Genere
ND
Lingua
ND
PEGI
ND
Prezzo
276,48 Euro
Data di uscita
9/3/2003

Corsair TWINX512-3200LL Memory kit

Corsair TWINX512-3200LL Memory kit Aggiungi alla collezione

Datasheet

Data di uscita
9/3/2003
Giocatori
0
Prezzo
276,48 Euro

Lati Positivi

  • Bassa latenza, alte prestazioni
  • Semplice utilizzo

Lati Negativi

  • I chipset per DDR a 400 MHz non sono ancora così affidabili...
  • Costano molto di più rispetto a "normali" memorie...

Hardware

I moduli TwinX XMS 3200LL sono stati provati su scheda madre ABIT KD7-G con chipset KT400. Si sono utilizzate come CPU un Athlon da 1,4 GHz e un Athlon XP 2600+ da 2,083 GHz. Per il confronto sono stati usati moduli Corsair XMS3200 con CAS Latency 2,5. Il sistema basato su KT266A invece era costituito da scheda madre EPOX 8KHA+ con Athlon 1,4 GHz e memoria PC2100. In tutti i casi, la scheda video utilizzata è stata una Radeon 9500 PRO con driver Catalyst 3.1 e sistema operativo Windows XP.
Recensione

Corsair TWINX512-3200LL Memory Kit

Corsair propone il primo kit di memoria RAM con moduli a bassa latenza espressamente indirizzato a sistemi dual channel destinato non solo agli utenti più smaliziati ma anche a quelli meno esperti e promette miglioramenti prestazionali del sottosistema di memoria anche piuttosto significativi senza grosso impegno o particolari "conoscenze". Vediamo come.

