Genere
Sparatutto
Lingua
Tutto in Italiano
PEGI
ND
Prezzo
39,99 Euro
Data di uscita
6/10/2003

Chrome

Chrome Aggiungi alla collezione

Datasheet

Produttore
Gathering
Sviluppatore
Techland
Genere
Sparatutto
Distributore Italiano
Take2
Data di uscita
6/10/2003
Lingua
Tutto in Italiano
Giocatori
32
Prezzo
39,99 Euro

Lati Positivi

  • Ottime idee (ri)applicate con successo
  • Mappe enormi, ambientazioni varie
  • Personaggi stereotipati, ma credibili
  • Ottimo doppiaggio in italiano
  • Eccellente dinamica di combattimento
  • Buona riproduzione delle armi
  • Inventario intelligente e utile

Lati Negativi

  • Fluidità incostante, fogging
  • Veicoli poco sfruttati
  • Missioni alla lunga monotone

Hardware

Gli sviluppatori consigliano un processore a 1,5 GHz, una scheda video da 64 MB, 512 di RAM installati nel computer e 1,7 GB di spazio libero su disco fisso. Provato su un AthlonXP 2000+ con 512 MB di RAM e una scheda video da 128 MB, il gioco ha offerto una performance tra il buono e l'appena accettabile, mostrando regolari incertezze nel frame rate. Il sonoro supporta (degnamente) i protocolli EAX per l'audio posizionale sulle schede abilitate.

Multiplayer

Fino a trentadue giocatori possono prendere parte agli scontri online di Chrome, attraverso le modalità più classiche come Deathmatch o Cattura la Bandiera. Il gioco in rete è supportato sia in LAN (rete locale) sia su Internet.

Link

Recensione

Chrome

Gli sparatutto in prima persona hanno mostrato negli anni tante e tali innovazioni da sorprendere il pubblico a ogni piè sospinto. Questo avanzamento evolutivo si è però manifestato anche nel senso inverso, con inattesi passi indietro compiuti dai titoli più illustri. In linea generale, sembra che si abbia timore di raccogliere le conquiste fatte da altri. Chrome non ha questa paura...

di Alessandro Martini, pubblicato il

Se esistessero sanzioni rigide per i comunicati delle software house, quello di Chrome rischierebbe la pena di morte grazie a una sola parola: "originalità". Chrome non ha assolutamente nulla di originale al suo interno, ma si fa piuttosto carico dell'iniziativa di raccogliere e perfezionare quanto di buono (e spesso ottimo) hanno già presentato molti concorrenti. Dall'intera ludoteca PC sono stati ripresi l'utilizzo di veicoli, una forte impronta scenografica, mappe enormi e la giusta alternanza di spazi chiusi/aperti. Non solo, Chrome utilizza un inventario ispirato a Deus Ex, ovvero basato sulla razionalizzazione dello spazio, e un sistema di accesso ai terminali simile ad Elite Force II, dove un puzzle game prende il posto di parole d'ordine o pulsanti. Le altre caratteristiche tradizionali del genere sparatutto rispondono naturalmente all'appello, iniziando da una trama tipicamente pulp.

IL FUTURO E' CATTIVO, SPORCO E MERCENARIO

Nonostante offra la consueta sezione multiplayer con gli inevitabili deathmatch e cattura la bandiera, Chrome è focalizzato prevalentemente sul gioco in singolo. Lo si capisce già al primo caricamento quando, al posto del menu principale, vengono mostrati nella sala comandi di un'astronave i due personaggi principali: Bolt Logan (il giocatore) e Carrie (la sua co-pilota).
La scena accompagna tutte le selezioni iniziali e ci prepara a entrare nel mondo futuristico del gioco Techland, fatto di tantissimo metallo, armi pesanti e figure stereotipate ormai immancabili. Chrome è il nome di una preziosa sostanza che ha la stessa valenza dell'oro (per i minatori) in un futuro governato dalla tecnologia e dall'illegalità. Bolt Logan, il classico lavavetri ex-ragazzo padre diventato mercenario (se fosse davvero così sarebbe un protagonista originale) si muove in questo universo con la risolutezza di un predatore. La sua unica preoccupazione è di portare a termine il maggior numero di "contratti" per conto delle varie corporazioni che si spartiscono la società, ognuna con i propri interessi mediamente disonesti. Gli incarichi affidati a Logan sono del tipo spionistico e di infiltrazione, spesso conditi da qualche esecuzione sommaria.

COME RIARREDARE UN PARADISO TERRESTRE

Il tutto si concretizza in alcune visite su corpi celesti che rappresentano il covo di fuorilegge della peggior risma, al fine di concludere con successo i "lavoretti" senza attirare troppe attenzioni dal nemico. Ad eccezione di eventi sporadici legati alla trama, sul campo saremo sempre soli o, meglio, accompagnati dai nostri fidi potenziamenti cibernetici. Un'altra idea che ha reso famoso Deus Ex torna in Chrome in una versione aggiornata e perfino più utile rispetto al capolavoro Ion Storm. Avanzando nel gioco si guadagnano automaticamente diversi power up per settori come la mira, la resistenza ai danni e la vista (un utile zoom che funziona con tutte le armi).
L'utilizzo degli innesti cibernetici ha un rovescio della medaglia: il corpo di Logan non può sopportare la loro attivazione per più di pochi secondi andando letteralmente in "corto circuito" durante l'uso prolungato. Questo inconveniente, che preleva una parte dell'energia e scurisce lo schermo per alcuni attimi, ha un effetto destabilizzante nel corso della partita, poiché risulta necessario dosare perfettamente l'uso dei power up (necessari per superare alcuni scontri) controllando, allo stesso tempo, l'indicatore di sovraccarico.
Ogni livello di Chrome non è un livello in senso letterale, ma piuttosto un vero e proprio mini-mondo caratterizzato da strutture artificiali e da un ampio contorno naturale. Come abbiamo visto in Halo, il famoso titolo di casa Bungie, l'azione si alterna tra interni ed esterni richiedendo un buon adattamento da parte del giocatore che deve imparare a fronteggiare i nemici in spazi ristretti e a sfruttare le poche coperture offerte da una ambientazione più dispersiva (radure, montagne, spiagge). Un certo numero di veicoli è disponibile nel gioco Techland, ma il loro utilizzo rimane confinato alle esigenze della trama (in breve, siamo più vicini a Red Faction che alla libertà concessa in Halo).
Nell'insieme troviamo il cugino del Warthog, una jeep dotata di mitragliatore, alcuni robot bipedi e altri mezzi antigravitazionali piuttosto instabili durante la guida.

