Genere
Picchiaduro
Lingua
Inglese
PEGI
12+
Prezzo
59,90 Euro
Data di uscita
5/12/2001

Dead or Alive 3

Dead or Alive 3 Aggiungi alla collezione

Datasheet

Produttore
Tecmo
Sviluppatore
Team Ninja
Genere
Picchiaduro
PEGI
12+
Distributore Italiano
Leader
Data di uscita
5/12/2001
Lingua
Inglese
Giocatori
4
Prezzo
59,90 Euro

Lati Positivi

  • Tecnica fuori parametro
  • Quadri stupefacenti
  • Accresciuto spessore tattico
  • Più longevo rispetto al secondo episodio

Lati Negativi

  • Intelligenza artificiale poco valida
  • Qualche problema di bilanciamento del gameplay
  • Musica nei vari stage poco ispirata

Hardware

Per giocare a Dead or Alive 3 non vi serve altro che un Xbox PAL con il pad in dotazione. Altri pad sono richiesti nel caso vogliate giocare con i vostri amici (fino a un massimo di quattro) nella modalità Tag Team. Dead or Alive 3 naturalmente supporta l'hard disk per il salvataggio automatico di tutte le opzioni, nonché la funzione di vibrazione integrata nel pad, che migliora molto il feeling della potenza dei colpi. Sono supportati anche i pad analogici, ma già quello digitale fa ampiamente il suo dovere.

Multiplayer

Nella modalità Tag Team sono supportati fino a quattro giocatori; non sono disponibili modalità di gioco online.

Link

Recensione

Dead or Alive 3

Il picchiaduro che per mesi ci deliziato con montagne di informazioni, immagini e screenshot finalmente è qui fra noi, in versione PAL, e con tutti gli extra promessi. E' un occasione imperdibile per esaminare le caratteristiche peculiari di questo terzo episodio della serie legato a doppio filo con Xbox e chiarire i punti che sono stati oggetto di discussione fra i giocatori. Insomma, vivi o morti, non potete perdere la nostra recensione di Dead or Alive 3!

di Gianluca Tabbita, pubblicato il

Questa volta Team Ninja si è impegnato di più per sopprimere quello che risultava il più grave punto debole di Dead or Alive 2, e ha perseguito l'obiettivo con due soluzioni. Quella nota ai più è una diretta conseguenza del lancio dilazionato della versione PAL e consiste nell'includere costumi e personaggi extra da sbloccare. Interessati a vedere Kasumi abbigliata con una divisa "alla marinaretta" da studentessa giapponese? Preferireste Lei Fang con una tenuta da vamp leggermente sadomaso? Oppure volete provare l'ebbrezza di impersonare il vecchio Ein (già Hayate) con l'arsenale di colpi di karate risalente al vecchio Dead or Alive 2? Basta giocare e rigiocare e prima o poi questi ed altri extra vi verranno rivelati. Citiamo anche una Helena-odalisca, un Bass-vichingo, e un Ayate in abbigliamento da prigioniero: sarebbe possibile proseguire ancora per un pezzo, ma non vogliamo togliervi il piacere di scoprire i costumi da soli, vi basti sapere che sono veramente tanti. Quanto poi al modo per sbloccare i segreti, un sistema sicuro non esiste, proprio per spingerci a provare a fondo tutte le modalità disponibili: può essere necessario terminare una sessione di allenamento oppure ottenere un certo numero di vittorie nel Survival Mode; arrivare alla fine nello Story Mode non è più condizione necessaria e sufficiente far fioccare puntualmente gli extra come in Tekken. La seconda innovazione fondamentale ai fini della longevità si deve rintracciare nei cambiamenti apportati al gameplay.

