Datasheet
- Produttore
- Ubisoft Entertainment
- Sviluppatore
- Namco
- Genere
- Gioco di Ruolo
- PEGI
- 12+
- Distributore Italiano
- Ubisoft Italia
- Data di uscita
- 10/2/2006
- Lingua
- Manuale in Italiano
- Giocatori
- 1
Lati Positivi
- Sistema di combattimento
- Molto longevo
- Curato in ogni dettaglio
- Caricamenti assenti
Lati Negativi
- Tanti luoghi comuni
- Un po' facile
- Scontri random
Hardware
Multiplayer
Link
Tales of Eternia
Mentre il mondo intero si divide tra l'ultimo Dragon Quest ed il prossimo Final Fantasy, anche la PSP inizia a darsi da fare nell'universo dei giochi di ruolo con Tales of Eternia, esponente di una prolifica serie di Namco che ormai ha raggiunto tutte le piattaforme. Vediamo come la console portatile di Sony riesce a sopportare un'avventura molto, molto lunga.
Sarebbe troppo facile iniziare a parlare di Tales of Eternia definendolo come il gioco che mancava su PSP. Ma questa è un'affermazione tanto banale quanto vera visto che, a un anno dal lancio europeo della console, si avverte l'ormai cronica mancanza di avventure degne di questo nome. E per avventure s'intende qualunque gioco che racconti una storia, che poi questo avvenga attraverso uno specifico genere piuttosto che un altro, ha poca importanza. Su PSP mancano tutti. Sulla console portatile di Sony ci sono tanti giochi di guida, puzzle game, sportivi, giochi arcade, ma ben poco del resto, l'unico gioco di spessore con un minimo di trama che ci viene in mente è Grand Theft Auto: Liberty City Stories. Ce sono anche altri, ma sono comunque pochi e soprattutto scarsamente appetibili. Proprio per questo motivo c'era bisogno di un gioco come Tales of Eternia, che pur essendo una conversione di Tales of Destiny II uscito su PSX ormai cinque anni fa, è un RPG di stampo classico lungo e affascinante.
THE SAME OLD SONG
Inoltre la versione originale non uscì in Europa, rendendo questo Tales of Eternia ancora più interessante per i giocatori del vecchio continente che, tra l'altro, per una volta possono apprezzare un gioco prima degli americani, sul cui territorio il titolo di Namco non è ancora stato distribuito ufficialmente. Bisogna anche ricordare che per il mercato europeo la serie "Tales of" è una recente ma apprezzata scoperta, nonostante la prolificità giapponese ed americana. Il debutto assoluto si deve a quel Tales of Symphonia che è ben presto diventato uno dei giochi più ricercati dagli utenti di GameCube. C'è da sperare che la distribuzione di questo capitolo per PSP sia un po' più capillare e che nei negozi sia arrivato un discreto numero di copie, anche perché il gioco è proprio valido. Pur ricalcando fedelmente tutti gli elementi classici del genere, Tales of Eternia riesce a mantenere alto l'interesse del giocatore per un notevole numero di ore. Non tutti magari riusciranno ad accumulare le 30 o 40 ore per portare a termine l'avventura principale, ma il gioco è comunque in grado di restare nel cassettino della console per un tempo maggiore rispetto alla media dei giochi fin'ora usciti su PSP.
Non tanto, o comunque non solo, per merito della storia, un po' troppo banale per riuscire in una tale impresa. Questa volta siamo alle prese con l'avventura di Farah e Reid, una ragazza e un ragazzo che nel giro di poche ore si ritrovano impegnati in una missione per salvare il mondo. Entrano infatti in contatto con Meredy, un'abitante di Celestia, il mondo sospeso sopra il loro. Dopo qualche iniziale incomprensione linguistica, i ragazzi scoprono che le due terre stanno per entrare in collisione, e per evitare il disastro un gruppo di volenterosi deve intraprendere una lunga e difficile missione...
Come già accennato la storia non brilla particolarmente per originalità e gli stessi personaggi, dall'annoiato Reid all'iper attiva Farah, non hanno nulla di nuovo da dire. Tuttavia a Tales of Eternia bisogna riconoscere il merito di non prendersi troppo sul serio, mantenendo quasi sempre un tono divertito e divertente. Niente psicodrammi alla Final Fantasy, per intenderci.
FINAL FANTASY O STREET FIGHTER?
