Genere
Action RPG
Lingua
Inglese
PEGI
12+
Prezzo
€ 19,99
Data di uscita
17/11/2010

Cladun: This is an RPG

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Datasheet

Produttore
NIS America
Sviluppatore
Nippon Ichi Software
Genere
Action RPG
PEGI
12+
Data di uscita
17/11/2010
Data di uscita americana
21/9/2010
Data di uscita giapponese
18/2/2010
Lingua
Inglese
Giocatori
1-4 (ad hoc)
Prezzo
€ 19,99

Lati Positivi

  • Stile retrò convincente
  • Musiche bizzarre e appropriate
  • Divertente fin da subito: veloce e impegnativo
  • Sistema di sviluppo dei personaggi complesso e soddisfacente

Lati Negativi

  • A tratti frustrante
  • Controlli legnosi
  • Labirinti ripetitivi, tende a diventare noioso
  • Grinding eccessivo
  • Storia raffazzonata

Hardware

Cladun: This is an RPG è disponibile solo su PlayStation Store. Per poterlo scaricare e installare sono richiesti 186 MB di memoria.

Multiplayer

Cladun: This is an RPG permette fino a quattro giocatori di cooperare o di sfidarsi in appositi labirinti, attraverso la connessione wireless locale. Sono richieste tante console PlayStation Portable e tante copie del gioco quanti sono i partecipanti alla partita.

Link

Recensione

Io grindo, tu grindi, egli grinda...

Benvenuti nel regno della forza bruta.

di Vincenzo Ercole, pubblicato il

Quando si ripensa ai primissimi giochi di ruolo giapponesi, non si può fare a meno di ricordare quelle lunghe e ripetitive sessioni di combattimento dedicate al potenziamento dei personaggi. Andando su e giù da una stanza all'altra di un dungeon, si aspettava con pazienza che il programma caricasse l'ennesimo incontro casuale, giusto per sconfiggere qualche nemico in più e racimolare così quel poco di punti esperienza ancora necessari per fronteggiare, con un minimo di speranze di vittoria, il boss di turno. Insomma, si lottava fino alla noia per soddisfare i requisiti di potenza richiesti e superare gli ostacoli proposti.
Parliamo al passato, ma sappiamo bene che ancora oggi in molti RPG giapponesi è necessario spendere parecchie ore di gioco a "grindare" (dal verbo inglese "to grind", usato nei videogiochi per descrivere la pratica sopra detta), e se capita che tale processo di potenziamento risulti a volte, in alcuni titoli di nicchia, persino piacevole, in quanto cuore stesso dell'esperienza di gioco, nella maggior parte dei casi lascia l'amaro in bocca e un senso di frustrazione o di fastidio. Non sembra, infatti, esserci niente di peggio di un'avventura che costringa il giocatore a ripetere centinaia di inutili scontri, puntando sulla forza brutta a dispetto di intelletto e abilità. Proprio quello che fa Cladun: This is an RPG, gioco di ruolo d'azione sviluppato da una sussidiaria di Nippon Ichi, vale a dire la software house che più di ogni altra, negli ultimi anni, ha fatto del "grindare" estremo il fulcro intorno al quale costruire i suoi famosi strategici a turni.
Cladun: This is an RPG come Makai Senki Disgaea?

