Genere
Gioco di Ruolo
Lingua
Tutto in Italiano
PEGI
ND
Prezzo
44,95 Euro
Data di uscita
13/4/2002

Dark Age of Camelot

Dark Age of Camelot Aggiungi alla collezione

Datasheet

Sviluppatore
Mythic Entertainment
Genere
Gioco di Ruolo
Distributore Italiano
C.T.O
Data di uscita
13/4/2002
Lingua
Tutto in Italiano
Giocatori
1
Prezzo
44,95 Euro

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Notizia

Guerra tra Mythic Entertainment e BlackSnow Interactive

I creatori di Dark Age of Camelot trascinati in tribunale da BlackSnow Interactive.

di Luca Cominelli, pubblicato il

Mentre il nome di Mythic Entertainment è molto probabilmente noto alla maggior parte dei videogiocatori (in caso contrario sappiate che sono i realizzatori del MMORPG Dark Age of Camelot) quello di BlackSnow Interactive è perlopiù sconosciuto, dato che non fa riferimento né a uno sviluppatore né a un publisher internazionale bensì ad una azienda che si occupa di raccogliere e rivendere oggetti preziosi e account attivi dei più famosi giochi online persistenti.
Fondamentalmente il compito dei sette dipendenti a tempo pieno che lavorano nell'azienda è quello di recuperare da Dark Age of Camelot, Anarchy Online, Ultima Online e gli altri MMORPG più famosi gli oggetti di culto (spade, incantesimi e via di questo passo) per poi rivenderli a caro prezzo agli appassionati giocatori. Se ciò non bastasse il listino della società vanta anche numerosi account attivi, che ovviamente danno l'accesso a personaggi di altissimo livello, frutto di decine e decine di ore di gioco.

A portare al centro dell'attenzione questa insolita compagnia è la recente causa intentata dalla società nei confronti di Mythic Entertainment, colpevole a detta di BlackSnow Interactive di violare i diritti d'autore e l'anti-trust attraverso l'EULA (il contratto che si firma durante le fasi di installazione di un videogioco). Mentre Mythic si oppone con fermezza alla vendita fuori dagli schemi del gioco di oggetti rari e di account attivi, il CEO di BlackSnow sostiene che in realtà lo sviluppatore non abbia alcun diritto sulle azioni dei giocatori poiché gli account e gli oggetti in possesso di chi gioca, sono il frutto del tempo libero degli utenti e dunque di loro esclusiva proprietà. "Mythic, secondo la mia opinione e spero anche quella della corte, non ha i diritti per regolamentare ciò che un giocatore fa con il proprio tempo e per determinare quanto di quel tempo vale sul libero mercato".

Quale sarà la decisione del giudice è ancora da vedere, è chiaro comunque che la stragrande maggioranza dei giocatori si è schierata con Mythic, convinta che per quanto apparentemente legale l'operato di BlackSnow Interactive mini profondamente la qualità dei giochi online persistenti, che si basano proprio sulla passione dei giocatori, sulla lunga e difficile scalata verso quei livelli più alti e quegli oggetti rari ora facilmente acquistabili in cambio di denaro sonante.