Genere
Azione
Lingua
Sottotitoli in Italiano
PEGI
18+
Prezzo
66,99 Euro
Data di uscita
5/12/2005

Condemned: Criminal Origins

Condemned: Criminal Origins Aggiungi alla collezione

Datasheet

Produttore
Sega
Sviluppatore
Monolith Productions
Genere
Azione
PEGI
18+
Distributore Italiano
Leader
Data di uscita
5/12/2005
Lingua
Sottotitoli in Italiano
Giocatori
1
Prezzo
66,99 Euro

Lati Positivi

  • Grande atmosfera di gioco
  • Pregevole realizzazione tecnica
  • Comparto sonoro d'impatto
  • Davvero crudo e brutale
  • Sobbalzi sulla poltrona assicurati...

Lati Negativi

  • Giocabilità non così semplice da padroneggiare
  • Macchinoso nelle fasi di deambulazione
  • Level-design particolareggiato ma perlopiù monotono
  • Longevità non eccelsa

Hardware

Un Xbox 360, un joypad e una confezione originale del gioco sono i requisiti necessari per intraprendere questa pungente avventura prodotta da Sega. Da segnalare l'ottimo supporto Dolby Digital 5.1, capace di enfatizzare ancor più la già angosciante atmosfera di gioco.

Multiplayer

Condemned: Criminal Origins non prevede opzioni multiplayer. Sono presenti le classifiche online da visualizzare su Xbox Live.

Link

Recensione

Condemned: Criminal Origins

Una società malsana fa da sfondo alle macabre imprese di un serial-killer psicopatico: venirne a capo è compito nostro, da provetti agenti dell'FBI sezione crimini e indagine scientifica. Peccato che non dovremo soltanto usare gli attrezzi del mestiere, ma anche tutto quanto di buono possa valere per difendersi da creature assetate di sangue: il buio ci sta aspettando...

di Luca Airoldi, pubblicato il

Non è certo un mistero il fatto che nella line-up di lancio di Xbox 360 Condemned: Criminal Origins sia stato adombrato da titoli più blasonati ed etichettati come (potenziali o effettive) "killer application" per la nuova console Microsoft. A dispetto di tutto ciò il survival-horror prodotto da Sega e sviluppato dai ragazzi di Monolith Productions dimostra di aver ben poco da invidiare alle punte di diamante sopra menzionate. Già i trailer e gli screenshot disponibili prima dell'uscita del gioco ci avevano stuzzicato non poco, soprattutto riguardo all'atmosfera e alla realizzazione tecnica che Condemned: Criminal Origins pareva riuscire a mettere sul campo. Ed è proprio così: il titolo Sega rappresenta senza dubbio un valido horror-game su sostrato investigativo, ricco di spunti non indifferenti e carico di atmosfera pungente. Nel nostro first look riferito alle prime ore di gioco avevamo già potuto verificare tali aspettative, rimanendo positivamente colpiti dal gioco; ora, dopo averlo sviscerato a fondo, non possiamo che confermare quanto detto.

TRA INDIZI ED ANGOSCIA...