Una veste sdrucita

La prima cosa che colpisce del gioco è l'aspetto estetico, molto simile a quello proposto da Opus in Half-Minute Hero: una grafica minimale, vecchio stile, che ammicca ai classici dell'era a 8 bit. Una paletta di colori limitata, qualche pixel per rappresentare mostri ed eroi, forme spigolose, e la fantasia che supplisce a quello che non c'è: Cladun: This is an RPG ha un profumo antico che inebria sin da subito. A meravigliare ci pensano ancora musiche bizzarre e spiritose e i dialoghi tra i protagonisti che, almeno durante la presentazione, sfoderano battute taglienti e dense di humour. Si comincia, quindi, con il piede giusto e non si vede l'ora di scoprire cosa il gioco riservi.
Raggiunta la terra di Arcanus Cella, il mondo nel quale si sviluppa l'avventura, e familiarizzato con alcuni personaggi secondari, si entra spediti e senza tante storie nei primi dungeon: labirinti piccoli, ma infestati da nemici e da trappole di ogni tipo, che si possono risolvere in una manciata di secondi. La corsa alla migliore prestazione diventa presto un'esigenza, dettata dal bisogno di accumulare "punti reputazione" che vengono elargiti ogniqualvolta si riesce a completare un dungeon con un tempo record, e che incrementano la qualità delle armi in vendita nell'apposito negozio.
All'interno dei labirinti si guida un solo personaggio, da scegliere a piacere tra quelli che, poco per volta, per motivi tanto astrusi quanto misteriosi, si uniscono all'allegra comitiva ritrovatasi in Arcanus Cella, oppure tra quelli creati da zero nell'apposito menu di gestione delle truppe. Tra guerrieri che muoiono letteralmente dal ridere, maghe indolenti, eroi mancati, gatti strambi e una maschera misteriosa che tormenta chiunque ce n'è per tutti i gusti. Peccato che una trama inconsistente e sconclusionata faccia perdere il senso della narrazione, tanto che si finirà molto presto per saltare i dialoghi. La storia proposta non è certo uno dei punti di forza di Cladun: This is an RPG.

Più noioso che divertente

I comandi di gioco all'interno dei dungeon sono elementari: un tasto per la corsa, uno per i colpi normali, un altro ancora per attivare le magie o le abilità speciali, e infine uno per difendersi con lo scudo. L'azione è in tempo reale, si esplora e si combatte senza soluzione di continuità. Per i movimenti ci si affida, invece, alla croce direzionale o allo stick analogico, a secondo delle preferenze. Guidare il personaggio scelto, comunque, è tutt'altro che una pratica semplice e armoniosa: i movimenti sono legnosi, a volte lenti o imprecisi, e portare un singolo attacco diventa un'impresa, non tanto per una risposta inadeguata ai comandi impartiti, quanto per la conformazione dei terreni che contraddistinguono i labirinti. Tra lande ricoperte di erba che rallenta e distese di ghiaccio sulle quale pattinare, risulterà spesso snervante superare anche una sola stanza, lì dove i nemici si raggruppano e le trappole si moltiplicano. Queste ultime sono disseminate ovunque, con subdola insistenza: impossibile mettersi a correre a caso, si rischia di pestare qualche terribile bomba esplosiva o di attivare una delle tante tipologie di frecce. Il massimo dello sconforto lo si raggiunge nel labirinto speciale a formazione casuale, dove ogni elemento di gioco viene esasperato per affliggere chi osi accettare la sfida proposta.
Nella modalità storia, invece, si procede per gradi. La conformazione dei labirinti è data, non ci sono variazioni di sorta, e ogni livello corrisponde a una piccola prova da affrontare: all'inizio ci si diverte parecchio, una partita tira l'altra e pare di giocare a qualcosa di entusiasmante, ma poi, raggiunti gli strati più profondi, si cominciano a ravvisare i primi problemi. La bravura del giocatore non basta più: per superare certi anfratti bisogna ripetere a oltranza le sfide già vinte, così da aumentare di parecchio il livello dei personaggi a disposizione. Personaggi che, dal canto loro, non aiutano a diversificare l'esperienza di gioco e a ravvivare il ritmo. La divisione in classi di guerrieri, basata sul tipo di arma impugnata, è inefficace: i maghi sono troppo deboli, mentre i soldati armati di ascia non possono sconfiggere i mostri insensibili ai colpi fisici. Si finisce, allora, per equipaggiare chiunque di spada, un'arma versatile che permette di usare la magia. La varietà latita.

