Genere
Azione
Lingua
Sottotitoli in Italiano
PEGI
16+
Prezzo
ND
Data di uscita
8/2/2008

Devil May Cry 4

Devil May Cry 4 Aggiungi alla collezione

Datasheet

Produttore
Capcom Europe
Sviluppatore
Capcom
Genere
Azione
PEGI
16+
Distributore Italiano
Halifax
Data di uscita
8/2/2008
Data di uscita americana
5/2/2008
Data di uscita giapponese
31/1/2008
Lingua
Sottotitoli in Italiano
Giocatori
1
Formato Video
HDTV

Lati Positivi

  • Comparto grafico ineccepibile
  • Meccaniche di gioco collaudate e intuitive
  • Adrenalinico e feroce come non mai

Lati Negativi

  • Poche sostanziali innovazioni al gameplay
  • Tasso di sfida sensibilmente diminuito
  • Backtracking e respawning

Hardware

La versione PlayStation 3 di Devil May Cry 4 richiede un'installazione preliminare di circa 5 GB di dati (nell'ordine dei venti minuti), così da snellire i caricamenti in-game. Il titolo di Capcom, inoltre, supporta pannelli ad alta risoluzione, fino a 720p. La versione per Xbox 360, invece, non richiede alcuna installazione su disco fisso e i caricamenti appaiono di pochissimo più lunghi, nell'ordine di un secondo o giù di lì.

Multiplayer

Devil May Cry 4 non prevede alcuna modalità multigiocatore, sia online che offline, ma è possibile accedere alle classifiche di valutazione online.

Link

Recensione

Nei panni di un cacciatore di diavoli

Il quarto Devil May Cry, ancor più bello da guardare e da giocare!

di Lorenzo Antonelli, pubblicato il

Ha ben poco senso descrivere Devil May Cry 4 come un mix tra il primo e il terzo capitolo, ma in alta definizione. E ha ben poco senso, ancora, prodursi in fantomatici paragoni tra il "legnoso" gameplay del titolo di Capcom e lo standard acrobatico a cui è giunto l'action 3D di ultima generazione.
Lo sappiamo tutti che l'incappucciato di Jade Raymond (Assassin's Creed) e il dio che si ribellò a Zeus (God of War II) vantano invidiabili doti atletiche, ancora estranee al sistema di controllo implementato da Capcom. Inoltre, è pacifico che gestire i movimenti di Nero non restituirà mai quella stordente sensazione di inerzia e agilità felina di cui è (e sarà) capace Ninja Gaiden.
E questo perché Devil May Cry 4 è ancora un videogioco di vecchia scuola nipponica, tanto fedele a sé stesso nelle meccaniche del gameplay quanto graficamente muscoloso e stilisticamente raffinato. Eccezion fatta per l'introduzione del nuovo personaggio, insomma, Devil May Cry 4 non innova e non stravolge nulla, ma rimane, così come era il primo episodio, un gioco che fa del massacro frenetico, stiloso e incondizionato la sua unica ragione ludica.

THE DEMON'S RAGE

Non c'è nulla di filosofico o troppo cerebrale nelle gesta di Nero (e di Dante, quando sarà personaggio giocabile dalla seconda metà dell'avventura in poi). Quel che conta è massacrare nemici a suon di combo variegate, al fine di ottenere la migliore valutazione possibile. Le infinite pallottole della Blue Rose, lungi dall'essere una reale necessità offensiva, soggiacciono solamente alla spettacolarità dell'azione. Certo è che, se dispensati in maniera creativa (magari mantenendo un nemico a mezz'aria grazie alla potenza di fuoco o creando un tappeto di proiettili mentre ci si tuffa dall'alto su un'orda di nemici), i colpi della pistola in dotazione lasciano spuntare una votazione migliore rispetto all'impiego della sola spada.

LIBERA IL DIAVOLO DENTRO

L'evoluzione del personaggio, inoltre, passa attraverso l'acquisto (semi-automatico o no, a discrezione dell'utente) di nuove abilità, in cambio delle classiche sfere energetiche. È così, infatti, sia lo spadone Red Queen sia il Devil Bringer, in maniera quasi vertiginosa, amplificano la loro potenza di fuoco, al punto di ritrovarsi fra le mani, tempo un paio d'ore di gioco, un'invincibile macchina da combattimento. La cosa appare propedeutica, inoltre, alla porzione di gioco in cui si ritorna a vestire i panni del furioso Dante che, con i suoi quattro storici stili di combattimento (Sword Master, Gunslinger, Royal Guard e Trickster, ora intercambiabili in tempo reale attraverso la croce direzionale del pad), trasforma tutto il noioso backtracking che c'è in un plateale sterminio a ritroso.

ANGELS ON THE SIDELINE

Ci si rammarica, in fondo, per il respawning (nemici che risorgono in aree già bonificate), ma, se non fosse per i timidi enigmi (da considerare come passatempi neanche troppo intricati fra uno scontro e l'altro) che costringono ad attraversare arene già perlustrate, il viaggio che si affronta nel corso dei venti livelli di Devil May Cry 4 è assolutamente mirabolante.
Si attraversa uno sfarzoso salone di un castello gotico, si apre una porta e c'è un angosciante deserto di ghiaccio o una foresta tropicale, per rigettarsi, con disarmante e sfrontata naturalezza, sulla balconata mozzafiato di una pomposa cittadella. È proprio questo continuum architettonico, tanto ardito quanto suggestivo, che lascia focalizzare l'attenzione del giocatore sull'atmosfera di cui è intriso Devil May Cry 4, piuttosto che sull'innegabile bontà del motore tridimensionale.

TUTTI I DIAVOLI DI CAPCOM

Poi, a voler essere pignoli, il titolo di Kobayashi non resta immune all'aliasing, a fenomeni di flickering o a svarioni grafici generati dal sistema di telecamere (barriere invisibili, bizzarre sovrapposizioni poligonali e un sistema di illuminazione dinamica non sempre a punto). Ma conta poco, perché l'alta definizione c'è tutta, i 60 fotogrammi al secondo sono rocciosi e l'adrenalina in ogni scontro scorre a fiumi. Al momento dell'acquisto del gioco, comunque, è fondamentale tenere a mente solo tre cose. La prima è che Devil May Cry 4 non innova il concept di fondo della serie, ma lo esagera dal punto di vista dello stylish e lo ammorbidisce in quanto a curva di difficoltà. La seconda è che, se la saga di Dante & Co. non vi ha mai appassionato troppo, potreste trovare in questo quarto capitolo il miglior compendio della serie e concederle una seconda chance. La terza è che, c'è poco da fare, Dante è di gran lunga più forte di Nero.

Voto 4 stelle su 5
Voto dei lettori
Devil May Cry 4 è innegabilmente un ottimo gioco d'azione tridimensionale, caratterizzato da paesaggi mozzafiato, scontri concitati e mai prima d'ora così epici e adrenalinici, una curva di difficoltà che lascia avvicinare al titolo anche i meno smaliziati cacciatori di demoni e un sistema di controllo semplice e razionale. Certo è che ci si sarebbe potuti attendere innovazioni e stravolgimenti al gameplay (sia per quanto riguarda il sistema di inquadrature sia lo svecchiamento di alcune dinamiche di gioco), ma il titolo di Capcom, nel bene o nel male, rimane il capitolo più curato e tecnicamente avanzato della serie. Un titolo che non fallisce, insomma, perché non osa, ma introduce sensibili migliorie a una saga già ampiamente collaudata. Se siete dei seguaci di Dante, quindi, non dovreste lasciarvi sfuggire questo pregevole videogioco.