Genere
ND
Lingua
Tutto in italiano
PEGI
12+
Prezzo
€ 59,99
Data di uscita
13/6/2008

Sid Meier's Civilization Revolution

Sid Meier's Civilization Revolution Vai al forum Aggiungi alla collezione

Datasheet

PEGI
12+
Data di uscita
13/6/2008
Lingua
Tutto in italiano
Giocatori
4
Prezzo
€ 59,99
Formato Video
HDTV
Formato Audio
Surround 5.1

Hardware

Per giocare a Sid Meier's Civilization Revolution nell'edizione qui recensita sono necessari una console Xbox 360, un controller e un dispositivo di memorizzazione per i salvataggi. Ovviamente, per il multiplayer online occorre una connessione a banda larga decente e l'abbonamento Gold a Xbox Live.

Multiplayer

In multiplayer, il gioco è tale e quale alla modalità offline: si tratta di uno strategico a turni. Lo svolgimento del singolo turno è in contemporanea per tutti i partecipanti, con l'unico vincolo di un tempo limite per completarlo. L'unica variante è data dalla possibilità di giocare partite a squadre, uno contro uno o tutti contro tutti.

Link

Recensione

La storia della civiltà come non si è mai vista

Civilization sbarca sulle console ad alta definizione.

di Gabriele Ciaccasassi, pubblicato il

È difficile calibrare il giusto approccio a Sid Meier's Civilization Revolution: due, infatti, sono gli aspetti da valutare, di fatto in contrasto tra loro. Da un lato la bontà della trasposizione su console di una meccanica di gioco (quella degli strategici a turni e quella di Civilization in particolare) per sua natura complessa, dall'altra la fruibilità di tale genere ludico su un tipo di piattaforma che non pare adatto ad accoglierlo.
Scetticismo e aspettativa, dunque, sono i sentimenti con cui avviamo il gioco: Civilization è sempre stato un titolo in cui, per vincere, occorre ponderare ogni singola mossa fin dai primi turni (letteralmente) e valutarne gli effetti sul lungo periodo... e per lungo periodo si intendono partite che durano giorni, mentre qui ci vengono promesse partite che durano tre-quattro ore al massimo. D'altronde Sid Meier è uno dei game designer più geniali in circolazione, pertanto la speranza, confortata dalle prime considerazioni concrete già presentate su queste pagine, è che abbia vinto la terribile sfida di domare la sua stessa creatura, per costringerla nella più angusta sagoma di una console.

Tratteniamo il fiato

Primo sospiro di sollievo: Civilization c'è ancora tutto, sforbiciato in alcune sue parti, velocizzato e semplificato in certe operazioni di gestione.
L'albero delle tecnologie è ridotto si, ma con criterio, la Civpedia è ancora lì e, se è lecito usarla come primo metro per comprendere quanta "roba" c'è... bé ce n'è veramente tanta... Secondo sospiro di sollievo: quanto dichiarato dagli sviluppatori in tempi ormai remoti è vero. Sid Meier's Civilization Revolution non è una conversione, ma è un gioco tutto nuovo. Il che significa, nello specifico, che la vastità di contenuti e di meccaniche è stata rivisitata e adattata al "nuovo mondo" console.
Esteticamente, innanzitutto, fa la sua comparsa una grafica accattivante, tondeggiante e colorata. L'interfaccia è comoda e c'è tutto a portata di mano; manca forse una mappa globale del mondo, ma d'altronde quest'ultimo è relativamente piccolo ed è agevole esplorarlo. Statistiche e report sono ridotti, ma siamo coadiuvati da una folta schiera di consiglieri che fanno letteralmente a spintoni per guidarci nei primi passi del gioco.
I caricamenti risultano assenti (se non per consultare la Civpedia), qualche scattino si palesa solo nelle primissime fasi di gioco e tempi morti sono pochi. Sid Meier's Civilization Revolution appare dunque come quel buon vinello bianco: va giù che è un piacere e va giù a bicchieri, uno dietro l'altro!

La storia dell’uomo e della civiltà

Facciamo un passo indietro, per chi Civilization non l’avesse visto mai, neanche di striscio. Si tratta di indossare i panni di un grande personaggio storico (Cesare, Alessandro Magno, Gandhi…) e di guidare il nostro popolo in un viaggio che parte dall’Età Antica e arriva fino al presente e oltre. Si comincia con i guerrieri armati di bastone e si finisce con le basi spaziali.
Durante il viaggio si devono fondare città, ricercare tecnologie, fare commercio e combattere guerre, in un percorso che è la parafrasi del cammino della Civiltà Umana. Più prosaicamente, ogni città sfrutta le caselle di territorio circostante ottenendo cibo per la crescita della città stessa, cultura, produzione da utilizzare per costruire unità ed edifici (uno alla volta), scienza per alimentare la ricerca tecnologica e oro.
Ogni tipologia di terreno (pianura, deserto, foresta…) offre beni di tipo diverso e la costruzione di particolari edifici o la presenza di giacimenti e risorse naturali danno ulteriori "bonus". Gestire oculatamente le città per spingere l’una o l’altra produzione è il primo tassello. La quantità totale di cultura prodotta è l’indice della grandezza della propria civiltà e ha una corrispondenza diretta nella felicità dei cittadini e nella comparsa di Grandi Personaggi che possono a loro volta aiutare nella ricerca, nella costruzione o nello sviluppo economico, mentre la quantità di scienza totale sviluppata per turno alimenta la ricerca: una sola tecnologia alla volta viene ricercata e ciascuna consente l’accesso a nuove unità, nuovi edifici, nuove tecnologie e nuove Meraviglie. Queste sono edifici particolari, come i Giardini Pensili o la Cappella Sistina, unici nell’ambito della singola partita, che portano vantaggi di varia natura (culturale, militare ecc.) alla civiltà che la possiede. Infine si rendono disponibili, mano a mano che vengono scoperte, diverse forme di governo ciascuna delle quali porta dei vantaggi e degli svantaggi. Per esempio, il dispotismo non ha bonus particolari, ma consente il potere assoluto in ogni senso; la democrazia dal canto suo favorisce lo sviluppo, ma non consente di muovere guerra.
Tutto questo, ovviamente, dovendo trattare con le altre civiltà in gioco. Con alcune ci sarà la pace, con altre inevitabilmente si finirà in guerra (il mondo è piccolo, c’è poco da fare); si potranno aprire trattative diplomatiche (in maniera, a dire il vero, piuttosto ridotta) e instaurare rapporti commerciali, ma fondamentalmente con tutte le civiltà saremo in competizione per l’egemonia globale. Ci sono quattro modi di vincere la partita: la vittoria per dominazione, ovvero conquistando tutte le capitali avversarie; la vittoria tecnologica (raggiungere per primo Alpha Centauri con lo shuttle); quella economica (la crescita economica, implicita e integrata nelle meccaniche gestionali nella versione "classica", è qui strutturata in tappe scandite da quanto oro viene accumulato); infine la vittoria culturale, che consistere nel raggranellare venti tra grandi personaggi, meraviglie costruite e città.
La chiave, in ogni caso, è dosare le risorse, gestire le città, la crescita culturale e scientifica e lo scacchiere militare.


Commenti

  1. mandarino

     
    #1
    è una settimana che ci gioco,
    rulla

    sono il solo ad averlo preso? mi piacerebbe organizzare qualche sfida.
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