Genere
Picchiaduro
Lingua
ND
PEGI
16+
Prezzo
ND
Data di uscita
20/5/2011

Dead Or Alive Dimensions

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Datasheet

Produttore
Tecmo
Genere
Picchiaduro
PEGI
16+
Data di uscita
20/5/2011

Lati Positivi

  • Tanti personaggi, tanti fondali, tanti costumi, insomma "tanta roba", come dite voi giovani
  • Tridimensionalità audio e video efficaci
  • Possibilità di connettività del 3DS sfruttate a tutto tondo, dal wi-fi allo Street Pass
  • Sempre interessante come picchiaduro 3D "alternativo"
  • Una modalità tutorial davvero incoraggiante travestita da story mode

Lati Negativi

  • L'I.A. avversaria non fa davvero niente per simulare le logiche di combattimento umane
  • Tira le somme della saga ma è avaro di qualsivoglia novità
  • Si percepisce che è una produzione che vuol sembrare più grande di quanto non sia

Hardware

Due occhi per il 3D. Per il 2D ne basta uno.

Multiplayer

Si va dal wireless locale all'online wi-fi tra amici, tra europei, tra terrestri. La latenza riscontrata online va dal perfettamente giocabile al "mi stanno mazzuolando per colpa del lag, non vale" senza apparente schema logico. Piacevole la modalità Tag Team (anzi, piacevole quasi solo in multiplayer).

Modus Operandi

Completata la modalità Chronicle, conclusa quella Arcade con 5 personaggi, vinta quella Sopravvivenza contro 30 avversari, giocato online svariate partite perdendone la maggior parte, superate 4 Sfide Sopravvivenza, scattate 7 foto alle mutandine di Lei Fang, scattate 7 foto ai pettorali di Ryu Hayabusa per par condicio, cipollato alla grande con le opzioni per scoprire se il vecchio trucco "più anni dici di avere nelle opzioni più rimbalzano i seni delle ragazze". E no, non si può cambiare l'età nelle opzioni. Provate anche le altre modalità, compresa la tediosa Allenamento e il Street Pass. Il tutto con una copia del gioco gentilmente fornita dal distributore italiano.
Recensione

Il triangolare che ci esalta

Analizziamo meccaniche e controlli.

di Andrea Babich, pubblicato il

Il concetto di "morra cinese" applicata ai picchiaduro non è certo una novità, fosse anche solo perché l'idea che ci sia sempre un'azione che ne inibisce un'altra è propria delle arti marziali reali. Il triangolo di Dead Or Alive, che raggiunge l'età dello sviluppo già con il secondo episodio, è basato sulla semplice nozione che un attacco (pugno, calcio) ha la priorità su una presa, una presa ha priorità su una contromossa, una contromossa ha priorità su un attacco. Se vi sembra impossibile sfruttare in tempo reale questo triangolo, vuol dire che Soul Calibur per voi è un genere musicale. In verità Dimensions, come i suoi predecessori, offre combo piuttosto lunghe, pertanto il giocatore che non sappia variare verrà facilmente sgamato e contrattaccato di conseguenza. L'aspetto sempre affascinante di questo, ma anche di tanti altri picchiaduro, è che inizialmente il PCB, ovvero Pigiatore Casuale di Bottoni, sembra avere la meglio. Questo dipende anche da una certa facilità ostentata senza ritegno dall'I.A. per buona parte della curva d'apprendimento. Dimensions è in questo piuttosto simile a DOA3, che cominciava molto morbido, per non spaventare potenziali nuovi clienti. Addirittura, ma questo in realtà è un bene, lo story mode principale è di fatto costellato di scampoli di tutorial, sempre più discreti man mano che si procede, ma comunque presenti e atti a condurre il giocatore verso le tecniche più raffinate. Una bella idea, concretizzata egregiamente grazie a delle informazioni che appaiono su schermo contestualmente all'azione. La serie sarà vecchia e i contenuti della collection in gran parte già visti, ma Team Ninja almeno ha svecchiato menu, interfacce e quant'altro quel tanto che basta a sedere dignitosamente negli anni Dieci.

