Genere
Strategico
Lingua
Tutto in Italiano
PEGI
3+
Prezzo
19.90 Euro
Data di uscita
27/8/2004

Crusader Kings

Crusader Kings Aggiungi alla collezione

Datasheet

Produttore
Deep Silver
Sviluppatore
Paradox Interactive
Genere
Strategico
PEGI
3+
Distributore Italiano
Leader
Data di uscita
27/8/2004
Lingua
Tutto in Italiano
Giocatori
8
Prezzo
19.90 Euro

Lati Positivi

  • Riuscita astrazione strategica di un'epoca
  • Aspetto psicologico dei personaggi
  • Gameplay perfezionato ed intrigante
  • Interfaccia riuscita

Lati Negativi

  • Una certa lentezza tipica del genere
  • Qualche errore in fase di traduzione

Hardware

I requisiti minimi includono: Windows 98/ME/2000/XP, Pentium III a 450Mhz, 128Mb di RAM, 600 MB di spazio su HD, scheda video da 4 MB compatibile con le Direct X, scheda audio compatibile con le Direct X, Direct X 9.0 o superiore (incluse nel CD).

Multiplayer

La modalità multiplayer permette a diversi giocatori (fino a otto) di competere per il prestigio e la devozione in una LAN o in Internet.

Link

Recensione

Crusader Kings

Dopo Victoria: Un Impero sotto il Sole Paradox si lancia in un'interpretazione strategica del Medioevo. Se siete appassionati di storia e siete rimasti affascinati dalle a volte inesplicabili dinamiche che motivavano l'agire dei Re, se cercavate di capire Machiavelli ma senza successo, le battaglie, gli intrighi, la politica e la diplomazia del Medioevo li trovate tutti in Crusader Kings!

di Gianluca Tabbita, pubblicato il

Il feudalesimo è una forma di governo non centralizzata, quindi non potrete esercitare un potere assoluto sul regno fino a quando non avrete sotto il vostro diretto controllo un gran numero di province. Potete tentare di revocare i titoli attribuiti a un vassallo oppure cercare di impadronirvi del suo feudo, in questo caso, se non potete vantare una rivendicazione su quei territori, pagherete una pesante penalità in termini di reputazione con delle ricadute sulla lealtà degli altri feudatari. Al contrario, se creerete dei titoli attribuendo un feudo (di cui dovrete essere prima in dominio, ovviamente) a un Duca o ad un Conte vedrete crescere enormemente il vostro prestigio, ma a danno del vostro potere.

AMMINISTRATE IL VOSTRO DOMINIO

L'elemento militare è inevitabilmente un aspetto cardine del gioco, ma al di là del mero numero d'unità contrapposte l'esito delle battaglie è determinato dalla composizione degli eserciti, a sua volta data dai benefici attribuiti dalla vostra politica alle varie classi sociali. Proprio i nobili, in quanto per definizione "classe che combatte", sono il braccio destro del vostro esercito: i cavalieri, l'unità più potente del gioco. D'altra parte il peso di una nobiltà forte e numerosa ricade su contadini, artigiani e mercanti per questo potrete aspettarvi introiti ridotti dalle tasse provinciali e quindi un inferiore sviluppo economico. Beneficiare contadini e cittadini è una scelta per la pace: incrementa i vostri introiti e vi permette di pianificare grandi opere, ma causerà svantaggi dal punto di vista del prestigio e una prevalenza della fanteria leggera nel vostro esercito a tutto danno della forza d'urto del medesimo, un lusso che raramente potrete concedervi in un clima così bellicoso. Favorire il "secondo stato", ovvero il clero, è una via di mezzo che rafforzerà soprattutto la vostra "pietà", ma in più vi procurerà anche una buona cavalleria leggera e una sostanziosa fanteria pesante, valide unità dell'esercito, senza intaccare la lealtà dell'aristocrazia, più vicina al clero che al popolo, ma diminuendo in modo sensibile i proventi delle tasse.
Essendo il Medioevo "l'evo oscuro" del progresso, gli avanzamenti tecnologici sono gestiti piuttosto sommariamente e conseguiti con lentezza: della vasta rosa di tecnologie che potreste sviluppare in un'intera partita ne riuscirete a raggiungere solo una parte, quindi sarà il caso di approntare una linea di condotta pertinente alla strategia che vorrete intraprendere (avanzamenti nelle tecniche d'assedio o di difesa, civili o militari, etc.).