Condemned: Criminal Origins ci farà vestire i panni di un agente dell'FBI costretto a fare i conti con la disastrosa situazione della società in cui vive, pullulante di malavita e di losche figure psicopatiche dagli istinti omicidi; nella fattispecie avremo il compito di indagare su raccapriccianti omicidi portati a termine da un misterioso serial-killer dagli intenti non certo genuini.
Prende così vita un horror-game che, strizzando inevitabilmente l'occhio ai vari Resident Evil e Silent Hill (esempi imprescindibili per questo genere), fa ruotare il suo gameplay attorno a componenti anche alternative e tutt'altro che banali. In quanto agenti dell'FBI ci troveremo infatti non soltanto a premere il dito sul grilletto (e soprattutto a menar le mani) ma anche a dover condurre fasi di esplorazione, indagine e analisi di cadaveri, ricerca di tracce e prove utili per venire a capo della verità. In questo senso la struttura di gioco di Condemned: Criminal Origins si arricchisce di sfaccettature non indifferenti: già per esempio all'inizio del gioco ci troveremo a dover analizzare i cadaveri presenti sulla scena di un delitto con l'ausilio di una strumentazione tecnica degna dei migliori episodi televisivi di C.S.I.. Se pertanto il fulcro del gameplay resta in ogni caso ancorato alla componente azione-sparatutto (perlopiù all'arma bianca) in prima persona, non vane ma molto utili sono le incursioni offerte da tali momenti esplorativi, capaci di arricchire da una parte il coinvolgimento e dall'altra la tensione.
È infatti l'atmosfera che permea le fasi di gioco l'elemento su cui Condemned: Criminal Origins punta molto in termini di attrattiva: non possiamo negare che vagare per sudici ambienti in cui regna l'ombra solcata dalla sola luce della nostra torcia comporti sensazioni non certo pacate, ma anzi molto angoscianti e cariche di tensione. Quest'ultima ci accompagnerà spesso durante l'esperienza di gioco, complice l'ispirata realizzazione tecnica del titolo Sega. Proprio dal gioco luce-ombra (con quest'ultima ovviamente preponderante sulla prima), Condemned: Criminal Origins suscita le scintille che fomenteranno la nostra angoscia: il vedo-non-vedo e le ombre di persone che appaiono e scompaiono repentinamente ai nostri occhi sono gli elementi essenziali per incutere timore a chiunque. Se poi a ciò aggiungiamo rumori sinistri e difficilmente localizzabili il quadro completo inizia a divenire sempre più fosco e interessante...

TRA BRIVIDI E TENSIONE

L'atmosfera di gioco trae anche beneficio dall'immediato approccio all'avventura: il titolo Sega ci cala infatti nei panni del nostro alter-ego, Ethan Thomas, in maniera istantanea e calzante, gettandoci nel bel mezzo delle fogne di una non ben localizzabile città e facendoci subito fare i conti con tutto quanto di più scabroso si possa immaginare. Da qui prenderà il via il dipanarsi della trama di gioco, che ci vedrà coinvolti erroneamente nell'omicidio di due colleghi di pattuglia sullo sfondo di esecuzioni macabre da parte del prima accennato serial-killer. Se però da una parte Condemned: Criminal Origins risulta stuzzicante a livello di coinvolgimento, dall'altra dobbiamo portare alla luce alcune pecche strutturali che ridimensionano - seppure non in maniera decisiva - il concetto stesso di coinvolgimento e giocabilità.
Primo fra tutti è proprio il level-design: tanto dettagliato e particolareggiato nell'immediato quanto alla lunga leggermente ripetitivo. Non possiamo in ogni caso non rivolgere elogi agli sviluppatori di Monolith Productions per quanto riguarda la loro perizia nel caratterizzare le malsane locazioni di gioco, così particolareggiate e ricche di spunti da far sentire il giocatore davvero circondato da un ambiente veritiero. Casse di legno, lamiere di acciaio, lattine, bottiglie, rifiuti di ogni tipo, pareti imbrattate e così via caratterizzano dettagliatamente ogni meandro esplorabile dal giocatore. D'altro canto, come accennato, non si rileva un vero cambiamento a livello di varietà sul lungo termine, così che avremo sempre a cha fare con ambientazioni similari nelle loro fattezze. Queste ultime sono perlopiù lineari nel loro sviluppo, anche se spesso offrono anfratti, stanze e corridoi ben articolati e studiati per rendere il proseguimento all'interno dell'area di gioco più coinvolgente e meno superficiale.
Lo stesso gameplay risulta essere accattivante in alcuni suoi elementi, ma al tempo stesso non così decisivo a lungo andare: alla fine dei conti la struttura di gioco di Condemned: Criminal Origins prevede in primis l'elemento esplorativo - da condurre con il cuore i gola - e poi i puntuali duelli (quasi sempre uno contro uno) con i nemici del caso. Ciò detto non possiamo comunque non menzionare le fasi di indagine vera e propria: avremo infatti in dotazione nel nostro equipaggiamento di base degli strumenti per l'analisi scientifica di tracce ed indizi, da utilizzare per venire a capo di eventuali enigmi. Ci troveremo pertanto a dover analizzare per esempio tracce sul pavimento lasciate dall'omicida per capire quale strada percorrere per braccarlo: in tal modo dovremo impugnare l'arnese del mestiere e scovare le suddette tracce, prestando sempre attenzione ad eventuali attacchi nemici e restando perciò all'erta su tutti i fronti. Situazioni come queste (che non mancano durante tutto lo svolgersi della trama) caricano ancor più l'atmosfera rendendo l'esperienza di gioco a tratti davvero angosciante.

