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Datasheet
- Produttore
- Sony Computer Entertainment America
- Genere
- Piattaforme
- PEGI
- 3+
- Distributore Italiano
- Sony Computer Entertainment Italia
- Data di uscita
- 17/3/2006
- Lingua
- Tutto in Italiano
- Giocatori
- 2
- Prezzo
- 49,00 Euro
Lati Positivi
- Riesce ancora a divertire
- Nuova modalità multiplayer
Lati Negativi
- Controlli inefficienti
- Graficamente antiquato
- Nessuna novità sostanziale rispetto all'originale
Hardware
Multiplayer
Link
Ape Escape P
Quale sarebbe la prima decisione di una scimmia munita di un casco speciale in grado di donarle intelligenza e raziocinio? Ovviamente quella di rubare una macchina del tempo, viaggiare a ritroso nel tempo e vendicarsi dell'evoluzione umana, disseminando la storia con centinaia di scimpanzè dalle intenzioni belliche e totalmente fuori controllo. L'unico rimedio alla disfatta dell'uomo? Munirsi di una solida rete e gettarsi nel passato per catturarle tutte.
Con l'avvento delle ultime console portatili, a partire dal Game Boy Advance in poi, si è curiosamente assistito a un proliferare del termine "remake", spesso abbinato a operazioni di scarso interesse videoludico, ma dall'alto valore commerciale: riproporre a prezzo pieno titoli che hanno fatto parte della giovinezza dei giocatori più smaliziati, ma che sarebbe stato forse più corretto lasciare riposare in santa pace nella storia del videogioco. Con questo non si ha intenzione di scagliarsi contro il fenomeno del retrogaming, che è anzi un tesoro importante del nostro passatempo e che merita di scorrere parallelo alla concezione moderna del videogioco, ma ci sembra giusto pretendere che, se proprio remake deve essere, le software house scelgano con più oculatezza i titoli da rispolverare e, possibilmente, avanzando meno pretese dal punto di vista del prezzo al pubblico: certi giochi hanno ragione di esistere solo nel contesto originale nel quale hanno trovato la luce. Diversamente, si corre solo il rischio di consegnarli a una fine ingenerosa.
LA CONSOLE DEI QUADRUMANI
Le scimmie di Ape Escape hanno legato per molto tempo la loro immagine a quella di Sony e della sua PlayStation, sposandone le caratteristiche di freschezza e imprevedibilità riproposte all'interno di un platform atipico, ma che ha senza dubbio costituito una tappa importante nel processo di crescita e affermazione della console. Chi si fosse perso l'ondata scimmiesca proposta da Sony Computer Entertainment – piuttosto difficile come ipotesi, visto il successo planetario di PlayStation – potrebbe aver avuto la possibilità di imbattersi in questi vendicativi quadrumani in occasione di Metal Gear Solid 3: nell'ultimo episodio della serie creata da Hideo Kojima, infatti, è riservato un mini-game appositamente dedicato, "Snake Vs. Monkey", che risulta a tutt'oggi una delle interpretazioni più brillanti di Ape Escape, a differenza di questo remake su PSP.
Al lancio di ogni nuova console non esistono solo le killer application, ovvero quei titoli che per carisma o potenzialità invogliano da soli all'acquisto dell'hardware, ma anche titoli appositamente creati per esaltare le peculiarità della macchina su cui girano. Se poi le due cose finiscono per coincidere, tanto di guadagnato per tutti. In questo senso, Ape Escape era stato ideato per illustrare e trarre il massimo giovamento dalle caratteristiche intrinseche possedute dal Dual Shock, l'originale controller ideato da Sony che introduceva il concetto del doppio stick analogico, particolare che permetteva la fruizione di un ventaglio più ampio di azioni senza rendere ingovernabili i movimenti di base o le inquadrature dinamiche dei giochi.
Il risultato conseguito da Ape Escape era un livello di controllo senza precedenti sul personaggio principale, elemento che si sposava alla perfezione con il moderatamente originale concept di base: a differenza dei caposcuola Nintendo, il titolo Sony non proponeva un platform in cui era obbligatorio saltare in testa ai nemici (come Mario insegna) ma era bensì necessario ingegnarsi con armi e reti per tentare di catturare questi scimpanzè a dir poco dispettosi. La trama ai limiti dell'assurdo – lo immaginate un gruppo di macachi prendere il controllo di una macchina del tempo per modificare il corso della storia? – permetteva inoltre di concetrarsi unicamente sul gameplay e sulla varietà di armi e oggetti con cui era possibile interagire. Purtroppo tutto questo non funziona su PSP, e per svariati quanto validi motivi.
L'INVOLUZIONE DELLA SCIMMIA
Anzitutto, viene a mancare il cardine fondamentale alla base di Ape Escape e sul quale abbiamo disquisito abbondantemente: la periferica di controllo di riferimento. Togliere il Dual Shock a un gioco concepito per esso e come tentare di correre con un cavallo zoppo, e l'unico stick analogico previsto dalla prima console portatile di casa Sony non è certamente la configurazione ideale per godere appieno del titolo. Il fatto poi che tale stick si trovi sullo stesso lato della croce direzionale, escludendo di fatto la contemporanea fruizione di entrambi i sistemi di controlli, ha reso Ape Escape P un videogioco difficile da domare, con una telecamera imbizzarrita e un sistema di gioco che risente del peso degli anni: se si mette in conto di come anche lo stesso episodio originale fosse frustrante a più riprese, pur con l'apporto del Dual Shock, è facile comprendere di come la situazione attuale non sia di certo delle più rosee. Basti pensare che la rete per catturare i quadrumani, elemento chiave del gioco, su PSone poteva essere sventolata ai quattro venti a proprio piacimento grazie, per l'appunto, all'ultilizzo dello stick analogico destro. Nel caso di questo remake, per contro, la rete può essere estratta unicamente in direzione frontale, limitando fortemente il concept di gioco originale.
In presenza di armi o elementi di tiro, come una fionda, è difficile mirare con precisione, mentre la telecamera necessita spesso di essere riallineata alle nostre spalle attraverso la fugace pressione del tasto L; peccato che una pressione leggermente prolungata dello stesso attivi una scomoda visuale in prima persona che non solo appare di utilità marginale, ma spezza ulteriormente il ritmo di un gioco di per sé parecchio movimentato. Insomma, privato della sua caratteristica originale, Ape Escape rimane un platform nel quale ci si deve impegnare a rincorrere scimmie impazzite attraverso varie ere temporali, catturarle ricorrendo ai gadget più disparati per prevenire un ribaltamento drammatico della storia e, possibilmente, chiudere un occhio sulla grafica antiquata che si para innanzi ai nostri occhi. Non nascondiamo che il tutto potrebbe ancora essere divertente, soprattutto per chi non si fosse mai cimentato prima con la serie... peccato che nel frattempo il genere dei platform abbia assistito ad un tale proliferare di proposte valide e alternative da rendere Ape Escape P un remake di cui si poteva fare decisamente a meno, eccezion fatta per l'interessante modalità multiplayer a due giocatori introdotta con questa versione.