di Antonino Tumeo, pubblicato il

IL TEST

E la prova del kit, è stata fatta proprio come Corsair avrebbe voluto: non abbiamo fatto altro che prendere i moduli e, subito, montarli sul sistema lasciando alla scheda madre il compito di impostare direttamente i parametri tramite il Serial Presence Detect. La scheda madre utilizzata per la prova è stata una ABIT KD7-G. È bene premettere, però, che il chipset KT400 di cui la scheda madre è dotata, supporta le memorie DDR a 400 MHz solo in maniera "ufficiosa" e non in via ufficiale, per via del fatto che, pur potendole gestire, spesso non riesce a farlo nella maniera migliore. Infatti, la presenza di RAM a 400 MHz con questo chipset spesso obbliga all'utilizzo di soli 2 moduli, crea qualche problema di troppo di stabilità e induce alcuni tempi di latenza non legati alla memoria quanto alla difficoltà di sincronizzare un bus di memoria così rapido con i più lenti bus di processore (a 266 o 333 MHz DDR). Tanto è vero che, per garantire il migliore funzionamento, montando CPU con bus da 333 MHz, ossia dall'Athlon XP 2600+ in su, la scheda madre stessa impedisce di impostare le memorie a frequenze diverse da 333 MHz se non andando a variare le frequenze del bus di CPU. È cioè evidente come si obblighi in tutti i modi a mantenere il sincronismo tra i due bus.
Ciò detto, possiamo passare comunque all'analisi prestazionale. Inizialmente le prove sono state effettuate con un Athlon Thunderbird da 1,4 GHz. Per confronto, abbiamo utilizzato altri moduli di memoria Corsair PC3200, non della nuova linea a bassa latenza, ovviamente, con CAS Latency di 2,5. Abbiamo lasciato ancora che fosse la scheda madre, tramite il chip SPD, a impostare comodamente i parametri dei timings. Abbiamo così potuto verificare, senza sorprenderci, che in modalità PC3200 a 400 MHz le prestazioni del sistema così configurato risultano, per le questioni sopra evidenziate, pesantemente penalizzate rispetto a quelle a 333 MHz (PC2700), frequenza alla quale poi, date le comunque elevate specifiche dei moduli, è stato possibile spingere al limite i timings. Montando i moduli TwinX, abbiamo potuto osservare alcuni interessanti fenomeni: a 400 MHz, nella modalità diciamo così "base" dei moduli (con le impostazioni direttamente tratte dall'SPD), le minori latenze dei moduli evidentemente impostate paiono addirittura riuscire a "colmare" i problemi intrinseci al chipset a questa frequenza con alcuni benchmark (PCMark 2002) e avvicina i risultati con bus di memoria a 333 MHz. Con Sandra invece non sembrano esserci grosse diversità rispetto agli altri moduli per quanto riguarda la banda disponibile, ma il problema è un altro: purtroppo i timings impostati dall'SPD sono evidentemente eccessivi per la scheda madre ABIT, in quanto cercando di lanciare qualcosa di più utile di qualche benchmark sintetico (leggasi Unreal Tournament 2003), è sorto qualche problema di stabilità di troppo. Diventa dunque necessario lavorare "a mano" sulle impostazioni, alzando qualche parametro e quindi perdendo di fatto quello che sarebbe dovuto essere il vantaggio "principale" di questi moduli, ossia la migliore prestazione senza grosso "sforzo". È comunque ovvio che bisogna aver modo di provare i moduli anche e soprattutto in relazione alla scheda madre, e in questo senso ci sarebbe piaciuto moltissimo vederne il comportamento invece su una scheda dotata di nForce2, per la quale i moduli vengono appositamente "scelti" in coppia.
Discorso nettamente diverso invece nella prova a PC2700. I parametri di default risultano assolutamente adatti a spingere alle migliori prestazioni il sistema, e le differenze, seppure piccole, con i moduli usati per il confronto (che pure a 333 MHz riescono a funzionare con i migliori timings) si notano in tutti i casi. In questo caso, ci siamo: prestazioni al massimo con il minimo sforzo. Da notare anche che tutto sommato, rispetto all'utilizzo di un bus a 266 MHz, pur con un bus di CPU a 266 MHz che non satura per nulla la banda messa a disposizione da memorie a 333 MHz, in questa maniera si rende più sensibile il divario tra le due diverse generazioni di memorie.
Ancora meglio quindi non potevano che essere i risultati con un processore che sfruttasse il bus a 333 MHz, ossia un Athlon XP 2600+: le prestazioni qua sono di assoluto vertice. Come detto, la scheda madre non ci permette di impostare frequenze che non siano sincrone con quelle della CPU, ma grazie alle impostazioni "base", senza particolari ritocchi, abbiamo già un sistema che dà tutto ciò che gli è possibile dal punto di vista della memoria. E per davvero, cambiando andando ad impostare manualmente i timings della memoria da Bios ai livelli più bassi, non si nota alcuna variazione di alcun genere, segno del fatto che i moduli fanno egregiamente il loro lavoro di fornire la migliore prestazione possibile senza particolari lavori di "affinamento" da parte dell'utente.
Anche 3D Mark 2001 SE dimostra in pieno i pregi della bassa latenza, sempre nelle impostazioni PC2700: i risultati del benchmark dei moduli TwinX con questa impostazione mostrano come i vantaggi, con applicativi che sfruttano intensamente memoria e CPU, siano tutto sommato verificabili, e permettano di ottenere quei punti in più in grado di fare la differenza.
D'altra parte, il fascino di un modulo Corsair è anche quello di ben tollerare anche le manipolazioni dell'utente che voglia comunque provare a mediare timings più spinti con frequenze più alte, e da questo punto di vista possiamo dire che i moduli della serie Low Latency non sono certo da meno degli altri prodotti Corsair, sempre pronti a offrire all'utente intenzionato a fare tutte le prove del caso, il migliore compromesso possibile in relazione alla scheda madre utilizzata.

