Genere
Strategico in tempo reale
Lingua
Scatola e manuale in italiano
PEGI
16+
Prezzo
ND
Data di uscita
19/3/2010

Command & Conquer 4: Tiberian Twilight

Command & Conquer 4: Tiberian Twilight Vai al forum Aggiungi alla collezione

Datasheet

Produttore
Electronic Arts
Sviluppatore
EA Los Angeles
Genere
Strategico in tempo reale
PEGI
16+
Distributore Italiano
Electronic Arts Italia
Data di uscita
19/3/2010
Data di uscita americana
16/3/2010
Lingua
Scatola e manuale in italiano
Giocatori
10

Lati Positivi

  • La saga svela il suo epilogo
  • Componente multigiocatore frenetica
  • Resta divertente e appassionante
  • Buona realizzazione tecnica

Lati Negativi

  • Campagna decisamente sottotono
  • Struttura ibrida dall'identità poco definita
  • Musiche poco azzeccate
  • Cinematiche una spanna sotto al consueto
  • Manca il solito, ottimo doppiaggio di voci e parlato

Hardware

I requisiti minimi per giocare a Command & Conquer 4: Tiberian Twilight sono un PC con processore Dual Core, 1,5 GB di RAM e una scheda video da 256 MB. Meglio, però, avere a disposizione almeno 2 GB di memoria di sistema, nonché una scheda video da 512 MB di memoria. Testato su un Core2 Quad 9550, 4 GB di RAM e scheda video Ati Radeon HD 4850, il gioco si è mostrato fluido a 1440*900 con tutti i dettagli attivati.

Multiplayer

Oltre alla campagna di gioco, che può essere affrontata da soli così come in compagnia di un altro giocatore, Command & Conquer 4: Tiberian Twilight consente di creare o partecipare a partite multiplayer via Internet, o di organizzarle in modalità schermaglia secondo le varie opzioni presenti, fino ad un massimo di 10 giocatori sul campo di battaglia. Il gioco richiede una connessione a Internet sempre attiva.

Link

Recensione

Un salto nel vuoto

Cambiare tutto basterà per trionfare sulla concorrenza?

di Jacopo Mauri, pubblicato il

Dopo circa quindici anni di tradizione, è difficile intuire come il pubblico possa accogliere tutte queste variazioni all'impostazione di gioco: niente base, niente energia, niente raccolta di risorse; tutto è focalizzato sul combattimento tra le unità, l'utilizzo di poteri speciali e la possibilità di muoversi costantemente sul campo di battaglia. Non c'è insomma alcun punto di riferimento fisso, né intenzione di incanalare le azioni dei giocatore in un corridoio preciso. Al di là degli immancabili obiettivi scriptati, dunque, la libertà concessa è pressoché totale.

Dove vogliamo andare?

È presumibilmente questa la domanda che il team di sviluppatori si è posto nel progettare Command & Conquer 4: Tiberian Twilight. Con il terzo capitolo della saga, infatti, era stata percorsa la via del “more of the same”, migliorando tecnicamente Command & Conquer: Tiberian Sun e cercando di rifinire ulteriormente un gameplay già abbondantemente collaudato. L'impressione è, però, che con questo quarto capitolo si volesse andare oltre, ma senza aver bene in mente quale fosse la direzione da intraprendere. Non è del resto un caso se, già a partire dalla gamescom di Colonia del 2009, sia stato organizzato il CommandCom, evento in cui i programmatori hanno mostrato la prima beta multiplayer del gioco raccogliendo i giudizi di un centinaio di appassionati provenienti da tutto il mondo. Occasione nella quale, per altro, il feedback fu tutt'altro che positivo. Con questo non si intende certo dire che Command & Conquer 4: Tiberian Twilight sia rimasto quel che era la scorsa estate, anzi: il gioco ha nel tempo fatto passi avanti per assumere una propria identità e si è arricchito di una campagna per giocatore singolo da giocare anche in cooperativa. Ma la sensazione è che qualcosa non sia andato per il verso giusto.
Forse, a distanza di quindici anni, sono le idee a essere venute meno, anche se solo in parte: qualcosa di nuovo e di interessante, infatti, il gioco lo ha da offrire, ma il fatto, ad esempio, che per questo quarto capitolo sia stata prevista la conclusione dell'epopea narrativa che vede coinvolti Kane, NOD, GDI e Tiberium, suggerisce come servisse uno scoop di forte richiamo da questo punto di vista per riavvicinare gli appassionati che, nel tempo, hanno perso il contatto con la saga. Nel farlo, tuttavia, la scelta è stata quella di stravolgere tutto. Con idee che, resta importante ribadirlo, funzionano e si pongono in una luce di assoluta novità per la saga di Command & Conquer, ma – purtroppo – per questa soltanto, essendo tutte cose già viste e riviste, concettualmente se non proprio nella forma, nel genere della strategia in tempo reale.

