Genere
Action RPG
Lingua
Sottotitoli in Italiano
PEGI
16+
Prezzo
49,90 euro
Data di uscita
5/3/2004

Deus Ex: Invisible War

Deus Ex: Invisible War Aggiungi alla collezione

Datasheet

Produttore
Eidos Interactive
Genere
Action RPG
PEGI
16+
Distributore Italiano
Leader
Data di uscita
5/3/2004
Lingua
Sottotitoli in Italiano
Giocatori
1
Prezzo
49,90 euro

Hardware

Per godervi Deus Ex: Inviible War a una buona risoluzione e senza rallentamenti di sorta ssaranno indispensabili un processore a 2 GHz o superiore, 1 GB RAM e una scheda 3D di ultima generazione con almeno 128 MB di memoria video. Con un Athlon a 2 GHz, una Geforce Ti 4200 e 512 MB RAM siamo riusciti a giocare in modo fluido solo a una risoluzione di 800x600 pixel: non escludiamo comunque ulteriori ottimizzazioni rispetto alla versione demo provata.

Multiplayer

Non sono previste modalità di gioco in multiplayer

Link

Anteprima

Deus Ex: Invisible War

Ci aspetta un futuro di morte e distruzione. L'avevano predetto H.G. Wells e Philip K. Dick, l'hanno dimostrato con la forza delle immagini Ridley Scott e Alex Proyas. Tocca ora a Warren Spector e a Ion Storm dire la loro su quante brutture ci aspettino nell'immediato futuro e lo fanno con il ritorno in grande stile di uno dei giochi più complessi ed entusiasmanti di sempre. Il countdown per la guerra invisibile è già iniziato.

di Francesco Destri, pubblicato il

Gli appassionati di Giochi di Ruolo più giovani e alle prime armi non possono non aver sentito nominare almeno una volta Deus Ex, capolavoro targato Ion Storm che diede una scossa epocale al genere aggiungendo l'immediatezza e il sistema di comando di un classico sparatutto in prima persona ai classici stilemi fatti di inventari, skill, quest, dialoghi a non finire e di un'interattività da capogiro. Il gioco risultò così essere una delle più affascinanti e impegnative esperienze videoludiche di sempre, grazie a una libertà di azione mai vista in un normale sparatutto e al grado di immersività che i mille risvolti della vicenda dal sapore cyber-punk era in grado di provocare nel giocatore. Solo la grafica aveva impedito a Deus Ex di diventare a tutti gli effetti un capolavoro assoluto senza tempo (onorificenza che per molti resta comunque), ma è indubbio come l'unione tra tendenze action-sparatutto-adventure e la complessità tipica di un Gioco di Ruolo non sia stata più la stessa dopo che J.C. Denton (il protagonista di Deus Ex) aveva dimostrato quanto la realtà virtuale fosse ormai a un passo dal realizzarsi.
Tutta questa introduzione per far capire, a tre anni di distanza, quanto sia grande l'attesa per il seguito di Deus Ex (non a caso Nextgame.it gli ha dedicato una Cover Story, con tonnellate di notizie, immagini, e un'intervista al creatore Warren Spector) e quanto il suo unico punto debole (la grafica) possa finalmente trasformarsi nella vera arma vincente del gioco.