Il cerchio delle meraviglie

Torniamo al cuore del gioco: il potenziamento dei personaggi. Per fortuna, a una ripetizione esasperata dei labirinti già superati Cladun: This is an RPG affianca un interessante sistema di crescita, denominato Magic Circle. Si tratta, in sostanza, di collocare in un menu apposito, simile a una mappa, un numero variabile di personaggi e una serie di oggetti speciali da raccogliere durante l'esplorazione o da acquistare nell'apposito negozio. Al centro della mappa sta il guerriero scelto per affrontare il labirinto, ai lati invece, vanno piazzati i personaggi di supporto, tanti quanti sono gli slot liberi a disposizione. Ogni slot ha delle caratteristiche peculiari di cui tenere conto: alcune positive, altre negative.
Durante l'esplorazione, i personaggi di supporto prestano energia al protagonista, subendo i colpi dei nemici al suo posto, fintantoché dura la loro energia vitale. In compenso, per ogni livello guadagnato, ricevono i bonus relativi allo slot in cui sono stati collocati: qualche punto esperienza in più o un incremento negli indici di attacco e di difesa. Ecco che per ottenere personaggi equilibrati, il giocatore deve cambiare con una certa frequenza il protagonista dell'azione, e lasciare che parte dei suoi guerrieri ricevano incrementi decisivi nelle statistiche di base, sfruttando i benefici profusi dal Magic Circle. La modalità descritta è ingegnosa, complessa quanto basta, e impreziosita da un numero elevato di mappe, ben differenziate l'una dall'altra, tra cui scegliere. Sperimentare è tutto ciò che il giocatore deve fare per riuscire a preparare un manipolo di cinque o sei eroi da alternare nelle posizioni di attacco e di difesa. Completano il quadro gli oggetti speciali da assegnare a ciascun personaggio di supporto, che andranno a potenziare il protagonista durante le battaglie.
Insomma, un sistema di crescita profondo e appagante che, unito a un'azione di gioco furiosa e frenetica, potrebbe indurre a ritenere Cladun: This is an RPG un ottimo esponente del genere di appartenenza. Peccato che il gioco diventi fin troppo presto stucchevole e snervante. I labirinti si fanno complessi, densi di trappole e di nemici ostici, ma la sfida non è intrigante: per vincere basta potenziare e potenziare e potenziare ancora gli eroi guidati... l'abilità del giocatore è relegata in secondo piano.

Voto 3 stelle su 5
Voto dei lettori
Di primo acchito, Cladun: This is an RPG sembrerebbe avere tutto ciò che serve per emergere dalla massa: stile, classe e delle dinamiche di gioco gustose. Ci si diverte fin da subito: i labirinti sono corti e pieni di pericoli, il ritmo è frenetico, geniale il sistema di crescita dei personaggi. Eppure, dopo qualche ora, l'entusiasmo cede il passo alla noia e alla frustrazione. L'azione di gioco si fa ripetitiva, la difficoltà schizza alle stelle e sul giocatore incombe la necessità di affrontare più e più volte i livelli già superati, solo per ottenere quel po' di potenza necessaria a sconfiggere i soliti boss. Per arrivare alla fine della modalità storia ci vuole tanta, troppa pazienza. A quel punto, qualche modalità aggiuntiva, dei finali alternativi e la possibilità di personalizzare i labirinti non cambiano il corso delle cose: la voglia di mettere il gioco da parte è troppo forte. Nel complesso, un'avventura solo discreta, inferiore a titoli analoghi come <a href="/half-minute-hero/82537/" _blank="_blank">Half-Minute Hero</a> o a un caposaldo del genere come <a href="/ys-the-oath-in-felghana/92789/" _blank="_blank">Ys: The Oath in Felghana</a>.

Commenti

  1. Zakimos

     
    #1
    Da un lato speravo meglio, dall'altro temevo, essendoci Nippon Ichi di mezzo, che il grinding sarebbe stato predominante.

