Genere
Strategico
Lingua
Tutto in Italiano
PEGI
ND
Prezzo
ND
Data di uscita
19/10/2005

Advance Wars: Dual Strike

Advance Wars: Dual Strike Aggiungi alla collezione

Datasheet

Produttore
Nintendo
Genere
Strategico
Data di uscita
19/10/2005
Lingua
Tutto in Italiano
Giocatori
8

Lati Positivi

  • Coinvolgente e immediato
  • Profondità di gioco abbinata ad un'elevata longevità
  • I due schermi ampliano le possibilità d'azione
  • Controllo intuitivo tramite touchscreen
  • Intelligenza artificiale raffinata e mai banale

Lati Negativi

  • Con lo stilo si fatica (a volte) a selezionare elementi troppo vicini fra loro
  • Impianto grafico immutato rispetto alle versioni precedenti
  • Provoca assuefazione e forte dipendenza

Hardware

Per schierare il proprio esercito e prendere parte alla battaglia non occorre altro che una console Nintendo DS e una confezione originale del titolo di Intelligent System.

Multiplayer

E' qui che Advance Wars: Dual Strike raggiunge l'eccellenza. Nella modalità Sfida quattro giocatori possono scontrarsi utilizzando una sola console e una sola cartuccia di gioco. In modalità wirless l'azione contempla un massimo di otto giocatori (con la possibilità di download della mappa di gioco da parte degli altri sette partecipanti).

Link

Recensione

Advance Wars: Dual Strike

Inverosimilmente strategico, dal look accattivante, dotato di una longevità al di fuori della norma, rivisto, corretto, ottimizzato ed espanso, il marchio Advance Wars raddoppia il successo riscosso e si agghinda in formato DS. Per una (doppia) guerra edulcorata e più intelligente che mai. Da preferire anche al servizio civile.

di Lorenzo Antonelli, pubblicato il

NOTA: Non è stato possibile reperire immagini del gioco in versione PAL per cui, con sommo dispiacere, gli screenshots allegati all'articolo fanno riferimento alla versione giapponese di Advance Wars: Dual Strike.

Ci sono attrazioni che sfuggono a ogni regola e si impongono senza bisogno di campagne pubblicitarie, protagonismi televisivi o stimoli esplosivi: esse sono e basta. E se ci si accorge, sulle note dei Mau Mau, che le invasioni con i cannoni hanno aperto la via a voli charter e prezzi buoni, non si può far altro che riconoscere il merito a Intelligent System per aver sdoganato (2001) nel mondo occidentale una perla di rara fattezza, sino ad allora a esclusivo uso e consumo del mercato nipponico. Advance Wars era (ed è) un gioco a turni, uno strategico bellico "manga style", uno di quei titoli che, almeno sulla carta, avrebbero annoiato il nostrano frequentatore di picchiaduro e racing game, costretto controvoglia alla propedeutica lettura del manuale d'istruzioni e alla faticosa memorizzazione di regolamenti enciclopedici. Ma Intelligent System, attraverso un meticoloso processo di taglia e cuci (sin dalla prima versione per NES fino all'uscita in formato GBA) volto alla ricerca del perfetto baricentro tra profondità di gioco ed immediatezza, tra complessità delle dinamiche e comprensibilità universale (quindi non più riservata alla nicchia di Rommel virtuali ed esperti del genere), riuscì a dare vita a quello che sarebbe diventato poi il titolo più intrigante e coinvolgente della softeca portatile di Nintendo. Nonostante i ritardi di commercializzazione dovuti a scelte tempistiche poco felici (leggasi la pubblicazione americana nel triste settembre 2001 e un inspiegabile quanto interminabile posticipo della data di uscita giapponese), il risultato, console alla mano, era di quelli che spiazzano e lasciano sul volto un sorriso di beatificazione. Un comparto grafico accattivante ed amichevole e una giocabilità immediata, mai lenta o macchinosa, passeggiavano a braccetto con la stessa profondità di gioco degna di un Axis&Allies da tavolo. Cervellotiche strategie scacchistiche alla Gary Kasparov, ancora, riuscivano a discorrere amorevolmente con l'intuitiva interfaccia di gioco, progettata a mo' di sussidiario elementare e al contempo ricca di contenuti e informazioni belliche di tutto rispetto.

