Genere
Azione
Lingua
Sottotitoli in Italiano
PEGI
18+
Prezzo
ND
Data di uscita
8/9/2006

Dead Rising

Dead Rising Aggiungi alla collezione

Datasheet

Produttore
Capcom
Sviluppatore
Capcom
Genere
Azione
PEGI
18+
Distributore Italiano
Electronic Arts Italia
Data di uscita
8/9/2006
Data di uscita americana
24/2/2009
Data di uscita giapponese
19/2/2009
Lingua
Sottotitoli in Italiano
Giocatori
1
Formato Video
HDTV

Hardware

Oltre al gioco in una confezione originale, è richiesta la console Xbox 360 e un controller. Sono supportati l'audio Dolby Digital e la connessione a Xbox Live per scaricare vari extra (come le uniformi aggiuntive di Frank).

Multiplayer

Non è disponibile alcuna funzione multigiocatore all'interno di Dead Rising.

Link

Recensione

Dead Rising: uno sguardo nell'abisso

Retrospettiva di un capolavoro del quale in pochi si sono accorti.

di Andrea Focacci, pubblicato il

Perché George Andrew Romero ha disconosciuto e rifiutato ogni legame con uno dei videogiochi che più si avvicina al suo modo di fare cinema e satira sociale? Per quale motivo, lo stesso regista de "La Notte dei Morti Viventi", ha voltato le spalle a un chiaro omaggio al suo stesso lavoro? Se, fino a questo momento, queste domande vi hanno attanagliato, sappiate che la risposta è più semplice di quanto non immaginiate. E i soldi non c'entrano nulla a questo giro: George Romero non si è riconosciuto. Meglio, si è riconosciuto ma ha preferito distogliere subito lo sguardo per non soffermarsi a pensare a quello che è diventato.
Il regista dannatamente banale e commerciale a cui siamo stati abituati in questi ultimi anni non è nemmeno il lontano parente dello sfigatello squattrinato che seppe creare un capolavoro di satira politica e sociale con quattro soldi nella tasca e qualche attore dilettante, che andava a calcare le scene solo nel dopolavoro serale o nel fine settimana. Quel Romero che, a lunghi tratti, poteva essere accostato all'affascinante figura di John Carpenter (nella stupenda pellicola di "Essi vivono") ha finito per farsi soppraffarre dallo stesso "gore", la violenza fine a se stessa, che costituiva solo una facciata superficiale dei suoi primi lavori.

CON CHE CORAGGIO DITE DI NON AVERE LA PANCIA PIENA?

Dead Rising è un concentrato di succo di Romero al 100%, riprendendone le basi cinematografiche e ideologiche. Il titolo Capcom - identificabile con le stesse pellicole del regista - è una spietata denuncia sociale al limite dell'antiamericanità più spinta, che sputa sul consumismo sfrenato dei giorni nostri e umilia la presunta ottusità a compartimenti stagni che caratterizza la grassa prosopopea dell'americano medio: lo zombie è un morto che cammina. Un morto vivente. O un vivente morto, se preferite. Un involucro di carne che, prigioniero del suo stesso incubo, finisce per riprodurre inconsciamente anche da morto gli stessi comportamenti che ne caratterizzavano l'esistenza: pensate solo agli zombie che spingono senza sosta il proprio carrello della spesa, aggirandosi fra gli scaffali del supermercato magari con gli attrezzi da lavoro in mano. Divorandosi fra di loro, gettandosi con le bracce protese e la testa reclinata indietro verso qualsiasi cosa odori di carne, spinti da una fame senza fine: è qui dove parte la denuncia più chiara, ripresa anche nei titoli di coda del gioco stesso.
L'uomo pensa solo a mangiare... mangiare... mangiare... anche quando non ne avrebbe bisogno, spinto da una forza misteriosa che non gli permette di saziare il proprio stomaco. È lo stesso principio, secondo il gioco, che governa il consumismo: abbiamo realmente bisogno di tutte le cose di cui ci circondiamo? Che spesso cambiamo quando ancora basterebbero le cose che già utilizziamo? È il vuoto dello stomaco o quello di spirito e idee che ci sospinge? In questo senso, è emblematico lo stridere che intercorre fra gli affamati zombie del gioco - a cui non manca di certo la materia per nutrirsi - e lo stesso protagonista, costretto a procacciarsi con difficoltà i minimi pasti indispensabili.

OGNI RESISTENZA È FUTILE?

La massa degli zombie è la massa degli uomini che deambula per inerzia nel proprio incubo. Ogni psicopatico che si incontra, pur caratterizzato dai più comuni clichè della società, sembra invece trasudare vita da ogni poro... quasi a voler dire che l'unica alternativa per distinguersi dal morto vivente, è quella di passare per pazzo: "follia, un adattamento perfettamente razionale a un mondo folle" ha detto R.D. Lang.
Tuttavia, gli psicopatici non colpiscono quasi mai gli zombie - se non accidentalmente - mentre si scagliano con decisione verso il protagonista del gioco: l'unico che, forse, tenta di opporsi allo stato delle cose nella ricerca ossessiva della verità ma che, proprio per questo - ricordiamoci che nulla ci vieta di abbandonare ogni sopravvissuto al proprio destino per proseguire nella "ricerca della verità" o di rischiare noi stessi il contagio / assimilazione - finisce con il perdere di incisività. Terribile, in questo senso, l'altra forte denuncia del gioco verso l'informazione moderna: una saturazione di network, notizie e ogni tipo di fonte che, invece di aprire le menti alla verità, ha il solo risultato di obnubilare ancora di più le coscienze.