Genere
Azione
Lingua
ND
PEGI
18+
Prezzo
€ 69,98
Data di uscita
28/1/2011

Dead Space 2

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Datasheet

Produttore
Electronic Arts
Sviluppatore
Visceral Games
Genere
Azione
PEGI
18+
Distributore Italiano
Electronic Arts Italia
Data di uscita
28/1/2011
Data di uscita americana
25/1/2011
Giocatori
8
Prezzo
€ 69,98

Lati Positivi

  • Solita brillante commistione tra giocabilità, interfaccia e narrazione
  • Grafica di impatto
  • Sistema di combattimento granitico e ulteriormente rifinito
  • Rigiocabilità
  • Multiplayer perfettamente indovinato…

Lati Negativi

  • …anche se sarebbe stata gradita qualche mappa in più
  • Enigmi poco stimolanti
  • Qualche deja vu di troppo

Hardware

Dead Space 2 è disponibile per PlayStation 3, Xbox 360 e PC. L’Edizione Limitata per la piattaforma Sony contiene anche un remake in HD di Dead Space: Extinction, shooter sui binari apparso originariamente su Wii, compatibile con Move. La versione per sistemi Windows richiede almeno un processore a 2.8 GHz, 1 GB di RAM di sistema su Windows XP e 2 su Vista e 7, una scheda grafica a partire da una GeForce 6800 o ATI X1600 Pro e 10 GB di spazio libero su hard disc. La versione testata per la recensione è quella per la console Microsoft.

Multiplayer

Debutta una componente multigiocatore che vede affrontarsi una squadra composta da un massimo di quattro umani contro una formata da un massimo di quattro necromorfi in cinque mappe, con obiettivi specifici per ciascuna.
Recensione

Buon sangue non mente

Gameplay e violenza ai massimi livelli nel ritorno di Visceral Games.

di Stefano F. Brocchieri, pubblicato il

E a proposito di "unlockable", Hard Core è una modalità particolare, che anziché aumentare prevedibilmente la sfida incrementandola in senso algebrico, la inquadra sotto una luce diversa: non ci sono checkpoint, se si muore si ricomincia dall’ultimo salvataggio. E ci sono solo tre save. Una sorta di omaggio alle traversate in corsa che molti di noi avevano fatto nei primi Resident Evil.
Più in generale, come il predecessore, Dead Space 2 invoglia ad essere rigiocato e rigiocato ancora, “liscio” o tramite l’apposita voce New Game+, che permette di cominciare conservando armature e armi di una precedente partita, per dedicarsi all’esplorazione delle possibilità offerte dall’arsenale a cui giocoforza non si è dato fondo nel corso di una prima tornata.
Per la cronaca: oltre che a seguito di sperimentazioni varie con tutti i livelli di difficoltà e l’opzione New Game+, questa recensione è stata redatta dopo aver finito il gioco nella sua interezza una volta a Normal e una volta ad Hard, con il contatore interno che segnava rispettivamente 9:29 e 11:55 ore, offrendo in entrambi i casi una longevità in linea con il predecessore.

