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Datasheet
- Genere
- Guida
- PEGI
- 3+
- Distributore Italiano
- Halifax
- Data di uscita
- 17/2/2006
- Lingua
- Sottotitoli in Italiano
- Giocatori
- 4
- Prezzo
- 34,99 Euro
Lati Positivi
- Divertente in singolo e multigiocatore
- Ottimo modello di guida
- Prezzo scontato
Lati Negativi
- Gioco online assente in Europa
- Graficamente solo discreto
- Controlli complessi
Hardware
Multiplayer
Link
ATV Offroad Fury 3
Attraversare l'oceano su una moto a quattro ruote (dicasi ATV) non è per niente facile, malgrado questo tipo di veicolo prenda il nome proprio dalla sua facoltà di "aggredire" ogni superficie. Se poi parliamo di un videogame, arrivare da una costa all'altra può voler dire attendere mesi interi, se non addirittura un anno e mezzo. Ma quando alla fine si arriva...
Il tempo trascorso dall'uscita americana di questo medesimo gioco è tale che ai tempi (dell'apparizione in USA) si parlava di un "futuro supporto" al disco fisso PlayStation 2, eletto non ufficialmente la chimera dell'utenza Sony per questa generazione. A oltre un anno di distanza, quasi in contemporanea al "fratello" apparso su PSP, arriva finalmente il turno della versione PAL, per un gioco che appartiene ai massimi esponenti nella sua mini-categoria specifica, ovvero i giochi di guida arcade basati sulle corse in ambientazioni fuoristrada. Non è che i rivali siano molti, a dire la verità, ma sono tutti particolarmente agguerriti. Vediamo se ATV Offroad Fury ha ancora la stoffa del campione...
MULTIPLAYER SU SCHERMO DIVISO
Come molte uscite europee, anche questa ha perso il supporto online nel passaggio attraverso l'oceano, guadagnando invece un sempre gradito prezzo budget. Difficile scegliere quale delle due cose sia più apprezzabile, benché il gioco in rete rappresenti in origine una caratteristica-chiave e, stranamente, sia stato mantenuto intatto nella versione portatile. L'unico supporto multiplayer disponibile è infatti quello classico via split-screen sullo stesso televisore che supporta fino a quattro giocatori se la vostra TV, e sala, sono abbastanza capienti per contenerli tutti. Dando una rapida occhiata al menu principale, troviamo opzioni e modalità per tutti i gusti ma nessuna grossa sorpresa, a confermare che la direzione di sviluppo si è concentrata sul migliorare una formula già apprezzata, piuttosto che introdurre reali novità. Comunque, gli appassionati troveranno tornei, gare di evoluzioni, gare all'aperto e al chiuso con avversari "computerizzati" e persino l'editor di checkpoint per disegnare i percorsi all'interno delle grandi ambientazioni, nonché un approfondito livello di modifica sia per i mezzi, sia per i piloti (a livello di vestiario, l'unica altra scelta è il sesso se maschile o femminile). Una dettagliata sezione di allenamento, con video inglesi ben sottotitolati in italiano, permette di prendere confidenza con i comandi che all'inizio appaiono tutt'altro che semplici e dopo parecchie ore si confermano come tali.
PIANISTI DA FUORISTRADA
Sul Dual Shock, infatti, sono mappate le evoluzioni, i controlli per la guida, le visuali, la scelta delle colonne sonore nonché il sistema di inerzia da usare durante i salti. Quest'ultimo, in modo simile a ciò che avviene in altri titoli concorrenti, permette di "caricare" un salto mentre si sale sulla rampa, tirando indietro lo stick. Rilasciando al momento giusto, la forza accumulata consentirà di guadagnare più stacco da terra e quindi più tempo per eseguire le evoluzioni. I cosiddetti "numeri da circo" servono a guadagnare punti da spendere successivamente nell'immancabile negozio che offre ATV, pezzi aggiuntivi per ogni veicolo acquistato, abbigliamento per il nostro pilota e altro materiale più direttamente legato al gioco quali possono essere i video musicali (ottima l'introduzione, veramente) delle band che hanno collaborato al progetto. Scesi in pista, ed è questo il nucleo della prova ovviamente, la completezza vista finora si ritrova nel buon realismo con cui vengono gestite le collisioni tra i veicoli e, insieme, nella semplicità con cui si riescono a padroneggiare queste inarrestabili "motorette". Grazie anche alla competitività del computer, che non cede un metro di pista nemmeno a sparargli, le gare sono tirate fino all'ultimo e spesso esilaranti, se pensiamo che la fisica applicata ai mezzi consente di disarcionare i piloti avversari tramite inopportuni, e bruschi, tamponamenti.
DUALISMO E DIVERTIMENTO
"Duality" è il nome di un brano a firma Slipknot (uno dei nomi più celebri nella colonna sonora, insieme a Good Charlotte) che sentiamo durante il gioco ma il dualismo esiste davvero, in senso positivo, tra la carriera per giocatore singolo e la parte multiplayer. Benché "azzoppata" dall'assenza del supporto di rete, questa modalità rimane divertente e potenzialmente infinita per due semplici motivi: la varietà di opzioni disponibili e la presenza degli avversari guidati dalla console. Nelle scelte spiccatamente "party" non manca persino una rivisitazione del calcio, da giocare spingendo un enorme pallone a bordo del nostro ATV, in un'arena chiusa ma popolata di un pubblico piuttosto vivace. Guardando più in generale alla realizzazione tecnica, i risultati sono più che dignitosi sebbene non trascendentali, anche considerato il tempo trascorso dalla prima uscita negli USA (fine 2004). Veicoli e piloti sono ben modellati e animati, ma lo scenario appare sempre un po' troppo spoglio e poco realistico nella costante nebbiolina presente all'orizzonte, benchè il discorso sia ribaltato all'intero delle arene chiuse, più convincenti e credibili proprio nel contorno a bordo pista.
CONTRO UN MURO SENZA CADERE
Più che nei poligoni e nelle texture gestiti, il motore grafico si fa notare per l'interattività di molti elementi come barriere e cartelli: invece di restare immobili dopo un urto, si spostano e rimangono talvolta in mezzo alla pista, creando nuovi ostacoli nelle competizioni più lunghe e impegnative. In certi casi è possibile perfino distruggere piccoli elementi come le recinzioni al passaggio sul nostro ATV, fenomeno che ovviamente dà molta soddisfazione (e sorpresa, aspettandosi di cadere immediatamente). Per quanto riguarda l'interesse sul medio-lungo termine, la varietà e quantità di competizioni affiancate dal multiplayer, per quanto solo offline, dovrebbero garantire una lunga permanenza al gioco nella vostra PlayStation 2, a patto naturalmente di apprezzare i giochi spiccatamente arcade e "fracassoni". La musica sparata ad alto volume durante le gare, gli sponsor in bella evidenza e le evoluzioni ai limiti della legge di gravità distaccano ATV Offroad Fury 3 da qualsiasi pretesa di simulazione, cosa peraltro gradita considerando l'immediatezza e lo spettacolo offerto in tutte le modalità. Avesse una grafica più d'impatto, meno comandi e il completo supporto di rete parleremmo di un classico irrinunciabile, ma non avremmo molto di cui parlare all'arrivo del seguito. Che certamente si farà vivo, nella nuova generazione e/o su portatile, vista l'accoglienza già ottenuta oltreoceano e i risultati positivi di questo terzo episodio.





