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€49,99€ 42,31 - Usato
€ 22,05
Datasheet
- Produttore
- Namco Bandai
- Sviluppatore
- From Software
- Genere
- Action RPG
- PEGI
- 16+
- Distributore Italiano
- Namco Bandai Partners
- Data di uscita
- 24/8/2012
- Lingua
- Sottotitoli in Italiano
- Giocatori
- 1-3
Lati Positivi
- Una delle esperienze di gioco più intense degli ultimi anni.
- Atmosfera stellare.
- Combattimenti estremamente fisici.
- Multiplayer innovativo.
Lati Negativi
- Porting senza pretese.
- Non sfrutta le potenzialità dei computer più dotati.
- Può intimorire i giocatori viziati.
Hardware
Multiplayer
Modus Operandi
Link
Preghiere e ingiurie
Il GdR più temibile di tutti i tempi arriva finalmente (?!) su PC.
Questo gioco esiste grazie alle preghiere dei fan: le numerosissime richieste arrivate sul sito di From Software per convincerli a realizzare anche una versione PC di Dark Souls. Gli stessi sviluppatori hanno candidamente ammesso di non sapere da che parte cominciare, ma tanto entusiasmo (masochismo?) non poteva non essere ripagato. Il frutto è questa nuova edizione, sottotitolata “Prepare to Die”, che approda sui monitor dei nostri PC, in anticipo di qualche mese sulla riedizione per X360 e PS3.
Per chi si stesse chiedendo di che diamine stiamo parlando, consigliamo la lettura della recensione per console e annessa discussione sul forum. Non lo facciamo per pigrizia ma per offrirvi la possibilità di capire come mai tanti utenti si siano prodigati a sollecitare From Software per poter giocare anche sul proprio PC. E la spietata cattiveria del team responsabile dello sviluppo si manifesta amplificata in questa edizione, a cominciare dal famigerato servizio Game for Windows Live, che inficia l’esperienza fin dalle prime battute.
Partenza con sbotto
Superato questo primo ostacolo, l’utente PC verrà ulteriormente umiliato da quello che, a tutti gli effetti, è un porting paro paro della versione console di Dark Souls. Stiamo parlando dello stesso identico codice, che gira a una risoluzione massima di 1024x768 (in upscaling a 1920x1080) con il frame rate bloccato a 30 fps. Il che, in effetti, già permette di parlare di versione migliore, dati i continui cali delle edizioni su console. La buona notizia è che i tempi di caricamento sono notevolmente ridotti e questo non può che fare piacere.

Di fronte alla non curanza del team di sviluppo (o incapacità, o qualsiasi altra cosa, ma non possiamo credere sia stata una scelta consapevole) nei confronti della risoluzione del gioco, si è innalzato l’orgoglio dei modder, che nel giro di poche ore hanno approntato una patch artigianale per sbloccare la risoluzione ed eliminare il fastidioso (su PC) effetto di blur che affligge le viste di Lordran su X360 e PS3. In questo modo le certosine texture dei grafici di From Software tornano a risplendere di nuova luce, in una risoluzione finalmente degna di un hardware superiore.
Nessun calo di divertimento
E se il frame rate a 60 fps rimane ancora una barriera da infrangere, c’è comunque sempre un gran gioco da scoprire dietro alla patina appannata della risoluzione video. Un gioco che, nonostante Skyrim e Diablo III (quando uscì su console i due titoli summenzionati non avevano ancora visto la luce), riesce a mantenere un forte fascino sul giocatore più motivato. A differenza dei due campioni fantasy, Dark Souls propone una fisicità dei combattimenti molto più marcata, che richiede di padroneggiare con destrezza mosse e contromosse per avere la meglio sugli implacabili rivali. A tale proposito comunichiamo come l’impiego del pad (meglio ancora se quello di X360) si riveli ideale per affrontare l’esperienza, ben più della combo mouse e tastiera. La pesantezza degli armamenti e il lento tempo di ricarica creano un senso di angoscioso realismo, accentuato dal fatto che ogni colpo mancato è punito in maniera pesante, ogni risorsa è scarsa e ogni volta che si salva la partita al falò c’è il respawn delle creature.
L’aggiunta di maggior rilievo è l’inclusione di una inedita modalità PVP, che consente di partecipare con il proprio personaggio a battle royale 1 contro 1, 2 contro 2 e 4 contro 4. Oltre ad aggiungere longevità ad un’opera già di per sé piuttosto corposa, questa nuova funzionalità online consente di far crescere in proprio personaggio combattendo contro altri giocatori piuttosto che collezionando anime ripercorrendo i soliti sentieri fino alla nausea.
Viaggio nell'oscurità
Detto questo, Dark Souls è un’esperienza hardcore: non può essere giocato a cuor leggero facendo il farming di anime per livellare; è un viaggio nel vuoto, un Cuore di Tenebra fantasy in cui la redenzione non trova spazio e in cui ogni passo falso significa morte certa. Ma ci piace così, anche se la storia non ha senso, anche se i contenuti aggiuntivi passano quasi inosservati (parliamo di nemici, ambientazioni e NPC che non stravolgono l’esperienza finale) e anche se abbiamo già portato a termine il nostro viaggio una volta, quasi un anno fa. Perché il terrore e il senso di frustrazione non sono cambiati affatto, così come la voglia di perseverare. Perché più di qualsiasi cosa, Dark Souls è un gioco ottimamente calibrato (sembra quasi una battuta, ma non lo è…) in cui, chiaramente, il protagonista non è il giocatore. Al game designer non importa farci sentire grandi eroi, ma nullità; non ci lascia celebrare i nostri traguardi, ma quasi ci fa vergognare per le azioni compiute, almeno fino a quando non saremo abbastanza potenti da far cadere quel mondo ai nostri piedi (sempre che a sbarrarci la strada non ci sia un luridissimo Black Phantom…).
In attesa che la comunità si adoperi per tirare a lucido l’aspetto grafico del gioco, tutto ciò che rendeva grandioso e micidiale Dark Souls su Xbox 360 e PS3 è rimasto intatto in questa edizione. E se ancora non avete affrontato questo rito d’iniziazione perché non interessati al mondo console, ora non avete più giustificazioni per tirarvi indietro.
Che dio abbia misericordia di voi.