SAD HOME SEATTLE

A differenza dei sempre fortunati americani, che potranno gustarsi il gioco intero tra poche ore, gli appassionati italiani dovranno aspettare ancora qualche mese prima di mettere le mani sulla nuova fatica Ion Storm. In questo caso, però, forse la fortuna sorriderà infine proprio a noi, in quanto al di là della prevedibili esigenze di localizzazione, sembra che siano in vista diversi aggiustamenti e miglioramenti rispetto alla versione americana: di essi vi daremo notizia dettagliata al più presto. Nel frattempo possiamo ingannare l'attesa con la prima versione dimostrativa rilasciata da Eidos Interactive che è già in grado di fornire uno sguardo più che soddisfacente su quelle che saranno le tematiche di gioco e il nuovo motore grafico messo a punto dagli sviluppatori.
Bisogna innanzitutto premettere che a livello di ambientazione e di atmosfera Deus Ex: Invisible War riparte proprio da dove era terminato il suo predecessore (ci sono giusto quindici anni di differenza tra le due vicende), ovvero in una metropoli del futuro dai toni fortemente post-apocalittici in cui si mischiano colori a là Blade Runner e uno sfacelo metropolitano degno dei racconti più neri e pessimisti di Philip K. Dick. Non a caso Chicago è stata quasi del tutto disintegrata da una potentissima arma e nel ruolo di Alex. D (a noi decidere se farlo diventare uomo o donna), giovane recluta della Tarsus Academy fuggita a Seattle, dovremo fermare i responsabili di questo atroce attacco prima che tornino in azione e annientino un'altra grande città.
Non aspettatevi quindi atmosfere solari e "caraibiche" sul modello di Far Cry, né tantomeno il cromatismo esasperato di XIII, perchè da Deus Ex: Invisible War non avrete altro che strade fatiscenti, squallide stanze di motel abitate dalla "feccia" della città, spacciatori senza scrupoli e tutto quell'armarmentario tra il cyber-punk e il deprimente che aveva fatto grande anche il suo predecessore (nonché quel piccolo gioiello dimenticato di The Nomad Soul).

IL MONDO VIVO DI WARREN SPECTOR

A livello di gameplay siamo di fronte al già citato mix di azione, esplorazione, avventura, sparatutto in prima persona e soprattutto Gioco di Ruolo; ciò significa innanzitutto un'esperienza di gioco ricchissima di influenze diverse e per molti punti di vista quasi "totale", ma soprattutto un grado di coinvolgimento dato non solo dalla perfetta caratterizzazione ambientale, dalla minuziosità dei dialoghi e degli ambienti mai così dettagliati, ma anche dalla volontà di creare un mondo il più vivo possibile che per una volta saremo noi a "comandare" e a trasformare a nostro piacimento.
Da quanto visto in questa breve versione dimostrativa, l'interazione con l'ambiente si è dimostrata infatti strepitosa. In pratica potremo raccogliere qualsiasi oggetto, scaraventarlo a distanza, utilizzarlo insieme ad altri oggetti per costruire una barriera difensiva (per esempio delle casse accatastate) o un intralcio per i nostri inseguitori. Le stanze sono piene di "gadget" più o meno utili (si va dai medikit alle armi), ma quello che più stupisce è la riproposizione a dir poco certosina di dettagli anche secondari e la sensazione di essere capitati in una realtà pulsante e carica di vita, resa tale sia dal numero di particolari inseriti a livello ambientale, sia dalla libertà che avremo a disposizione nella classica scia dei migliori Giochi di Ruolo. Anche se in questa versione le cose da fare non sono molte, è già chiaro quanto la parola linearità non appartenga al vocabolario della serie di Deus Ex.
L'approccio e il percorso per entrare in una stanza dipende infatti dalla nostra precisa volontà: possiamo fare irruzione dalla porta principale usando un tool a raggi magnetici per sbloccare la serratura, oppure uscire dal palazzo, salire sulla scala antincendio e sorprendere i nemici dalle finestre senza che se l'aspettino, riuscendo così ad abbassare notevolmente il rischio di uno scontro frontale e allo stesso tempo utilizzando derivazioni tipicamente "stealth" che vanno ad aggiungersi ai già numerosi richiami di altri generi. Quello appena fatto è solo un esempio, ma si potrebbe continuare a lungo. Se infatti dovessimo rimanere senza proiettili negli scantinati del palazzo dove è ambientato il livello in questione, possiamo attirare il nemico (in questo caso una specie di topo gigante) vicino alla scala, salire al livello della strada e colpirlo dall'alto con casse o pietre fino a ucciderlo, il tutto senza il minimo rischio di essere colpiti e con un'enorme soddisfazione. Quello proposto dagli sviluppatori è insomma un approccio multistrato già comparso in Deus Ex, dove una quest poteva essere risolta in tre minuti o in tre ore a seconda del nostro approccio e del nostro intuito.

POWER UP PER TUTTI I GUSTI

Non aspettatevi comunque uno di quei sequel privi di innovazioni e dotati solo di un restyling grafico. Le differenze infatti sono molte e, a parte una componente stealth molto più accentuata rispetto a prima, riguardano principalmente l'interfaccia di comando e il sistema di caratteristiche del nostro personaggio.