Da maestro ad allievo...

La realtà dei fatti è dunque evidente: se fino a qualche anno fa la saga di Command & Conquer era l'esempio da seguire, e se tornando indietro nel tempo è impossibile non ricordare il suo “periodo d'oro” in cui miriadi di cloni uscivano ad affollare il genere degli RTS, senza tuttavia potersi avvicinare a Sua Maestà (se non in qualche sporadico caso), ebbene, se prima le cose stavano in questo modo, ora è palese che sia stato lo stesso Command & Conquer a guardarsi attorno nel cercare nuove idee e soluzioni di gameplay che potessero renderlo più attuale e accattivante.
Il problema, come detto, è che molte delle meccaniche di gioco che animano questo quarto episodio sono viste e riviste, per cui si forma un piccolo cortocircuito logico per cui una saga solida e tradizionalista come quella di Command & Conquer tenta la via del rinnovamento ma riprendendo concetti arcinoti, rinunciando alla propria profonda e consolidata struttura di gioco senza riuscire a sfondare con soluzioni innovative e inedite.
Il discorso, poi, è sempre lo stesso: non perché già viste altrove tali soluzioni perdono di mordente, anzi: se così fosse avremmo solo una manciata di giochi validi per ogni genere. Però è indubbio che il tentativo fatto dagli sviluppatori sia stato, in questo caso, un vero e proprio azzardo, che rischia di scontentare gli appassionati di lunga data, così come di non offrire nulla di veramente nuovo a chi, pur conoscendo la saga, non le si è mai avvicinato, preferendo altri strategici.
È un genere, quello della strategia, che ben si presta ad accogliere novità e innovazioni di ogni tipo, che ha visto soluzioni di gioco più statiche alternate ad altre dinamiche, con o senza la costruzione di basi, in 2D e in 3D, con comandi vocali o tradizionali.
Ma che, come mostrato proprio in questo periodo da Blizzard con StarCraft II, è ancora in grado di stupire il giocatore con la forza della tradizione, oltre che con la (sacrosanta) via rinnovatrice. Command & Conquer 4: Tiberian Twilight finisce nel mezzo di queste due vie, mancando l'importante obiettivo di conquistarsi un'identità profonda, e restando dunque confinato nell'ambito degli strategici interessanti e divertenti, specialmente in multiplayer, ma che sicuramente restano ben lungi dal poter ambire al podio annuale del genere.

Voto 3 stelle su 5
Voto dei lettori
La scelta di stravolgere una serie tradizionale e fondante nell'ambito degli strategici è stata fatta con tanto coraggio, ma forse non mettendo in campo altrettanta cura nella realizzazione pratica. Command & Conquer 4: Tiberian Twilight rinnova sicuramente quanto visto nei capitolo precedenti, ma offre davvero poche novità rispetto ai più recenti concorrenti. Rimane pertanto uno strategico interessante, oltre che divertente da giocare: dalle premesse – specialmente quelle narrative, che vedono la conclusione dello scontro tra Kane e GDI – era però lecito aspettarsi un epilogo più glorioso e spettacolare. Avremmo voluto inoltre un gioco meno orientato a rinnovare la saga e più concentrato sull'elevare all'ennesima potenza quanto la strategia classica ha ancora da dire, relegando magari a qualche spin-off il non facile compito di stravolgere le carte in tavola. È andata così, e se è inutile nascondere un certo amaro in bocca, ci piace pensare che proprio questo amaro potrebbe rendere più gradito un eventuale, e per ora escluso, ritorno del Messia...

Commenti

  1. Dypa77

     
    #1
    Attenzione a chi volesse il gioco: la versione in vendita negli scaffali italiani è COMPLETAMENTE IN INGLESE, manuale a parte.
    Scelta incomprensibile ed assurda. Passi per il doppiaggio, ma almeno i sottotitoli... Poi magari EA si lamenterà della pirateria per gli scarsi risultati di vendita, ma questo è un vecchio disco ormai.
    Fatto sta che un mio must buy al day one, nonostante conosca l'inglese, rimarrà tranquillo nello scaffale. 
  2. DavideRed95

     
    #2
    oggi convulsamente l'ho comprato! Maledizione! è in inglese 8-( e sono molto incazzato per questo... e se non bastasse non parte neppure*! Il sistema (Windows 7) inoltre me lo segna come Red Allert invece che come Tiberium 4...
    Ma che c***o mi combina la EA!? Con i capolavori precedenti della stessa serie mi tira questa bidonata!? |-[
    Speriamo che provvedano al più presto, ma ne dubito. Speriamo in un miracolo...
    *sapete come risolvere? perchè o senò lo riporto indietro, ho speso 54€

    [Modificato da DavideRed95 il 19/03/2010 23:15]

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