La qualità delle animazioni è ineccepibile. Sono un po' sempre quelle, ma sono tantissime, e sono state opportunamente ripulite e aggiornate - Dead Or Alive Dimensions
La qualità delle animazioni è ineccepibile. Sono un po' sempre quelle, ma sono tantissime, e sono state opportunamente ripulite e aggiornate

Il bello di Dimensions è che Due dei Pigiatori Casuali di Bottoni di cui sopra, uno contro l'altro, si divertiranno alla grande, troveranno eccellente la risposta del controllo analogico del 3DS, magari beccando di tanto in tanto questa o quella mossa speciale. Ma per chi vuole apprendere l'arte del picchiaduro, avanti, d-pad ben saldo, c'è posto! È l'online che "separa i ragazzi dagli uomini", perché lì si assiste impietriti a cosa siano in grado di combinare i combattenti veramente skillati, quelli che magari usano Hayate dai tempi del Dreamcast. Sorprendentemente non abbiamo incontrato incapaci: nei nostri giorni di prova abbiamo pigliato praticamente solo mazzate. Ma cattive, eh. Freddi killer agonisti insensibili allo stuzzicante pancino di Lei Fang. Peccato manchi l'opzione di rematch immediato, utile per cercare rivincita dopo aver capito lo stile dell'altro.

SAGHE MENTALI

Una nota a parte se la merita la modalità Chronicles, che intende tessere le fila dell'intera struttura narrativa della serie. Sì, a voi sembrava che le cut scene dei vari Dead or Alive fossero solo deliri piazzati a caso per evocare tradimenti, cospirazioni, segreti segretissimi e amori inconfessabili senza mai veramente spiegare che diavolo succedesse. Ecco, Chronicles ci riesce. Cioè, riesce a unire tutti i frammenti di discorso picchiaduroso in un'unico enorme bolo di nonsense che, alzando il tiro, diventa un piccolo capolavoro trash, al pari della trama di "Street Fighter The Movie", per dire. Godibilissima accozzaglia con tinte da manga di serie B anni Novanta davvero saporite. L'impossibiltà per tempo/budget di dare sincronia labiale e animazioni alle numerose cut scene delle Cronache è stucchevole, con soluzioni artistiche un po' deboli ma comunque passabili. Caotica anche la presenza di filmati prerenderizzati presi da tutti i vecchi giochi, e quindi difformi tra loro (sono stati resi "stereoscopici" in post-produzione, ma non funziona un granché). Toni serissimi, ragazze prese nella parte... che finiscono cinque minuti dopo a fare da soggetti imbarazzanti nella modalità fotografica, molto meno osé di quanto possano temere gli scandinavi, ma pure sempre basata su quel feticismo poligonale di cui si diceva. Se poi c'è una pletora di costumi scaricabili per i venticinque (ventisei, psst psst) personaggi, una modalità Street Pass azzeccata e tante piccole carinerie, beh...

Giocatelo col doppiaggio giapponese e i sottotitoli. Fatevi un piacere - Dead Or Alive Dimensions
Giocatelo col doppiaggio giapponese e i sottotitoli. Fatevi un piacere

Speriamo però sia chiaro che tutta la puerilità, a tratti al limite del fan service, che la saga ha sempre offerto (e che a noi pure piace, eh) non intacca minimamente la solidità del sistema di combattimento. Tale densità di mosse, di stili, di personaggi, di modalità, di cose da fare e imparare, sullo "schermetto" del 3DS risaltano ancora di più, anche se Super Street Fighter IV rimane il picchiaduro di riferimento della console portatile. Se Team Ninja saprà, dopo aver tirato le somme con efficacia, ideare un capitolo veramente nuovo, è tutto da vedere. Dead or Alive Dimensions si pone come recupero di un sistema di combattimento ormai classico, ma che ha bisogno di fare passi avanti, in un ipotetico quinto episodio, per non diventare vecchio o, peggio, combattere a colpi di silicone. Nuove generazioni di feticisti poligonali attendono col fiato sospeso.

Voto 4 stelle su 5
Voto dei lettori
Un notevole compendio di dead-or-alività, che fa la sua porca figura su 3DS. Super Street Fighter IV resta imbattuto con il suo gusto rotondo adatto a tutti i palati, ma Dead or Alive è la scelta alternativa per il picchiatore esigente che non intende rinunziare alla sua arena in vero 3D.

Commenti

  1. Buon-Omba

    #1
    io ero indeciso se comprarlo oppure no ma se è quel gioco (la vostra recensione me lo ha riportato alla mente) che all'età di 6 anni insieme a hot porsuit sulla mia tanto odiata /amata (più odiata che amata) ps1 mi ha portato via giorni e notti di puro divertimento beh come rifiutarlo
  2. Stefano Castelli

     
    #2
    Buon-Ombaio ero indeciso se comprarlo oppure no ma se è quel gioco (la vostra recensione me lo ha riportato alla mente) che all'età di 6 anni insieme a hot porsuit sulla mia tanto odiata /amata (più odiata che amata) ps1 mi ha portato via giorni e notti di puro divertimento beh come rifiutarlo
    Pensa che c'è gente che non ha MAI smesso di giocarci, per dire. :D
    Strano il mondo dei videogame, vè?
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