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Datasheet
- Produttore
- Ubisoft Entertainment
- Genere
- Azione
- PEGI
- 16+
- Distributore Italiano
- Ubisoft Italia
- Data di uscita
- 18/12/2005
- Lingua
- Tutto in Italiano
- Giocatori
- 1
- Prezzo
- 59,90 Euro
Hardware
Multiplayer
Link
Prince of Persia: I Due Troni
Nonostante gli anni passino anche per lui, il Principe continua a sfoggiare una freschezza atletica invidiabile e a camminare sui muri con un'agilità degna di Spider-Man. Questa volta però non gli serviranno solo i muscoli per scacciare un'orda di mostri inferociti da Babilonia. Dovrà infatti ricorrere al lato malvagio delle Sabbie del Tempo e trasformarsi in un Principe Oscuro...
Fa sempre piacere constatare come vecchie glorie del videoludo continuino la loro scalata al successo dopo oltre quindici anni di onorata carriera. Prince Of Persia, la cui prima incarnazione casalinga risale al 1989, è uno degli esempi più lampanti di come abbinare a un trademark storico del mondo dei videogiochi un grande spessore tecnico e una formula di action, hack'n'slash e platform assolutamente al passo con i tempi.
La rinascita è avvenuta due anni fa con Prince of Persia: Le sabbie del Tempo e si è riconfermata nel 2004 con Prince of Persia: Spirito Guerriero, titolo che se da un lato prevedeva poche novità a livello di gameplay dall'altro inaugurava percorsi dark e gotici del tutto inediti nella serie.
La trilogia del Principe più famoso dei videogame sta per completarsi con Prince of Persia: I Due Troni, action-game sviluppato da Ubisoft Montreal qui rappresentato da una versione demo piuttosto corposa anche se ancora acerba sotto molti punti di vista.
LA GRANDE BABILONIA
Per le poche ore passate in compagnia del gioco abbiamo infatti notato parecchi difetti grafici (nemici che scompaiono dentro i muri, animazioni poco rifinite, cut-scene prive del sonoro e del doppiaggio), la cui presenza non deve comunque preoccupare in vista di una versione definitiva che eliminerà sicuramente questi e altri bug (la scritta "Work In Progress" è ben visibile nella parte inferiore dello schermo).
A parte l'acerbità del codice in nostro possesso, Prince of Persia: I Due Troni si presenta con una veste grafica molto curata e davvero spettacolare anche nella versione per Playstation 2, sicuramente meno prestante rispetto a quella per Xbox e, naturalmente, alla controparte PC. Le animazioni del nostro alter-ego sono ancora una volta formidabili per realismo, plasticità e fantasia nei movimenti, ma anche il level-design ci è parso molto ispirato, presentando una Babilonia (la città dove si svolgerà l'intero gioco) estremamente dettagliata e ricca di particolari (quasi tutti i suppellettili negli interni possono essere distrutti), lontana dall'aspetto cupo e vagamente horror del predecessore e più vicina, per scelte cromatiche e disposizione delle "piattaforme", a quanto visto in Prince of Persia: Le Sabbie del Tempo.
Da sottolineare anche la maestosità e la grandezza di molte location in senso orizzontale e verticale, con vere e proprie scalate da decine di metri di dislivello e stanze, strade ed edifici molto più vasti e articolati rispetto ai due predecessori. Di più difficile interpretazione il sonoro, non solo a causa dei "buchi" audio di cui abbiamo parlato poco sopra ma anche per la mancanza del doppiaggio italiano, sicuramente presente nella versione definitiva del gioco ma qui sostituito da voci inglesi di buon livello.
Le musiche hanno abbandonato la connotazione hard-rock del precedente episodio per tornare a temi e partiture orchestrate più in linea con le ambientazioni del gioco, riuscendo a creare fin da subito un tappeto sonoro coinvolgente e non privo di momenti incalzanti.
IL PRINCIPE SILENZIOSO
Tecnicamente parlando, Prince of Persia: I Due Troni si presenta insomma nel migliore dei modi, anche se i fan più attenti e incontentabili potrebbero rilevare le poche differenze, a livello qualitativo, rispetto all'episodio del 2003, o per lo meno l'assenza di un deciso incremento di prestazioni che in effetti non sembra essere avvenuto.
Sensazione che si può ricavare anche dal gameplay, nonostante la presenza di alcune novità tutt'altro che secondarie. Ancora una volta il gioco si basa quasi esclusivamente su sezioni platform (salti, sporgenze a cui aggrapparsi, muri su cui camminare, pedane di lancio), vicino alle quali troviamo gli immancabili combattimenti e qualche frangente puramente esplorativo. Su tutti questi versanti il gioco lascia intravedere poche novità.