ADVANCE WAR GAMES

I due episodi attualmente disponibili per GBA rappresentano quanto di meglio il franchise di Advance Wars abbia saputo creare nel corso degli anni, sublimando l'esperienza strategica di una guerra "mordi e fuggi" su una console portatile. Il nuovo Advance Wars: Dual Strike trasla il successo accumulato dalla serie sul touchscreen del DS e impreziosisce la già deliziosa meccanica di gioco con l'aggiunta di uno schermo supplementare e nuove funzioni suggerite dall'hardware. Ma prima di indossare elmetto e mimetica occorrono alcune dovute precisazioni: i detrattori dei precedenti capitoli stiano alla larga da questo nuovo Dual Strike e gli utenti bisognosi di grafica tridimensionale da urlo sopiscano pure il loro entusiasmo e lo conservino per Battalion Wars. Advance Wars: Dual Strike non è né più né meno che un Advance Wars "on steroids", rivisto, corretto e plasmato per interagire al meglio con l'hardware Nintendo a cui è dedicato. Il comparto grafico rimane per lo più immutato, caratterizzato dalla già nota connotazione manga e dallo stile super deformed, con mezzi e arsenali bellici mutuati dalle precedenti edizioni. L'innovazione più lampante e degnamente implementata è la possibilità di impartire gli ordini tramite il pennino in dotazione alla console di gioco. La facoltà di gestire il tutto attraverso la croce digitale, seppur totalmente valida e ancora decisamente funzionale, rappresenta qui solamente un'alternativa secondaria da irriducibili e nostalgici delle versioni per GBA. Il sistema punta e clicca con lo stilo, ora, nobilita l'azione in campo e, al pari di un Riccardo Muti da orchestra, riesce a velocizzare e rendere maggiormente intuitive operazioni che, altrimenti, richiederebbero destrezza, coordinazione e molteplici pressioni di tasti differenti. Ma talvolta, nonostante il pratico utilizzo del touchscreen, la necessità di interagire con elementi così miniaturizzati e tra loro adiacenti mette sotto scacco (ma non così di frequente come si potrebbe pensare) l'innovativo sistema di controllo, costringendo l'utente a repentini annullamenti causati da errori non intenzionali. Poca cosa, comunque, dinanzi al vertiginoso accrescere della praticità nell'utilizzo e della semplicità con cui è ora possibile organizzare le proprie truppe sul terreno di gioco.

NIENTE DI NUOVO SUL FRONTE OCCIPITALE

Il prologo alla narrazione vuole che siano trascorsi diversi mesi dall'ultimo conflitto armato a Macrolandia. Orange Star, Blue Moon, Green Heart e Yellow Comet uniscono nuovamente le loro forze per creare gli Stati Alleati e debellare ancora una volta l'invasione di Black Hole. La vasta e longeva modalità Campagna, strutturata su missioni concatenate fra loro da una trama di fondo (puntualmente banale e a volte sin troppo prolissa), si occupa inizialmente di offrire un'infarinatura generale al giocatore che non ha voglia di leggere il manuale di istruzioni con un tutorial mascherato da missioni preliminari (una decina), in cui apprendere le nozioni basilari e le tecniche più avanzate per primeggiare in guerra. Il collaudato impianto da strategico a turni rimane invariato, con il quartiere generale nemico da conquistare, mezzi di ogni sorta da gestire con perizia e saggezza e mappe pre-allestite in grado di offrire differenti tipologie di terreno. Come di consueto ogni unità differisce dalle altre per tipologia d'attacco, raggio d'azione e terreno favorevole, le fabbriche (e i porti e gli aeroporti) continuano a sfornare nuovi mezzi previo esborso in denaro e le città (in cui recuperare gli hp persi) si occupano e si conquistano semplicemente per usucapione forzato. Al già ampio numero di mezzi in uso si aggiungono nuovi arsenali dall'elevata potenza distruttiva, quali missili, aerei invisibili ai radar, navi da supporto aereo, pipe runners (il "Robotubo") in grado di spostarsi rapidamente sulle tubature e carri armati dalla potenza di fuoco inaudita. A rinvigorire il fattore strategia concorrono anche nuove condizioni climatiche (si pensi, per esempio, alle tempeste di sabbia), che costringono il giocatore a un'attenta pianificazione di attacco e difesa commisurata ai mezzi a disposizione. Al pari delle dinamiche di una partita a scacchi, le mosse da effettuare devono assolutamente tener conto delle conseguenze difensive a cui far fronte, puntando continuamente un occhio alle riserve di carburante, alla salute delle truppe e alle zone sicure (studiando la disposizione delle caselle sulla griglia temporanea) in cui ripiegare.