Il gioco non brilla per originalità nemmeno dal punto di vista della caratterizzazione grafica, ma nonostante questo si nota la cura nella realizzazione dei personaggi e delle ambientazioni. Sebbene non si sfruttino appieno le capacità tecniche della PSP (siamo di fronte del resto ad una conversione di un titolo per prima PlayStation) il risultato sullo schermo è ancora oggi piacevole. È sicuramente un fantasy un po' stereotipato, ma agli appassionati non dispiacerà di certo trovarsi per l'ennesima volta nel solito villaggio costruito sugli alberi, oppure evocare sempre i soliti elementali, che per l'occasione si sono guadagnati il nome di Craymel. Del resto se c'è un genere che ci sguazza nei vantaggi ottenuti dall'utilizzo di luoghi comuni, è proprio il fantasy.
Non ha nulla di comune, se non per gli appassionati di "Tales Of", il sistema di combattimento, soprannominato "Linear Motion Battle System". Invece di affidarsi ai soliti combattimenti a turni, il gioco risolve le battaglie con un sistema in tempo reale in cui il giocatore controlla un unico personaggio, lasciando gli altri membri del party, limitato a un massimo di quattro unità, nelle mani dell'intelligenza artificiale e di una serie di comandi e istruzioni che potrebbero fare invidia ad un moderno sparatutto tattico. Il risultato sono combattimenti molto furiosi, solitamente di breve durata e il cui risultato non è solo affidato a un confronto di statistiche e di livelli di esperienza. Perché sebbene all'inizio sia piuttosto difficile rendersene conto, assegnare ai propri compagni i giusti comandi può fare tutta la differenza di questo mondo e trasformare un dungeon frustrante da esplorare in un'esperienza più gratificante. La profondità di questi combattimenti in tempo reale non è solo data dalla presenza di diverse opzioni strategiche. Bisogna anche considerare come si combatte. Il sistema infatti mette a disposizione non solo un comando d'attacco, ma anche la parata e alcuni movimenti oltre alle diverse abilità speciali e alle evocazioni. Il risultato non sarà complesso come un picchiaduro, ma è certamente diverso dalla ripetitiva assegnazione di comandi richiesta da un più tradizionale sistema a turni. Pertanto, anche gli appassionati di RPG devono sviluppare abilità un po' diverse da quelle richieste solitamente dai loro giochi preferiti.
C'è da dire comunque che il gioco dal punto di vista dei combattimenti non è particolarmente complicato. Utilizzando bene tutte le risorse a disposizione, non dovrebbero esserci troppe difficoltà a proseguire nell'avventura, escludendo le battaglie contro alcuni boss.
L'unico difetto oggettivo da attribuire al sistema di combattimento è il caos sullo schermo: in uno spazio bidimensionale i quattro membri del party, e magari otto nemici, occupano davvero tutto lo schermo. Se poi ci aggiungiamo effetti, scintille e quant'altro, ogni tanto si rischia di perdere di vista il proprio personaggio.
UN'AVVENTURA PARLATA
Poiché un GdR che si rispetti non vive di soli combattimenti, Tales of Eternia giustamente propone tutta una serie di mini-giochi, puzzle e diversivi (come la cucina) in grado di aggiungere qualcosa all'esperienza. Effettivamente esplorare attentamente tutte le possibilità offerte dal mondo di Eternia non è cosa da poco. Nonostante questa profondità, bisogna comunque sottolineare la linearità dello svolgimento. Il gioco ha un capo e una coda ben precisi e all'interno di essi ci si muove, senza troppe possibilità di variare un po' l'esperienza. Anche le side quest, che pure non mancano, non ci sembrano raggiungere del tutto lo scopo. Inoltre il gioco ogni tanto si perde un po' in eccessive lungaggini, come conversazioni-fiume dalla dubbia utilità. Sui dialoghi è necessario spendere qualche parola, dato che è stata adottata una scelta non proprio comune. Alcuni di essi, diciamo il trenta-quaranta per cento, sono parlati (in inglese), mentre i restanti si sviluppano attraverso i più tradizionali sottotitoli. Visto che il criterio di scelta non è del tutto chiaro, può anche capitare di stupirsi di fronte al mutismo degli altoparlanti della PSP. Inoltre non siamo neppure del tutto convinti della scelta delle voci, troppo adulte per dei personaggi nemmeno ventenni. Questo divario si nota ancora di più durante alcuni ricordi dei protagonisti, che ripercorrono alcuni elementi della loro infanzia. Ad accompagnare le sagome di bambini ci sono delle voci di adulti che provocano in questo caso un effetto comico involontario.
Comunque bisogna rendere merito agli sviluppatori di essere riusciti a mettere in un UMD parecchi minuti di dialogo e soprattutto alcuni filmati di qualità eccelsa che accompagnano gli sviluppi fondamentali della storia. Tutti dettagli che nel loro insieme fanno di Tales of Eternia uno dei titoli più interessanti disponibili fin'ora su PSP, nonostante rimanga principalmente rivolto ad una schiera di appassionati.





