Genere
Azione
Lingua
ND
PEGI
18+
Prezzo
ND
Data di uscita
26/4/2013

Dead Island: Riptide

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Datasheet

Produttore
Deep Silver
Genere
Azione
PEGI
18+
Data di uscita
26/4/2013

Lati Positivi

  • Gameplay ibrido GDR/Zombie sempre divertente e funzionale
  • Buon crafting e tante armi da realizzare
  • Atmosfera “romeriana” perfettamente riprodotta
  • Cooperativa perfezionata

Lati Negativi

  • Nessuna vera innovazione di rilievo
  • Sistema di crescita ancora poco profondo e lineare
  • Missioni secondarie troppo ripetitive e noiose
  • Tecnicamente mediocre
  • Gestione del respawn e del looting assolutamente da rivedere

Modus Operandi

Abbiamo giocato la versione Xbox 360 di Riptide, messaci gentilmente a disposizione da Koch Media.
Video Articolo

Palanai come Banoi

La perfetta sintesi fra zombie game, GdR e open world?

di Marco Locatelli, pubblicato il

Lo “zombie game” non ha conosciuto tanta fortuna quanto in questa generazione hardware, tanto è vero che di opere videoludiche legate al mondo dei non morti se ne vedono sempre più e il trend non pare avere alcuna intenzione di affievolirsi o cambiare direzione. È pur vero che nonostante il tema zombie continui a suscitare interesse nella stragrande maggioranza dei videogiocatori moderni, sono pochissimi i titoli che hanno proposto esperienze davvero indimenticabili o che abbiano provato ad uscire dagli schemi ed innovare il filone. Tra i pochi a tentare una via alternativa sono stati, esattamente un anno e mezzo fa, i ragazzi di Techland con Dead Island, uno zombie game open world contraddistinto da un'inedita ed interessante ossatura da gioco di ruolo.
Nonostante alcune criticità e fisiologici difetti di gioventù, Dead Island ottenne un più che discreto successo, sia da parte di critica che in termini di vendite. Non pago del buon risultato, lo studio polacco torna sugli scaffali dei negozi con Dead Island Riptide, una sorta di sequel/espansione, che rivede i protagonisti del capitolo originale nuovamente alle prese con sciami di famelici zombie.

BANOI - PALANAI, VIAGGIO DI SOLA ANDATA
Dopo le vicissitudini affrontate nel capitolo originale su Banoi, una fittizia isola al largo di Papua Nuova Guinea, i quattro assortiti protagonisti, l'agente speciale Xian Mai, la bodyguard Purna, il deejay meteora Sam B e l'ex stella del rugby Logan, riescono finalmente a trovare rifugio su una nave militare. Ma non per molto. Infatti, l'imbarcazione viene inghiottita da una tempesta e i protagonisti, in compagnia di John, il nuovo personaggio giocabile, naufragano sull'isola di Palanai, dove scoprono che l'epidemia è sbarcata insieme a loro.

Se non avete intenzione di affrontare uno zombie muso a muso, avrete sempre la possibilità di lanciare la vostra arma. Per ovvie ragioni, le armi da taglio o i coltelli da lancio sono gli oggetti meglio indicati da scagliare contro il non morto di turno - Dead Island: Riptide
Se non avete intenzione di affrontare uno zombie muso a muso, avrete sempre la possibilità di lanciare la vostra arma. Per ovvie ragioni, le armi da taglio o i coltelli da lancio sono gli oggetti meglio indicati da scagliare contro il non morto di turno

Nonostante l'impianto narrativo fosse uno dei più evidenti anelli deboli dell'esperienza Dead Island, Techland non ha voluto concentrare i proprio sforzi su questo aspetto, limitandosi a scrivere una sceneggiatura abbastanza scialba, senza grandi colpi di scena, con dialoghi noiosi e protagonisti decisamente stereotipati e poco caratterizzati. Rispetto al plot originale, tuttavia, il ritmo dell'azione si fa più interessante ed intenso mano a mano che si procede nell'avventura, raggiungendo sul finale un vero e proprio climax. Niente di indimenticabile, ovviamente. Quello che invece non si dimenticherà facilmente è l'atmosfera horror di stampo romeriano emanata dall'isola e sottolineata da alcune situazioni molto azzeccate.

COME PRIMA, PIÙ DI PRIMA
L'intelaiatura di Dead Island Riptide non varia di una virgola rispetto al suo capostipite. Infatti, l'intento degli sviluppatori pare chiaro sin dall'inizio: aggiungere qualche variabile di gioco e spargere una spruzzatina di novità qua e là, senza rischiare di stravolgere o snaturare quello che di buono era già stato fatto. Insomma, ci troviamo di fronte ad una sorta di grande e grossa espansione o uno spin-off, ma non ad un vero e proprio sequel.