NINTENDO DS: DUAL STRIKE

Un'ulteriore innovazione (oltre alla possibilità di impartire gli ordini con il pennino) è da ricercare nel nome stesso del gioco, Dual Strike, che strizza l'occhio al complice schermo superiore della console. In questa versione DS è infatti possibile gestire l'azione nello schermo inferiore (touchscreen) e visualizzare comodamente le informazioni necessarie in quello superiore. L'obiettivo centrato in pieno è quello di poter ora sfoltire le operazioni di routine senza l'assillante accesso ai menu, a beneficio del ritmo dell'azione che ora risulta decisamente più fluido e meno frastagliato. Anche se il più delle volte lo schermo superiore funge, come appena precisato, da vademecum all'azione in corso, è nelle battaglie denominate Dual Strike che la vera natura del titolo esce allo scoperto. Tali scontri presentano una bipartizione dell'azione su due fronti: una volta selezionata la coppia di generali a cui affidare le nostre armate, lo schermo superiore si occupa di gestire via CPU la guerra in una precisa zona della mappa (è comunque possibile impostare strategie più o meno azzardate), mentre nella parte inferiore dello schermo l'azione è totalmente nelle nostre mani, con colpi a suon di stilo e cannonate. In qualsiasi momento è possibile inviare rinforzi quali truppe aeree appositamente create nelle fabbriche inferiori o, se abbastanza smaliziati e sicuri sul da fare, bypassare il controllo automatizzato dell'esercito superiore e gestire manualmente entrambe le battaglie. Il trionfo o la caduta che ha luogo nello schermo privo di touchscreen non incide sull'obiettivo finale della missione, ma in caso di esito positivo i poteri speciali del secondo generale diventano oggetto del nostro libero arbitrio. Ogni comandante ha precise caratteristiche, con punti deboli e attacchi speciali da sferrare al momento opportuno: l'attacco Dual Strike, efficace anche in funzione dell'affinità che intercorre fra i due generali selezionati, opera in simbiosi con il nuovo sistema di esperienza introdotto per i generali, i quali accrescono il proprio livello di forza a seconda del loro utilizzo più o meno costante in campo. Ma Advance Wars: Dual Strike non si ferma alla modalità Campagna, seppur vasta e ben lieta di intrattenere a lungo il giocatore. La War Room, con missioni singole suddivise per tipologia di terreno, consente di reinvestire i crediti accumulati nell'acquisto di nuovi generali, nuove uniformi e nuove skin con cui customizzare le mappe. Survival Mode e Combat (incentrata prevalentemente sull'azione) sono le due ulteriori possibilità di gioco che, assieme a una splendida sezione multigiocatore (vedi box multiplayer), impreziosiscono ulteriormente la guerra più edulcorata, tascabile e strategicamente matura di sempre.

Voto None stelle su 5
Voto dei lettori
Advance Wars: Dual Strike è l'Advance Wars più completo e rifinito dai tempi di Famicom Wars. Inalterato lo spirito originario del gioco, ottimizzata la gestione degli schieramenti sulla mappa e l'attivazione dei sottomenu (grazie al duplice schermo che consente di tenere sempre tutto sotto controllo senza dover navigare nell'interfaccia interrompendo l'azione) e pressoché immutato (e ritoccato in maniera non invasiva) il collaudato e sbarazzino impianto grafico, il nuovo lavoro di Intelligent System si rivela al pubblico e alla critica come un preziosissimo e irrinunciabile compendio di intelligenza strategica e longevità illimitata. La solida sezione multigiocatore e la possibilità di interagire con un completo editor di mappe, conferiscono al gioco un altissimo valore aggiunto, proprio del miglior strategico portatile/tascabile (da giocare, volendo, in due su una sola console). Nuovi mezzi danno il "la" a diversificate pianificazioni belliche, condizioni climatiche riviste, ampliate ed inserite a beneficio dell'elemento strategico, arsenali di fuoco ritoccati e coadiuvati da bombe e sili missilistici per distruzioni (edulcorate) di massa e nuovi generali, infine, a gestire la miglior guerra mai giocata su una console portatile. E non è un caso che la sigla DS impressa sulla console Nintendo possa essere interpretata come Dual Strike. O, almeno, è bello poterlo pensare.