    Magari con il seguito correggeranno il tiro, ma la vedo dura.
  2. chrono

     
    #2
    Zakimos ha scritto:
    Da un lato speravo meglio, dall'altro temevo, essendoci Nippon Ichi di mezzo, che il grinding sarebbe stato predominante.
    Magari con il seguito correggeranno il tiro, ma la vedo dura.
        A tratti l'ho trovato proprio snervante. La conformazione del suolo proprio non mi è andata giù: il labirinto da 99 piani con tutte quelle erbacce che rallentano, il fango per terra, il fuoco ogni tre passi, mi ha congestionato lo stomaco. E anche gli ultimi livelli dello story mode, con quelle benedette caselle spara fuoco piazzate in punti strategici, mi sono rimasti indigesti, all'ennesima potenza per altro, considerando le tante volte che ho dovuto rifarli per far crescere il livello del party, dato che l'ultimo boss mi fracassava giusto con il respiro.
    .
    Difficoltà estrema + Grinding non è la formula migliore per un action RPG. Negli strategici ok, ma non qui.
    .
    E adesso scusa, che devo tornare a Prinny 2 :\ ... mi sta facendo impazzire... altro che Super Meat Boy, Nippon Ichi ha superato se stessa: l'inferno fatto videogioco. 8-(
  3. Zakimos

     
    #3
    chrono ha scritto:
    A tratti l'ho trovato proprio snervante. La conformazione del suolo proprio non mi è andata giù: il labirinto da 99 piani con tutte quelle erbacce che rallentano, il fango per terra, il fuoco ogni tre passi, mi ha congestionato lo stomaco. E anche gli ultimi livelli dello story mode, con quelle benedette caselle spara fuoco piazzate in punti strategici, mi sono rimasti indigesti, all'ennesima potenza per altro, considerando le tante volte che ho dovuto rifarli per far crescere il livello del party, dato che l'ultimo boss mi fracassava giusto con il respiro.
    .
    Difficoltà estrema + Grinding non è la formula migliore per un action RPG. Negli strategici ok, ma non qui.
    .
    E adesso scusa, che devo tornare a Prinny 2 :\ ... mi sta facendo impazzire... altro che Super Meat Boy, Nippon Ichi ha superato se stessa: l'inferno fatto videogioco. 8-(


    Io ho saltato il primo ma posso recuperarlo a uno sputo, ti chiederò poi quale dei due ha più senso prendere.

    E la tua recensione mi ha ricordato che devo prendere Half Minute Hero.
  4. chrono

     
    #4
    Zakimos ha scritto:
    Io ho saltato il primo ma posso recuperarlo a uno sputo, ti chiederò poi quale dei due ha più senso prendere.
    E la tua recensione mi ha ricordato che devo prendere Half Minute Hero.
     Ecco l'ultimo sì, Half Minute Hero nella modalità principale, Hero 30, è veramente una chicca. Mi è proprio piaciuto tanto e l'ho giocato con estremo piacere.
    .
    Sui Prinny ne parleremo nella recensione del due; anche se ti dico subito di essere in forte imbarazzo: mi sta facendo impazzire. A un tratto mi sembra un gioco da 2 per palese perculamento del giocatore, ma poi non riesco a smettere di giocare (leggi: a smettere di morire) e a ripetere quelle settanta volte consecutive lo stesso assurdo passaggio, costruito di proposito per decimare i prinny a disposizione. Un gioco sadico.

    [Modificato da chrono il 30/12/2010 15:22]

  5. Gea-r

     
    #5
    È molto più difficile?Se si mi sa che passo, il primo Prinny era proprio al limite e andava bene, ma se vanno oltre...

    Purtroppo, visto che l'ho amato il primo.
  6. chrono

     
    #6
    Gea-r ha scritto:
    È molto più difficile?Se si mi sa che passo, il primo Prinny era proprio al limite e andava bene, ma se vanno oltre...
    Purtroppo, visto che l'ho amato il primo.
    Ti saprò dire se ne esco intero. A naso mi pare persino più difficile, nonostante abbiano migliorato i controlli: niente blocco dopo l'attacco con i coltelli, culata volante più efficace. I salti no, I SALTI NO, sono ancora tremendi come nel primo, forse più tremendi. Togli il forse.
  7. Gea-r

     
    #7
    Ah... :-|
    Ma ci stai giocando nella nuova modalità noob? (così mi pare che si chiami...accidenti a NIS :DD )
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