Genere
Sparatutto
Lingua
Tutto in Italiano
PEGI
ND
Prezzo
43,90 euro
Data di uscita
7/10/2003

Conflict: Desert Storm II

Conflict: Desert Storm II Aggiungi alla collezione

Datasheet

Produttore
SCi Games
Sviluppatore
Pivotal Games
Genere
Sparatutto
Distributore Italiano
Take2
Data di uscita
7/10/2003
Lingua
Tutto in Italiano
Giocatori
1
Prezzo
43,90 euro

Lati Positivi

  • Azione spettacolare e ragionevolmente credibile
  • Buono spessore tattico
  • Effetti in Dolby Digital

Lati Negativi

  • Nessuna modalità multiplayer
  • Obiettivi non flessibili ed eventi preimpostati
  • Simulazione superficiale delle armi

Hardware

Conflict: Desert Storm II è stato provato su un portatile Toshiba Satellite 5200-801 con Pentium 4M a 2Ghz, 512Mb di RAM, GeForce 4 Go! e audio Dolby Digital e non ha mostrato incertezze o rallentamenti. Le specifiche minime richieste contengono un Pentium III a 1Ghz, 128Mb di RAM, scheda audio compatibile con le Direct X, scheda video compatibile con le Direct X 9 e capace di Transform & Lighting nonché 1.4Gb di spazio libero su Hard Disk.

Multiplayer

Non è prevista alcuna modalità multiplayer

Link

Recensione

Conflict: Desert Storm II

La prima guerra del Golfo non è stata solamente cronaca di attacchi aerei e missilistici, in segreto le squadre delle forze speciali hanno svolto un ruolo fondamentale da battistrada per l'esercito alleato in missioni pericolosissime, nel cuore pulsante della struttura militare irachena. Nei panni della 1st SFOD Delta o della British 22nd SAS ora tocca a noi rivivere quelle missioni!

di Gianluca Tabbita, pubblicato il

Conflict: Desert Storm II è il seguito di un famoso sparatutto che ha riscosso un notevole successo lo scorso anno e si avvia a bissare l'exploit del predecessore, visto e considerato che, mentre scriviamo queste righe, il gioco è in testa alla classifica inglese dei titoli più venduti. L'ambientazione è chiaramente ispirata all'operazione di tredici anni fa delle Nazioni Unite volta a ripristinare la sovranità del Kuwait, e il gioco non mancherà di farvi riferimento, ricollegando ogni missione alle varie fasi di Desert Storm. Conflict: Desert Storm II è uno sparatutto strategico, ovvero uno di quei titoli dove sia la componente arcade che quella simulativa-strategica sono ugualmente importanti. Controlliamo una squadra di quattro personaggi con una serie di specialità e attrezzature e dobbiamo infiltrarci in territorio nemico per sabotare delle infrastrutture chiave dell'esercito di Saddam. Il gioco si propone come una simulazione delle reali condizioni di battaglia e quindi con danni (approssimativamente) realistici, pericoli notevoli e forze chiaramente sbilanciate a favore del nemico percui non possiamo sognarci di andare allo sbaraglio contando solo sui riflessi e sulla mira come in uno shooter vecchio stile, ma dovremo programmare l'assalto strategicamente, utilizzando il più possibile le tecniche di camuffamento, conquistando postazioni strategiche per la difesa e programmando una conquista ragionata degli obiettivi della missione.

I QUATTRO DELL'OCA SELVAGGIA

Detta in questi termini sembra una questione ponderosa, ma non è il caso di spaventarsi, nonostante le pretese simulative Conflict: Desert Storm II è un videogame puro che punta al divertimento, anche se il gameplay richiede un approccio più strategico di altri sparatutto. Prima di tutto faremo la conoscenza dei membri della Delta Force o della SAS: la scelta se impersonare la prima o la seconda squadra si prende all'inizio della campagna militare, volendo possiamo avviare due profili diversi e usare da subito entrambe le squadre, la cosa migliore da farsi dato che le differenze sono esclusivamente grafiche e statistiche e bisognerebbe giocare un po' con entrambi i corpi speciali per scoprire quello che si adatta meglio al nostro stile di gioco. Sia la Delta che la SAS si fanno forza di quattro membri, ognuno con un inventario armi e oggetti, statistiche incrementabili di precisione con diverse armi, e una propria specialità. Foley è il nostro infallibile (si spera) cecchino, il personaggio ideale da mandare in avanscoperta, indispensabile per eliminare le sentinelle nemiche ed anche un ottimo elemento da lasciare a guardarci le spalle mentre ci avviciniamo al nemico. Bradley è il nostro esperto di comunicazioni, esattamente come il luogotenente in Return to Castle Wolfenstein, è l'unico personaggio che può richiedere un'incursione aerea, designando in bersaglio con un apposito binocolo laser. Mick Connors è il nostro esperto in artiglieria anticarro e antiaerea, una specialità di cui avremo sicuramente bisogno dato i mezzi corazzati sono un pericolo terribile per il nostro gruppo. Infine, David Jones è il nostro esperto artificiere, un uomo che risolve le questioni… di botto! E' l'unico che può armare l'esplosivo C4, e quindi, l'unico che può portare materialmente a termine le nostre missioni, poiché spesso consistono nel far saltare questa o quella struttura. Data la natura altamente specialistica di ciascuno di questi personaggi è scontato che non ne possiamo perdere neanche uno in missione: se uno dei nostri viene atterrato a causa delle ferite o di un'esplosione abbiamo un certo periodo di tempo per rintracciarlo e curarlo con l'apposito pronto soccorso, in caso contrario il nostro commilitone tira e cuoia e la partita si conclude prematuramente.