UN MALE IN ESPANSIONE

Di fronte al multiplayer di Dead Space la prima reazione del “purista” di survival horror potrebbe essere: “oh no, hanno inserito una feature alla moda a scapito del singolo”. La seconda, specie per chi è a digiuno di Left 4 Dead, Killing Floor e altri titoli simili, potrebbe essere: “è una componente che non c’entra nulla con lo spirito di Dead Space”. La terza, per i conservatori che magari si sono fatti un veloce giro di ricognizione con ogni probabilità sarà: “il gioco è sbilanciato a favore degli umani”.
Tutti argomenti confutati dalla realtà dei fatti: la qualità, la cura e la durata delle nuove avventure di Isaac, come abbiamo appena visto, testimoniano che nulla del single player appare sacrificato. La formula messa a punto da Visceral Games per questa componente, inoltre, è una semplice, naturale applicazione del gameplay tipico di Dead Space a un contesto a più giocatori. Tutto è ancora lì, al suo posto: ritmo, tatticismo e tensione degli scontri in primis.
Lo schema è quello dei multiplayer “asimettrici” tenuti a battesimo oltre 10 anni fa da classici come Aliens vs Predator e tornati alla ribalta negli ultimi anni grazie a Left 4 Dead: una squadra è composta da umani, l’altra da necromorfi. Per avere successo, i primi devono espletare la serie obiettivi prevista da ciascuna delle cinque mappe incluse, che spaziano dall’attivazione di una postazione alla distruzione di una fonte di energia legata al Marchio, dal recupero di un oggetto da portare poi a destinazione al controllo contemporaneo di più punti. I necromorfi vincono se riescono a impedirglielo. Nei loro panni è possibile scegliere tra quattro classi. La prima è rappresentata dai Pack, veloci e agilissimi, che in corpo a corpo possono fare grandi danni, specie sfruttando la loro dinamicità. Vengono poi i Lurker che al contrario sono parecchio statici, ma si danno da fare colpendo dalla distanza con le loro code multiple e muovendosi aderendo a qualsiasi superficie. Il Pucker è una mostro antropomorfo la cui specialità è vomitare addosso agli umani, rallentandone il passo e rendendoli così prede più propizie per gli altri. Lo Spitter, infine, è un necromorfo che se la cava tanto nel corpo a corpo che dalla distanza, grazie alle sue secrezioni.
Se c’è un aspetto su cui Visceral ha lavorato bene è fare in modo che lo scontro tra le due specie risulti appagante e bilanciato sia per un lato della barricata che per l’altro. Nei panni degli umani si parte con un Plasma Cutter e un Pulse Rifle, contando inoltre su un medikit, sulla stasi e sulla possibilità di ottenere rifocillamenti dai nemici uccisi, come nel single player. Una potenza apparentemente fin troppo accomodante che dal punto di vista alieno viene compensata adeguatamente dal fatto che è possibile vedere attraverso i muri, conoscendo sempre la posizione di nemici e compagni, che si può “agganciare” un avversario in corpo a corpo, costringendolo a un quick time event, che si può scegliere il punto di respawn tra diverse alternative e che per l’arena circolano anche “colleghi” controllati dalla CPU. Il tutto è poi bilanciato ulteriormente a monte, con l’assegnazione del punteggio, che attribuisce agli umani 100 punti per ogni uccisione, mentre il triplo agli xenomorfi.
Il gioco prevede poi un sistema di progressione, con punti esperienza e livelli (60, per la precisione), in occorrenza dei quali entrambi gli schieramenti sbloccano nuove possibilità. Insomma, per quanto gli elementi presi di peso dal titolo Valve siano evidenti, il tutto è stato soppesato e confezionato davvero bene (a parte alcuni problemi di telecamera col Pack e il Lurker), offrendo un’esperienza più piacevole e solida rispetto al multiplayer di Singularity, il recente Aliens vs Predator e altri titoli dall’impostazione analoga. Peccato soltanto allora vedere che al tutto si accompagnino solo cinque mappe, anche se la necessità di usare l’Online Pass per giocare fa quantomeno sperare che ne vengano rilasciate di nuove, gratuitamente, come per altri titoli Electronic Arts.

IL VOLTO DELLA PAURA

Prima che tecnici, i ragazzi di Visceral Games sono artisti. Il primo Dead Space era basato su un motore per tanti versi arretrato, che sembrava quasi appartenere all’epoca pre-Pixel Shader 3.0, vista la sua estrema povertà in fatto di shader, a cui si sommava un campionario di texture piuttosto carente. Il gioco però vantava un impatto grafico poco discutibile, grazie all’oculatezza con cui era stata fatta di necessità virtù, presentando modelli poligonali pieni e rifiniti, enfatizzando gli ottimi effetti di illuminazione e lavorando con intelligenza sulle linee “piatte” e futuristiche dell’immaginario di riferimento per valorizzare il colpo d’occhio.
Dead Space 2 si fregia di una simile cura artistica, contando però su una tecnologia più robusta, con risultati facilmente immaginabili. I miglioramenti sono avvenuti un po’ a tutti i livelli, ma sono palpabili in particolare in fatto di shader, particellari ed effetti di illuminazione. Il comparto grafico che ne viene fuori è nel complesso ottimo, a tratti di rilievo assoluto, anche se il motore non sempre riesce a nascondere le sue origini offrendo saltuariamente vedute eccessivamente spartane, mentre l’aliasing sembra rimanere tuttora un limite di questa tecnologia (in attesa di provare la versione PC) e di tanto in tanto il frame-rate risulta appesantito, anche se fortunatamente senza troppe conseguenze per la giocabilità. Il sonoro è un compendio all’altezza, presentando un ampio spettro di grida, clangori e altri rumoracci, resi in maniera particolarmente vivida, e una colonna sonora che si rifà ai classici del cinema d’azione fantascientifico, senza strafare. Purtroppo, non possiamo esprimerci sulla qualità del doppiaggio in italiano, dato che la versione utilizzata ai fini della recensione era completamente in lingua inglese, dove per la cronaca voci e interpretazioni si rivelano perfettamente nella parte.