Come di consueto, il gioco prende il via con la scelta dell'alter ego, ognuno dotato di caratteristiche e abilità specifiche, riconducibili a delle vere e proprie classi. La novità in questo senso è rappresentata da John, il nuovo personaggio, esperto nel corpo a corpo e capace di armeggiare con maestria tirapugni e artigli. In pratica, una sorta di “Wolverine ammazza zombie”.
Come il suo predecessore, Dead Island Riptide è un survival horror in prima persona inserito all'interno di un mondo aperto e completamente esplorabile, il tutto condito da una interessante componente ruolistica. Quindi, falcidiando contagiati come se non ci fosse un domani (eh, in effetti), si accumulano punti esperienza utili a sviluppare le abilità del proprio personaggio, suddivise in tre alberi distinti: Furia, relativo all'attacco speciale a tempo, attivabile solo una volta caricata l'apposta barra a suon di mazzate date e subite; Combattimento, che concerne le migliorie nell'uso dell'arma in cui è esperto l'eroe; e Sopravvivenza, lo schema in cui si possono sbloccare abilità squisitamente difensive o curative.

Grazie ai banchi da lavoro, personalizzare l'arma sarà una delle operazioni più divertenti e soventi di Dead Island Riptide.  Una semplice ascia potrà trasformarsi in una devastante lama infuocata, oppure un banale martello una esplosiva arma ad impatto! Il tutto, ovviamente, richiederà il progetto, una manciata di soldi e tutti gli oggetti richiesti - Dead Island: Riptide
Grazie ai banchi da lavoro, personalizzare l'arma sarà una delle operazioni più divertenti e soventi di Dead Island Riptide. Una semplice ascia potrà trasformarsi in una devastante lama infuocata, oppure un banale martello una esplosiva arma ad impatto! Il tutto, ovviamente, richiederà il progetto, una manciata di soldi e tutti gli oggetti richiesti

QUEL MACHETE MI SEMBRA POCO AFFILATO, POTENZIALO!
Fatta eccezione per un paio di nuovi potenziamenti, la crescita del proprio cacciatore di zombie è come ce la ricordavamo nel capitolo originale, con tutti i pro e – soprattutto – i contro del caso. Nonostante una buona quantità di skill passive e upgrade, infatti, l'omogeneità e la poca originalità dello sviluppo tarpa le ali alle possibilità di personalizzazione, limitando i tre skill tree ad un percorso guidato e semplicemente da completare. Per sopperire a questi limiti è stato però introdotto un secondo sistema di crescita, legato esclusivamente al tipo di arma adottata: se, ad esempio, viene utilizzato spesso un machete, crescerà di livello la competenza con le armi da taglio, mentre incrementerà la capacità nelle bocche da fuoco se si brandiscono fucili o pistole. Il tutto, a prescindere dal tipo di personaggio selezionato ad inizio avventura, si traduce in bonus legati al tipo di arma sviluppata.

Ogni arma può inoltre essere riparata, modificata e potenziata attraverso dei banchi di lavoro, come già accadeva nel primo capitolo. Tramite dei progetti, scovabili gironzolando per l'isola o ricevuti come premio per la risoluzione di alcune missioni, è possibile trasformare semplici coltelli, asce o martelli in strumenti di morte decisamente atipici o dall'aspetto grottesco (e dai nomi altrettanto grotteschi - ndr), ma dannatamente più efficaci della loro versione base. Non siamo ai livelli estetici o creativi di un Dead Rising 2, ma il crafting offre una variabile di gioco supplementare e accresce le possibilità belliche del protagonista, oltre che spingere il giocatore all'esplorazione con la scusa di trovare nuovi oggetti per completare un progetto. Con l'investimento di una somma di denaro è anche possibile riparare le armi (si deteriorano abbastanza rapidamente) o potenziarle (vengono incrementati i parametri) fino ad un massimo di tre volte.

Oltre ai nuovi galleggianti, Palanai è abitata dagli “scienziati mutati”, ovvero dei contagiati che sono mutati geneticamente a causa del contatto con sostanze altamente chimiche e radioattive. La loro peculiarità: lanciare contro il giocatore pezzettini della loro carne...esplosiva! - Dead Island: Riptide
Oltre ai nuovi galleggianti, Palanai è abitata dagli “scienziati mutati”, ovvero dei contagiati che sono mutati geneticamente a causa del contatto con sostanze altamente chimiche e radioattive. La loro peculiarità: lanciare contro il giocatore pezzettini della loro carne...esplosiva!

FINCHÉ LA BARCA VA, LASCIALA ANDARE!
Pur essendo entrambe isole tropicali (fittizie), Palanai e Banoi differiscono fra loro più di quanto si possa pensare o sperare. Da una prima superficiali occhiata, in effetti, non sembrerebbe: stessa vegetazione, stesse costruzioni, stessi colori e stessa morfologia...o quasi. Su Palanai, infatti, c'è un fiume. Questa presenza, oltre che caratterizzare l'estetica ambientale, incide sensibilmente sull'evolversi del gioco poiché, per raggiungere certi punti della mappa, sarà necessario attraversare il corso d'acqua dolce con un motoscafo, una delle (poche) novità introdotte da Riptide. Il sistema di guida della barchetta è lo stesso già collaudato per le jeep (che sono sempre presenti) e sarà possibile sfracellare i “galleggianti”, dei nuovi tipi di zombie che – appunto - galleggiano sull'acqua e che, se non investiti in tempo, salgono a bordo del mezzo con intenzioni tutt'altro che amichevoli.