DELTA FORCE PRONTA AD INTERVENIRE!

Conflict: Desert Storm II appartiene ai giochi della serie “One Man Army”, dove l'uomo esercito siamo noi dato che dovremo controllare quattro soldati contemporaneamente. La questione si risolve in modo abbastanza brillante dato che si passa rapidamente dall'uno all'altro con la pressione di un numero, i comandi sono elementari (seguire, raggiungere la posizione, mantenere posizione, fare fuoco a volontà), e la CPU supplisce a tutto il resto, rendendo autonomi i nostri personaggi quando non li controlliamo. In altre parole dando a tutti i restanti tre membri della squadra l'ordine di seguirci in un'irruzione tutti quanti combatteranno autonomamente restandoci più o meno vicini. Naturalmente un personaggio controllato dalla CPU non rende come quello controllato da noi, la precisione è inferiore, la cadenza degli spari idem, così come la mobilità, con una conseguente, accresciuta vulnerabilità al fuoco nemico. Il contesto è realistico, quindi niente zig-zag tra i proiettili, se usciamo allo scoperto è impossibile ripararsi dal fuoco nemico, perciò è indispensabile usare le numerose protezioni offerte dai sacchi di sabbia, gli edifici o dal territorio stesso. Il fuoco di copertura è fondamentale: se dobbiamo andare all'assalto di una postazione nemica i risultati sono molto migliori se due o tre commilitoni rimangono appostati in una posizione favorevole per coprirci le spalle, del tutto impossibile è sgominare un numero cospicuo di nemici da soli, dato che questi ultimi hanno sì i riflessi un po' lenti, ma quando iniziano a sparare gli bastano due colpi per finirci. Importantissime sono anche le tecniche di camuffamento, certe zone sono così dense di soldati e mezzi corazzati che è impossibile espugnarle senza aver prima compiuto un adeguato lavoro di “preparazione” al combattimento in modo stealth, piazzando mine antiuomo e anticarro nei punti strategici, abbattendo i cecchini nemici e i soldati posti di guardia alle mitragliatrici con un apposito tiro silenziato. I nemici sono suscettibili sia al rumore che a profilo visivo dei nostri: strisciare è meglio che camminare lentamente, e camminare lentamente è molto meglio che correre, perlomeno se il nostro scopo è cogliere di sorpresa quel soldato che fischietta un motivetto arabo di guardia all'autocisterna. L'astuzia diventa poi tutt'altro che un optional negli scontri contro i mezzi corazzati: di solito arrivano uno per volta, ma uno solo è più che sufficiente per seminare morte e distruzione nella nostra squadra. Ogni carro armato, come nella realtà, è del tutto insensibile ai fucili e alle mitragliatrici, e perfino alle bombe a mano. Si piazza in un punto strategico e scatena una tempesta di fuoco contro la quale non si può durare un istante se non si trova un sostanzioso riparo. E anche un riparo può non essere sufficiente contro la deflagrazione del fuoco del cannone, che in un colpo solo può uccidere tutti i nostri soldati. Jones ha a dispozione una mina anticarro, però il suo uso sembra più essere del genere “muori e ritenta” (ovvero, scopri dove passava il carro armato, muori, e tenta di nuovo) che preventivo, a differenza invece dei lanciarazzi, che però si trovano a fatica. In alcune situazioni i nostri soldati finiscono per essere dei topi in trappola, accerchiati da un esercito di nemici, con poche munizioni rimanenti, malconci, e alla disperata ricerca di una via di fuga, non sempre facile da trovare dato che il profilo urbano delle città e delle basi nemiche è molto chiuso e trovare le uscite è difficile. Oltre al nostro inventario, che comprende un fucile di vario tipo, una pistola, vari tipi di granate e gli utilissimi fumogeni, i nostri possono usare una jeep, dotata di due mitragliatrici, e anche le postazioni d'artiglieria nemica espugnate.