Voto 5 stelle su 5
Voto dei lettori
Dead Space 2 amplia e perfeziona il predecessore, rivelandosi un’esperienza spettacolare, violenta come non mai e soprattutto da giocare e rigiocare con tanta, tanta soddisfazione. Affrontato al livello di difficoltà più adeguato alle proprie esigenze, il secondo capitolo della saga di Visceral Games è uno dei titoli degli ultimi anni in grado di rendere maggior giustizia alla definizione di “survival horror”, nella sua accezione più genuina e attuale, anche se gli enigmi poco sostanziosi e qualche sensazione di “già visto” di troppo non ne fanno un seguito da accademia. Semplicemente ottimo, invece, il debutto della serie in terra multiplayer, dove Dead Space comincia oggi a diffondere il suo virus a testa alta, senza essere sceso a un solo compromesso con la sua natura, anche se ci aspettiamo di vederlo espanso, in maniera gratuita, con prossimi aggiornamenti.

Commenti

  1. dis-astranagant

     
    #1
    vogliovogliovogliovgoliovogliovogliovogliovogliovoglio..
  2. utente_deiscritto_6190

     
    #2
    Uhm...bene.
    Non so perché, ma avrei voluto leggere "altro".
    Tipo qualche frase tra lo sconvolto e il sorpreso, soprattutto in merito al contenuto ludico.
  3. Solidino

     
    #3
    dis-astranagant ha scritto:
    vogliovogliovogliovgoliovogliovogliovogliovogliovoglio..
      minchia!! Hai letto tutta quella roba in 3 minuti!!:O
  4. dis-astranagant

     
    #4
    Solidino ha scritto:
    minchia!! Hai letto tutta quella roba in 3 minuti!!:O
      In realtà non ho letto una riga :asd:

    Voglio di base.
  5. bibbi 76

     
    #5
    Migliorato e molto più violento....venerdì MIO!!! :sbav: Da quanto letto anche tecnicamente ha decisamente copiuto dei passi in avanti. Avete scritto la rece giocando la versione 360 o PS3?
  6. Stefano Castelli

     
    #6
    bibbi 76 ha scritto:
    Migliorato e molto più violento....venerdì MIO!!! :sbav:  Da quanto letto anche tecnicamente ha decisamente copiuto dei passi in avanti. Avete scritto la rece giocando la versione 360 o PS3?
     "La versione testata per la recensione è quella per la console Microsoft."
  7. bibbi 76

     
    #7
    Stefano Castelli ha scritto:
    "La versione testata per la recensione è quella per la console Microsoft."
      Perfetto grazie 1000! :approved:
  8. Vito

     
    #8
    dead space finora e' uno dei miei giochi preferiti. More of the same andava gia' bene :sbav:
  9. xPeter

     
    #9
    Mi sembra di rileggere stessi entusiasmi suscitati dal primo episodio (entusiasmi che non ho condiviso).
    Come se teoKrazia (ottimo, mi piace un sacco il suo stile di scrittura, quadrato e specifico) stesse "recuperando" anche quelle considerazioni che avrebbe comunque speso riguardo l'originale, in caso di recensione :'D
    Ora bisogna vedere quanto i miglioramenti enunciati possano far evolvere il giudizio sulla serie; in nome dell'incremento della varietà e delle variabili dell'azione, dopo aver constatato che non usciva nient'altro che potesse interessarmi fino a marzo, avevo comunque già prenotato :'D
  10. babaz

     
    #10
    mmmm
    maledizione
    ...
    uff
    tocca prendere anche questo
    davvero, voi dite che un'aspettativa per "recupero ritardi di gaming" me la danno?
    ci provo?
    .
    elleoelle
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