Genere
Sparatutto
Lingua
Tutto in Italiano
PEGI
ND
Prezzo
59,90 Euro
Data di uscita
27/5/2005

Close Combat: First To Fight

Close Combat: First To Fight Aggiungi alla collezione

Datasheet

Sviluppatore
Destineer Studios
Genere
Sparatutto
Distributore Italiano
Take2
Data di uscita
27/5/2005
Lingua
Tutto in Italiano
Giocatori
8
Prezzo
59,90 Euro

Hardware

Close Combat: First To Fight è in arrivo su PC, Mac e Xbox. La versione PC richiederà una CPU ad almeno 1,3 GHz affiancata da una scheda video di classe GeForce 4 MX o superiore. Ovviamente un processore più potente e una soluzione grafica capace di sfruttare a fondo le DirectX 9 saranno necessari per godere appieno della qualità visiva offerta dal gioco. Sul versante Xbox, oltre alla console a un joypad sarà necessario un abbonamento a Xbox Live per partecipare alla campagna online o in alternativa si può approntare una LAN di Xbox per il System Link, oppure dotarsi di altri tre joypad per giocare in Split Screen. Non ci sono stati comunicati i requisiti minimi o consigliati dell'edizione Mac.

Multiplayer

Close Combat: First To Fight prevede modalità multigiocatore cooperative capaci di coinvolgere fino a quattro partecipanti. Su Xbox il multiplayer è supportato sia in split screen a quattro, sia via Xbox Live, sia via System Link.

Link

Anteprima

Close Combat: First To Fight

Mettete insieme uno sviluppatore che vanta forti parentele con i creatori di Halo, una licenza come Close Combat, la consulenza di alcuni Marine (freschi veterani degli scenari mediorientali) e l'accurata produzione di Take 2. Mixate il tutto in uno sparatutto 3D di stampo tattico e otterrete Close Combat: First To Fight, lo sferzante guanto di sfida a Rainbow Six firmato da Destineer Studios. Ecco le nostre le prime impressioni!

di Matteo Camisasca, pubblicato il

La dinamica comportamentale del team riproduce in modo realistico le vere regole d'ingaggio previste dal Corpo dei Marine in contesti di guerriglia urbana come quello scelto per il gioco.
Complessivamente il gruppo si muove all'unisono e la situazione è tenuta sott'occhio a 360 gradi (e anche più se si considera che la perlustrazione visiva di ciascun marine è attenta ai pericoli che possono arrivare sia dal livello stradale sia dai piani alti dei palazzi) dai quattro soldati che compongono il nostro gruppo di fuoco. A questo basilare coprirsi vicendevole si possono affiancare/sostituire dei precisi comandi da impartire anche singolarmente agli altri tre membri del nostro team: per quanto abbiamo potuto vedere e provare, la risposta a questi comandi è precisa ed efficace, rendendo così i compagni un reale supporto nell'azione di gioco.
Per conseguire questi risultati, tesi a ottenere il massimo realismo (ma senza mai dimenticare la giocabilità) i ragazzi di Destineer Studios si sono avvalsi della consulenza di numerosi soldati del Corpo dei Marine, in particolar modo di veterani dei più recenti e caldi fronti mediorientali, Afghanistan e Iraq in primis. La collaborazione con il corpo dei Marine si è rivelata così efficace, al punto da indurre questa storica costola dell'esercito americano a utilizzare una versione personalizzata di Close Combat: First To Fight come software di addestramento, segno che la qualità e la verosimiglianza di quanto creato da Destineer Studios è davvero notevole.

GRAFICA ANNO DOMINI 2005

Venendo al lato tecnico accennato a inizio articolo, Close Combat: First To Fight si avvale di un engine grafico proprietario che ha davvero poco da invidiare a quanto messo in campo dai pesi messimi del genere sparatutto nel corso degli ultimi mesi: ombre volumetriche, effetti di illuminazione e riflessione realistici, Normal Mapping, fisica Rag-Doll... insomma tutte le caratteristiche ormai imprescindibili in un motore grafico moderno e l'effetto visto in azione conferma la bontà di questi freddi dati caratteristici: il rendering degli ambienti è caldo e realistico, le texture sono ottime e il dettaglio profuso nella costruzione delle strade di Beirut è davvero eccellente. Questo per la versione PC: il gioco su Xbox paga ovviamente il dazio di una minor definizione in termini di risoluzione sia della finestra grafica disponibile sia delle texture; a tal proposito Al Schilling ci ha confessato che l'architettura a memoria unificata di Xbox non è propriamente l'optimum secondo gli sviluppatori di Destineer Studios (che per il futuro auspicano una capiente memoria video dedicata dalle console di nuova generazione) soprattutto oggi, a inizio 2005, quando i 64 MB complessivi offerti da Xbox appaiono sempre più esigui e lo sono nei fatti confrontando un gioco di ultima generazione (PC) come il qui presente con la sua controparte per Xbox. Sia badi bene: l'impatto del gioco sulla console Microsoft è più che buono, ma indubbiamente il risultato visivo su PC lo sorpassa di una spanna abbondante. La configurazione minima su PC prevede comunque un "semplice" processore a 1,3 GHz e una scheda video di classe GeForce 4 MX o superiore: ovviamente i risultati ottimali in termini di dettaglio, resa visiva e fluidità si ottengono con configurazioni di CPU e scheda grafica ben più moderne.

A PRESTO...

Chiudiamo qui per il momento il nostro reportage, accennando soltanto alle promettenti modalità multigiocatore di Close Combat: First To Fight, presenti sia su PC sia su Xbox, fra le quali spicca l'opportunità di vivere l'intera campagna - in quattro - entro la modalità cooperativa. Il versante multigiocatore sarà oggetto del nostro prossimo e imminente "hands on", per cui vi diamo appuntamento a breve per ulteriori approfondimenti su Close Combat: First To Fight, in vista della sua pubblicazione oramai non troppo lontana prevista per il mese di Maggio 2005, periodo in cui scioglieremo infine ogni eventuale dubbio nelle recensioni finali.