto a causa dei temi trattati. Quella di Anastasia è una storia cruda, che parla di morti violente, e trovare il modo di riprodurla in una maniera adatta a tutta la famiglia non è stata facile. Allo stesso tempo, però, è stato interessante raccontare di temi così forti, parlare dell'importanza della famiglia, che poi è da sempre un argomento caro a Bluth. Del resto, secondo il regista, la narrativa funziona quando riesce a parlare dello spettatore: se un film ti dà l'illusione di stare parlando di te, se hai la sensazione di stare guardando qualcosa che ti riguarda, allora l'opera è davvero riuscita. Poi, però, è arrivato Titan A.E., un grande insuccesso che ha segnato per lungo tempo la quasi totale scomparsa dei due.
Nel 2001 e nel 2002, racconta Goldman, si vissero le ripercussioni del licenziamento da parte di Rupert Murdoch dell'allora C.E.O. di Fox Animation Studios. Bluth e Goldman erano i suoi pupilli e ne pagarono le conseguenze. Inoltre, nella percezione generale, loro venivano visti come i paladini del vecchio, dell'antico, dell'animazione tradizionale che non funzionava più. Il paradosso è che questo pensiero si diffuse proprio dopo che i due avevano realizzato un lungometraggio costituito per il 65% da computer grafica. Ma non era stato pubblicizzato come tale, pare, per questioni di politica interna, e il risultato è che per anni Goldman e Bluth non riuscirono a trovare finanziamenti, nonostante avessero in sviluppo una decina di progetti.
Don Bluth, del resto, non ha nulla contro l'animazione al computer, ritiene anzi che sia un ottimo strumento. Non vuole, però, che vada completamente a sostituire le tecniche tradizionali: perché bisognerebbe rinunciare a una cosa per l'altra? Perché non si possono avere entrambe le cose? In fondo in tutti gli ambiti esistono le alternative: non si smette mica di cucinare solo perché esiste il ristorante, no? Ma perché questo avvenga ci deve essere la volontà, si deve impedire che tutti i giovani finiscano per abbandonare il disegno tradizionale e si dirigano indistintamente verso il 3D, attirati da un mercato che sembra ormai spingere solo in quella direzione, soprattutto al cinema ma ormai almeno in parte anche nella televisione. Bluth, però, è speranzoso, in parte per la gran quantità di talento che ha visto in mostra nei quattro giorni di Rapallo, in parte perché ritiene che prima o poi qualcuno realizzerà un lungometraggio tradizionale di grande successo e a valanga tutti ricominceranno a produrne, come sempre accade.
Per quanto riguarda il futuro di Don Bluth, i progetti sono molteplici e ruotano in larga parte attorno alla sua voglia di insegnare e diffondere la cultura e le tecniche dell'animazione, messa in mostra anche qui a Rapallo in un workshop da lui condotto. Ma, per la felicità degli appassionati di videogiochi, un titolo citato spesso è Dragon's Lair. Sia nell'idea di un film d'animazione molto cupo, avventuroso, adulto, che hanno a lungo cullato negli anni in cui non riuscivano a trovare finanziamenti, sia nella possibilità di un nuovo episodio in forma di videogioco. Non ci resta che attendere.


Commenti

  1. mauriziorpg75

     
    #1
    Don Bluth ... un genio .... mi ricordero' tutta la vita quando avevo 8 anni e vidi per la prima volta in sala giochi dragon's lair.... fu' amore a prima vista
  2. Zatoichi

     
    #2
    Grande Don Bluth, non solo per Dragon's Lair, ma anche per i primi due Broken Sword
  3. Ziska

     
    #3
    Birsby e il sergreto del Nimh è da sempre uno dei miei cartoni animati preferiti.
    Anche se non sono daccordo sul discorso di Bianca e Bernie. Il film è di una dolcezza estrema, con personaggi veramente deliziosi, e una bella storia alle spalle. Anche l'animazione era ben fatta.
  4. Magallo

     
    #4
    Onore e merito al creatore di Dragon's Lair.
Commenta

Per scrivere su Videogame.it devi essere registrato!