NON SOLO GRAFICA

A mano a mano che intorno a Dead or Alive 3 si andavano moltiplicando le voci sulla sua grafica stratosferica, di pari passo avanzavano i dubbi sulla validità del suo gameplay, in ossequio al (comune quanto idiota) teorema che, come accosta alle donne belle una necessaria pochezza d'intelletto, considera superficiali e ripetitivi tutti i videogiochi con una tecnica fuori parametro. In realtà, dopo poco, a dispetto dell'intelligenza (o per meglio dire, deficienza) artificiale della CPU, la sostanza del metodo di combattimento emerge in tutta la sua rinnovata profondità.
Di tecniche per ciascun personaggio ce ne sono veramente a perdita d'occhio e impararle tutte a memoria è veramente difficile, al punto da far sorgere qualche dubbio sull'effettiva utilità di tante varianti, ma il segreto della flessibilità marziale di Dead or Alive 3 consiste nella intutività con cui si attinge dall'arsenale di ciascun lottatore, che si traduce in una grande libertà d'azione. Il controllo di un videogioco di arti marziali può considerarsi tanto più riuscito quanto più si riescono a traslare i movimenti, la velocità e la potenza di un colpo con escursioni del pad o dei tasti speculari al tipo d'azione svolta. In questo senso Dead or Alive 3 introduce un importante miglioria con il controllo sulla lunghezza della pressione esercitata sui tasti.
Una pressione rapidissima equivale a quei colpi che si eseguono con uno scatto improvviso, senza movimenti preparatori, come il jab di sinistro di Leon o lo scatto in avanti di Tina; le pressioni più lunghe sono dedicate a mosse più complesse o potenti, come le spazzate circolari, i colpi a due mani e i calci a due tempi. Questo in sé non aggiungerebbe un grandissimo livello di complessità se non fosse che anche i singoli colpi coinvolti nelle combinazioni cambiano in relazione al tipo di pressione esercitata.
Una medesima combinazione pugno-pugno-pugno-calcio può avere più varianti a seconda che i colpi vengano portati con uno scatto o con una pressione lunga e per questo la sequenza voluta deve essere accuratamente eseguita: per esempio concatenando due pressioni lunghe del tasto dei pugni si porta il classico uno-due, se si prosegue con una pressione prolungata si termina la combinazione con un uppercut, mentre, con una pressione rapidissima, si può sferrare una gomitata corta a seguire il pugno, e con un'altra rapida pressione volgendo contemporaneamente il pad in basso calciare corto sullo stinco d'appoggio dell'avversario. Anche le prese sono influenzate da questo metodo di controllo.
Una pressione in avanti del pad con il tasto della presa premuto rapidissimamente fa scattare Kasumi oltre il corpo del contendente rilasciando un colpo d'impatto, mentre una pressione più lunga determina una vera presa. Questo meccanismo, che inizialmente può sembrare complicato ai novizi, è ciò che rende i combattimenti eccitanti, le combinazioni intuitive e il gioco interessante anche sul lungo termine.

TECNICHE E FIGURE

A differenza di Soul Calibur, che si basa fortemente sull'avvicendamento delle posture d'attacco, Dead or Alive 3 privilegia l'immediatezza e applica la logica della posizione di combattimento solo a Helena e Brad Wong, che praticano due stili cinesi molto antichi e molto tradizionali e che possono essere considerati due tra i personaggi più complessi disponibili. Per il resto, ogni critica sulla possibile natura di "button-smasher" (schiacciabottoni) di Dead or Alive 3 è fugata dalla gerarchia di priorità contromisure-colpi d'impatto-prese. E' come la morra cinese: i colpi vincono sempre sulle prese, le combinazioni blocco-risposta hanno sempre la meglio sui colpi (se eseguite con tempismo e all'altezza giusta) e le prese battono sempre le contromisure: in questo modo l'esito di un combattimento è legato più alla sagacia tattica dei combattenti che al tipo di tecnica usata. Ora i personaggi si distinguono nettamente per potenza e velocità: Kasumi e Ayane sono di gran lunga più veloci di tutto il resto del gruppo (sono anche molto più veloci delle loro controparti in Dead or Alive 2), e in quanto tali richiedono grande velocità di esecuzione nelle combinazioni, mentre Leon, Bayman e Bass sono i pesi massimi della situazione e fanno uso estensivo di concatenazioni di chiavi articolari.

Voto 4 stelle su 5
Voto dei lettori
Dopo una lunga prova il nostro giudizio su Dead or Alive 3 è estremamente positivo, questo anche grazie, o, a seconda dei punti di vista, nonostante le decantate caratteristiche tecniche del Xbox. Estremamente positivo perché la grafica è talmente curata che ci vogliono giorni per scoprire tutti i dettagli, alcuni dei quali praticamente celati alla vista, come il motivo del costume blu di Kasumi o certi dettagli di texture che normalmente si vedono solo da lontano. Di solito i designer puntano all'impatto complessivo, e non al singolo dettaglio del singolo quadro, con Dead or Alive 3 non è così, ed anche cercandoli non si riescono a trovare difetti in questo senso. Inoltre il giudizio è ottimo anche per il gameplay, che non è affatto identico al precedente episodio, ma ha subito un'evoluzione nel senso dello spessore marziale e dell'intuitività rivelando un inconfutabile valore tattico, che purtroppo non emerge nella modalità singolo giocatore a causa dell'incompetenza della CPU. Extra di vario genere mantengono vivo l'interesse perlomeno sul medio termine, mentre la modalità versus ha qualche problema di bilanciamento che i programmatori avrebbero potuto risolvere agevolmente. Tecnicamente, Dead or Alive 3 è su un altro pianeta, è un gioco fuori parametro: come meccanismo marziale Soul Calibur lo precede ancora, come peraltro precede tutti gli altri picchiaduro. Dead or Alive 3 per gli appassionati di giochi di combattimento rappresenta sicuramente una "killer application", per gli altri, un gioco tecnicamente sbalorditivo con un'ottima giocabilità.