Le mosse circensi del nostro Principe sono quelle di sempre e anche la presenza di trappole, piuttosto ingenue e già viste decine di volte, non fa certo sperare in un gameplay particolarmente originale, anche perchè da quanto visto in questa demo i livelli ci sono sembrati molto lineari e a senso unico, con un solo percorso possibile e una certa meccanicità delle azioni da compiere che renderà le dinamiche del gioco, almeno agli occhi degli appassionati della serie, piuttosto elementari e risapute.
Se quindi l'esplorazione e il versante platform non dicono nulla di nuovo, i combattimenti vedono l'introduzione di una modalità stealth attivabile quando, alle spalle di un nemico, lo schermo assume tonalità verdastre e possiamo così eseguire un attacco mortale senza nessun rischio e in maniera estremamente rapida, premendo un apposito tasto quando la nostra arma si illumina. Da un punto di vista coreografico questo tipo di attacco è molto spettacolare, ma a limitarne l'effetto sul gameplay è l'intelligenza nemica, che ci è parsa davvero troppo semplice e poco sviluppata.
Basta infatti aspettare che l'avversario ci dia le spalle per piombargli addosso (con o senza rumori sospetti) ed eliminarlo in tutta tranquillità; altre volte ciò si è rivelato impossibile perchè il nemico stava fermo di fronte a noi senza mai voltarsi (l'unico modo possibile per affrontarlo era quindi il corpo a corpo frontale), mentre in altre occasioni abbiamo notato come, anche se visti, non siamo stati inseguiti o attaccati perchè leggermente distanti o perchè aggrappati a una colonna a un metro da terra.
LA META' OSCURA
Nulla di veramente drammatico (dopotutto Prince of Persia non è mai stato e mai sarà un clone di Metal Gear Solid), ma vista l'introduzione di stilemi stealth avremmo preferito un comportamento del nemico più articolato e meno semplicistico, anche se non escludiamo che l'intelligenza degli avversari possa aumentare con il passare dei livelli.
L'altra introduzione di un certo spessore consiste in una corsa di bighe per le strade di Babilonia, inserto molto adrenalinico, divertente e dall'approccio decisamente immediato che lascia sperare in altre soluzioni simili e che per qualche minuto ci distoglie, con esiti del tutto convincenti, dal classico andamento del gioco.
Lo stesso boss di fine livello che abbiamo affrontato in questa demo, una via di mezzo tra un gigante a la Serious Sam e un demone spuntato fuori da Painkiller, ci ha favorevolmente impressionati, anche perchè per sconfiggerlo siamo dovuti ricorrere a un metodo astuto (sebbene non semplicissimo) e non a un normale scontro frontale, che viste le colossali dimensioni dell'avversario sarebbe equivalso a un vero e proprio suicidio.
La novità di maggior rilievo è però rappresentata dal Principe Oscuro, una specie di secondo alter-ego grazie al quale il nostro Principe si trasforma in una creatura ancora più forte, agile e spietata resa tale dalla corruzione delle Sabbie del Tempo. La cosa negativa è che non potremo trasformarci nel "Dark Prince" quando e dove vogliamo, ma sarà il gioco stesso ad attuare la trasformazione nelle svolte narrative più importanti; lo stesso non vale per il contrario, visto che potremo tornare normali immergendoci in apposite piscine.
Nei panni del Principe Oscuro saremo una perfetta macchina di morte, grazie soprattutto a una nuova arma (il Daggertail, sorta di micidiale frusta-catena) che ci permetterà di colpire i nemici anche da lontano o dall'alto senza essere visti. Alla prova pratica questa doppia identità del Principe, che come look ricorda molto da vicino il Raziel di Soul Reaver, si è rivelata vincente, aumentando non poco il carisma del nostro alter-ego e la varietà dei combattimenti e delle situazioni più virate allo stealth.
Nel complesso quindi questo terzo capitolo della saga sembra essere un deciso passo avanti sotto molti punti di vista (level-design, doppia natura del nostro alter-ego, boss di fine livello, combattimenti più vari, sezioni di "guida"), ma anche un episodio molto simile ai due predecessori e perciò un titolo non molto ricco di sorprese o di sconvolgimenti nel gameplay e nel comparto tecnico.
Bisognerà comunque aspettare la versione definitiva, in uscita tra circa un mese, per confermare o smentire queste prime impressioni, ma in ogni caso la nuova fatica di Ubisoft Montreal sembra destinata a un sicuro successo e a riconfermare il nostro amato Principe tra gli eroi incontrastati degli action-game odierni.



