La Zombie Apocalypse a Milano
Dritto in bocca ai non-morti.
Quando ero piccolo tutti mi scherzavano. Non solo, ho visto anche La Notte dei Morti Viventi e da allora sono traumatizzato. E come se non bastasse, ci si è messo anche il video di Thriller. Già, perché crescendo mi sono messo in tasca tutti i tipi di mostri (compreso l’uomo-topo di Quella Villa in Fondo al Parco, e non era facile, gente, credetemi), ma no, gli zombie sono sempre lì, che mi fanno paura. Ma paura vera, tipo che quando torno a casa la sera tardi SO che sono lì da qualche parte che mi guardano, pronti a sbucare da un momento all’altro e mangiarsi la mia ciccia. Sono serio.
Così come sono serissimo quando dico che pur sapendo nuotare strabene non posso farmi un bagno e dico uno al mare, nemmeno con l’acqua trasparante delle Cicladi o del Salento o nell’acqua alta un metro, e a volte manco in piscina, senza pensare che prima o poi potrebbe arrivare uno squalo a mozzicarmi. Esatto, da piccolo ho visto anche Lo Squalo e da allora sono traumatizzato. Ero rimasto traumatizzato un po’ anche dai pirana dell’omonimo film di Joe Dante, ma poi li ho superati, e ribeccando il film di recente, sbirciandolo nel portatile di Fotone durante il viaggio di ritorno dall’E3, ho proprio pensato che facevano bene a scherzarmi da piccolo.
D’accordo, torniamo al topic di questa bloggata, gli zombi, che giopep in fase di correzione con ogni probabilità mi cambierà all’italiana (In realtà non lo stavo facendo, ma visto che me la chiami, li modifico da qui in poi ndgiopep). Gli zombi sono i miei mostri preferiti, per tantissimi bei motivi, ma soprattutto per un semplice perché: nella sfida razionalità/suggestione vincono loro, mi piegano, convincendomi che esistono. Pensate un po’ allora al sottoscritto, che gli unici zombi che ha visto dal vivo in vita sua finora erano quattro ubriaconi truccati male in mezzo alla strada a Carnevale, in Via Brera, che effetto può aver fatto la presentazione italiana di Dead Island, tenutasi ieri sera a Milano.
Eggià, perché si trattava di uno di quegli eventi facente parte a pieno diritto del miglior tipo a cui ti possa capitare di partecipare (come spiegavo qui): un locale dall’aria tropicale (nei limiti del possibile, che sempre a Milano eravamo) e… tanti zombi, in carne e ossa, truccati e recitati benissimo da un bel gruppo di ragazzi (e qualche bella ragazza), con tanto di siparietti ispirati al gioco.
Di più: per rendere ancora più “Dead Island” le cose, addirittura potevi arrivare al locale su un barcone, dal Naviglio, con sopra altri ragazzi truccati, che sbucavano fuori all’improvviso aggredendo i turisti/giornalisti. Purtroppo (o per fortuna, considerata la mia zombifobia…) il giro in barca me lo sono perso, però in compenso nel gruppo di zombi a terra ho beccato un utente storico del forum, che non avevo mai conosciuto prima, e sono rimasto troppo contento. Che poi, a me non piace prendermi i meriti altrui, per cui a dire la verità è lui che m’ha riconosciuto. Sì, però, peppiacere: la prossima volta ricordati che si pronuncia “teokrazìa”, come “democrazia”, e non “teokràzia”.
Ma bando alle ciance e godetevi questa bella sfilata zombesca, voi che potete, che da queste parti s'è fatta mezzanotte e un quarto e mi sa che toccherà dormire con la luce accesa...




