CONCLUSIONE

I moduli TwinX sono moduli che nascono con una filosofia un po' differente forse da quella classica di Corsair, cioè quella di offrire agli utenti più smaliziati moduli di salire di frequenza oltre gli standard, o, alternativamente, di impostare timings molto più bassi dei comuni "moduli" alle frequenze più normali. Si tratta, infatti, di moduli che a questi pregi vogliono unire anche quello di una relativa "semplicità" di configurazione, portando già i parametri più spinti a livello di timings configurati nel chip SPD e quindi comunicandoli direttamente alla scheda madre se l'utente lascia alla macchina l'onere di configurarli, perché non se la sente di effettuare esperimenti. È cioè una soluzione che vorrebbe permettere anche all'utente meno esperto di potersi avvantaggiare di moduli di qualità senza che debba configurare nulla per sfruttarli al meglio. Possiamo dire che i soliti pregi dei prodotti Corsair sono mantenuti: alta affidabilità e ampio spazio di "manovra" per l'utente esperto (soprattutto in termini di frequenze). Possiamo anche dire che tutto sommato buona parte dell'obiettivo di accessibilità che Corsair si era posta è stata raggiunta: con le ormai standardizzate frequenze di 333 MHz, l'utilizzo dei migliori parametri è garantito dall'SPD senza alcuno sforzo da parte del'utente (mentre invece con i moduli soliti, per quanto possano essere certificate alte frequenze e basse latenze di funzionamento, i parametri di default dell'SPD sono sempre quelli specificati dalla JEDEC, e cioè non eccessivamente impegnativi per il modulo in modo da garantire la massima affidabilità) e con la migliore stabilità possibile. Un po' diverso, almeno con la scheda madre con cui abbiamo potuto provarla noi, e cioè con una scheda basata su KT400 che supporta memorie PC3200 solo in via ufficiosa, il funzionamento a 400 MHz, che con i bassissimi timings di default non sembra poter garantire un funzionamento stabile al cento per cento. È chiaro che tali problemi dipendono in massima parte dal chipset più che dalla memoria, e per questo avremmo voluto vedere all'opera i moduli TwinX con un nForce2, ma è comunque un fatto questo da tenere in assoluta considerazione, in quanto rende il prodotto, pur se per colpe non sue, non ancora perfettamente adatto all'utenza meno smaliziata come invece vorrebbe essere. Quando la piattaforme matureranno completamente, allora forse l'obiettivo che Corsair si è posta potrà pienamente essere raggiunto, con moduli di qualità che offrono le migliori prestazioni anche all'utente meno esperto senza fatica. La strada intrapresa, comunque, sembra proprio quella giusta!

Voto None stelle su 5
Voto dei lettori
Il kit di moduli Corsair TwinX XMS 3200LL è sicuramente un prodotto molto interessante. Grazie alle bassissime latenze alle quali vengono certificati i moduli, ai test aggiuntivi eseguiti per assicurarsi che l'utilizzo combinato dei moduli forniti nel pacchetto su sistemi dual channel non crei problemi di alcun genere rappresentano una soluzione ottimale per quegli utenti che vogliono assolutamente il massimo dal sottosistema di memoria del proprio PC. D'altra parte, con le impostazioni più spinte già impostate di base nel chip SPD (che fornisce alla scheda madre automaticamente i parametri senza bisogno di intervento umano) propone di rendere accessibili anche agli utenti meno esperti le prestazioni più alte. Le prestazioni garantite dalle basse latenze sono effettivamente altissime, ed i vantaggi sono visibili già solo nei benchmark. Purtroppo, però, il fatto che le memorie DDR400 siano supportate ufficialmente da un numero veramente esiguo di chipset e schede madri (per lo più le nForce2), non lo rendono ancora un prodotto veramente adatto a tutti. Infatti, proprio il fatto di avere timings così bassi impostati automaticamente, può creare problemi con i chipset VIA KT400 in modalità DDR400, costringendo l'utente ad andare comunqe ad abbassare a mano le frequenze del bus di memoria a 333 MHz. Dunque, per questi chipset è forse meglio orientarsi verso i più economici kit PC2700LL, indicati anche se si hanno processori con bus a 333 MHz, in quanto paradossalmente le prestazioni più alte si hanno con bus di CPU e di memoria sincroni.