Genere
Azione
Lingua
ND
PEGI
ND
Prezzo
ND
Data di uscita
1 2010

Dark Void Zero

Dark Void Zero Vai al forum Aggiungi alla collezione

Datasheet

Produttore
Capcom
Sviluppatore
Capcom
Genere
Azione
Distributore Italiano
DSiWare
Data di uscita
1 2010
Giocatori
1

Lati Positivi

  • Spirito retro molto azzeccato
  • Buon tasso di sfida
  • Prezzo basso
  • Musiche irresistibili

Lati Negativi

  • Un po' breve
  • L'operazione nostalgia può non piacere

Hardware

Dark Void Zero è per il momento un'esclusiva DSiWare e per giocarci è quindi necessario possedere un Nintendo DSi o un DSi XL, oltre a una connessione a Internet. Per il futuro sono previste conversioni iPhone e PC.

Multiplayer

Non sono state incluse modalità multiplayer.
Recensione

Vecchio batte nuovo

La divertente esperienza retro di Dark Void Zero.

di Andrea Maderna, pubblicato il

Narra la leggenda che Dark Void Zero fosse un gioco progettato vent'anni fa per la lussuosa versione da sala (a doppio schermo e a scelta multipla di gioco) del Nintendo Entertainment System. Ma il PlayChoice-10, questo il nome della surreale macchina apparsa a fine anni ottanta, venne dismesso e Dark Void Zero svanì nel nulla, per essere poi ripescato solo di recente, completato e pubblicato a supporto del Dark Void moderno uscito su PC, Xbox 360 e PlayStation 3. Ovviamente si tratta di fesserie, simpatico marketing messo in scena per impreziosire il taglio vintage di un'operazione paradossale.

divertito citazionismo

Il paradosso, nel caso di Dark Void Zero, è doppio. C'è l'assurdità di un gioco realizzato oggi come se si trattasse di una produzione anni ottanta per NES e c'è la soddisfazione di avere fra le mani un titolo pienamente compiuto, che rispetta le premesse e riesce perfettamente in ciò che si proponeva di fare. Risultati non esattamente centrati in pieno dal fratello maggiore pubblicato un paio di mesi fa. In questo prequel c'è tutto il gusto divertito di un omaggio ai bei tempi, c'è un design dei livelli ispirato ed efficace, c'è il giusto tasso di sfida e c'è una longevità adeguata al modestissimo prezzo di 500 DSi point.
La qualità del lavoro di recupero del passato si respira a pieni polmoni fin dal primo momento in cui si avvia il gioco, grazie alla necessità di soffiare nel microfono del DS per spazzare via la polvere accumulata sui connettori della virtuale cartuccia per NES. A questo si aggiunge il manuale d'istruzioni, che racconta la fiabetta citata in apertura e tira in mezzo addirittura Jimmy Fallon. Il comico americano, ancora bimbetto, avrebbe vinto una gara - basata sui punteggi ottenuti in Commando - per volare in Giappone a conoscere gli sviluppatori e diventare un personaggio del gioco. E infatti, Rusty, il protagonista, nelle sue peripezie ha anche in qualche modo a che fare con il talento del Saturday Night Live.

gusto vintage

Nonostante delle reali origini molto più umili - pare che il progetto Dark Void Zero sia nato semplicemente come parodia del gioco originale - questa piccola produzione ha veramente tutto al posto giusto. Lo stile grafico e sonoro, come detto, si rifà al modello delle produzioni a otto bit, anche se grazie al cielo ce ne vengono risparmiati i limiti hardware (niente flickering, per capirci). Probabilmente c'è anche qualche concessione sul fronte delle animazioni e del numero di colori, ma nel complesso l'impatto è proprio quello, grazie anche a un utilizzo di musiche in pieno stile chiptune.
Va da sé che il sistema di controllo non preveda l'utilizzo del touch screen e si limiti alla croce direzionale supportata da due tasti. La "scusa" PlayChoice-10 giustifica però l'utilizzo dello schermo superiore, su cui viene visualizzata una mappa costantemente aggiornata con indicazioni sulla posizione degli obiettivi da raggiungere. L'esperienza di gioco, infatti, non è delle più lineari: i tre livelli che compongono l'avventura sono anzi parecchio complessi e vantano numerosi segreti nascosti, cui è possibile dedicarsi per aumentare un po' la durata del gioco.

semplice e solido

Le meccaniche, come ovvio, non brillano per complessità, ma mostrano una certa varietà di possibili approcci. Il protagonista ha infatti a disposizione un buon numero di armi - ma può portarne in giro solo una alla volta - e, grazie alle due modalità di volo del jetpack, può affrontare gli scontri e l'esplorazione in più modi diversi. La struttura generale prevede la ricerca di obiettivi specifici da raggiungere prima di sbloccare il punto di fuga dal livello, al termine del quale si deve combattere un boss. Una specie di Metroid all'acqua di rose, spalmato su tre livelli abbastanza brevi, ma carichi di nemici e dalle mappe contorte. Di cose da fare ce ne sono parecchie, soprattutto se non ci si limita ai compiti obbligatori, e il tasso di sfida è adeguato allo spirito nostalgico: a difficoltà normale non è affatto semplice venire a capo delle sfide offerte dalle Sentinelle.
Per fortuna è possibile selezionare fra tre impostazioni e il sistema di checkpoint aiuta a non impazzire. In caso di game over, si può anche ricominciare dal termine dell'ultimo livello completato, mantenendo però la riserva di vite che si aveva in dotazione. Anche grazie a questi accorgimenti, l'esperienza non diventa mai frustrante e la soddisfazione nel portare a termine i tre livelli spolpandone ogni segreto dovrebbe essere alla portata di tutti. O quantomeno di chiunque subisca il fascino di operazioni come questa.

Voto None stelle su 5
Voto dei lettori
Dark Void Zero è un giochino semplice semplice, che costa poco e offre di conseguenza, ma si rivela a conti fatti più riuscito nei suoi intenti rispetto al fratello maggiore Dark Void. Davvero imperdibile per chi ama le esperienze "retro" piene di divertita consapevolezza.

Commenti

  1. Woodblade

     
    #1
    Bello! Peccato che non ho il DSi...
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