SIMULAZIONE? NON PROPRIO

Per ora abbiamo parlato di quegli aspetti che rendono Conflict: Desert Storm II un gioco affascinante, esaltante da giocare, ossia la sua capacità di riprodurre con una certa verosimiglianza le situazioni e le difficoltà di una vera azione della Delta Force. Ma il realismo come sempre ha un limite e gli amanti delle simulazioni non devono aspettarsi un gameplay impeccabilmente credibile. Le esigenze scenografiche vengono prima di tutto: le missioni sono altamente spettacolari, ma lo sono proprio perché alcuni aspetti non rispondono esattamente alla realtà. I soldati nemici non sono precisi e letali come quelli di Ghost Recon (del genere “one shot one kill”) e, soprattutto, continuano ad affluire dalle caserme in numero illimitato fino a quando non facciamo irruzione nelle caserme stesse. Questo accorgimento è finalizzato ad aumentare il divertimento e a prediligere una tattica offensiva rispetto a quella difensiva, mirata solo a mantenere la posizione. Per vincere dobbiamo avanzare e, in alcuni casi, con intelligenza, sfidare il fuoco nemico aprendoci la strada con fucili e bombe a mano facendo un massacro. Tutto questo è credibile in un film d'azione ma non in una vera operazione bellica, che invece tende di più a svolgersi nei termini di un Ghost Recon, con abbattimenti dalla distanza e forze più equilibrate. Inoltre gli scenari sono divisi in compartimenti stagni, in un'area ragionevolmente controllabile in termini spaziali dal nostro gruppo, non in contatto con quella successiva: se i soldati di guardia all'ingresso di una base militare suonano l'allarme si riverseranno sul posto solo le guardie nelle immediate vicinanze e non le forze all'interno della fortificazione, che rimarrà tranquillamente all'oscuro di tutto, almeno fino a quando entreremo e non faremo un passo falso in quella zona. Altre situazioni sono prevedibili, programmate: possiamo essere silenziosi quanto vogliamo, ma dopo aver piazzato la terza ed ultima carica di dinamite sulle cisterne del centro di comunicazioni il carro armato apparirà nonostante tutti i nostri sforzi, questo rende i tentativi ripetuti un po' noiosi, ed in seguito molto più facilmente risolvibili, se non fosse che i salvataggi sono molto limitati e spesso occorre ripetere sostanziose tranche di missione. Per finire il massimo esponente nella simulazione delle armi al momento rimane Soldier of Fortune 2, Conflict: Desert Storm II non prevede mai un doppio uso delle armi, come i fucili-lanciagranate, o con baionetta, e l'unica funzione impostabile, per alcune armi, è il colpo, a raffica o singolo.

LA CONFEZIONE AUDIOVISUALE

Grafica e sonoro di Conflict: Desert Storm II si mantengono su buoni livelli. Il dettaglio dei soldati è buono, e soprattutto lo sono le animazioni, che pur non simulando la fisica degli impatti perlomeno prevedono diverse cadute a seconda del punto colpito, tutte riprodotte realisticamente. Gli effetti degli spari e delle esplosioni sono invece ottimi, con vaporose nubi nere che s'innalzano dai tank in fiamme, e proiettili 3D che schizzano in ogni direzione, un bel lavoro degno di essere portato ad esempio. Il livello di violenza non è elevato: i soldati si coprono di sangue ma siamo ben lungi dal vedere gli arti mozzati e le chiazze di plasma stampate sul muro di altri giochi. L'architettura dello scenario è poco complessa: gli edifici sono squadrati, le texture accettabili ma non eccezionali. Nel complesso non ci sono elementi che colpiscano negativamente l'occhio, ma graficamente siamo lontani dal capolavoro, anche se questo permette di mantenere un'ottima fluidità anche su macchine poco dotate. Per quello che riguarda il sonoro, questo gioco si fregia di una colonna sonora in Dolby Digital, apprezzabile da tutti quelli che hanno una scheda sonora predisposta alla sua decodifica, e di un sistema di casse adeguato. Gli effetti delle armi, ma soprattutto le esplosioni, sono buone, e ovviamente posizionali. I soldati nemici fischiettano e lanciano varie grida di battaglia, tra cui una rima in arabo in cui c'entra il nome di Saddam, probabilmente vera, un po' il marchio di fabbrica dell'audio di questo gioco. Purtroppo è assente ogni modalità multiplayer, on line e non, un peccato, considerato che il gameplay si prestava molto a modalità cooperative o capture the flag.

Voto None stelle su 5
Voto dei lettori
Conflict: Desert Storm II ha aspetti negativi e positivi, inizialmente prevale il divertimento, l'esaltazione e l'azione travolgente del gioco, più avanti, complice l'esperienza, s'iniziano a notare le pecche che abbiamo descritto. Questo gioco non è una simulazione in senso lato, e forse per molti giocatori è meglio così dato che alcune simulazioni sono notevolmente frustranti, ma non è neanche un arcade puro, data la non indifferente componente tattica insita nel gameplay. Tutte le scelte prese dai designer sono comprensibili, e rendono bene sulla media distanza, diventando un po' criticabili solo nelle missioni più complesse, quando ci accingiamo per la terza, quarta volta a ripetere la stessa scena, dato che i salvataggi sono solo due per missione. Questa scelta di limitare i salvataggi è direttamente collegata alla “coreografia” di Conflict: Desert Storm II, che predilige la spettacolarità rispetto al realismo, con situazioni imprescindibili e obiettivi non flessibili. Nel complesso comunque parliamo di un gioco capace di offrire una bella dose di divertimento, ma non capace di offrire un livello di sofisticazione superiore. Il capolavoro può attendere, per ora.