Altra novità di rilievo importata da Riptide sono le orde, che fanno il verso all'omonima modalità di Gears of War 3. Durante alcuni missioni (solitamente, introduttive o conclusive di un capitolo), può succedere che la propria base venga attaccata da nugoli di zombie e, fra un'ondata e l'altra, il giocatore deve chiudere tutti gli accessi con delle reti e posizionare e/o utilizzare alcune torrette difensive. L'idea è sicuramente lodevole e potenzialmente valida, ma, una volta sul campo, ci si rende conto che le barriere servono solamente a rallentare i nemici e l'orda si rivela essere la solita baruffa confusionaria, proprio come tutte le altre schermaglie di Dead Island.
Il lato positivo è che, tutto sommato, viene concessa al giocatore una piccola variante alle situazioni super ripetitive e ridondanti di gioco, ma nulla di più. Insomma, un'aggiunta senza infamia e senza lode. Tirando le somme, barca e orde non rappresentano di certo un elemento di forte innovazione, visto che nell'economia di gioco non hanno un peso specifico molto importante.

Oltre alle "vecchie conoscenze" di chi abbia già giocato il primo Dead Island, l'isola di Palanai ospita anche alcuni nuovi mostri molto pericolosi. - Dead Island: Riptide
Oltre alle "vecchie conoscenze" di chi abbia già giocato il primo Dead Island, l'isola di Palanai ospita anche alcuni nuovi mostri molto pericolosi.

Nella sua visione di insieme, l'esperienza di gioco Dead Island Riptide alterna con sintonia e ritmo situazioni di varia natura, passando da ambienti aperti ed ariosi ad altri chiusi e lugubri. Rispetto al capitolo originale si nota maggiore spazio dedicato all'uso delle armi da fuoco, ora tra l'altro molto più efficaci e di semplice utilizzo. Per quanto concerne le side quest, è sempre la stessa storia: a parte qualche piccola eccezione, si tratta di dover andare a recuperare oggetti e portarli al committente di turno, con davvero poche varianti.

L'ISOLA DELLA MORTE NON È MAI STATA TANTO...MORTA
Dal punto di vista strettamente tecnico, Riptide è la fotocopia di Dead Island. Lo zombie game targato Techland offriva un comparto tecnico sottotono già un anno e mezzo fa, figuriamoci ora, con la nuova generazione alle porte e titoli capaci di portare su schermo livelli grafici altamente fotorealistici. La gestione della fisica funziona bene, ma solo per metà: se infatti risulta davvero ottima nel simulare l'impatto delle armi sui corpi dilaniati degli zombie e le conseguenti menomazioni, è del tutto assente nell'ambiente circostante.

Migliorato invece il comparto multiplayer: la cooperativa è stata ripensata, ed i giocatori di diverso livello possono ora giocare insieme senza alcun problema, grazie ad un sistema che ricalcola la forza degli zombie in modo che siano, al contempo, “abbordabili” per il novizio e sufficientemente tosti per un giocatore più esperto. Un po' assurda la gestione del respawn, che piazza di continuo non morti in zone da poco ripulite, anche a missione in corso, il che è legato al generosissimo loot system, il quale elargisce vagonate su vagonate di soldi e oggetti al giocatore.

Voto 3 stelle su 5
Voto dei lettori
Dead Island Riptide non è il vero seguito di Dead Island, e lo si percepisce immediatamente. Il nuovo lavoro confezionato dai ragazzi di Techland non mette in campo nessuna vera innovazione e si limita a riprendere la formula del primo capitolo aggiungendoci un paio di piccole novità (barca e orda) e aggiustando qualche imperfezione. Sicuramente un buon more of the same, ma per chi non ha apprezzato il primo capitolo o semplicemente non ne può più di zombie game consigliamo di orientarsi altrove.

Commenti

  1. EzioDaRoma

     
    #1
    agli amministratori del sito...ma siete voi responsabili della pubblicita forzata che c'e se metto lo speciale naughty dog?se cosi,per favore confermaetemelo,vi abbandono per sempre e con me ne porto via altri....
  2. Duffman

     
    #2
    Mi sfugge il motivo per cui chiedi una cosa del genere qui, ma ok.

    La redazione non ha alcun controllo su questo genere di faccende. Il nostro compito è cercare di fare in modo che valga la pena di pazientare anche nei casi in cui superiori esigenze di mercato impongano di aspettare 5 secondi di break pubblicitario. Qualora non riteniate che valga la pena, regolatevi come credete, senza necessità di avvisare. Ne avete facoltà.
  3. Francesco Viviani

    #3
    più in tema ne vale la pena? non ho letto cose fantastiche, non vorrei avere la sensazione di deja-vù che ho avuto con Bioshock 2 ad esempio
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