LA LIBERTA' E' UN TERMINE ASTRATTO

Il maggiore pregio di Chrome si manifesta nella capacità di unire (quasi) perfettamente caratteristiche apprezzate in altri titoli, inserendo alcune aggiunte personali. I combattimenti, per esempio, sono votati al realismo, ma non raggiungono i livelli di simulatori bellici come Ghost Recon, lasciando spazio di manovra alle soluzioni più "arcade". I nemici appaiono sì intelligenti nello scontro ravvicinato (e veramente duri da uccidere), ma non arrivano al punto di organizzarsi coscientemente in gruppi e dare la caccia, o di utilizzare la loro maggiore potenza di fuoco in un modo davvero letale.
Allo stesso modo, gli incarichi appaiono liberi da costrizioni o obblighi di sorta, ma in realtà l'avanzamento del gioco segue una linea completamente diritta, per tenere uniti personaggi, trama e video di intermezzo. L'illusione di libertà viene offerta dalle enormi mappe, percorribili in ogni lato, e dalla struttura aperta dei combattimenti, che permettono di avvicinarsi al nemico in molti modi trattandolo in una maniera più o meno intelligente (le conseguenze vanno attentamente previste). Anche le armi non offrono alcuno sprazzo di originalità, ma centrano in pieno l'obiettivo ispirandosi ai modelli attuali.
Abbiamo una mitragliatrice UZI futuristica e più massiccia, un fucile simile all'M16 o una classica pistola con silenziatore, cui dobbiamo aggiungere armi pesanti come il lanciarazzi. Senza una modalità di fuoco secondaria, l'uso delle armi si concentra sulla mira del giocatore, che può essere influenzata dalla sua postura (nel gioco, gli amanti dello yoga non si allarmino) tra eretta, accovacciata o a terra. Una maggiore precisione si può avere attraverso la mira "lenta", che avvicina il calcio dell'arma al corpo, ma diminuisce la nostra libertà di movimento.

I REQUISITI PER COMBATTERE

Sul versante tecnico, Chrome offre complessivamente un buon impatto visivo che avrebbe potuto essere travolgente se fossero stati eliminati tre difetti: distanza visiva limitata, fluidità incostante e architettura spartana. I momenti di vera gloria non mancano, dai riflessi negli specchi d'acqua (tutti precalcolati) alle ottime animazioni di morte che lanciano gli avversari diversi metri in aria durante le esplosioni, lasciando i corpi a terra per tutto l'arco della partita.
Anche l'aspetto sonoro è di prim'ordine offrendo uno dei migliori doppiaggi in italiano sentiti nel campo dei videogame. Le voci non solo appaiono credibili, e non troppo enfatizzate, ma risultano perfettamente adatte alla singola fase di gioco (niente urla nelle situazioni di calma, per intenderci). Gli unici reali difetti di Chrome sono rappresentati da una certa monotonia negli incarichi e dalle prestazioni non esaltanti del motore grafico, anche su PC di buona caratura.
Alla lunga, le missioni tendono ad assomigliarsi un po' tutte e i tre modelli nemici disponibili non aiutano a limitare questo problema. Inoltre, l'arrivo contemporaneo di Halo (in versione PC) si può vedere come una possibile condanna alla popolarità di Chrome, ma siamo certi che una prova diretta saprà far emergere le sue ottime qualità, soprattutto presso i veri appassionati del genere sparatutto... Perché tutto considerato, viste le sue moltissime influenze, è a questa fascia di pubblico che il gioco si indirizza.

Voto None stelle su 5
Voto dei lettori
Per essere il prodotto di uno studio outsider, Chrome è davvero una felice sorpresa. Praticamente dal nulla è arrivato uno sparatutto di primo livello, in grado di confrontarsi con i mostri sacri del genere e ricevendo sì alcuni duri colpi, ma senza soccombere. L'idea di ispirarsi all'intero settore First Person Shooter, ad Halo prima di tutti, è servita a offrire una dinamica ricca di opportunità (combattimento tattico, esplorazione, veicoli) e così aperta da lasciare spazio di iniziativa al giocatore. In realtà, Chrome è più convenzionale di quanto sembri, ma diverse sue caratteristiche lo rendono spesso un'attività davvero esaltante e perfino più duratura di molti colleghi celebri (Unreal II è il primo nome che torna in mente, considerando l'ambientazione). Gli unici punti poco chiari riguardano le incertezze del motore grafico, un fogging dilagante all'aperto e una certa monotonia sulla lunga distanza. Ma si tratta di piccole incertezze in un esordio che, tutto considerato, appare molto più che dignitoso.