L'amore ha i suoi comandamenti
Scartando l'edizione "Love is Over" di Catherine.
Attendere un videogioco ordinato per corrispondenza è un piacere acre e sottile che non mi stufo di provare. Da ragazzino contavo impaziente i giorni, perché allora vivevo il "momento", l'attualità del gioco comprato, mentre oggi mi limito a sbirciare di tanto in tanto nella cassetta della posta, sperando di scorgere la fatidica cartolina color ocra. Anche se ciò che più desidero e farmi trovare a casa dal postino, il campanello che suona: la frenesia che accompagna l'attimo in cui ricevo il pacco dalle sue mani mi rimanda ancora a una felicità fanciullesca, quella dei doni natalizi, dei regali da scartare. Passano gli anni e, se farmi recapitare un gioco in breve tempo non è più importante, non altrettanto posso dire dell'idea che un pacco possa venire danneggiato lungo il percorso. Quando ordino edizioni limitate, grandi e cartonate temo sempre che mi venga consegnata una sogliola rullata e pressata. Chissà se Catherine arriverà integro, pensavo, in vacanza, tra un arancino, una granita di gelsi e una nuotata nel mare cristallino di "cala mosche".



L'impegno di Atlus
Prima di analizzare il contenuto di questa "Love is Over", spendo volentieri due righe su Atlus. Da qualche tempo assistiamo anche da "noi" a un proliferare incontrollato di edizioni speciali e limitate. Ci sarebbe molto da scrivere a riguardo e spero di approfondire il tema in un prossimo futuro, più che altro per capire quando e se valga la pena spendere soldi per accaparrarsi qualcosa che di limitato, spesso, non ha proprio nulla, o gadget superflui di fattura non sempre eccelsa. Atlus spicca per l'attenzione che presta ai videogiocatori. Aldilà di traduzioni curate e produzioni coraggiose, rilascia con continuità edizioni speciali, ricche di contenuti extra, vendute a un prezzo accessibile. Penso ai giochi per Nintendo DS e PlayStation Portable, confezionati all'interno di scatole di cartone e impreziositi da CD con le colonne sonore originali, ai libri di illustrazioni che hanno accompagnato alcuni titoli per PlayStation 2 e alla splendida versione americana di Demon’s Soul.


Torniamo a parlare di Catherine
Se c'è una cosa che mi angoscia (si fa per dire) è cliccare su quei servizi nei quali i redattori di qualsivoglia rivista online mostrano, in un video o attraverso qualche foto, le operazioni di "scartamento" di una console o di un gioco uscito in edizione speciale. Sembra di assistere a un cartone animato con Tasmanian Devil: pezzi di plastica che volano ovunque, cartoni divelti, mani che sbatacchiano il contenuto delle scatole da una parte all’altra, scotch e involucri strappati senza pietà... ansia, foga e frenesia. Mi viene male. Sì, ok, sono un maniaco delle confezioni, lo avrete intuito, e quindi portate pazienza, non intendo cedere a compromessi. Si procede con calma, molta calma, estrema calma… che già mi sono pentito di aver proposto alla redazione questo blog.



Una pizza?
Quest'articolo mi lascia interdetto. Vorrei proporre qualche conclusione metafisica, perdermi in un intricato flusso di pensieri, ma non so a cosa attaccarmi. Si tratta solo di scartare un gioco, in effetti...



Stupire gli altri o se stessi?
A proposito di un articolo sulle edizioni limitate, uno dei punti di discussione potrebbe essere questo: cosa ci si aspetta dalle stesse? Che siano esclusive, e quindi a tiratura limitata? Che offrano un bel prodotto da esporre (statuina, nendoroid, action figure)? O che contengano qualcosa da indossare? La proposta di Atlus, in questo caso, sembra essere molto chiara.



Le maniche dell'amore
Ammiro chi va in giro indossando allegramente magliette con funghi, funghetti e Super Mario. Mi sembra un ottimo modo per testimoniare il proprio essere videogiocatore. A me non riesce. Quello che voglio dire è che non mi va di portare il videogioco fuori dal suo contesto. Gioco... e scrivo di videogiochi, ecco, ma la cosa muore lì. Che sia vergogna? Il retaggio di un tempo in cui "videogiocare" era nicchia? O un più semplice bisogno di tenere gli ambiti separati? Capita anche a voi di vivere questa passione solo nell'intimità?


Una carrellata di foto e uno scatto piccante
In attesa di scoprire quando e come Deep Silver distribuirà Catherine in Europa, possiamo chiederci se valga la pena di spendere una sessantina di euro per garantirsi la versione americana in edizione "Love is Over". Solo dal punto di vista collezionistico, però, dato che sulla qualità del gioco ci pronunceremo più avanti. Posto che non stiamo parlando di tirature limitate e che gli ultimi titoli distribuiti da Atlus America stentano a diventare introvabili (Persona 4 ed Eternal Poison con Artbook si trovano con facilità, tanto per fare un paio di esempi), non resta che giudicare la varietà e la qualità dei gadget offerti. Scarso l'Artbook, modesto sia nella dimensione che nei contenuti, canonico il CD musicale, privo di un involucro proprio, intriganti gli indumenti e la federa. Il "mutandone" è un valore aggiunto notevole, la maglia è di buona fattura, la federa è per fanatici - voglio vedere chi avrà il coraggio di dormirci sopra! Insomma, comprare o non comprare? La risposta nell'ultima immagine della serie proposta.





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