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Datasheet
- Produttore
- Deep Silver
- Sviluppatore
- Techland
- Genere
- Azione
- PEGI
- 18+
- Distributore Italiano
- KOCH Media
- Data di uscita
- 9/9/2011
- Lingua
- Testi in italiano
- Giocatori
- 1-4
- Prezzo
- € 69,99
Lati Positivi
- Area di gioco di grandi dimensioni
- Gameplay appassionante e profondo
- Longevità assicurata
- Molta libertà di approccio
- Graficamente valido
- Co-op online a quattro giocatori
Lati Negativi
- Non tutte le quest appassionano
- Ci aspettavamo qualcosa di meglio dalla trama
- Qualche tipo di zombi in più non avrebbe fatto male
- Motore fisico piuttosto limitato
Hardware
Multiplayer
Modus Operandi
Link
Scavando sull’isola dei morti
Quest, multiplayer, longevità e comparto tecnico.
Dead Island ha il grande merito (tra gli altri già descritti) di proporre sempre qualcosa di nuovo. La scoperta dell’isola è ricca di sorprese e il diverso approccio che si può tenere nei confronti del gameplay porta a una longevità molto aperta. Nel nostro caso abbiamo terminato il gioco in circa 23 ore senza però risolvere almeno una decina di quest secondarie e senza esplorare l’isola centimetro per centimetro, il che fa supporre la presenza di almeno altre quattro o cinque ore di gioco.
la strana reazione agli zombi
Le quest però non sono il massimo dell’originalità. Il più delle volte dobbiamo recuperare oggetti (anche banali e senza molto senso nell’economia narrativa del gioco) e riportarli ai legittimi proprietari, ma ci sono anche missioni di scorta o di liberazione di un’area da tutti gli zombi presenti. In altri casi abbiamo dovuto recuperare cibo e carburante, mentre in una quest particolarmente horror (sembrava di trovarsi in Condemned: Criminal Origins) ci siamo addentrati in un hotel quasi completamente al buio con solo la nostra torcia a illuminare stanze e corridoi. Preparatevi inoltre a un frequente backtracking, anche se per fortuna i veicoli e il trasporto istantaneo tra i vari hub ci mettono una pezza e non fanno perdere troppo tempo per tornare a riscuotere le ricompense delle quest.

Il tutto però scorre senza tempi morti e la strada per fuggire dall’isola (missione principale del gioco) sa essere esaltante, carica di tensione (i vicoli stretti della cittadina, le gallerie buie) e soprattutto ricchissima di varianti. Giunti alla fine, ci siamo resi conto che a mancare è forse quella drammaticità che poteva suggerire il primo (e ormai leggendario) teaser del gioco. Non che manchino le scene forti (e il sangue è davvero molto), ma vista anche la situazione apocalittica sull’isola la trama è avara di passaggi davvero evocativi o drammatici. Non escludiamo che possa trattarsi di una scelta precisa per oltrepassare i classici stilemi del genere “zombesco”, eppure non ci siamo appassionati più di tanto ai personaggi non giocanti e alle loro missioni, a tratti quasi ridicole (perchè mai una sopravvissuta in una situazione simile vorrebbe indietro un orsacchiotto di peluche?).
vacanze horror in compagnia
Tutto quanto detto finora si riferisce al gioco in singolo, ma Dead Island offre anche il co-op online a quattro giocatori con funzionalità drop-in/drop-out. Purtroppo, visto che il gioco deve ancora uscire nei negozi e che il co-op offline non è supportato, non siamo riusciti a trovare altri giocatori se non (di sfuggita) un altro tester che però non sembrava interessato minimamente a unirsi a noi. Possiamo quindi solo ipotizzare un deciso incremento tattico nei combattimenti a tutto beneficio del divertimento e della varietà di gioco, ma per aspetti come la divisione del loot, la gestione dei punti esperienza e altri elementi tipici del co-op vi rimandiamo a un successivo approfondimento. Passando invece alla realizzazione tecnica, non sembra nemmeno di avere di fronte gli stessi creatori dello scialbo Call of Juarez: The Cartel.
Sebbene il team di sviluppo e l’engine grafico (il Chrome Engine 5) siano gli stessi, qui tutto è più curato e visivamente appagante. I volti, il dettaglio degli zombi, i paesaggi e gli interni ricchissimi di dettagli convincono pienamente, mentre le animazioni (il nostro calcio è particolarmente legnoso), il motore fisico e la resa dei fluidi (l’acqua reagisce pochissimo al nostro passaggio) mostrano il fianco a qualche critica. La fluidità ci è parsa nella norma con solo qualche calo nei frangenti con molti zombi in scena (soprattutto nelle strade di Morseby) e il tearing, seppur presente, non è dei più fastidiosi così come il caricamento tardivo delle texture, che si presenta comunque solo dopo un caricamento. Se non altro, a differenza di un altro recente peso massimo come Deus Ex: Human Revolution, le schermate di loading sono piuttosto brevi e avvengono molto raramente, a tutto beneficio della continuità nell’esplorazione dell’isola. Abbiamo osservato anche qualche bug, con nemici intrappolati nel nulla o fermati da un ostacolo invisibile, ma si tratta di episodi davvero sporadici e trovarli così raramente in un gioco di simili dimensioni è un ulteriore segno di uno sviluppo molto attento e preciso. Un doppiaggio inglese di buona fattura e una colonna sonora piena di spunti interessanti (soprattutto nei temi pianistici più melanconici) chiudono in bellezza un gioco davvero ben riuscito, divertente, longevo e appassionante.



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