GAMEPLAY QUASI IRRESISTIBILE

Dopo un periodo di studio, necessario per capire quali siano i dati salienti tra le numerose informazioni presenti nelle varie schermate, scoprirete che l'interfaccia di Crusader Kings è ottimamente congegnata, dato che vi consente di tenere sotto controllo in modo agevole tutta la simulazione senza perdere d'occhio nessun aspetto della situazione. Vi viene domandato di agire solamente lì dove le vostre decisioni sono realmente richieste, riducendo praticamente a zero le operazioni ripetitive e ridondanti (un difetto che piagava l'interfaccia di Victoria: Un Impero sotto il Sole) e consentendovi di concentrarvi sul vivo del gioco. La meccanica del gioco e la ricostruzione storica di un periodo dove i domini erano facilmente minacciati sviluppano una dinamica che richiede al giocatore un ruolo molto attivo per rimanere in partita, come nei migliori strategici in tempo reale, lì dove qualche precedente titolo Paradox sembrava, in alcune situazioni, "giocarsi da solo". Crusader Kings non consente queste distrazioni perché per ottenere dei risultati dovete camminare su quella linea sottile che separa la vittoria dallo sfacelo: le formule del gioco sono finemente bilanciate ed interconnesse e, dopo aver capito come funzionano, riuscirete ad elaborare una strategia per sfruttarle al meglio e conseguire obiettivi altrimenti impossibili, a meno che non abbiate dimenticato un tassello del puzzle.
Relativamente alla ricostruzione storica capirete il grado di accuratezza che caratterizza questa simulazione quando vi accorgerete che per vincere dovete pensare esattamente come un sovrano medievale, prendendo decisioni motivate da ragioni come la perpetuazione della dinastia, la conservazione dei rapporti di forza o del delicato equilibrio sociale fra contadini, clero e nobiltà.
L'aspetto meramente tecnico di questo gioco è assolutamente trascurabile: come un buon libro il suo fascino è negli scenari che riesce a creare nella vostra testa e non nel modo in cui sollecita i vostri sensi; dal punto di vista sonoro, comunque, avendo scartato l'ipotesi di sfruttare la rara e probabilmente inadatta musica del periodo, Paradox ha fatto scrivere una colonna sonora ex novo che spazia dall'etnico al sinfonico dal buon impatto scenico ma senza la varietà proposta da Europa Universalis II, che attingeva a piene mani dalla musica dell'epoca.
Crusader Kings potrebbe anche essere definito un "educational game" nel senso migliore del termine, infatti, a differenza di tutti gli educativi che nessuno inserirebbe mai nel lettore CD, questo titolo è, prima di tutto, un gioco, ma un gioco dal quale si può imparare molto sull'epoca storica in cui è ambientato.
Con una giocabilità così accattivante la longevità non è in discussione, l'unico difetto del gameplay è una certa lentezza dello svolgersi dell'azione insita in tutti gli strategici a turni che a volte vi spingerà ad astenervi da Crusader Kings per non passare un'altra notte insonne di fronte allo schermo. Qualche bug nella traduzione italiana è l'altro piccolo difetto, speriamo in via di soluzione con la prossima patch, comunque il forum della Paradox è a vostra disposizione per eventuali segnalazioni.

Voto None stelle su 5
Voto dei lettori
Unendo un una ricostruzione storica particolarmente fedele ai concetti che regolavano la vita della società medievale a un gameplay avvincente, Crusader Kings è il miglior strategico a turni della Paradox e, probabilmente, anche il miglior gioco del suo genere nell'intero panorama videoludico. Le motivazioni risiedono nella fine umanizzazione degli elementi chiave del gioco (è l'aspetto psicologico e caratteriale che si aggiunge a tutti i classici elementi che regolano gli strategici) e in un meccanismo di gioco che, senza cedere alle semplificazioni, risulta più immediato e divertente di titoli come Europa Universalis II e, soprattutto, Victoria: Un Impero sotto il Sole. Paradox ha colto l'essenza dei meccanismi su cui era basato l'evo di mezzo quali la lealtà come fondamento di un sistema gerarchico che era basato sul prestigio delle dinastie regnanti, la labilità del feudalesimo come causa delle infinite guerre e scaramucce tra signori tipiche dell'epoca e la difficoltà nel creare un organismo che assomigliasse a una nazione a partire dalla galassia di dominati che a volte superavano per potere quello del Re in persona. Crusader Kings, a dispetto dell'aspetto tecnico del tutto trascurabile, riesce a calare il giocatore con grande efficacia all'interno di queste dinamiche. Forse proprio per il ruolo importante che gioca la ricostruzione storica nel suo insieme, Crusader Kings in multiplayer non è paragonabile per capacità di coinvolgimento al modo singolo giocatore. Se siete anche solo remotamente interessati a uno strategico basato su una seria ricostruzione storica del Medioevo non potete trascurare questo gioco, probabilmente non sfrutterà nemmeno il 20% del potenziale del vostro PC, ma vi calerà all'interno di questa epoca come pochi altri.