Genere
ND
Lingua
Tutto in italiano
PEGI
12+
Prezzo
€ 59,99
Data di uscita
13/6/2008

Sid Meier's Civilization Revolution

Sid Meier's Civilization Revolution Vai al forum Aggiungi alla collezione

Datasheet

PEGI
12+
Data di uscita
13/6/2008
Lingua
Tutto in italiano
Giocatori
4
Prezzo
€ 59,99
Formato Video
HDTV
Formato Audio
Surround 5.1

Lati Positivi

  • È Civilization
  • Adattamento geniale al mondo console
  • Accessibile e dinamico
  • Profondo e longevo

Lati Negativi

  • Curva di apprendimento più ripida della media
  • Forti semplificazioni rispetto alla serie originale per PC

Hardware

Per giocare a Sid Meier's Civilization Revolution nell'edizione qui recensita sono necessari una console Xbox 360, un controller e un dispositivo di memorizzazione per i salvataggi. Ovviamente, per il multiplayer online occorre una connessione a banda larga decente e l'abbonamento Gold a Xbox Live.

Multiplayer

In multiplayer, il gioco è tale e quale alla modalità offline: si tratta di uno strategico a turni. Lo svolgimento del singolo turno è in contemporanea per tutti i partecipanti, con l'unico vincolo di un tempo limite per completarlo. L'unica variante è data dalla possibilità di giocare partite a squadre, uno contro uno o tutti contro tutti.

Link

Recensione

Non chiamatelo Civilization "Light"

Una rivoluzione su console chiamata Sid Meier...

di Gabriele Ciaccasassi, pubblicato il

Indossati i panni di Cesare (da segnalare come Cleopatra e le altri protagoniste femminili, di panni, ne indossino pochini) ci troviamo subito a incontrare la civiltà degli Aztechi, quasi confinante con Roma (il che da già un'idea di come tutto vada a una velocità abbastanza alta rispetto a quanto siamo abituati vedere in Civilization su PC). Greci, Spagnoli e Indiani sono lì vicino, pure loro. La mappa sembra più insulare di quello che ci aspetteremmo, e in più partite il trend risulta confermato; ci mettiamo piuttosto poco a procurarci la prima unità a cavallo, a fondare Anzio, a costruire la prima Meraviglia e ad entrare in guerra con i nostri più prossimi dirimpettai. Proseguendo nel gioco si scoprono fiumi, boschi e pianure a cui dare il nome ("Foresta degli Appennini" non ci suona molto, ma vedere la mappa costellata di indicazioni topografiche ha un che di gradevole) e si arriva alle prime battaglie. Scorrendo l’albero delle tecnologie decidiamo di puntare dapprima a un certo potenziamento militare per poi cercare l’allungo culturale. Nel frattempo costruiamo una caserma a Ravenna, che useremo come fucina di armate e un granaio a Roma, città che sarà indirizzata verso l’ampliamento e il massimo sviluppo.

I primi passi del civilizzatore dilettante

Sembra una questione complessa, e lo è: il meglio del gioco arriva quando si ha una conoscenza, pur sommaria, delle caratteristiche tipiche delle unità, degli edifici e delle Meraviglie. E per questo c’è la CivPedia e l’esperienza. La curva di apprendimento è ripida, ma non scoraggiante: i primi livelli di difficoltà sono decisamente accessibili, anche in virtù del tutorial (indispensabile per i neofiti) e dei frequenti consigli dispensati.
A questi livelli, il gioco “perdona” e non c’è il rischio che un errore iniziale - anche solo nella scelta della tecnologia da ricercare - comprometta la partita.
Per chi si avvicina per la prima volta a un Civilization, le prime partite saranno un continuo, e necessario, confronto tra le opzioni disponibili, le caratteristiche di quella unità o di quell’edificio, il vantaggio recato dall’uno o l’altro avanzamento tecnologico. In poco tempo, però, tutto questo diventa un meccanismo automatico e si dischiude l’ampio ventaglio di possibilità strategiche e di mosse e contromosse.
Un po’ di perseveranza iniziale, dunque, è tutto quello che serve: non è detto che piaccia a tutti i palati, ma Civilization è un’esperienza che chiunque dovrebbe provare almeno una volta. Questa sua incarnazione console, inoltre, riesce a essere allo stesso tempo più profonda e più accessibile di alcuni strategici (in tempo reale, stavolta) che hanno calcato questi medesimi palchi.

Forbici, ago e filo

Lo sviluppo delle città è semplificato rispetto a quanto visto su PC nei passati Civilization: ci sono inizialmente meno slot adiacenti da sfruttare e non esistono i lavoratori; per incrementare la quantità di risorse basta costruire l’edificio giusto (un esempio: la miniera per aumentare la produzione nelle caselle di collina) e automaticamente tutti gli slot di quel tipo vengono potenziati. Le strade vengono costruite istantaneamente spendendo dell’oro, e tutte le risorse, anche le più moderne come l’uranio e petrolio si trovano fin da subito sulla mappa, anche se sono ovviamente sfruttabili solo una volta ricercate le corrispondenti tecnologie.
Manca il concetto di felicità dei cittadini, infilato in un unico calderone con la cultura prodotta: poca cultura vuol dire cittadini insoddisfatti e città che subiscono il “fascino” di civiltà straniere e possono passare al nemico, ma mancano i tumulti, mancano le carestie, i cittadini da specializzare e via dicendo.

Voto 5 stelle su 5
Voto dei lettori
Per il neofita totale, la curva di apprendimento può risultare un po’ ostica, ma dura poco. Il "Civilizationista" professionista deve essere preparato: non è il solito gioco enorme e smisurato. Fatte queste doverose premesse, Sid Meier's Civilization Revolution è consigliabile a tutti: si tratta di un videogioco dalle caratteristiche uniche in ambito console, estremamente godibile e accattivante nei meccanismi e, paradossalmente vista l’età della serie, è qualcosa di nuovo nel mare magnum dell'offerta console invasa tipicamente da giochi d'azione, sparatutto e titoli sportivi. Non piacerà a chi non ama una complessità maggiore del "premi-bottone-spara-alieno" e agli irriducibili della versione PC. Tutti gli altri lo ameranno.

Commenti

  1. mandarino

     
    #1
    è una settimana che ci gioco,
    rulla

    sono il solo ad averlo preso? mi piacerebbe organizzare qualche sfida.
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