IN MANO TUTTO QUEL CHE CAPITA

A livello di giocabilità pura, Condemned: Criminal Origins imposta la sua struttura sugli stilemi del gioco d'azione in prima persona: la trasmissione delle emozioni e delle sensazioni diviene pertanto diretta, grazie anche a un sistema di controllo intuitivo seppur non troppo variegato. L'inquadratura in prima persona consente innanzitutto di trasferire le sensazioni maturate dall'osservazione dell'ambiente direttamente al giocatore che impugna il pad, per un risultato certamente di impatto; le possibilità offerte al giocatore in termini di giocabilità si riferiscono alla deambulazione, all'interazione con alcune componenti dello scenario (come per esempio armadi da aprire) e alle fasi di fuoco o utilizzo di armi bianche trovate sul posto. Le combinazioni eseguibili sono molto semplici e intuitive: al di là della deambulazione e dell'esplorazione dello scenario (eseguibile tramite il tasto A), potremo difatti utilizzare l'arma in nostro possesso con il grilletto destro e parare i colpi sferrati dal nemico con il grilletto sinistro. Il sistema di controllo appare dunque facilmente assimilabile, ad esclusione di una leggera macchinosità che si riscontra nel movimento del personaggio: complice anche la difficoltà di esecuzione della corsa (assegnata alla pressione della leva analogica sinistra) ci parrà spesso di avere a che fare con una persona "impacciata" nei suoi movimenti. Dovremo pertanto imparare a utilizzare oculatamente lo scatto, essenziale in alcune circostanze (e proprio per questo motivo non usufruibile infinitamente ma subordinato al riempimento dell'apposita barra), per evitare di incorrere in situazioni non certo positive.

Voto 4 stelle su 5
Voto dei lettori
Sega e Monolith Productions ci mettono tra le mani un survival-horror che rappresenta una vera sorpresa. Proprio così, Condemned: Criminal Origins riveste a pieno titolo il ruolo di outsider della line-up di lancio di Xbox 360, adombrato dai titoli di maggior richiamo ma capace di farsi luce tra di essi grazie alla qualità che lo contraddistingue. Già i trailer e gli screenshot che ci hanno accompagnato verso l'uscita sugli scaffali di Condemned: Criminal Origins ci avevano fatto intuire la caratura del titolo Sega. Ebbene non possiamo che confermare tali sensazioni: l'avventura preparata da Monolith Productions si appresta a far passare a tutto noi ore di angoscia ricche di violenza ed esplorazione. Un reparto tecnico di rilievo - che tiene il passo con gli altri titoli capaci di mostrare le potenzialità della next-gen - si associa ad un comparto sonoro studiato nei minimi dettagli. Il gameplay, seppur non così profondo e variegato, si offre a varianti interessanti relative ai momenti di indagine scientifica e all'alternativa gamma di arnesi da battaglia disponibili, con una giocabilità da apprezzare sul lungo termine dopo essersi ragionevolmente impratichiti con le meccaniche di gioco. Se volete passare delle notti tra paura e tensione il bello comincia da qui, non lasciatevelo sfuggire...